Si terrà questo fine settimana, sabato 14 e domenica 15 gennaio, presso la Casa della SAT in via Manci a Trento, il congresso nazionale del CAI della Struttura Operativa Sentieri e Cartografia, SOSEC e della Struttura Operativa Rifugi e Opere Alpine, SOROA.

 

Il presidente generale del CAI Antonio Montani: “Ci troviamo con sentieri che necessitano di manutenzioni sempre più straordinarie e importanti e con rifugi che non sempre hanno un’adeguata attenzione per l’ambiente. L’incontro non è soltanto un appuntamento per riflettere sulle singole compagini, ma ci porterà a fare ragionamenti più ampi per andare incontro a un approccio alla montagna che sta cambiando”.

Rifugi e sentieri saranno al centro di una due giorni nazionale targata CAI e SAT che servirà non solo per riflettere sulla gestione e sulla manutenzione delle strutture e delle vie di montagna, ma anche, e soprattutto, per individuare nuove strategie di coordinamento e cura delle strutture alla luce di cambiamenti climatici, nuove esigenze e nuovi approcci alla montagna.

Attese 150 persone tra componenti delle strutture operative nazionali, rappresentanti/referenti delle commissioni/strutture operative regionali provenienti da tutta Italia, componenti e rappresentanti delle commissioni sentieri e rifugi di SAT. Tra i partecipanti: il presidente generale del Club alpino italiano Antonio Montani; le vicepresidenti di SAT, Elena Guella e Iole Manica; il presidente della commissione sentieri SAT Tarcisio Deflorian; il presidente della commissione rifugi di SAT, Sandro Magnoni. Alla tavola rotonda di domenica sarà presente anche l’assessore provinciale al turismo, Roberto Failoni.

Un congresso che vede congiunte per la prima volta le strutture operative CAI dei sentieri e dei rifugi e che arriva a conclusione di una riorganizzazione degli organi – spiega il presidente generale del Club alpino italiano Antonio Montani – L’incontro non è soltanto un appuntamento per riflettere sulle singole compagini, ma ci porterà a fare ragionamenti più ampi per andare incontro a un approccio alla montagna che sta cambiando e dove per approccio, intendo non solo la sua frequentazione ma come la vediamo e la intendiamo. Oggi, tra cambiamenti climatici in atto, nuovi frequentatori della montagna, nuove esigenze, ci troviamo con sentieri che necessitano di manutenzioni sempre più straordinarie e importanti, con rifugi che non sempre hanno un’adeguata attenzione per l’ambiente”.

Intenso il programma della due giorni:

  • sabato (10.00 – 18.30) si terranno diverse sessioni sullo scambio di buone dai territori e la relazione delle attività delle strutture operative;
  • domenica (8.30 – 13.00) si guarderà al futuro e alle prospettive fra nuove tecnologie, nuove opportunità e la necessità di una armonizzazione normativa. A concludere la tavola rotonda su sentieri e rifugi.

Nelle rispettive relazioni, i presidenti delle due strutture operative, Alessio Piccioli (“Sentieri e cartografia”) e Riccardo Giacomelli (“Rifugi e opere alpine”) si incentreranno sui progetti finanziati con i fondi speciali del ministero del Turismo: il catasto nazionale dei sentieri, all’interno del quale saranno catalogati i circa 180mila km della rete sentieristica italiana; il database di tutti i rifugi di proprietà del Sodalizio e il sistema di prenotazione unico.

Scattando la fotografia in numeri, il CAI e le sue sezioni possiedono 311 rifugi custoditi, 249 bivacchi, 87 capanne sociali, 69 rifugi non custoditi, 13 punti d’appoggio. Il numero medio di posti letto per ogni rifugio è di 46,8. Per il catasto nazionale dei sentieri, a oggi, i volontari hanno effettuato la ricognizione su circa 112mila km di sentieri. L’impegno per il catasto consentirà di verificare l’attività dei volontari del CAI di tutta Italia per la manutenzione dei sentieri che, con i dati odierni, viene effettuata su circa 80mila km di sentieri.

Così la presidente di SAT, Anna Facchini: Le iniziative che portano al confronto di buone pratiche sono sempre ben gradite perché servono non solo a mettersi in discussione, ma anche allo scambio virtuoso. Bene che ci siano commissioni con competenze definite e divise, ma non dimentichiamo quanto sia importante lavorare su fronti comuni come in questo caso. Del resto – conclude Facchini – sono i sentieri che portano ai rifugi”.

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