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Il “Percorso dei ghiacciai” nel settore trentino del Parco Nazionale dello Stelvio

Cose da sapere prima di partire

Escursione ad anello che non presenta difficoltà tecniche particolari, è comunque moderatamente impegnativa per il dislivello e la durata complessiva.

Causa lavori in corso di consolidamento alla strada di accesso per Malga Mare, l’attuale area parcheggio è situata presso Malga Prabon (8,5 Km dall’abitato di Cogolo). Da qui, si seguono le indicazioni per Malga Mare, raggiungibile in 45 min. Giunti all’invaso idrico, si segue il sentiero SAT n. 102 come sotto descritto.

Difficoltà  E
Lunghezza  15 km
Tempo di percorrenza totale  6:00 h
Dislivello salita  960 m
Dislivello discesa  960 m
Punto di partenza e arrivo  Parcheggio presso Malga Prabon

DA MALGA MARE FINO ALLA DIGA DEL CARESER, PASSANDO PER IL RIFUGIO LARCHER

L’alta val di Pejo, nel Parco Nazionale dello Stelvio, ha da sempre rappresentato un terreno di studi glaciologici vista la presenza di importanti ghiacciai che tuttora vengono monitorati da più enti di ricerca. Uno di questi, il ghiacciaio del Careser, vanta il primato di avere il più lungo bilancio di massa tra tutti i ghiacciai del versante alpino italiano. La salita verso il rifugio Larcher al Cevedale o verso la diga del Careser regala inoltre una vista mozzafiato lungo la cresta delle vette delle 13 cime e più in basso verso i segni del paesaggio fortemente modellato dal passaggio dei ghiacciai. I ghiacciai di La Mare, del Careser, delle Marmotte, della Vedretta Rossa, di Venezia ed altri, durante le frequenti fasi di avanzata e ritiro hanno modellato in modo netto la vallata lasciando segni inequivocabili del loro ripetuto passaggio documentati da una serie di argini morenici laterali e frontali ancora ben conservati. Morene attuali, recenti ed antiche, rocce montonate, laghetti, torbiere documentano una importante attività glaciale, che è possibile apprezzare seguendo questo percorso.

Il Parco Nazionale dello Stelvio aveva già valorizzato in passato le peculiarità di questa zona con un percorso tematico; nato in collaborazione con la SAT e la sua Commissione Glaciologica, nel 2023 questo itinerario è stato aggiornato con la realizzazione di una nuova segnaletica illustrativa e con nuovi punti didattici di osservazione, attrezzati con pannelli illustrativi.

Il percorso dei ghiacciai parte dal posteggio di Malga Mare e segue il sentiero SAT 102 fino a raggiungere il rifugio G. Larcher; imbocca poi il sentiero SAT 104 fino all’incrocio con il sentiero SAT 123, che conduce alla diga del Careser, ridiscende infine verso il posteggio di malga Mare. Tutto il percorso si sviluppa ad anello per circa 11 Km a fronte di un dislivello di più o meno 700 m.

I primi punti di osservazione sono ubicati poco a monte di Malga Mare dove è possibile notare le più antiche morene dei ghiacciai di La Mare e del Careser. Successivamente, in Pian Venezia, sono visibili più morene frontali del ghiacciaio di La Mare, di cui, le più esterne indicano le posizioni raggiunte tra il XVII-XIX secolo (1600-1800); rocce montonate accompagnano poi la vista dell’escursionista fino al rifugio Larcher.

Dal rifugio è quindi possibile apprezzare con un solo colpo d’occhio le affilate ed evidente morene laterali del ghiacciaio di la Mare, con alcuni sdoppiamenti di cresta e l’evidente lobo di diverticolazione che documenta la presenza in passato di una piccola lingua diffluente. L’itinerario sale verso il lago delle Marmotte ove si trova un punto da dove il noto geologo Ardito Desio nel 1932 ha fotografato i ghiacciai della zona, dopo averli ampiamente studiati per anni; è un punto da cui si invita l’escursionista a rifare la stessa foto. Il percorso segue quindi il canale di gronda che porta verso la diga del Careser che raccoglie le acque dell’omonimo ghiacciaio. Dalla diga del Careser si intraprende quindi il ritorno verso malga Mare, punto di partenza del percorso.