Si è tenuta sabato 18 aprile 2026, all’Auditorium di Interbrennero Spa, l’Assemblea dei Delegati SAT
Nella immagine offerta dalla Assemblea dei Delegati del 2026, tenuta il 18 aprile e presieduta dal presidente ANA Trentino Paolo Frizzi, la Società degli Alpinisti Tridentini è apparsa una comunità in salute, capace di tenere insieme attività, visione e responsabilità.
Per prima, è stata approvata senza voti contrari la relazione morale del presidente Cristian Ferrari, che va letta nella sua interezza; essa ha operato una sintesi del lavoro delle Sezioni e dei volontari, che ogni giorno traducono in azioni concrete i principi dell’associazione: dalla gestione del territorio alla cura della rete sentieristica, dalle attività culturali alla formazione. Ferrari ha richiamato con forza anche il tema della tutela dell’ambiente montano, e quindi del limite, già al centro del Congresso SAT di San Lorenzo in Banale: “la montagna non è un parco giochi illimitato”, ma un ambiente che richiede consapevolezza, responsabilità e qualità delle scelte. Infine, uno sguardo al futuro, con particolare attenzione ai giovani: “è su questo che dovremo fare un salto di qualità nei prossimi mesi”.
Ha anche ricordato l’intervento che ha contribuito ad impedire la approvazione del disegno di Legge 53/2025; esso voleva introdurre novità radicali, consentendo a pochi portatori di interesse di ottenere, con procedure semplificate, autorizzazioni alla realizzazione di grandi opere infrastrutturali a livello turistico. In altre parole, la privatizzazione di beni pubblici o collettivi, la abrogazione dei poteri di controllo da parte dei Comuni, lo stravolgimento delle forme di godimento privato o collettivo di luoghi, prati, boschi, attraverso la forma innovativa della “autorizzazione unica”. Alla opposizione della SAT si sono aggiunte altre associazioni, e poi le ASUC del Trentino; ed il progetto è stato ritirato.
Sotto la guida sapiente e attenta alla chiarezza nell’esposizione, realizzata dalla vicepresidente Fedrizzi, si è poi passati all’approvazione del bilancio. Il capitale investito ammonta a 15,7 milioni di euro, di cui 9,5 milioni di euro si riferiscono ad immobilizzazioni ed i restanti 6,2 milioni di euro all’attivo circolante (crediti e liquidità). Le risorse a copertura delle attività sono rappresentate dal patrimonio netto che ammonta ad oltre 10 milioni di euro e da altri debiti prevalentemente non onerosi. Dunque una situazione equilibrata e solida. Dalla lettura del rendiconto gestionale si riscontra la composizione dei ricavi: le principali entrate derivano dai rifugi (30%) e dal tesseramento (29%), seguiti da contributi (16%) e sponsor (5%). Una ripartizione che trova un riscontro nei costi, dove rifugi (26%) e tesseramento (24%) rappresentano le voci principali, seguite dai costi amministrativi (15%), dai costi delle attività istituzionali e culturali (11%) – che comprendono anche i 50 mila euro che, per il secondo anno, sono stati ridistribuiti alle Sezioni come riconoscimento per l’attività da loro svolta –, e dalla rete sentieristica (5%). Per il tesseramento, le voci di spesa sono rappresentate dalle elevate quote di bollino devolute al CAI per assicurazioni, stampa e per il ruolo nazionale di questa istituzione. L’avanzo di gestione ammonta circa a 72 mila euro, che viene reinvestito nel patrimonio.
Questo conferma che le risorse vengono reinvestite nelle attività, nella gestione delle strutture e nei servizi ai soci; esse coincidono con le principali aree di impegno e di spesa, e vengono tutte direttamente impegnate nella gestione della montagna, nelle strutture, nelle attività e nella vita delle comunità. La misura minima dell’avanzo conferma una gestione orientata non al profitto, ma alla continuità e alla qualità dell’azione dell’associazione.
Sempre la stessa vicepresidente ha illustrato le voci del conto preventivo; ed anche questo è stato accolto ed approvato, confermando il consenso della assemblea sul programma e le previsioni di spesa della SAT; con la promessa che anche per questo anno vi sarà, in caso di realizzazione del programmato utile di gestione, una restituzione alle sezioni APS nella forma orami collaudata di contributo alle attività svolte.
La revisora dei conti, dr Ruffini, ha reso informazione sulla futura fiscalità della SAT Sede Centrale; con l’entrata in vigore della normativa a riguardo, i contributi per i sentieri verranno computati come entrata commerciale, e questa voce diverrà prevalente nella comparazione con quelle istituzionali (tesseramento); con passaggio della SAT ad APS commerciale a partire dal 2027, e conseguenti maggiori oneri fiscali.
Sono state illustrate ed approvate le modifiche intervenute agli art. 23 co. 1 e art. 26 del Regolamento; materia di competenza del Consiglio Centrale, ma su cui la Assemblea conserva il dovere di intervento, sia pure in sede consultiva.
Doveva poi seguire la elezione della Commissione elettorale, che lo Statuto riserva all’assemblea; ma non si sono trovati candidati, per una attività che si esaurisce nei pochi mesi della campagna elettorale ma che impegna e incontra critiche e contestazioni. È stata messa ai voti una mozione di delega di tale scelta al Consiglio Centrale. Come pure è stata rimessa al CC la scelta dei delegati alla prossima assemblea CAI di Modena.
Vi è stata la orami consueta successione delle diffuse relazioni/narrazioni dei presidenti di commissione sulla attività svolta da ciascuna di esse. Per il cui contenuto si rinvia alla lettura della relazione sociale, già diffusa al momento della sua approvazione da parte del Consiglio. A ricordare che la SAT rappresenta un sistema complesso che si fonda su un elemento distintivo: il volontariato. È grazie a questo impegno diffuso, e fondato soprattutto sull’opera delle sezioni e delle commissioni, che la SAT riesce a garantire continuità, qualità e presenza, mantenendo un presidio reale sul territorio e dando realizzazione ai suoi programmi. Non solo attività, quindi, ma una capacità concreta di costruire comunità, trasformando numeri e azioni in un patrimonio condiviso. In tale sede si è inserita una relazione sulla più recente esperienza del premio SAT, che ha visto già nello scorso anno una sostanziale innovazione delle sue scelte, che ha visto momenti di emozione nella premiazione dell’alpinista Manolo e della Fondazione Stava 1985; e che riserva interessanti sorprese (per ora non ancora disvelate) per la prossima manifestazione, fissata al prossimo primo maggio; momento importante di approfondimento sotto il profilo della cultura ed identità della associazione, che segna i suoi indirizzi nel prossimo futuro.
Il Presidente ha poi informato e dato atto del ritiro della mozione presentata due anni fa dalla sezione di San Lorenzo in Banale; la commissione nominata al fine di verificare la capacità degli organi centrali a rappresentare tutto il territorio della provincia, in cui opera la SAT, ha riconosciuto dopo un acceso confronto con le sezioni che l’attuale sistema di elezione non può essere utilmente sostituito da altro.
È poi stata la volta della mozione delle sezioni di Trento, Rovereto e Pergine, che proponeva l’istituzione di una commissione di studi sulla modifica dello statuto, volta alla sua maggiore chiarezza e coerenza, oltre che alla verifica della possibilità di modificare il rapporto tra il numero dei delegati elettivi ed i soci rappresentati, che oggi è di 1 a 500; l’assemblea ha votato contro, ma questa volta con poco margine di differenza (52 voti contrari, mentre 34 erano quelli favorevoli); segno che era stata compresa la serietà della proposta, e con essa la importanza degli argomenti messi in campo; ma che si preferiva mettere da parte le discussioni sul possibile miglioramento dell’assetto istituzionale, per poter lavorare senza indugi alla missione quotidiana della SAT.
Nelle conclusioni, il presidente ha riassunto la comunicazione della SOSAT, rimasta assente alla assemblea, e che pare riassumere le sue richieste in una attenzione a dei suoi non chiari problemi economici; per rilevare che non ha alcun senso dichiarare di cercare un colloquio, ed insieme negarsi ad esso, e poi affidarsi a fantasiosi messaggi contenuti in lettere e inesatte dichiarazioni ai giornali.
Su questi ultimi due temi si è soffermato con un intervento brevissimo ma molto applaudito il vicepresidente Giacomelli: ha ribadito che la forza e la sorte di una comunità quale la SAT non dipendono che in minima parte dalla raffinatezza dell’ordinamento che la lega e disciplina, e neppure dai mezzi finanziari a disposizione, ma sono essenziali la coesione e la passione civile dei suoi associati.
Infine, una informativa della sezione di Riva del Garda sul centenario della sua fondazione, ed un intervento/richiamo di alcune sezioni della Vallagarina sulla importanza dei temi ambientali.





