
Nell’alta Val Spruggio, il rifugio SAT Spruggio “Giovanni Tonini” venne inaugurato nel 1972 a seguito dalla ristrutturazione della Malga Spruggio Alta. Venne acquisita dalla famiglia dell’ingegner Giovanni Tonini, pittore e alpinista, con lo scopo di adattare il rustico esistente in rifugio alpino. Per volontà della famiglia e per ricordarne la memoria il rifugio prenderà poi il nome del padre. È stato poi donato dalla famiglia Tonini alla SAT locale e da questa successivamente trasferito alla SAT Centrale.
Il rifugio garantiva l’accoglienza ed il riparo in media montagna con una struttura semplice, spartana e sobria e sin dal momento del suo “adattamento a rifugio” è stato meta di migliaia di appassionati di montagna tanto da divenire in breve tempo un vero e proprio punto di riferimento per gli escursionisti.
Il rifugio Tonini a fine dicembre 2016 viene completamente distrutto da un incendio.
Gli elaborati verranno selezionati attraverso una procedura in due fasi, aperta e in forma anonima. Una Commissione Giudicatrice – che sarà nominata entro maggio – formulerà la graduatoria, individuando la proposta progettuale vincitrice. Entro settembre si saprà a chi verrà affidata una delle ricostruzioni più attese degli ultimi 10 anni.
Il bando prevede che il progetto dovrà porre particolare attenzione: alla qualità dell’inserimento ambientale e architettonico; alla qualità funzionale della composizione architettonica; alla fattibilità; alla durabilità; alla sostenibilità.
L’accordo tra la SAT proprietaria del rifugio e il Comune di Baselga di Pinè
L’accordo definisce anche dei criteri progettuali che dovranno essere seguiti nella stesura della proposta di progetto per ottenere la deroga urbanistica. Pur ammettendo una rivisitazione dell’architettura in chiave più contemporanea, l’invito è quello di mantenere:
- la tipicità dell’edilizia rurale costituita dalle baite di alpeggio, privilegiando interventi rivolti alla conservazione o al ripristino dell’organizzazione del complesso edilizio ed alla valorizzazione dei caratteri stilistici, formali, tipologici e strutturali originari con particolare riferimento allo stallone di Malga Spruggio alta, posto poco a monte del rifugio e ciò al fine di rendere armonico il rapporto tra i due manufatti;
- minimizzare l’impatto ambientale globale attraverso una volumetria compatta, che riorganizzi le varie strutture quali volumi tecnici, depositi, stazione teleferica etc. ed eliminando superfetazioni e corpi aggiunti;
- pur consentendo di riorganizzare gli spazi, evitare ulteriore consumo di suolo cercando di mantenere quanto più possibile la medesima superficie.
- Per ridurre l’impatto paesaggistico mantenere il numero di piani esistenti, valutando anche la realizzazione di piani interrati o strutture ipogee.
- prediligere copertura a due falde orientata con il colmo parallelo alla linea di colmo di Malga Spruggio Alta.




