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Montagnaterapia:
Progetto Esperienze al rifugio

Premessa

Dalla collaborazione tra la SAT ed il Centro di Salute Mentale di Trento, che da vari anni ha prodotto attività di escursionismo sia giornaliero che in forma di trekking di più giorni, è germinata l’esperienza del Rifugio Erterle come gestione sociale di un rifugio escursionistico. La motivazione alla base di tale esperienza è stata la possibilità di offrire occasioni per esperienze lavorative a soggetti deboli con varie tipologie di disagio psichico o sociale.

La mission particolare del Rifugio Sociale Erterle ha creato l’attivazione di una quarantina di esperienze lavorative (stage) della durata di alcuni giorni alla quale hanno partecipato una ventina di utenti del Centro di Salute Mentale di Trento o di cooperative operanti nel sociale.

Queste esperienze lavorative, se pur di breve durata e limitate, costringono il soggetto a confrontarsi e relazionarsi con altre persone allargando i propri contatti personali oltre la stretta cerchia della famiglia e/o degli operatori sanitari. L’esperienza lavorativa produce una gratificazione personale che innalza il livello di autostima del soggetto interessato rendendolo consapevole di poter collaborare utilmente all’interno di un determinato contesto operativo.

Il progetto

Prendendo lo spunto da queste positive esperienze di inserimento socio-operativo la SAT ha attivato nei due anni precedenti il “covid” un progetto chiamato “Esperienze al rifugio” che ha coinvolto la SAT e i suoi rifugi, i gestori degli stessi, i centri di salute mentale e/o le cooperative sociali e i relativi utenti. Nei due anni del progetto sono stati attivati circa 20 stage formativi della durata di quattro giorni ciascuno.

La pandemia covid ha di fatto azzerato questa positiva esperienza per gli anni 2020 e 2021 ma ora, dopo il superamento della pandemia, il Gruppo di lavoro SAT “Montagna per tutti” intende riproporre l’attivazione graduale del progetto, nel corso del mese di settembre 2023, con il coinvolgimento di 7/8 rifugi per degli stage formativi di quattro giorni ciascuno (dal lunedì al giovedì).

Ogni “utente dello stage” potrà essere accompagnato e seguito da un volontario, con funzioni di “ufficiale di collegamento” con il gestore del rifugio, assistendo, mediando e supportando la persona coinvolta.

Al termine di ogni singolo “stage formativo” il soggetto interessato sarà ricompensato per il lavoro svolto con una retribuzione erogata in modalità “borsa lavoro” dalla cooperativa/associazione/ente coinvolto e coperto da un contributo volontario di pari importo elargito dalla SAT OC alla cooperativa/associazione/ente partecipante.

Le figure coinvolte nel progetto e i loro compiti

  • L’utente: svolgerà il proprio lavoro all’interno dell’organizzazione logistica del rifugio e in base alle direttive date dal gestore del rifugio. Possibili campi di intervento: aiuto in cucina, servizio in sala, riassetto delle camere o altro. L’utente sarà ricompensato al termine dell’esperienza lavorativa come sopra indicato.
  • Il volontario accompagnatore (se presente): avrà il compito di mediare tra il gestore del rifugio e l’utente coadiuvandolo eventualmente in alcune attività. Il volontario non riceve alcun compenso per l’attività svolta.
  • Il gestore del rifugio: individua nel corso della stagione di apertura del rifugio le settimane disponibili per attivare queste esperienze lavorative. Concorda con l’utente e con l’accompagnatore volontario i compiti da svolgere e ne controlla l’effettuazione. A carico del gestore restano le spese di vitto e alloggio per l’utente e per l’accompagnatore volontario (quando presente).
  • Il rifugio: quale luogo fisico dove si svolgerà l’esperienza lavorativa dovrà corrispondere ad alcune caratteristiche idonee: relativa facilità di accesso e, nel periodo designato, il non eccessivo carico escursionistico.
  • Centri Salute Mentale, Associazioni e Cooperative sociali: sono gli enti che individueranno tra i loro assistiti quelli che possono essere interessati a questa esperienza lavorativa e anche il volontario accompagnatore.
  • La SAT: come garante dell’intero progetto coordinerà i rapporti tra CSM, Associazioni e Cooperative Sociali e i gestori dei rifugi interessati; garantisce la copertura finanziaria del progetto mediante l’erogazione di un libero contributo alla cooperativa/associazione/ente che aderiscono al progetto ricercando eventuali finanziamenti a copertura dell’operazione.