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Tutti noi dipendiamo da ecosistemi equilibrati per il cibo e l’energia, l’acqua e la biodiversità.

Il loro continuo degrado contribuisce al cambiamento climatico e aumenta il rischio di gravi disastri ecologici. Questi ultimi, indebolendo gli ecosistemi naturali facilitano la diffusione dei patogeni
aumentando l’esposizione dell’uomo a tali rischi. La soluzione per un futuro meno legato a ospedali sempre più grandi, vaccini sempre più potenti, disinfettanti sempre più tossici, passa anche attraverso la ricostruzione di quello che abbiamo distrutto, rimettendo insieme i pezzi degli unici sistemi in grado di proteggerci da epidemie e catastrofi: gli ecosistemi naturali.

La cascata trofica è un processo ecologico che inizia al vertice della catena alimentare e si snoda fino in fondo al processo. Un classico esempio è fornito da quanto si verificò nel Parco Nazionale di Yellowstone, negli Stati Uniti, quando nel 1995 furono reintrodotti i lupi, dopo 70 anni di assenza.
Il ritorno dei lupi aiutò a riequilibrare il rapporto tra gli animali, a rigenerare la vegetazione e a stabilizzare il corso dei fiumi. Il bosco, ripopolato, non è più un parco protetto per l’uomo ma la casa di esseri viventi che possono rivelarsi pericolosi. La convivenza in questo ambiente è possibile solo con una adeguata formazione ed informazione.

Cerchiamo di ribadire che in mezzo alla natura selvaggia è vero che siamo a casa, ma non è esattamente casa nostra: è un luogo dove siamo ospiti e come tali ci dobbiamo comportare. Il modo di rapportarci, con animali visibili e invisibili, può fare la differenza tra una felice riuscita della nostra escursione o del nostro viaggio e una conclusione disastrosa.

La conoscenza e la preparazione sono elementi indispensabili per interagire serenamente con la natura e le sue forze.


Intervengono:

• Lorenza Pratali (SIMeM)
• Antonella Bergamo (SIMeM e SAT)

• Andrea Mustoni
• Marta Gandolfi
• Andrea Rossanese
• Giuseppe Bacis
• Nicoletta Dorigoni
• Anna Beltrame

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