I cento anni del Coro nell’obiettivo Pedrotti

Marchio della ditta F.lli Pedrotti, 1930 c.

Nello straordinario mosaico dei 100 anni di storia del Coro della SAT, l’armonia delle voci s’intreccia indissolubilmente con la potenza delle immagini grazie all’avventura artistica dei fratelli Pedrotti. Enrico, Silvio, Mario e Aldo seppero fondere l’arte dello scatto con la tradizione del canto popolare, trasformando un’intuizione familiare in un’avanguardia culturale. Tutto ebbe inizio nel 1929 a Trento, quando Enrico e Silvio, forti delle esperienze con i maestri Brunner e Perdomi, rilevarono lo studio di Giuseppe Margoni e coinvolsero gli altri due fratelli, fondando la società “F.lli Pedrotti”.

Aldo Pedrotti con una fotocamera Linhof per riprese su pellicole piane 10 x 12 cm

Nonostante le alterne vicende storiche, i traslochi, l’apertura di una filiale a Bolzano nel 1937 e i drammi della seconda guerra mondiale – che vide Enrico e Aldo nella Resistenza, Silvio alpino al fronte e Mario a gestire la bottega sotto il controllo della polizia –, lo studio rimase attivo fino al 1979, lasciando un’eredità monumentale di oltre 124.000 negativi custoditi nell’Archivio Fotografico Storico della Provincia Autonoma di Trento. I Pedrotti compresero prima di altri che la fotografia stampata era uno strumento di riscatto e consapevolezza sociale. Il loro stile inconfondibile era alimentato da continui aggiornamenti tecnici e dagli stimoli culturali raccolti durante le tournée con il Coro nelle grandi città. La qualità eccezionale delle loro stampe in camera oscura, ricche di contrasti e atmosfere rarefatte, fu consacrata nel dopoguerra dal colosso Ferrania, che per circa 20 anni scelse le loro immagini per le pubblicità nazionali e affidò ad Enrico la sperimentazione delle prime diapositive a colori.

La vera rivoluzione nacque però dalla simbiosi perfetta tra la loro professione e la militanza attiva nel Coro. Cantori e fotografi al tempo stesso, i fratelli intuirono il legame profondo tra la musica e l’immagine, intesa come estensione visiva della sensibilità sonora. Questa sintesi trovò il primo compimento nel 1935 con la storica pubblicazione del volume Canti della montagna, la cui straordinaria veste grafica si deve all’intelligenza di Enrico Pedrotti. L’urgenza narrativa dei quattro fratelli si estese presto al cinema con la “Enrico Pedrotti Film”: dall’esordio del giovanissimo Aldo nel 1932 con una cinepresa amatoriale da 8 mm (Prima ascensione direttissima alla Paganella), ai film didattici come Tecnica di roccia, del 1936. Nel dopoguerra, questa epopea visiva della montagna trovò la sua consacrazione nella versione filmica dei Canti della montagna del 1950 e nel celebre Monologo sul sesto grado del 1953, interpretato da Cesare Maestri, entrambi girati da Enrico. 

Celebrare oggi il centenario del Coro della SAT significa soprattutto rendere omaggio allo sguardo visionario dei fratelli Pedrotti, capaci d’imprimere sulla pellicola l’anima stessa di un canto eterno e di far rivivere nelle più suggestive melodie l’intima essenza dell’immagine.

Testo realizzato da Luca Pergol, in Servizio Civile presso la Biblioteca della Montagna-SAT, con la supervisione di Riccardo Decarli.

© Le fotografie sono tratte dal volume Guarda, ascolta: l’originale avventura tra musica e fotografia dei f.lli Pedrotti.

Primo canzoniere

Gruppo di Brenta. Alla cinepresa Enrico Pedrotti