Biodiversità e Natura in Trentino

Baselga di Pinè, 29 ottobre 2026

Il 23 giugno del 1986, la Provincia Autonoma di Trento emanava la legge n. 14, dedicata all’istituzione dei “biotopi” e alla tutela di zone di rilevante interesse naturalistico, scientifico e culturale. A 40 anni di distanza, l’appuntamento si propone come un momento di riflessione sul futuro della conservazione della Natura in Trentino; attenzione sempre più necessaria anche alla luce dell’esperienza maturata negli anni e ai cambiamenti ambientali e climatici in atto.

Un evento che vuole essere sintesi conoscitiva sul passato, aggiornamento sulle conoscenze acquisite, momento di confronto e dialogo fra le diverse realtà per tratteggiare insieme le direttrici entro cui immaginare un nuovo approccio alla “cura” dei valori ambientali del nostro territorio.

QUANDO

Giovedì 29 ottobre, dalle 8:45 alle 18:00

DOVE

Centro congressi Baselga di Piné; Biblioteca LAC

COMITATO ORGANIZZATORE

Comitato Laghi Piné
Commissione Tutela Ambiente Montano SAT
Società di Scienze Naturali del Trentino
Italia Nostra – Sezione Trentina
Istituto Nazionale Urbanisti e Osservatorio del Paesaggio

ISCRIZIONI

Per partecipare è necessario iscriversi entro venerdì 23 ottobre. Le modalità di iscrizione e pagamento sono disponibili in fondo a questa pagina.

 


PROGRAMMA

8:00 – 8:45 Registrazioni e accoglienza

8.45 – Apertura convegno e saluti delle autorità
Moderano: Claudio Ioriatti (Comitato Laghi), Paolo Pedrini (Società di Sc. Naturali del Trentino)

Saluti delle Autorità

PARTE 1: Il percorso normativo e scientifico dall’istituzione dei biotopi ad oggi in Trentino
9:00 – Motivazioni e i valori culturali e naturalistici nell’istituzione delle aree protette
a cura di Cesare Lasen
9:30 – Dai biotopi alla Rete Natura 2000
a cura di Lucio Sottovia
10:00 – Integrare territorio, paesaggio, ambiente. Il percorso della pianificazione
a cura di Bruno Zanon

10:30 – Coffee break

PARTE 2: Dai monitoraggi dei biotopi e della Rete Natura 2000, lo stato attuale su flora e fauna
10:50 – La flora e gli habitat
a cura di Filippo Prosser, Fondazione Museo Civico di Rovereto
11:10 – La fauna e lo stato di conservazione dei loro habitat
a cura di Francesco Rovero, MUSE-Museo delle Scienze di Trento

PARTE 3 – Per una tutela diffusa oltre i confini delle aree protette
11:30 – Il valore scientifico e culturale delle nuove modalità di agire a tutela della biodiversità (dal locale al globale)
a cura di Alessandro Chiarucci, Università degli Studi di Bologna
12:00 – Dalle più recenti acquisizioni scientifiche come proseguire nella conservazione della Natura: necessità e proposte.
a cura di Luigi Boitani

12:30 – Considerazioni a conclusione della mattinata e invito a proseguire nel pomeriggio

12:40-14:00 PAUSA PRANZO

14:00 – Introduzione ai Tavoli del pomeriggio
Manuela Baldracchi (Italia Nostra), Chiara Fedrigotti (TAM-SAT)

14:10 – Tavola rotonda 1: Dalle sorgenti al grande fiume, paesaggi e ambienti di estremo valore, a difesa della risorsa acqua.
Intervengono: Raffaela Canepel (APPA), Vittorio Stonfer (BIM Adige), Tommaso Bonazza (Comitato Acque Trentino)
Modera: Giampaolo Ioriatti (Comitato tutela laghi)

14:50 – Tavola rotonda 2: Il ruolo dell’agricoltura nel plasmare il paesaggio e creare ecosistemi: quale impegno per la biodiversità?
Intervengono: Alessandro Dalpiaz (Confcooperative agroalimentare e pesca), Mara Baldo (CIA Trentino), Gianluca Barbacovi (Coldiretti Trentino Alto Adige)
Modera: Walter Nicoletti (Giornalista)

15:30 – Tavola rotonda 3: Foreste e boschi nel futuro: valore e ruolo ecologico per una biodiversità in connessione
Intervengono: Silvano Baldessari (ASUC Baselga del Bondone), Giovanni Giovannini (Servizio Foreste PAT), Andrea Bertagnolli (Magnifica comunità di Fiemme)
Modera: Francesco Dellagiacoma

16:10 – Tavola rotonda 4: L’alta montagna, patrimonio condiviso, elemento di richiamo, ecosistemi contesi di estrema fragilità.
Intervengono: Giacomo Broch (Federazione Provinciale Allevatori di Trento), Cristian Ferrari (Società Alpinisti Tridentini), Luigi Casanova (Mountain Wilderness Italia), Paola Frigo (Trentino Marketing)
Modera: Francesco Gubert

17:00 – Parola al pubblico

17:30 – Discussione finale
In dialogo con Luigi Boitani, Alessandro Chiarucci, Cesare Lasen e Bruno Zanon e altri; momento di riflessione finale sulla giornata e sul futuro della conservazione della Natura in Trentino.

Chiusura 18:00

APPROFONDISCI I CONTENUTI DEI TAVOLI

Dalle sorgenti al grande fiume, paesaggi e ambienti di estremo valore, a difesa della risorsa acqua.  

Intervengono: Raffaela Canepel (APPA), Vittorio Stonfer (BIM Adige), Tommaso Bonazza (Comitato Acque Trentino)

Modera: Giampaolo Ioriatti (Comitato tutela laghi)

La rinaturalizzazione dei corsi d’acqua rappresenta oggi una strategia fondamentale per la tutela della biodiversità alpina e per il miglioramento della qualità ecologica delle acque, poiché consente di ristabilire le dinamiche naturali dei fiumi, favorire la presenza di habitat diversificati e incrementare la capacità autodepurativa degli ecosistemi acquatici. Attraverso il ripristino delle fasce ripariali, delle zone umide e della continuità fluviale, i corsi d’acqua possono infatti trattenere e trasformare parte del carico di nutrienti proveniente dalle attività agricole e dagli insediamenti antropici, riducendo fenomeni di eutrofizzazione nei laghi alpini e migliorando lo stato chimico e biologico delle acque. In questo contesto, la compatibilità tra utilizzo idroelettrico, pratiche agricole e salvaguardia ambientale richiede un approccio integrato di gestione del territorio, capace di conciliare produzione energetica, uso della risorsa idrica e conservazione degli ecosistemi. Ciò implica il rilascio di deflussi ecologici adeguati, la mitigazione degli impatti delle derivazioni idroelettriche, l’adozione di tecniche agricole sostenibili a basso apporto di fertilizzanti e pesticidi, nonché il monitoraggio continuo della qualità delle acque. Solo attraverso una pianificazione coordinata e orientata alla sostenibilità sarà possibile preservare l’equilibrio ecologico dei corsi d’acqua e dei laghi alpini, garantendo al contempo i servizi ambientali, economici ed energetici indispensabili per le comunità montane.

In questa prospettiva si inserisce anche l’attenzione per alcuni laghi in cattivo stato di conservazione, come quello di Serraia, dove da alcuni anni sono stati proposti una serie di interventi, fra i quali: la richiesta di rinaturalizzazione del Fos Grant nel tratto che attraversa il biotopo delle paludi di Sternigo, una rinnovata gestione dei prelievi a fini idroelettrici dal lago di Serraia e la garanzia di un adeguato deflusso minimo vitale verso il torrente Silla. Si tratta di interventi orientati a preservare il valore ecosistemico della risorsa idrica e a rafforzare la resilienza ambientale dell’Altopiano, attraverso una gestione più equilibrata e sostenibile delle acque superficiali.

Il ruolo dell’agricoltura nel plasmare il paesaggio e creare ecosistemi: quale impegno per la biodiversità?

Intervengono: Alessandro Dalpiaz (Confcooperative agroalimentare e pesca), Mara Baldo (CIA Trentino), Gianluca Barbacovi (Coldiretti Trentino Alto Adige), 

Modera: Walter Nicoletti (Giornalista)

L’agricoltura trentina si è progressivamente distinta per un significativo percorso di transizione verso modelli più sostenibili dal punto di vista ecologico, cercando di conciliare le esigenze produttive con la tutela del territorio e della biodiversità. Pur dovendo confrontarsi con i limiti imposti dalla necessità di garantire redditività economica a una diffusa rete di piccoli produttori agricoli e allevatori, il settore ha introdotto nel tempo pratiche orientate alla riduzione dell’impatto ambientale e alla valorizzazione degli ecosistemi rurali. In molte aree agricole sono stati infatti mantenuti o ripristinati elementi di naturalità, come siepi, fasce tampone, filari alberati, prati stabili e zone umide, capaci di migliorare la connessione ecologica tra gli ambienti produttivi e le aree marginali ad alto valore naturalistico. Questo approccio contribuisce non solo alla conservazione della fauna e della flora locali, ma anche alla qualità paesaggistica del territorio e alla resilienza degli ecosistemi agricoli rispetto ai cambiamenti climatici. La sfida futura sarà quella di rafforzare ulteriormente tali pratiche attraverso politiche di sostegno, innovazione tecnica e valorizzazione economica delle produzioni sostenibili, riconoscendo all’agricoltura un ruolo centrale nella gestione equilibrata del paesaggio alpino e nella salvaguardia dei servizi ecosistemici. 

Foreste e boschi nel futuro: valore e ruolo ecologico per una biodiversità in connessione

Intervengono: Silvano Baldessari (ASUC Baselga del Bondone), Giovanni Giovannini (Servizio Foreste PAT), Andrea Bertagnolli (Magnifica comunità di Fiemme) 

Modera: Francesco Dellagiacoma 

La gestione delle foreste trentine dopo gli eventi estremi causati dalla tempesta Vaia richiede un nuovo approccio capace di coniugare resilienza ecologica, produttività forestale e fruizione ricreativa del territorio montano. La ricostruzione del patrimonio boschivo non può limitarsi al semplice ripristino delle superfici danneggiate, ma deve orientarsi verso modelli di gestione più vicini alla naturalità, favorendo la diversificazione delle specie, la stabilità ecologica dei popolamenti forestali e una maggiore capacità di adattamento ai cambiamenti climatici. In questo processo assume un ruolo centrale quello delle ASUC, proprietarie di una parte significativa dei boschi trentini, così come dei grandi complessi forestali demaniali gestiti direttamente dai servizi provinciali, come nel caso della foresta di Paneveggio, luoghi nei quali è possibile sperimentare pratiche innovative di gestione sostenibile e tutela paesaggistica. Accanto alla dimensione forestale, non va inoltre sottovalutato il contributo degli allevatori nella conservazione dell’identità del paesaggio alpino e della biodiversità. La gestione dei pascoli e delle malghe d’alta quota, infatti, svolge una funzione essenziale nel mantenimento degli ambienti aperti, nella prevenzione dell’avanzata del bosco e nella salvaguardia di habitat di elevato valore naturalistico. Per questo motivo, le attività agro-pastorali devono essere sostenute attraverso politiche pubbliche capaci di integrare le esigenze economiche delle aziende di montagna con gli obiettivi ecologici e di tutela territoriale, riconoscendo il valore ambientale e culturale del presidio umano delle aree alpine.

L’alta montagna, patrimonio condiviso, elemento di richiamo, ecosistemi contesti di estrema fragilità. 


Intervengono: Giacomo Broch (Federazione Provinciale Allevatori di Trento), Cristian Ferrari (Società Alpinisti Tridentini), Luigi Casanova (Mountain Wilderness Italia), Paola Frigo (Trentino Marketing) 

Modera: Francesco Gubert

La montagna di ieri e oggi fra abbandono e fruizione intensiva, quale contributo può dare l’agricoltura di montagna alla cura dei paesaggi di un Trentino dalle tante potenzialità e dai diversi valori culturali e storico identitari. 

La gestione delle aree sciistiche e della pianificazione urbanistica in quota rappresenta una delle principali sfide per i territori alpini, chiamati a conciliare lo sviluppo dell’industria turistica con la tutela degli ecosistemi montani e della qualità paesaggistica. La crescita delle infrastrutture legate al turismo invernale ed estivo — impianti di risalita, strade di accesso, parcheggi, strutture ricettive e servizi — rischia infatti di frammentare gli habitat naturali, compromettere la connettività ecologica e aumentare la pressione antropica su ambienti particolarmente fragili. Per rendere compatibile lo sfruttamento economico della montagna con la salvaguardia del capitale naturale è necessario adottare una pianificazione territoriale integrata, capace di limitare il consumo di suolo, contenere l’espansione edilizia e orientare gli interventi verso criteri di sostenibilità ambientale e paesaggistica. In questo quadro diventa fondamentale preservare i corridoi ecologici, favorire il recupero dell’esistente rispetto a nuove edificazioni e promuovere forme di mobilità sostenibile che riducano traffico ed emissioni. Parallelamente, il mantenimento dell’immagine della montagna trentina come ambiente di natura incontaminata, aria pulita e alta qualità ambientale richiede una gestione attenta dei flussi turistici, soprattutto nelle aree maggiormente esposte ai fenomeni di over-turismo. La sfida consiste quindi nel costruire un modello turistico capace di valorizzare il patrimonio naturale senza comprometterne l’equilibrio, riconoscendo che proprio la qualità dell’ambiente rappresenta la principale risorsa strategica e identitaria del territorio alpino.

PER PARTECIPARE È NECESSARIA L’ISCRIZIONE COMPILANDO IL MODULO E VERSANDO LA QUOTA DI PARTECIPAZIONE

Il costo a carico di ciascun partecipante è pari a 20 euro. Tale quota dovrà essere versata contestualmente all’iscrizione, tramite bonifico sul C.C. intestato a Società degli Alpinisti Tridentini APS

IBAN IT 52 O 035 9901 8000 0000 0094 904

Causale: Convegno Biodiversità e Natura in Trentino – Quota Nome Cognome

Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì 23 ottobre 2026.


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