
Giovedì 15 gennaio, presso lo Spazio alpino, è stato presentato il progetto vincitore e il percorso verso il nuovo rifugio
Il Concorso di progettazione premia lo studio Rigonsimonetti
È lo studio RigonSimonetti di Vicenza, con studio Filippo Brutto di Verona, ad aggiudicarsi il concorso di progettazione per la ricostruzione del Rifugio Spruggio “Giovanni Tonini”, storica struttura dell’Altopiano di Piné distrutta da un incendio nel 2016. Sono stati presentati inoltre i criteri che hanno guidato la selezione e i prossimi passaggi dell’iter che porterà alla realizzazione del nuovo rifugio.
Il prossimo passo, ora, sarà la stesura del progetto definitivo ed esecutivo, con l’obiettivo di avviare il cantiere nella prima finestra utile, compatibilmente con le tempistiche autorizzative e la logistica. Alla selezione hanno partecipato ben 130 studi di cui due provenienti da Austria e Finlandia, un dato che testimonia l’interesse per il progetto e la validità della scelta concorsuale. Dopo una prima fase di valutazione sono stati individuati i finalisti, tra i quali la giuria ha scelto il progetto dello studio RigonSimonetti. Al vincitore spetta l’incarico di redigere il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE).
Il progetto vincitore porta la firma dello studio RigonSimonetti, composto dagli architetti Francesco Rigon (capogruppo), Margherita Simonetti, lo studio Filippo Brutto, insieme al gruppo tecnico Bim Design Group, con gli ingegneri Federico Saccarola e Andrea Giangiulio e l’architetta Claretta Mazzonetto.
Il nuovo Tonini si presenta come un’architettura sobria e radicata, capace di inserirsi nel paesaggio con la naturalezza delle strutture d’alpeggio circostanti, ma al tempo stesso immediatamente riconoscibile per chiarezza compositiva e precisione costruttiva. Grande attenzione è dedicata al rapporto con Malga Spruggio, che diventa riferimento tipologico e formale. “La nuova struttura ricalca il sedime del precedente rifugio e instaura un forte dialogo con la vicina Malga Spruggio – spiega Rigon – riprendendone la forma allungata, il rapporto tra legno e pietra e l’impostazione tipologica. Una parte delle pietre del vecchio Tonini sarà recuperata e integrata nel nuovo basamento minerale, mantenendo così un legame materiale e simbolico con la sua storia. È un modo per restituire al luogo la memoria del rifugio originario, trasformando ciò che resta in una base solida per il futuro”.
Ad aprire la conferenza il Presidente SAT Cristian Ferrari, il Sindaco di Baselga di Piné Alessandro Santuari, Marco Piccolroaz Presidente dell’Ordine degliArchitetti della Provincia di Trento e il Presidente della giuria, Franco Tagliabue.
Sono intervenuti anche Tiziano Chiogna, coordinatore del concorso e Claudio Gava, direttore dei Servizi Liquidativi di ITAS Mutua, fondamentale nel processo di rinascita del rifugio.






