
Sono l’alpinista ‘MANOLO’ MAURIZIO ZANOLLA, lo storico MATTEO MELCHIORRE e la FONDAZIONE STAVA 1985 i premiati del Premio SAT 2025, uno dei momenti clou del Trento Film Festival.
Così, mercoledì 30 aprile, ha decretato la Giuria del Premio composta da: Claudio Bassetti, presidente di giuria; Cristian Ferrari, presidente SAT; Palma Baldo, alpinista; Carlo Ancona, consigliere SAT; Marco Benedetti, già direttore del bollettino SAT; Ugo Scorza, presidente della Sezione di Trento.
“Il premio SAT – ha sottolineato il presidente di Giuria, Claudio Bassetti – da ventinove anni riconosce figure che segnano la storia dell’alpinismo, che raccontano la vita della montagna e della sua gente, testimoniano la solidarietà e la socialità quotidianamente praticata di persone e associazioni. Anche quest’anno il Premio ha riconosciuto coloro che ci hanno regalato contributi di altissimo valore nel proprio campo arricchendo la Comunità intera di interpretazioni profonde del rapporto con la montagna: la ricerca di senso, la cura della memoria, l’attenzione ai territori minori. I nostri premiati ci ricordano che siamo immersi in una dimensione che richiede una presa di coscienza collettiva, un’assunzione di responsabilità nei confronti sia del posto in cui abitiamo, sia dell’intero Pianeta”.
A consegnare i Premi sono stati: il presidente di SAT, Cristian Ferrari; il presidente del Trento Film Festival, Mauro Leveghi; la vicesindaca del Comune di Trento, Elisabetta Bozzarelli.
Ai vincitori è stata consegnata un’opera d’arte unica e non riproducibile: un’incisione di Remo Wolf, prestigioso artista trentino, che insieme a Mario Rigoni Stern tenne a battesimo la Biblioteca della Montagna SAT e autore dell’“ex libris” della Biblioteca stessa.
A seguire, immancabile ed emozionante, il CORO DELLA SAT.
LE MOTIVAZIONI DELLA GIURIA

Alla Fondazione Stava 1985 “perché a quarant’anni dalla immane tragedia, la Fondazione opera per promuovere una memoria che non è fine a sé stessa, ma che vuole creare e rafforzare quella coscienza delle proprie personali responsabilità che è mancata a Stava e che deve servire per evitare che si ripetano ancora avvenimenti simili, prevedibili ed evitabili come ebbe a ricordare il Presidente Mattarella nel trentesimo anniversario”.

A Matteo Melchiorre, classe 1981 “per essere uno storico per vocazione e formazione. Per i suoi testi narrativi, scritti con penna mirabile, su temi diversi fra loro, ma ricchi di passione civile e responsabilità verso una montagna minore, quasi dimenticata. Melchiorre ha una attenzione particolare per temi nodali come radicamento e sradicamento, su trasformazioni del territorio, sul potere e le sue manifestazioni, sulla perdita delle radici culturali di una comunità, sulla rimozione o addirittura cancellazione delle memorie visive e di quelle immateriali”.

A Maurizio Zanolla, conosciuto come Manolo, “per essere uno dei più grandi scalatori italiani e internazionali che ha rivoluzionato la storia di questa attività. Per aver tracciato dei veri capolavori in parete, accompagnando il gioco dell’arrampicata con un grande rispetto per la natura e una profondità rara di interpretazione e lettura del rapporto fra uomo e la grandiosità della verticalità, alla ricerca dell’equilibrio”.




