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Bollettino SAT

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Comitato di redazione

Direttore editoriale
Maria Carla Failo

Direttore responsabile
Marco Benedetti

Comitato di redazione
Claudio Ambrosi
Franco de Battaglia
Paola Bertoldi
Mario Corradini

Riccardo Decarli
Mauro Grazioli

Ugo Merlo
 

Sede Redazione
Biblioteca della montagna-SAT
Via Manci, 57
38100 - Trento
Tel. 0461 980211
e-mail: bollettino@sat.tn.it
Direzione e Amministrazione
presso SAT
Trento
Via Manci, 57
Abbonamenti
Annuo: 10.50 €
Un numero: 3.00 €

La storia

Il Bollettino della SAT uscì per la prima volta nel 1904, come rivista della Società degli Alpinisti Tridentini.
Sostituiva gli Annuari che dal 1874 costituivano, assieme alla costruzione dei primi rifugi ed al mantenimento dei primi sentieri, una delle principali fatiche della società.
Tali Annuari hanno largamente contribuito alla diffusione della conoscenza geografica, geologica, folcloristica, storica della regione trentina. Ad essi collaborarono molti studiosi locali tra i quali Francesco Ambrosi, Annibale Apollonio, Cesare Battisti, Giovanni Battista Adami, Nepomuceno Bolognini, Cesare Boni, Lamberto Cesarini Sforza, Riccardo Canestrini, Vigilio Inama, Paolo Orsi, Giacomo Bresadola, Vittorio Largaiolli, Guido Sette, Torquato Taramelli, Antonio Tambosi, Silvestro Valenti ed altri ancora.

Fanno parte di questi Annuari anche i quattro volumi della Guida del Trentino di Ottone Brentari (la SAT lo ricordò dedicandogli il rifugio a Cima d'Asta), guida che ancor oggi preziosa fonte di notizie sui nostri paesi.

Nel 1903 per i soci della SAT - che dai 153 del 1873 erano passati a 1567 e le delegazioni coprivano l'intera provincia - si faceva sempre più insistente la necessità di un maggiore collegamento fra socio e Direzione ed ecco nascere l'idea della rivista, che, secondo la moda del tempo e l'esempio di altre associazioni simili (Club alpino inglese, Club alpino francese, Club alpino svizzero, Club alpino austro-germanico...) si chiamò Bollettino dell'Alpinista.
Era del formato 16 x 22 ed usciva ogni due mesi, portando i programmi dell'attività sociale, le relazioni dei convegni e delle assemblee, la cronaca minuziosa delle prime salite, la descrizione delle montagne o di zone poco conosciute, agitava fin da allora problemi di protezionismo montano. Ospitava pagine naturalistiche, di rilievi toponomastici, trascrizioni di pergamene interessanti il nostro mondo alpino, dava la cronaca spicciola della vita sociale, ricca bibliografia di riviste e studi sulla montagna. La pubblicazione veniva distribuita gratuitamente ad ogni associato ed aveva una tiratura di 2.500 copie. L'abbonamento per i non soci era di 2 corone.
Nel 1905 il formato fu ridotto a 18 x 24 e da allora la stampa del Bollettino continuata seguendo in linea di massima le stesse linee direttrici, ma non certo con la continuità che i promotori del 1904 si erano proposti.

La prima guerra mondiale segno' il primo dei periodi d'interruzione quando la SAT verrà sciolta d'autorità nel 1916.

La pubblicazione del Bollettino riprese, in forma più modesta per numero di pagine e qualità della carta, anche se la situazione economica della SAT era molto difficile, sia per il distrutto patrimonio dei rifugi che si dovevano ricostruire, sia per la perdita di molti collaboratori dispersi dagli eventi bellici. La pubblicazione ebbe vita breve: durò solamente due anni, dal 1921 al 1923. Nel 1924 il Bollettino si trasforma in Gazzetta del Turismo e dello Sport, rivista non più solamente Satina. Muta di formato che passa al 34 x 24, e, pur qualificandosi come organo ufficiale della Società Alpinisti Tridentini, non ha più le rubriche di prima, ne' riporta più la cronaca sociale.
Con il 1926 il Club Alpino Italiano, di cui la SAT fa parte come sezione autonoma dal 1920, diventa un'organizzazione controllata dal regime: il Bollettino della SAT cessa la pubblicazione ed i soci ricevono invece la "Rivista mensile del CAI".

Solo nel 1946 il Bollettino può tornare ad uscire, con direttore responsabile il giornalista Enrico Graziola. Risente della situazione postbellica: carta scadente, caratteri piccoli, pochissime illustrazioni; però esce regolarmente ogni due mesi e serve allo scopo di tenere informati i soci sulla vita della società, sui problemi che vi vengono discussi. Non vi mancano pagine sull'alpinismo, scritti di divulgazione scientifica, storica, folcloristica. Durò anche questa volta per soli due anni: col numero del dicembre 1948 il Bollettino cessava un'altra volta di vivere per assoluta mancanza di mezzi. Non era più gratuito e veniva diffuso per abbonamento fra i soci, ma per erano pochissime le Sezioni che riuscivano a far abbonare il 10% dei propri soci anche se l'abbonamento era di sole 400 lire annue. La SAT appoggiò allora la nuova iniziativa del Graziola di pubblicare una rivista di cultura trentina dal titolo "Montagne e Uomini" - rubrica che appariva spesso nel cessato Bollettino - che ebbe la durata di due anni e non era più organo ufficiale della SAT.
Dovranno passare altri sei anni prima che la SAT trovi la forza e i mezzi finanziari per ridarsi la vecchia rivista. Ciò accadrà nel maggio 1954 sotto la presidenza di Giuseppe Stefenelli. La direzione responsabile sarà data al giornalista Carlo Colò, suscitando con ciò anche qualche perplessità dato che questi era stato direttore del quotidiano "Il Brennero".
Da allora il Bollettino della SAT e' uscito regolarmente, prima in forma bimestrale, poi in quella trimestrale. Dopo la morte di Colò nel 1964, la direzione della pubblicazione venne assunta da Quirino Bezzi.

Il contenuto conserva la doppia fisionomia tradizionale, ci quella fra semplice bollettino di notizie sociali (vita delle sezioni, prime salite, bibliografia di montagna, necrologi di soci scomparsi, resoconti delle attività sociali, assemblee, congressi, convegni) e quella di rivista vera e propria con scritti che riguardano brani di storia, argomenti di scienze naturali, di speleologia, di alpinismo anche extraeuropeo, di itinerari alpinistici, di soccorso in montagna; non manca ogni tanto qualche voce poetica dialettale, qualche rievocazione di momenti di vita sociale d'altri tempi.
Dal 1971, con copertina in quadricromia.

Dal 1984 il Bollettino ha aumento il numero delle pagine e rinnovato la veste grafica. Con il secondo numero del 1989 e' succeduto a Quirino Bezzi, Franco de Battaglia a cui è seguito, a partire dal primo numero del 1994, Marco Benedetti.

Dalla fine del 2011 la direzione è solo formalmente in carico a Benedetti ed è passata invece a Claudio Ambrosi con la formula di direttore editoriale. Con la nomina di quest’ultimo a direttore generale della SAT la direzione editoriale è passata a Maria Carla Failo.

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