
Dolomiti di Brenta, 1932. © Archivio Coro della SAT
1926 – 2026: LA NASCITA DELLA CORALITÀ ALPINA
La “leggenda” vuole che tutto ebbe inizio il 25 maggio 1926, quando Nino Peterlongo, presidente della SOSAT, convinse i cantori riuniti attorno ai fratelli Pedrotti ad iscriversi alla Sezione e debuttare pubblicamente – nascosti da un paravento per vergogna – nella Sala Grande del Castello del Buonconsiglio, in occasione di un convegno dedicato a Edmondo De Amicis.
Nato come Coro della SOSAT, mantenne tale denominazione fino al 1938, quando per le note vicende politiche le attività della Sezione operaia vennero sospese e il Coro prese la denominazione “della SAT”.
Fu in quegli anni che il destino del Coro si incrociò con personalità di spicco nel panorama musicale: dalla collaborazione fondamentale con Luigi Pigarelli e Antonio Pedrotti, che trasformò intuizioni “ad orecchio” in architetture sonore, fino all’incontro nel 1936 con un sedicenne Arturo Benedetti Michelangeli. Il leggendario pianista avrebbe poi donato al Coro ben 19 armonizzazioni, nobilitando il canto popolare attraverso una raffinatezza armonica di rara eleganza.
Dalle prime incisioni Columbia del 1933 alla vittoria inaspettata al Concorso di Arezzo nel 1953, la parabola della SAT è stata un’ascesa inarrestabile. Il repertorio, arricchito dalle prestigiose firme di Giorgio Federico Ghedini, Renato Dionisi, Andrea Mascagni ed altri ancora, è diventato un canone universale. Sotto la direzione storica di Silvio Pedrotti per oltre cinquant’anni, e oggi del nipote Mauro, il Coro ha portato il nome di Trento nelle principali capitali europee, da Roma a Berlino, fino alle grandi tournée transoceaniche in America, Canada ed Asia.
Il Coro SOSAT riprende l’attività nel secondo dopoguerra, con un repertorio e una caratterizzazione sostanzialmente non dissimile dal Coro SAT, in collaborazione con altri armonizzatori.
Poco importa, dunque, se l’origine del Coro sia ammantata dalla leggenda. Ciò che resta è un monumento sonoro di centinaia di canzoni e circa duemila concerti; una storia di uomini che hanno saputo sublimare la voce popolare in spirito aristocratico, dimostrando che il canto della “terra” non ha confini, ma solo vette da conquistare.
Testo realizzato dalla Biblioteca della Montagna – SAT




