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Almasa srl

Redazione SAT2026-02-23T18:29:25+01:0023 Febbraio 2026|

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Newsletter SAT

Qui ogni giorno è diverso dall’altro perché il cielo, le rocce, il lago cambiano colore in base a tanti elementi. La stagione per noi è ancora lunga, il rifugio Antermoia è aperto fino all’11 ottobre prossimo. Un ottimo motivo per venirci a trovare quando appunto tutto profuma d’autunno e noi abbiamo rallentato i ritmi. Una notte in rifugio, regala un’esperienza unica da condividere con gli amici dal tramonto all’alba.
Vi aspettiamo qui!

Grazie beatrix_9_ 🤩

#rifugioantermoia #valdifassa #dolomiti

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Set 20

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Qui ogni giorno è diverso dall’altro perché il cielo, le rocce, il lago cambiano colore in base a tanti elementi. La stagione per noi è ancora lunga, il rifugio Antermoia è aperto fino all’11 ottobre prossimo. Un ottimo motivo per venirci a trovare quando appunto tutto profuma d’autunno e noi abbiamo rallentato i ritmi. Una notte in rifugio, regala un’esperienza unica da condividere con gli amici dal tramonto all’alba.
Vi aspettiamo qui!Grazie beatrix_9_ 🤩#rifugioantermoia #valdifassa #dolomiti

L’enrosadira ci regala emozionanti tramonti soprattutto a fine settembre.

Noi chiudiamo così la nostra settimana.

Vi aspettiamo ancora fino all’11 ottobre.

#lanostracasaalta #enrosadira

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Set 20

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L’enrosadira ci regala emozionanti tramonti soprattutto a fine settembre.Noi chiudiamo così la nostra settimana.Vi aspettiamo ancora fino all’11 ottobre.#lanostracasaalta #enrosadira

📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼𝗻𝗲

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
23 aprile 1916: è Pasqua ed i lavoratori dell’Abteilung Judicarien I sulla piana di Bedole hanno ricevuto l’ordine di trainare il convoglio del Giorgio sino al Rifugio Mandrone. La giornata si concluderà solo alle dieci della sera quando, stremati, faranno ritorno a Casina Muta per il magro rancio. Per spiegare l’impazienza dei comandi è sufficiente ricordare come, il 12 aprile, gli italiani avessero conquistato la prima linea austriaca, Lobbie-Dosson di Genova.

La cronaca prosegue monotona tra sforzi indicibili, sacrifici e minacce degli ufficiali sino a quando, in località Ronchina, la canna del cannone s’incaglia contro una roccia. I militari accusano i trentini di sabotaggio e, per scongiurare possibili ritorsioni, quattro volontari pongono rimedio alla situazione calandosi al di sotto di una gelida cascata: il clima di nervosismo non cesserà. Nelle lunghe giornate che chiudono aprile il cannone transita dal Rifugio Mandrone. Programmato dalla S.A.T. sin dal 1877, fu però la Sezione di Lipsia del Club alpino austro-tedesco ad erigere il “primo” piccolo Mandròn-Hütte. Causa l’incremento di visitatori la medesima sezione provvide, a pochi passi, all’inaugurazione di una più grande e confortevole Leipziger-Hütte (1894). I due edifici divengono il perno austriaco del fronte adamellino sino a quando, nel 1916, il secondo venne centrato dall’artiglieria italiana, riducendolo al cumulo di macerie tutt’oggi visibile. La prima struttura è invece visitabile dal 1994, in quanto ospita il Centro glaciologico “J. Payer”. L’attuale Rifugio Mandron “Città di Trento”, costruito dalla S.A.T. con fondi raccolti dal capoluogo trentino, venne inaugurato nel 1959 a breve distanza dal nucleo originario.

Gli addetti al traino apprendono con gioia che la posizione prescelta non sia, dopotutto, il Mandrone. Alla fine di aprile Giorgio è schierato sulle Marocche, sullo sperone noto come Ospedaletto (vi era un’infermeria), ove era stata predisposta la piazzola di tiro. Gli uomini, tuttavia, non sono ancora dispensati, mancano ruote, travi, catene e munizioni affinché il pezzo sia finalmente “in batteria”.

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Set 20

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📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼𝗻𝗲𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
23 aprile 1916: è Pasqua ed i lavoratori dell’Abteilung Judicarien I sulla piana di Bedole hanno ricevuto l’ordine di trainare il convoglio del Giorgio sino al Rifugio Mandrone. La giornata si concluderà solo alle dieci della sera quando, stremati, faranno ritorno a Casina Muta per il magro rancio. Per spiegare l’impazienza dei comandi è sufficiente ricordare come, il 12 aprile, gli italiani avessero conquistato la prima linea austriaca, Lobbie-Dosson di Genova.La cronaca prosegue monotona tra sforzi indicibili, sacrifici e minacce degli ufficiali sino a quando, in località Ronchina, la canna del cannone s’incaglia contro una roccia. I militari accusano i trentini di sabotaggio e, per scongiurare possibili ritorsioni, quattro volontari pongono rimedio alla situazione calandosi al di sotto di una gelida cascata: il clima di nervosismo non cesserà. Nelle lunghe giornate che chiudono aprile il cannone transita dal Rifugio Mandrone. Programmato dalla S.A.T. sin dal 1877, fu però la Sezione di Lipsia del Club alpino austro-tedesco ad erigere il “primo” piccolo Mandròn-Hütte. Causa l’incremento di visitatori la medesima sezione provvide, a pochi passi, all’inaugurazione di una più grande e confortevole Leipziger-Hütte (1894). I due edifici divengono il perno austriaco del fronte adamellino sino a quando, nel 1916, il secondo venne centrato dall’artiglieria italiana, riducendolo al cumulo di macerie tutt’oggi visibile. La prima struttura è invece visitabile dal 1994, in quanto ospita il Centro glaciologico “J. Payer”. L’attuale Rifugio Mandron “Città di Trento”, costruito dalla S.A.T. con fondi raccolti dal capoluogo trentino, venne inaugurato nel 1959 a breve distanza dal nucleo originario.Gli addetti al traino apprendono con gioia che la posizione prescelta non sia, dopotutto, il Mandrone. Alla fine di aprile Giorgio è schierato sulle Marocche, sullo sperone noto come Ospedaletto (vi era un’infermeria), ove era stata predisposta la piazzola di tiro. Gli uomini, tuttavia, non sono ancora dispensati, mancano ruote, travi, catene e munizioni affinché il pezzo sia finalmente “in batteria”.

Ultimo giorno della nostra estate quassù. 🏔️❤️

Un’estate indimenticabile, entusiasmante e difficile allo stesso tempo, per tanti motivi. Ma, ancora una volta, ce l’abbiamo fatta.

E questo è soprattutto grazie a voi.

Grazie a tutti quelli che sono passati dalla nostra Casa Alta: a chi si è fermato a dormire, a chi è venuto anche solo per un saluto, per un piatto di caserecci, una fetta di torta o semplicemente per condividere un momento insieme.

Ognuno di voi ha lasciato un sorriso, un ricordo, una storia. E sono proprio queste persone, questi incontri e queste emozioni che rendono speciale la vita quassù. ❤️

Ora chiudiamo la porta della nostra Casa Alta, con un po’ di malinconia ma con il cuore pieno di gratitudine.

Scendiamo a valle, portandoci dentro tutto quello che questa estate ci ha regalato.

E quando la montagna tornerà a chiamarci, noi saremo di nuovo qui.
Pronti a riaprire quella porta e a ritrovarci ancora una volta, nella nostra Casa Alta.

Ci vediamo a febbraio 2027.
A presto, amici. ❤️🏔️

#MandronMoments

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Set 20

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Ultimo giorno della nostra estate quassù. 🏔️❤️Un’estate indimenticabile, entusiasmante e difficile allo stesso tempo, per tanti motivi. Ma, ancora una volta, ce l’abbiamo fatta.E questo è soprattutto grazie a voi.Grazie a tutti quelli che sono passati dalla nostra Casa Alta: a chi si è fermato a dormire, a chi è venuto anche solo per un saluto, per un piatto di caserecci, una fetta di torta o semplicemente per condividere un momento insieme.Ognuno di voi ha lasciato un sorriso, un ricordo, una storia. E sono proprio queste persone, questi incontri e queste emozioni che rendono speciale la vita quassù. ❤️Ora chiudiamo la porta della nostra Casa Alta, con un po’ di malinconia ma con il cuore pieno di gratitudine.Scendiamo a valle, portandoci dentro tutto quello che questa estate ci ha regalato.E quando la montagna tornerà a chiamarci, noi saremo di nuovo qui.
Pronti a riaprire quella porta e a ritrovarci ancora una volta, nella nostra Casa Alta.Ci vediamo a febbraio 2027.
A presto, amici. ❤️🏔️#MandronMoments

70° conquista del Sarmiento
Paladolomiti 18 settembre 2026
Pinzolo #montesarmiento #gueret

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Set 19

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70° conquista del Sarmiento
Paladolomiti 18 settembre 2026
Pinzolo  #montesarmiento #gueret

☀️ Eccoci arrivati alla fine della stagione estiva… ma le belle giornate al Sette Selle continuano!! 😍🏔️

Quest’estate siete venuti a trovarci davvero in tantissimi, e non possiamo che dirvi GRAZIE DI CUORE ❤️

Per chi è già passato, sapete quanto è bello trascorrere una giornata qui da noi, tra buon cibo, natura e quell’atmosfera che sa di montagna con gente di montagna giustamente un po’ sopra le righe🤪
Per chi invece non è ancora salito… beh, questa è la vostra occasione!! 😉

🍽️ La buona notizia è che il Sette Selle vi aspetta TUTTI I WEEKEND DELL’ANNO (salvo maltempo)!

Eh sì, avete capito bene: quest’anno niente lunghi mesi di chiusura! 🥳

Perché, potendo scegliere, non c’è posto migliore del Sette Selle dove passare i nostri weekend… e speriamo che sia così anche per voi! ❤️

Che sia per una passeggiata, una gita in famiglia, una giornata con gli amici o semplicemente per venire a mangiare qualcosa di buono o bere una buona birra… noi vi aspettiamo!

⚠️⚠️Restate sintonizzati sulla nostra pagina Instagram e Facebook, perché a breve pubblicheremo tutti i prossimi eventi e le novità del Sette Selle!

Taggate qui sotto la persona con cui vorreste salire a mangiare una bella polenta! 👇😍

Vi aspettiamo al Sette Selle! ❤️🏔️

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Set 18

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☀️ Eccoci arrivati alla fine della stagione estiva… ma le belle giornate al Sette Selle continuano!! 😍🏔️Quest’estate siete venuti a trovarci davvero in tantissimi, e non possiamo che dirvi GRAZIE DI CUORE ❤️Per chi è già passato, sapete quanto è bello trascorrere una giornata qui da noi, tra buon cibo, natura e quell’atmosfera che sa di montagna con gente di montagna giustamente un po’ sopra le righe🤪
Per chi invece non è ancora salito… beh, questa è la vostra occasione!! 😉🍽️ La buona notizia è che il Sette Selle vi aspetta TUTTI I WEEKEND DELL’ANNO (salvo maltempo)!Eh sì, avete capito bene: quest’anno niente lunghi mesi di chiusura! 🥳Perché, potendo scegliere, non c’è posto migliore del Sette Selle dove passare i nostri weekend… e speriamo che sia così anche per voi! ❤️Che sia per una passeggiata, una gita in famiglia, una giornata con gli amici o semplicemente per venire a mangiare qualcosa di buono o bere una buona birra… noi vi aspettiamo!⚠️⚠️Restate sintonizzati sulla nostra pagina Instagram e Facebook, perché a breve pubblicheremo tutti i prossimi eventi e le novità del Sette Selle!Taggate qui sotto la persona con cui vorreste salire a mangiare una bella polenta! 👇😍Vi aspettiamo al Sette Selle! ❤️🏔️

920 metri di calcare nel cuore delle Dolomiti.
Puoi essere in un solo posto.

Forse è anche meglio fare l’avvicinamento al buio: almeno per un po’ non vediamo la gigantessa, la parete, la Sud della Marmolada nella sua enormità.

L’alba arriva mentre siamo sui primi tiri, e fa un certo effetto scalare un pezzo di storia.

La leggenda dice che questa via sia stata aperta con il materiale per una ripetizione: Mariacher e Schiestl erano partiti in una giornata uggiosa con l’idea di salire la Vinatzer. Poi, tra le nuvole, compare il pilastro di Punta Ombretta, che avevano già adocchiato, e cambiano programma. 

Qualche anno dopo Mariacher la ripercorrerà da solo e senza corda, arrivando in cima in poco più di un’ora.

Noi saliamo con tempi un po’ diversi...e con la corda!

Che sia una via ambita lo testimonia anche il numero di cordate in via, in una giornata di settembre: troppe. E con tattiche decisamente aggressive!

Dopo la cengia il traffico si diluisce e arrivano le placche, e quella roccia per cui la Marmolada è famosa. Sopra incombe il pilastro finale, con quel tiro gradato VI che assomiglia più a un 6c.

Uscire su Punta Ombretta con la sensazione di aver salito un piccolo sogno.
Che si infrange in discesa.

Perché il ritorno passa sul ghiacciaio della Marmolada. Anzi, su quello che ne rimane: ghiaccio vivo, detriti, crepacci, i cavi della funivia, gli impianti per l’innevamento artificiale appoggiati su ghiaia e rocce, i ganci per i battipista sotto la stazione intermedia. 
Ecco le due facce della Regina delle Dolomiti.

Grazie morenomaheshamicheletti per questa stupenda, fantastica avventura!

[ Punta Ombretta, Don Quixote, 920 m, VI ]

donnedimontagna
#donnedimontagna
visittrentino
sat_centrale #satcentrale
blackdiamond
scarpa_world
patagoniaeurope
ortovox

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Set 18

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920 metri di calcare nel cuore delle Dolomiti.
Puoi essere in un solo posto.Forse è anche meglio fare l’avvicinamento al buio: almeno per un po’ non vediamo la gigantessa, la parete, la Sud della Marmolada nella sua enormità.L’alba arriva mentre siamo sui primi tiri, e fa un certo effetto scalare un pezzo di storia.La leggenda dice che questa via sia stata aperta con il materiale per una ripetizione: Mariacher e Schiestl erano partiti in una giornata uggiosa con l’idea di salire la Vinatzer. Poi, tra le nuvole, compare il pilastro di Punta Ombretta, che avevano già adocchiato, e cambiano programma. Qualche anno dopo Mariacher la ripercorrerà da solo e senza corda, arrivando in cima in poco più di un’ora.Noi saliamo con tempi un po’ diversi...e con la corda!Che sia una via ambita lo testimonia anche il numero di cordate in via, in una giornata di settembre: troppe. E con tattiche decisamente aggressive!Dopo la cengia il traffico si diluisce e arrivano le placche, e quella roccia per cui la Marmolada è famosa. Sopra incombe il pilastro finale, con quel tiro gradato VI che assomiglia più a un 6c.Uscire su Punta Ombretta con la sensazione di aver salito un piccolo sogno.
Che si infrange in discesa.Perché il ritorno passa sul ghiacciaio della Marmolada. Anzi, su quello che ne rimane: ghiaccio vivo, detriti, crepacci, i cavi della funivia, gli impianti per l’innevamento artificiale appoggiati su ghiaia e rocce, i ganci per i battipista sotto la stazione intermedia. 
Ecco le due facce della Regina delle Dolomiti.Grazie morenomaheshamicheletti per questa stupenda, fantastica avventura![ Punta Ombretta, Don Quixote, 920 m, VI ]donnedimontagna
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Per iscriversi compila il modulo https://forms.gle/QMqthVm739BxyRiD6

Vi aspettiamo numerosi

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Set 17

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Per iscriversi compila il modulo https://forms.gle/QMqthVm739BxyRiD6Vi aspettiamo numerosi

Le gite della nostra sezione non si sono fermate a luglio; tra le varie attività che svolgiamo non sempre abbiamo tempo per raccontare tutto a stretto giro…meglio tardi che mai 🙂

Circa un mese fa, l’8 e il 9 agosto, un nutrito gruppo di socie e soci si è diretto in Austria nelle Stubaier Alpen (Gruppo delle Breonie di Ponente) per partecipare alla nostra quinta gita sezionale. ⛰

Il primo giorno hanno raggiunto l’Innsbrucker Hütte e da qui la vetta della Kalkwand ammirando un panorama suggestivo verso la vetta dell’Habicht.
Il giorno successivo, dopo aver dormito all’Innsbucker Hütte, si sono diretti vero la cima dell’Habicht. Affrontando dapprima un semplice sentiero, hanno poi continuato su sentiero più impegnativo ed attrezzato che prevede alcuni passaggi arrampicata continuando poi fino alla croce di vetta. Da lassù hanno ammirato il panorama verso le Stubaier Alpen e i vicinissimi Tribulaun. 🥾

Grazie ancora per la partecipazione a tutte e tutti. ❤️

Ah non ci siamo mica fermati ad agosto con le gite della sezione ed abbiamo già svolto la gita di settembre, ma di questo vi racconteremo un’altra volta 😉

#satprimiero #satcentrale #escursione #habicht #stubaieralpen

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Set 17

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Le gite della nostra sezione non si sono fermate a luglio; tra le varie attività che svolgiamo non sempre abbiamo tempo per raccontare tutto a stretto giro…meglio tardi che mai 🙂Circa un mese fa, l’8 e il 9 agosto, un nutrito gruppo di socie e soci si è diretto in Austria nelle Stubaier Alpen (Gruppo delle Breonie di Ponente) per partecipare alla nostra quinta gita sezionale. ⛰Il primo giorno hanno raggiunto l’Innsbrucker Hütte e da qui la vetta della Kalkwand ammirando un panorama suggestivo verso la vetta dell’Habicht.
Il giorno successivo, dopo aver dormito all’Innsbucker Hütte, si sono diretti vero la cima dell’Habicht. Affrontando dapprima un semplice sentiero, hanno poi continuato su sentiero più impegnativo ed attrezzato che prevede alcuni passaggi arrampicata continuando poi fino alla croce di vetta. Da lassù hanno ammirato il panorama verso le Stubaier Alpen e i vicinissimi Tribulaun. 🥾Grazie ancora per la partecipazione a tutte e tutti. ❤️Ah non ci siamo mica fermati ad agosto con le gite della sezione ed abbiamo già svolto la gita di settembre, ma di questo vi racconteremo un’altra volta 😉#satprimiero #satcentrale #escursione #habicht #stubaieralpen

Eccoci… oggi una meraviglia, come tutti i santi giorni quassù. ❤️🏔️

Siamo entrati nel nostro weekend di chiusura.

Speriamo che queste ultime giornate ci regalino bel tempo, emozioni e tanti momenti da portare nel cuore. Vogliamo raccogliere tutto il bello possibile prima di chiudere la nostra Casa Alta, salutare la montagna e tornare a valle.

Poi ci prenderemo un po’ di tempo…
e in primavera saremo di nuovo quassù, pronti a riaprire le porte del nostro paradiso.

Vi aspettiamo per questi ultimi giorni insieme.
A presto, dalla nostra Casa Alta. ❤️🏔️

#MandronMoments

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Set 17

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Eccoci… oggi una meraviglia, come tutti i santi giorni quassù. ❤️🏔️Siamo entrati nel nostro weekend di chiusura.Speriamo che queste ultime giornate ci regalino bel tempo, emozioni e tanti momenti da portare nel cuore. Vogliamo raccogliere tutto il bello possibile prima di chiudere la nostra Casa Alta, salutare la montagna e tornare a valle.Poi ci prenderemo un po’ di tempo…
e in primavera saremo di nuovo quassù, pronti a riaprire le porte del nostro paradiso.Vi aspettiamo per questi ultimi giorni insieme.
A presto, dalla nostra Casa Alta. ❤️🏔️#MandronMoments

lost in paradise ✨🦋🩵

week end da sogno a 3000 m con le mie amichette del cuore 🫶🏻👩🏼‍🐰‍👩🏽 alla scoperta dei luoghi che hanno fatto parte della 1ª guerra mondiale.

un’emozione unica e un brivido nel pensare a ciò che gli uomini hanno passato su queste montagne, ora per noi un luogo di svago e divertimento

ps: che gaso essere una cordata tutta rosa 🦩🤪🚀🩷

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Set 16

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lost in paradise ✨🦋🩵week end da sogno a 3000 m con le mie amichette del cuore 🫶🏻👩🏼‍🐰‍👩🏽 alla scoperta dei luoghi che hanno fatto parte della 1ª guerra mondiale.un’emozione unica e un brivido nel pensare a ciò che gli uomini hanno passato su queste montagne, ora per noi un luogo di svago e divertimentops: che gaso essere una cordata tutta rosa 🦩🤪🚀🩷

📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗕𝗲𝗱𝗼𝗹𝗲

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
21 aprile 1916: il Giorgio, originariamente destinato ad una delle fortificazioni della cintura di Lardaro, nelle Giudicarie, nello specifico dal Forte Cariola, giunge alla piana ai piedi del Rifugio Bedole, nell’alta Val Genova. Non è un giorno qualunque, ma Venerdì Santo. Gli uomini impiegati per il traino, dopo giorni di privazioni, intravedono la possibilità di passare la festività con i propri cari e, perciò, accettano di buon grado una corvèe al passo di Folgorida (1.550 m. di dislivello), salvo poi scoprire che il 23 aprile, giorno di Pasqua, dovranno tornare verso Bedole: il Giorgio deve continuare il suo viaggio.

Dotata di straordinario fascino naturalistico, la piana di Bedole - dominata allora dai seracchi della lingua del Mandrone - ospitava anche uno dei più precoci rifugi del territorio trentino, occupato durante la Grande Guerra. Nel 1873 la Società Alpina del Trentino (oggi S.A.T.) si occupò dell`adattamento alle necessità alpinistiche di un’antica “baita Bedole” di proprietà comunale che, danneggiata da valanghe nel 1886, venne sostituita da un vero e proprio rifugio - struttura elegante in legno - intitolato a Nepomuceno Bolognini, fondatore e primo vicepresidente del sodalizio. Divenuto presidio austro-ungarico durante il conflitto, il 15 maggio 1916 venne conquistato dalle truppe italiane divenendo, fino al 10 dicembre, l’estrema linea d’avanzata. Scrive nella sua relazione Alberto Cavaciocchi - Comandante della 5a Divisione - “Il 10 dicembre [...] l’ordine telefonico di preparare il ripiegamento della 241a compagnia [...] alcuni giorni dopo [...] una retroguardia ebbe il compito di distruggere il rifugio e le baracche”. Il Rifugio Bolognini non venne più ricostruito ed in sua memoria, nel 1973, venne posta una targa ancora oggi visibile.

Gli addetti al traino giungono al Giorgio e lì apprendono, sotto alla neve, che il cannone dev’essere issato fino al Rifugio Mandrone (700 m. di dislivello). L’impresa pare impossibile e, di fronte allo sgomento di oltre trecento giudicariesi, militari, serbi e prigionieri russi, i graduati estraggono le armi ed il traino ricomincia.

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Set 16

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📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗕𝗲𝗱𝗼𝗹𝗲𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
21 aprile 1916: il Giorgio, originariamente destinato ad una delle fortificazioni della cintura di Lardaro, nelle Giudicarie, nello specifico dal Forte Cariola, giunge alla piana ai piedi del Rifugio Bedole, nell’alta Val Genova. Non è un giorno qualunque, ma Venerdì Santo. Gli uomini impiegati per il traino, dopo giorni di privazioni, intravedono la possibilità di passare la festività con i propri cari e, perciò, accettano di buon grado una corvèe al passo di Folgorida (1.550 m. di dislivello), salvo poi scoprire che il 23 aprile, giorno di Pasqua, dovranno tornare verso Bedole: il Giorgio deve continuare il suo viaggio.Dotata di straordinario fascino naturalistico, la piana di Bedole - dominata allora dai seracchi della lingua del Mandrone - ospitava anche uno dei più precoci rifugi del territorio trentino, occupato durante la Grande Guerra. Nel 1873 la Società Alpina del Trentino (oggi S.A.T.) si occupò dell'adattamento alle necessità alpinistiche di un’antica “baita Bedole” di proprietà comunale che, danneggiata da valanghe nel 1886, venne sostituita da un vero e proprio rifugio - struttura elegante in legno - intitolato a Nepomuceno Bolognini, fondatore e primo vicepresidente del sodalizio. Divenuto presidio austro-ungarico durante il conflitto, il 15 maggio 1916 venne conquistato dalle truppe italiane divenendo, fino al 10 dicembre, l’estrema linea d’avanzata. Scrive nella sua relazione Alberto Cavaciocchi - Comandante della 5a Divisione - “Il 10 dicembre [...] l’ordine telefonico di preparare il ripiegamento della 241a compagnia [...] alcuni giorni dopo [...] una retroguardia ebbe il compito di distruggere il rifugio e le baracche”. Il Rifugio Bolognini non venne più ricostruito ed in sua memoria, nel 1973, venne posta una targa ancora oggi visibile.Gli addetti al traino giungono al Giorgio e lì apprendono, sotto alla neve, che il cannone dev’essere issato fino al Rifugio Mandrone (700 m. di dislivello). L’impresa pare impossibile e, di fronte allo sgomento di oltre trecento giudicariesi, militari, serbi e prigionieri russi, i graduati estraggono le armi ed il traino ricomincia.

🌿 Poco più di una settimana fa si concludeva la quinta edizione del Coesistenza Festival.

Tra i prati e i boschi delle Viote, tra incontri, passeggiate, laboratori, spettacoli e conversazioni capaci di aprire nuovi sguardi.

In questo video abbiamo raccolto alcuni momenti della quinta edizione del Coesistenza Festival: volti, voci, gesti e piccoli frammenti di tre giornate intense, vissute insieme.

Un minuto non può raccontare tutto, ma può restituire qualcosa dell’atmosfera che abbiamo condiviso. E ricordarci che il Festival si conclude, ma le domande, le relazioni e le idee nate qui continuano il loro cammino.

Grazie ancora a tutte le persone che ne hanno fatto parte. 💚

#CoesistenzaFestival #Coesistenza #MonteBondone #Viote #fauna
Main partner: museomuse, sat_centrale fondazione.caritro, gruppo_alpini_trento_centro , prolocomontebondone.
Con il patrocinio di: dicam_unitrento, dissgea.unipd.
Con il supporto di: rete_riserve_bondone, giardinobotanicoviote, bottega_buffa_circovacanti, insilva._, cascada.cc, calzegm.
In collaborazione con: ecomuseojudicaria, theoutdoormanifesto, trentofilmfestival, idea_montagna_edizioni, parcoadamellobrenta, parcoabruzzo , betula_stuff , coexistence.life
Media partner: rivistanatura, podcast.talkingnat.
🎥 indeependent.narrative

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Set 15

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🌿 Poco più di una settimana fa si concludeva la quinta edizione del Coesistenza Festival.Tra i prati e i boschi delle Viote, tra incontri, passeggiate, laboratori, spettacoli e conversazioni capaci di aprire nuovi sguardi.In questo video abbiamo raccolto alcuni momenti della quinta edizione del Coesistenza Festival: volti, voci, gesti e piccoli frammenti di tre giornate intense, vissute insieme.Un minuto non può raccontare tutto, ma può restituire qualcosa dell’atmosfera che abbiamo condiviso. E ricordarci che il Festival si conclude, ma le domande, le relazioni e le idee nate qui continuano il loro cammino.Grazie ancora a tutte le persone che ne hanno fatto parte. 💚#CoesistenzaFestival #Coesistenza #MonteBondone #Viote #fauna
Main partner: museomuse, sat_centrale  fondazione.caritro, gruppo_alpini_trento_centro , prolocomontebondone.
Con il patrocinio di: dicam_unitrento, dissgea.unipd.
Con il supporto di: rete_riserve_bondone, giardinobotanicoviote, bottega_buffa_circovacanti, insilva._, cascada.cc, calzegm.
In collaborazione con: ecomuseojudicaria,  theoutdoormanifesto, trentofilmfestival, idea_montagna_edizioni, parcoadamellobrenta, parcoabruzzo , betula_stuff , coexistence.life
Media partner: rivistanatura, podcast.talkingnat.
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Dio ha preso il cielo e ne ha fatto la sua tela 🎨🌄

• Cresta Croce,
13.09.2026 06:39 a.m. ❤️‍🔥

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Set 15

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Dio ha preso il cielo e ne ha fatto la sua tela 🎨🌄• Cresta Croce,
13.09.2026 06:39 a.m. ❤️‍🔥

Una piattaforma di cemento, vetro e acciaio a 2600 metri di quota, la nuova "SkyWalk" al Passo del Tonale, viene spacciata per un`opera di «valorizzazione». Ma di cosa? Della montagna o dell`ennesimo luna park alpino?

Anche tra le vette dell’Adamello la turistificazione di massa riduce la montagna a mero sfondo dell’ennesima "macchina da selfie" e per di più svilisce la memoria storica del luogo, visto che i proponenti della nuova piattaforma panoramica hanno detto che «servirà a valorizzare il paesaggio e la storia della Guerra Bianca». Ma veramente? Erano seri quando l’hanno detto? E pensano di poter proferire cose tanto insensate e pretendere di essere creduti?

Ma la provocazione più forte che vi propongo è un’altra e riguarda direttamente chi frequenta attrazioni turistiche del genere: davvero abbiamo bisogno di una struttura artificiale per emozionarci davanti a un panorama montano che non ha bisogno di nulla per meravigliare chiunque? Veramente chi va lassù non capisce di essere preso in giro, di essere creduto privo della sensibilità e dell’intelligenza atte a comprendere la bellezza delle montagne senza bisogno di queste infrastrutture inutili e invasive, come un bimbo un po’ tonto al quale serve qualcuno che gli dica cosa fare e dove guardare? Sul serio non sa osservare intorno e “illuminarsi dell’immenso” che si trova lassù, in un paesaggio tanto straordinario, senza passarelle di cemento e acciaio o altri sfregi simili?

Lo chiedo a chi frequenta queste attrazioni e approfondisco la questione, che ora concerne il Passo del Tonale ma è comune a numerose altre località montane, nell’articolo di oggi sul blog, link in bio.

#PassoDelTonale #SkyWalk #Montagna #TurismoSostenibile #GuerraBianca #Adamello #Paesaggio #Presena #EugenioTurri #ecologiaalpina

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Set 15

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Una piattaforma di cemento, vetro e acciaio a 2600 metri di quota, la nuova "SkyWalk" al Passo del Tonale, viene spacciata per un'opera di «valorizzazione». Ma di cosa? Della montagna o dell'ennesimo luna park alpino?Anche tra le vette dell’Adamello la turistificazione di massa riduce la montagna a mero sfondo dell’ennesima "macchina da selfie" e per di più svilisce la memoria storica del luogo, visto che i proponenti della nuova piattaforma panoramica hanno detto che «servirà a valorizzare il paesaggio e la storia della Guerra Bianca». Ma veramente? Erano seri quando l’hanno detto? E pensano di poter proferire cose tanto insensate e pretendere di essere creduti?Ma la provocazione più forte che vi propongo è un’altra e riguarda direttamente chi frequenta attrazioni turistiche del genere: davvero abbiamo bisogno di una struttura artificiale per emozionarci davanti a un panorama montano che non ha bisogno di nulla per meravigliare chiunque? Veramente chi va lassù non capisce di essere preso in giro, di essere creduto privo della sensibilità e dell’intelligenza atte a comprendere la bellezza delle montagne senza bisogno di queste infrastrutture inutili e invasive, come un bimbo un po’ tonto al quale serve qualcuno che gli dica cosa fare e dove guardare? Sul serio non sa osservare intorno e “illuminarsi dell’immenso” che si trova lassù, in un paesaggio tanto straordinario, senza passarelle di cemento e acciaio o altri sfregi simili?Lo chiedo a chi frequenta queste attrazioni e approfondisco la questione, che ora concerne il Passo del Tonale ma è comune a numerose altre località montane, nell’articolo di oggi sul blog, link in bio.#PassoDelTonale #SkyWalk #Montagna #TurismoSostenibile #GuerraBianca #Adamello #Paesaggio #Presena #EugenioTurri #ecologiaalpina

🌲 ALBERI E RADICI: l’eredità dei rimboschimenti e la protezione del territorio

Sabato 19 settembre torna l’appuntamento con il progetto “Il bosco fra passato e presente: un patrimonio di tutti”.

Alle 14:00, a Montevaccino, partiremo per una passeggiata insieme alla Dott.ssa Paola Barducci, forestale e Accompagnatrice di Territorio, per scoprire il ruolo dei rimboschimenti storici e capire quanto il bosco sia importante per la protezione e la cura del nostro territorio.

📍 Ritrovo: parcheggio in località Loch, Montevaccino
🕑 Quando: sabato 19 settembre, ore 14:00
🥾 Durata: circa 3 ore
📏 Distanza: 4 km
⬆️ Salita: 207 m
⬇️ Discesa: 213 m
👧 Età: dai 8 anni in su

Un’occasione per camminare nel bosco e conoscere più da vicino la sua storia, il suo valore e il suo ruolo nella protezione del territorio.

👉 Vi aspettiamo!

#trentino
#escursioni #trentinoaltoadigesüdtirol #montagna

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Set 14

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🌲 ALBERI E RADICI: l’eredità dei rimboschimenti e la protezione del territorioSabato 19 settembre torna l’appuntamento con il progetto “Il bosco fra passato e presente: un patrimonio di tutti”.Alle 14:00, a Montevaccino, partiremo per una passeggiata insieme alla Dott.ssa Paola Barducci, forestale e Accompagnatrice di Territorio, per scoprire il ruolo dei rimboschimenti storici e capire quanto il bosco sia importante per la protezione e la cura del nostro territorio.📍 Ritrovo: parcheggio in località Loch, Montevaccino
🕑 Quando: sabato 19 settembre, ore 14:00
🥾 Durata: circa 3 ore
📏 Distanza: 4 km
⬆️ Salita: 207 m
⬇️ Discesa: 213 m
👧 Età: dai 8 anni in suUn’occasione per camminare nel bosco e conoscere più da vicino la sua storia, il suo valore e il suo ruolo nella protezione del territorio.👉 Vi aspettiamo!#trentino
#escursioni #trentinoaltoadigesüdtirol #montagna

🏔️🚲 Ruota Libera – Insieme per una montagna per tutti

La SAT di Brentonico ha avuto il piacere di collaborare all’organizzazione del Raduno Nazionale “Ruota Libera” del CAI, un progetto che porta con sé un messaggio importante: rendere la montagna sempre più accessibile, inclusiva e alla portata di tutti.

“Ruota Libera – Insieme per una montagna per tutti” significa abbattere le barriere, condividere i sentieri e vivere la montagna senza lasciare indietro nessuno. ❤️

Per la realizzazione del raduno è stata fondamentale la collaborazione tra tante realtà: la Protezione Civile, il gruppo Nu.Vo.La. e diverse SAT, insieme a tanti volontari che hanno messo a disposizione tempo, energie e passione.

Un grande lavoro di squadra che dimostra come, unendo le forze, sia possibile costruire una montagna più inclusiva, solidale e accogliente. 🤝🏔️

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questa giornata e a tutti i partecipanti che hanno condiviso con noi lo spirito di Ruota Libera.

Perché la montagna è di tutti. E insieme possiamo renderla davvero accessibile a tutti. ❤️

#RuotaLibera #InsiemePerUnaMontagnaPerTutti #CAI #SATBrentonico #MontagnaPerTutti MontagnaInclusiva Inclusione Accessibilità ProtezioneCivile NuVoLa Volontariato Trentino

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Set 13

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🏔️🚲 Ruota Libera – Insieme per una montagna per tuttiLa SAT di Brentonico ha avuto il piacere di collaborare all’organizzazione del Raduno Nazionale “Ruota Libera” del CAI, un progetto che porta con sé un messaggio importante: rendere la montagna sempre più accessibile, inclusiva e alla portata di tutti.“Ruota Libera – Insieme per una montagna per tutti” significa abbattere le barriere, condividere i sentieri e vivere la montagna senza lasciare indietro nessuno. ❤️Per la realizzazione del raduno è stata fondamentale la collaborazione tra tante realtà: la Protezione Civile, il gruppo Nu.Vo.La. e diverse SAT, insieme a tanti volontari che hanno messo a disposizione tempo, energie e passione.Un grande lavoro di squadra che dimostra come, unendo le forze, sia possibile costruire una montagna più inclusiva, solidale e accogliente. 🤝🏔️Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questa giornata e a tutti i partecipanti che hanno condiviso con noi lo spirito di Ruota Libera.Perché la montagna è di tutti. E insieme possiamo renderla davvero accessibile a tutti. ❤️#RuotaLibera #InsiemePerUnaMontagnaPerTutti #CAI #SATBrentonico #MontagnaPerTutti MontagnaInclusiva Inclusione Accessibilità ProtezioneCivile NuVoLa Volontariato Trentino

L’avvicinamento alla Guglia di Brenta ( #campanilebasso ) ha sempre il suo perché … ed è ancor più affascinante se fatto alle prime luci dell’alba. Il resto dell’ascensione è pura poesia, qualsiasi sia la via scelta !

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Set 13

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L’avvicinamento alla Guglia di Brenta ( #campanilebasso ) ha sempre il suo perché … ed è ancor più affascinante se fatto alle prime luci dell’alba. Il resto dell’ascensione è pura poesia, qualsiasi sia la via scelta !

A special day with our Communication & Marketing colleagues from #GruppoLunelli, in the beautiful Val Nambrone, where Surgiva mineral water springs, in the heart of Adamello Brenta Natural Park.

Together with SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, we spent the day taking care of the trails leading to the wonderful Segantini Refuge.

A day outdoors, working together, giving something back to a place that means so much to us.
#giveback #volunteering

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Set 13

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A special day with our Communication & Marketing colleagues from #GruppoLunelli, in the beautiful Val Nambrone, where Surgiva mineral water springs, in the heart of Adamello Brenta Natural Park.Together with SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, we spent the day taking care of the trails leading to the wonderful Segantini Refuge.A day outdoors, working together, giving something back to a place that means so much to us.
#giveback #volunteering

“Qual’è l’impegno della SAT - Società Alpinisti Tridentini per la coesistenza?”

Cristian Ferrari, presidente SAT
crifertn
sat_centrale

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Set 13

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“Qual’è l’impegno della SAT - Società Alpinisti Tridentini per la coesistenza?”Cristian Ferrari, presidente SAT
crifertn
sat_centrale

SAT
Società degli Alpinisti Tridentini APS

Associazione di promozione sociale
Sezione del Club Alpino Italiano

Codice Fiscale 80003990225
Partita Iva 00438280224
SDI: RR66BDG

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Foto: I fotografi della SAT
Mappe: Webmapp Srl
App Rinnovi: Newdata

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Trento in via Manci, 57 – 38122

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da lunedì a giovedì 9-13 | 14:30-18
venerdì 9-13

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Newsletter SAT

Qui ogni giorno è diverso dall’altro perché il cielo, le rocce, il lago cambiano colore in base a tanti elementi. La stagione per noi è ancora lunga, il rifugio Antermoia è aperto fino all’11 ottobre prossimo. Un ottimo motivo per venirci a trovare quando appunto tutto profuma d’autunno e noi abbiamo rallentato i ritmi. Una notte in rifugio, regala un’esperienza unica da condividere con gli amici dal tramonto all’alba.
Vi aspettiamo qui!

Grazie beatrix_9_ 🤩

#rifugioantermoia #valdifassa #dolomiti

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Set 20

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Qui ogni giorno è diverso dall’altro perché il cielo, le rocce, il lago cambiano colore in base a tanti elementi. La stagione per noi è ancora lunga, il rifugio Antermoia è aperto fino all’11 ottobre prossimo. Un ottimo motivo per venirci a trovare quando appunto tutto profuma d’autunno e noi abbiamo rallentato i ritmi. Una notte in rifugio, regala un’esperienza unica da condividere con gli amici dal tramonto all’alba.
Vi aspettiamo qui!Grazie beatrix_9_ 🤩#rifugioantermoia #valdifassa #dolomiti

L’enrosadira ci regala emozionanti tramonti soprattutto a fine settembre.

Noi chiudiamo così la nostra settimana.

Vi aspettiamo ancora fino all’11 ottobre.

#lanostracasaalta #enrosadira

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Set 20

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L’enrosadira ci regala emozionanti tramonti soprattutto a fine settembre.Noi chiudiamo così la nostra settimana.Vi aspettiamo ancora fino all’11 ottobre.#lanostracasaalta #enrosadira

📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼𝗻𝗲

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
23 aprile 1916: è Pasqua ed i lavoratori dell’Abteilung Judicarien I sulla piana di Bedole hanno ricevuto l’ordine di trainare il convoglio del Giorgio sino al Rifugio Mandrone. La giornata si concluderà solo alle dieci della sera quando, stremati, faranno ritorno a Casina Muta per il magro rancio. Per spiegare l’impazienza dei comandi è sufficiente ricordare come, il 12 aprile, gli italiani avessero conquistato la prima linea austriaca, Lobbie-Dosson di Genova.

La cronaca prosegue monotona tra sforzi indicibili, sacrifici e minacce degli ufficiali sino a quando, in località Ronchina, la canna del cannone s’incaglia contro una roccia. I militari accusano i trentini di sabotaggio e, per scongiurare possibili ritorsioni, quattro volontari pongono rimedio alla situazione calandosi al di sotto di una gelida cascata: il clima di nervosismo non cesserà. Nelle lunghe giornate che chiudono aprile il cannone transita dal Rifugio Mandrone. Programmato dalla S.A.T. sin dal 1877, fu però la Sezione di Lipsia del Club alpino austro-tedesco ad erigere il “primo” piccolo Mandròn-Hütte. Causa l’incremento di visitatori la medesima sezione provvide, a pochi passi, all’inaugurazione di una più grande e confortevole Leipziger-Hütte (1894). I due edifici divengono il perno austriaco del fronte adamellino sino a quando, nel 1916, il secondo venne centrato dall’artiglieria italiana, riducendolo al cumulo di macerie tutt’oggi visibile. La prima struttura è invece visitabile dal 1994, in quanto ospita il Centro glaciologico “J. Payer”. L’attuale Rifugio Mandron “Città di Trento”, costruito dalla S.A.T. con fondi raccolti dal capoluogo trentino, venne inaugurato nel 1959 a breve distanza dal nucleo originario.

Gli addetti al traino apprendono con gioia che la posizione prescelta non sia, dopotutto, il Mandrone. Alla fine di aprile Giorgio è schierato sulle Marocche, sullo sperone noto come Ospedaletto (vi era un’infermeria), ove era stata predisposta la piazzola di tiro. Gli uomini, tuttavia, non sono ancora dispensati, mancano ruote, travi, catene e munizioni affinché il pezzo sia finalmente “in batteria”.

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Set 20

41 1
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📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼𝗻𝗲𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
23 aprile 1916: è Pasqua ed i lavoratori dell’Abteilung Judicarien I sulla piana di Bedole hanno ricevuto l’ordine di trainare il convoglio del Giorgio sino al Rifugio Mandrone. La giornata si concluderà solo alle dieci della sera quando, stremati, faranno ritorno a Casina Muta per il magro rancio. Per spiegare l’impazienza dei comandi è sufficiente ricordare come, il 12 aprile, gli italiani avessero conquistato la prima linea austriaca, Lobbie-Dosson di Genova.La cronaca prosegue monotona tra sforzi indicibili, sacrifici e minacce degli ufficiali sino a quando, in località Ronchina, la canna del cannone s’incaglia contro una roccia. I militari accusano i trentini di sabotaggio e, per scongiurare possibili ritorsioni, quattro volontari pongono rimedio alla situazione calandosi al di sotto di una gelida cascata: il clima di nervosismo non cesserà. Nelle lunghe giornate che chiudono aprile il cannone transita dal Rifugio Mandrone. Programmato dalla S.A.T. sin dal 1877, fu però la Sezione di Lipsia del Club alpino austro-tedesco ad erigere il “primo” piccolo Mandròn-Hütte. Causa l’incremento di visitatori la medesima sezione provvide, a pochi passi, all’inaugurazione di una più grande e confortevole Leipziger-Hütte (1894). I due edifici divengono il perno austriaco del fronte adamellino sino a quando, nel 1916, il secondo venne centrato dall’artiglieria italiana, riducendolo al cumulo di macerie tutt’oggi visibile. La prima struttura è invece visitabile dal 1994, in quanto ospita il Centro glaciologico “J. Payer”. L’attuale Rifugio Mandron “Città di Trento”, costruito dalla S.A.T. con fondi raccolti dal capoluogo trentino, venne inaugurato nel 1959 a breve distanza dal nucleo originario.Gli addetti al traino apprendono con gioia che la posizione prescelta non sia, dopotutto, il Mandrone. Alla fine di aprile Giorgio è schierato sulle Marocche, sullo sperone noto come Ospedaletto (vi era un’infermeria), ove era stata predisposta la piazzola di tiro. Gli uomini, tuttavia, non sono ancora dispensati, mancano ruote, travi, catene e munizioni affinché il pezzo sia finalmente “in batteria”.

Ultimo giorno della nostra estate quassù. 🏔️❤️

Un’estate indimenticabile, entusiasmante e difficile allo stesso tempo, per tanti motivi. Ma, ancora una volta, ce l’abbiamo fatta.

E questo è soprattutto grazie a voi.

Grazie a tutti quelli che sono passati dalla nostra Casa Alta: a chi si è fermato a dormire, a chi è venuto anche solo per un saluto, per un piatto di caserecci, una fetta di torta o semplicemente per condividere un momento insieme.

Ognuno di voi ha lasciato un sorriso, un ricordo, una storia. E sono proprio queste persone, questi incontri e queste emozioni che rendono speciale la vita quassù. ❤️

Ora chiudiamo la porta della nostra Casa Alta, con un po’ di malinconia ma con il cuore pieno di gratitudine.

Scendiamo a valle, portandoci dentro tutto quello che questa estate ci ha regalato.

E quando la montagna tornerà a chiamarci, noi saremo di nuovo qui.
Pronti a riaprire quella porta e a ritrovarci ancora una volta, nella nostra Casa Alta.

Ci vediamo a febbraio 2027.
A presto, amici. ❤️🏔️

#MandronMoments

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Set 20

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Ultimo giorno della nostra estate quassù. 🏔️❤️Un’estate indimenticabile, entusiasmante e difficile allo stesso tempo, per tanti motivi. Ma, ancora una volta, ce l’abbiamo fatta.E questo è soprattutto grazie a voi.Grazie a tutti quelli che sono passati dalla nostra Casa Alta: a chi si è fermato a dormire, a chi è venuto anche solo per un saluto, per un piatto di caserecci, una fetta di torta o semplicemente per condividere un momento insieme.Ognuno di voi ha lasciato un sorriso, un ricordo, una storia. E sono proprio queste persone, questi incontri e queste emozioni che rendono speciale la vita quassù. ❤️Ora chiudiamo la porta della nostra Casa Alta, con un po’ di malinconia ma con il cuore pieno di gratitudine.Scendiamo a valle, portandoci dentro tutto quello che questa estate ci ha regalato.E quando la montagna tornerà a chiamarci, noi saremo di nuovo qui.
Pronti a riaprire quella porta e a ritrovarci ancora una volta, nella nostra Casa Alta.Ci vediamo a febbraio 2027.
A presto, amici. ❤️🏔️#MandronMoments

70° conquista del Sarmiento
Paladolomiti 18 settembre 2026
Pinzolo #montesarmiento #gueret

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Set 19

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70° conquista del Sarmiento
Paladolomiti 18 settembre 2026
Pinzolo  #montesarmiento #gueret

☀️ Eccoci arrivati alla fine della stagione estiva… ma le belle giornate al Sette Selle continuano!! 😍🏔️

Quest’estate siete venuti a trovarci davvero in tantissimi, e non possiamo che dirvi GRAZIE DI CUORE ❤️

Per chi è già passato, sapete quanto è bello trascorrere una giornata qui da noi, tra buon cibo, natura e quell’atmosfera che sa di montagna con gente di montagna giustamente un po’ sopra le righe🤪
Per chi invece non è ancora salito… beh, questa è la vostra occasione!! 😉

🍽️ La buona notizia è che il Sette Selle vi aspetta TUTTI I WEEKEND DELL’ANNO (salvo maltempo)!

Eh sì, avete capito bene: quest’anno niente lunghi mesi di chiusura! 🥳

Perché, potendo scegliere, non c’è posto migliore del Sette Selle dove passare i nostri weekend… e speriamo che sia così anche per voi! ❤️

Che sia per una passeggiata, una gita in famiglia, una giornata con gli amici o semplicemente per venire a mangiare qualcosa di buono o bere una buona birra… noi vi aspettiamo!

⚠️⚠️Restate sintonizzati sulla nostra pagina Instagram e Facebook, perché a breve pubblicheremo tutti i prossimi eventi e le novità del Sette Selle!

Taggate qui sotto la persona con cui vorreste salire a mangiare una bella polenta! 👇😍

Vi aspettiamo al Sette Selle! ❤️🏔️

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Set 18

650 10
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☀️ Eccoci arrivati alla fine della stagione estiva… ma le belle giornate al Sette Selle continuano!! 😍🏔️Quest’estate siete venuti a trovarci davvero in tantissimi, e non possiamo che dirvi GRAZIE DI CUORE ❤️Per chi è già passato, sapete quanto è bello trascorrere una giornata qui da noi, tra buon cibo, natura e quell’atmosfera che sa di montagna con gente di montagna giustamente un po’ sopra le righe🤪
Per chi invece non è ancora salito… beh, questa è la vostra occasione!! 😉🍽️ La buona notizia è che il Sette Selle vi aspetta TUTTI I WEEKEND DELL’ANNO (salvo maltempo)!Eh sì, avete capito bene: quest’anno niente lunghi mesi di chiusura! 🥳Perché, potendo scegliere, non c’è posto migliore del Sette Selle dove passare i nostri weekend… e speriamo che sia così anche per voi! ❤️Che sia per una passeggiata, una gita in famiglia, una giornata con gli amici o semplicemente per venire a mangiare qualcosa di buono o bere una buona birra… noi vi aspettiamo!⚠️⚠️Restate sintonizzati sulla nostra pagina Instagram e Facebook, perché a breve pubblicheremo tutti i prossimi eventi e le novità del Sette Selle!Taggate qui sotto la persona con cui vorreste salire a mangiare una bella polenta! 👇😍Vi aspettiamo al Sette Selle! ❤️🏔️

920 metri di calcare nel cuore delle Dolomiti.
Puoi essere in un solo posto.

Forse è anche meglio fare l’avvicinamento al buio: almeno per un po’ non vediamo la gigantessa, la parete, la Sud della Marmolada nella sua enormità.

L’alba arriva mentre siamo sui primi tiri, e fa un certo effetto scalare un pezzo di storia.

La leggenda dice che questa via sia stata aperta con il materiale per una ripetizione: Mariacher e Schiestl erano partiti in una giornata uggiosa con l’idea di salire la Vinatzer. Poi, tra le nuvole, compare il pilastro di Punta Ombretta, che avevano già adocchiato, e cambiano programma. 

Qualche anno dopo Mariacher la ripercorrerà da solo e senza corda, arrivando in cima in poco più di un’ora.

Noi saliamo con tempi un po’ diversi...e con la corda!

Che sia una via ambita lo testimonia anche il numero di cordate in via, in una giornata di settembre: troppe. E con tattiche decisamente aggressive!

Dopo la cengia il traffico si diluisce e arrivano le placche, e quella roccia per cui la Marmolada è famosa. Sopra incombe il pilastro finale, con quel tiro gradato VI che assomiglia più a un 6c.

Uscire su Punta Ombretta con la sensazione di aver salito un piccolo sogno.
Che si infrange in discesa.

Perché il ritorno passa sul ghiacciaio della Marmolada. Anzi, su quello che ne rimane: ghiaccio vivo, detriti, crepacci, i cavi della funivia, gli impianti per l’innevamento artificiale appoggiati su ghiaia e rocce, i ganci per i battipista sotto la stazione intermedia. 
Ecco le due facce della Regina delle Dolomiti.

Grazie morenomaheshamicheletti per questa stupenda, fantastica avventura!

[ Punta Ombretta, Don Quixote, 920 m, VI ]

donnedimontagna
#donnedimontagna
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sat_centrale #satcentrale
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Set 18

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920 metri di calcare nel cuore delle Dolomiti.
Puoi essere in un solo posto.Forse è anche meglio fare l’avvicinamento al buio: almeno per un po’ non vediamo la gigantessa, la parete, la Sud della Marmolada nella sua enormità.L’alba arriva mentre siamo sui primi tiri, e fa un certo effetto scalare un pezzo di storia.La leggenda dice che questa via sia stata aperta con il materiale per una ripetizione: Mariacher e Schiestl erano partiti in una giornata uggiosa con l’idea di salire la Vinatzer. Poi, tra le nuvole, compare il pilastro di Punta Ombretta, che avevano già adocchiato, e cambiano programma. Qualche anno dopo Mariacher la ripercorrerà da solo e senza corda, arrivando in cima in poco più di un’ora.Noi saliamo con tempi un po’ diversi...e con la corda!Che sia una via ambita lo testimonia anche il numero di cordate in via, in una giornata di settembre: troppe. E con tattiche decisamente aggressive!Dopo la cengia il traffico si diluisce e arrivano le placche, e quella roccia per cui la Marmolada è famosa. Sopra incombe il pilastro finale, con quel tiro gradato VI che assomiglia più a un 6c.Uscire su Punta Ombretta con la sensazione di aver salito un piccolo sogno.
Che si infrange in discesa.Perché il ritorno passa sul ghiacciaio della Marmolada. Anzi, su quello che ne rimane: ghiaccio vivo, detriti, crepacci, i cavi della funivia, gli impianti per l’innevamento artificiale appoggiati su ghiaia e rocce, i ganci per i battipista sotto la stazione intermedia. 
Ecco le due facce della Regina delle Dolomiti.Grazie morenomaheshamicheletti per questa stupenda, fantastica avventura![ Punta Ombretta, Don Quixote, 920 m, VI ]donnedimontagna
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Per iscriversi compila il modulo https://forms.gle/QMqthVm739BxyRiD6

Vi aspettiamo numerosi

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Set 17

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Per iscriversi compila il modulo https://forms.gle/QMqthVm739BxyRiD6Vi aspettiamo numerosi

Le gite della nostra sezione non si sono fermate a luglio; tra le varie attività che svolgiamo non sempre abbiamo tempo per raccontare tutto a stretto giro…meglio tardi che mai 🙂

Circa un mese fa, l’8 e il 9 agosto, un nutrito gruppo di socie e soci si è diretto in Austria nelle Stubaier Alpen (Gruppo delle Breonie di Ponente) per partecipare alla nostra quinta gita sezionale. ⛰

Il primo giorno hanno raggiunto l’Innsbrucker Hütte e da qui la vetta della Kalkwand ammirando un panorama suggestivo verso la vetta dell’Habicht.
Il giorno successivo, dopo aver dormito all’Innsbucker Hütte, si sono diretti vero la cima dell’Habicht. Affrontando dapprima un semplice sentiero, hanno poi continuato su sentiero più impegnativo ed attrezzato che prevede alcuni passaggi arrampicata continuando poi fino alla croce di vetta. Da lassù hanno ammirato il panorama verso le Stubaier Alpen e i vicinissimi Tribulaun. 🥾

Grazie ancora per la partecipazione a tutte e tutti. ❤️

Ah non ci siamo mica fermati ad agosto con le gite della sezione ed abbiamo già svolto la gita di settembre, ma di questo vi racconteremo un’altra volta 😉

#satprimiero #satcentrale #escursione #habicht #stubaieralpen

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Set 17

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Le gite della nostra sezione non si sono fermate a luglio; tra le varie attività che svolgiamo non sempre abbiamo tempo per raccontare tutto a stretto giro…meglio tardi che mai 🙂Circa un mese fa, l’8 e il 9 agosto, un nutrito gruppo di socie e soci si è diretto in Austria nelle Stubaier Alpen (Gruppo delle Breonie di Ponente) per partecipare alla nostra quinta gita sezionale. ⛰Il primo giorno hanno raggiunto l’Innsbrucker Hütte e da qui la vetta della Kalkwand ammirando un panorama suggestivo verso la vetta dell’Habicht.
Il giorno successivo, dopo aver dormito all’Innsbucker Hütte, si sono diretti vero la cima dell’Habicht. Affrontando dapprima un semplice sentiero, hanno poi continuato su sentiero più impegnativo ed attrezzato che prevede alcuni passaggi arrampicata continuando poi fino alla croce di vetta. Da lassù hanno ammirato il panorama verso le Stubaier Alpen e i vicinissimi Tribulaun. 🥾Grazie ancora per la partecipazione a tutte e tutti. ❤️Ah non ci siamo mica fermati ad agosto con le gite della sezione ed abbiamo già svolto la gita di settembre, ma di questo vi racconteremo un’altra volta 😉#satprimiero #satcentrale #escursione #habicht #stubaieralpen

Eccoci… oggi una meraviglia, come tutti i santi giorni quassù. ❤️🏔️

Siamo entrati nel nostro weekend di chiusura.

Speriamo che queste ultime giornate ci regalino bel tempo, emozioni e tanti momenti da portare nel cuore. Vogliamo raccogliere tutto il bello possibile prima di chiudere la nostra Casa Alta, salutare la montagna e tornare a valle.

Poi ci prenderemo un po’ di tempo…
e in primavera saremo di nuovo quassù, pronti a riaprire le porte del nostro paradiso.

Vi aspettiamo per questi ultimi giorni insieme.
A presto, dalla nostra Casa Alta. ❤️🏔️

#MandronMoments

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Set 17

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Eccoci… oggi una meraviglia, come tutti i santi giorni quassù. ❤️🏔️Siamo entrati nel nostro weekend di chiusura.Speriamo che queste ultime giornate ci regalino bel tempo, emozioni e tanti momenti da portare nel cuore. Vogliamo raccogliere tutto il bello possibile prima di chiudere la nostra Casa Alta, salutare la montagna e tornare a valle.Poi ci prenderemo un po’ di tempo…
e in primavera saremo di nuovo quassù, pronti a riaprire le porte del nostro paradiso.Vi aspettiamo per questi ultimi giorni insieme.
A presto, dalla nostra Casa Alta. ❤️🏔️#MandronMoments

lost in paradise ✨🦋🩵

week end da sogno a 3000 m con le mie amichette del cuore 🫶🏻👩🏼‍🐰‍👩🏽 alla scoperta dei luoghi che hanno fatto parte della 1ª guerra mondiale.

un’emozione unica e un brivido nel pensare a ciò che gli uomini hanno passato su queste montagne, ora per noi un luogo di svago e divertimento

ps: che gaso essere una cordata tutta rosa 🦩🤪🚀🩷

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Set 16

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lost in paradise ✨🦋🩵week end da sogno a 3000 m con le mie amichette del cuore 🫶🏻👩🏼‍🐰‍👩🏽 alla scoperta dei luoghi che hanno fatto parte della 1ª guerra mondiale.un’emozione unica e un brivido nel pensare a ciò che gli uomini hanno passato su queste montagne, ora per noi un luogo di svago e divertimentops: che gaso essere una cordata tutta rosa 🦩🤪🚀🩷

📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗕𝗲𝗱𝗼𝗹𝗲

𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
21 aprile 1916: il Giorgio, originariamente destinato ad una delle fortificazioni della cintura di Lardaro, nelle Giudicarie, nello specifico dal Forte Cariola, giunge alla piana ai piedi del Rifugio Bedole, nell’alta Val Genova. Non è un giorno qualunque, ma Venerdì Santo. Gli uomini impiegati per il traino, dopo giorni di privazioni, intravedono la possibilità di passare la festività con i propri cari e, perciò, accettano di buon grado una corvèe al passo di Folgorida (1.550 m. di dislivello), salvo poi scoprire che il 23 aprile, giorno di Pasqua, dovranno tornare verso Bedole: il Giorgio deve continuare il suo viaggio.

Dotata di straordinario fascino naturalistico, la piana di Bedole - dominata allora dai seracchi della lingua del Mandrone - ospitava anche uno dei più precoci rifugi del territorio trentino, occupato durante la Grande Guerra. Nel 1873 la Società Alpina del Trentino (oggi S.A.T.) si occupò dell`adattamento alle necessità alpinistiche di un’antica “baita Bedole” di proprietà comunale che, danneggiata da valanghe nel 1886, venne sostituita da un vero e proprio rifugio - struttura elegante in legno - intitolato a Nepomuceno Bolognini, fondatore e primo vicepresidente del sodalizio. Divenuto presidio austro-ungarico durante il conflitto, il 15 maggio 1916 venne conquistato dalle truppe italiane divenendo, fino al 10 dicembre, l’estrema linea d’avanzata. Scrive nella sua relazione Alberto Cavaciocchi - Comandante della 5a Divisione - “Il 10 dicembre [...] l’ordine telefonico di preparare il ripiegamento della 241a compagnia [...] alcuni giorni dopo [...] una retroguardia ebbe il compito di distruggere il rifugio e le baracche”. Il Rifugio Bolognini non venne più ricostruito ed in sua memoria, nel 1973, venne posta una targa ancora oggi visibile.

Gli addetti al traino giungono al Giorgio e lì apprendono, sotto alla neve, che il cannone dev’essere issato fino al Rifugio Mandrone (700 m. di dislivello). L’impresa pare impossibile e, di fronte allo sgomento di oltre trecento giudicariesi, militari, serbi e prigionieri russi, i graduati estraggono le armi ed il traino ricomincia.

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Set 16

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📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗕𝗲𝗱𝗼𝗹𝗲𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
21 aprile 1916: il Giorgio, originariamente destinato ad una delle fortificazioni della cintura di Lardaro, nelle Giudicarie, nello specifico dal Forte Cariola, giunge alla piana ai piedi del Rifugio Bedole, nell’alta Val Genova. Non è un giorno qualunque, ma Venerdì Santo. Gli uomini impiegati per il traino, dopo giorni di privazioni, intravedono la possibilità di passare la festività con i propri cari e, perciò, accettano di buon grado una corvèe al passo di Folgorida (1.550 m. di dislivello), salvo poi scoprire che il 23 aprile, giorno di Pasqua, dovranno tornare verso Bedole: il Giorgio deve continuare il suo viaggio.Dotata di straordinario fascino naturalistico, la piana di Bedole - dominata allora dai seracchi della lingua del Mandrone - ospitava anche uno dei più precoci rifugi del territorio trentino, occupato durante la Grande Guerra. Nel 1873 la Società Alpina del Trentino (oggi S.A.T.) si occupò dell'adattamento alle necessità alpinistiche di un’antica “baita Bedole” di proprietà comunale che, danneggiata da valanghe nel 1886, venne sostituita da un vero e proprio rifugio - struttura elegante in legno - intitolato a Nepomuceno Bolognini, fondatore e primo vicepresidente del sodalizio. Divenuto presidio austro-ungarico durante il conflitto, il 15 maggio 1916 venne conquistato dalle truppe italiane divenendo, fino al 10 dicembre, l’estrema linea d’avanzata. Scrive nella sua relazione Alberto Cavaciocchi - Comandante della 5a Divisione - “Il 10 dicembre [...] l’ordine telefonico di preparare il ripiegamento della 241a compagnia [...] alcuni giorni dopo [...] una retroguardia ebbe il compito di distruggere il rifugio e le baracche”. Il Rifugio Bolognini non venne più ricostruito ed in sua memoria, nel 1973, venne posta una targa ancora oggi visibile.Gli addetti al traino giungono al Giorgio e lì apprendono, sotto alla neve, che il cannone dev’essere issato fino al Rifugio Mandrone (700 m. di dislivello). L’impresa pare impossibile e, di fronte allo sgomento di oltre trecento giudicariesi, militari, serbi e prigionieri russi, i graduati estraggono le armi ed il traino ricomincia.

🌿 Poco più di una settimana fa si concludeva la quinta edizione del Coesistenza Festival.

Tra i prati e i boschi delle Viote, tra incontri, passeggiate, laboratori, spettacoli e conversazioni capaci di aprire nuovi sguardi.

In questo video abbiamo raccolto alcuni momenti della quinta edizione del Coesistenza Festival: volti, voci, gesti e piccoli frammenti di tre giornate intense, vissute insieme.

Un minuto non può raccontare tutto, ma può restituire qualcosa dell’atmosfera che abbiamo condiviso. E ricordarci che il Festival si conclude, ma le domande, le relazioni e le idee nate qui continuano il loro cammino.

Grazie ancora a tutte le persone che ne hanno fatto parte. 💚

#CoesistenzaFestival #Coesistenza #MonteBondone #Viote #fauna
Main partner: museomuse, sat_centrale fondazione.caritro, gruppo_alpini_trento_centro , prolocomontebondone.
Con il patrocinio di: dicam_unitrento, dissgea.unipd.
Con il supporto di: rete_riserve_bondone, giardinobotanicoviote, bottega_buffa_circovacanti, insilva._, cascada.cc, calzegm.
In collaborazione con: ecomuseojudicaria, theoutdoormanifesto, trentofilmfestival, idea_montagna_edizioni, parcoadamellobrenta, parcoabruzzo , betula_stuff , coexistence.life
Media partner: rivistanatura, podcast.talkingnat.
🎥 indeependent.narrative

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Set 15

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🌿 Poco più di una settimana fa si concludeva la quinta edizione del Coesistenza Festival.Tra i prati e i boschi delle Viote, tra incontri, passeggiate, laboratori, spettacoli e conversazioni capaci di aprire nuovi sguardi.In questo video abbiamo raccolto alcuni momenti della quinta edizione del Coesistenza Festival: volti, voci, gesti e piccoli frammenti di tre giornate intense, vissute insieme.Un minuto non può raccontare tutto, ma può restituire qualcosa dell’atmosfera che abbiamo condiviso. E ricordarci che il Festival si conclude, ma le domande, le relazioni e le idee nate qui continuano il loro cammino.Grazie ancora a tutte le persone che ne hanno fatto parte. 💚#CoesistenzaFestival #Coesistenza #MonteBondone #Viote #fauna
Main partner: museomuse, sat_centrale  fondazione.caritro, gruppo_alpini_trento_centro , prolocomontebondone.
Con il patrocinio di: dicam_unitrento, dissgea.unipd.
Con il supporto di: rete_riserve_bondone, giardinobotanicoviote, bottega_buffa_circovacanti, insilva._, cascada.cc, calzegm.
In collaborazione con: ecomuseojudicaria,  theoutdoormanifesto, trentofilmfestival, idea_montagna_edizioni, parcoadamellobrenta, parcoabruzzo , betula_stuff , coexistence.life
Media partner: rivistanatura, podcast.talkingnat.
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Dio ha preso il cielo e ne ha fatto la sua tela 🎨🌄

• Cresta Croce,
13.09.2026 06:39 a.m. ❤️‍🔥

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Set 15

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Dio ha preso il cielo e ne ha fatto la sua tela 🎨🌄• Cresta Croce,
13.09.2026 06:39 a.m. ❤️‍🔥

Una piattaforma di cemento, vetro e acciaio a 2600 metri di quota, la nuova "SkyWalk" al Passo del Tonale, viene spacciata per un`opera di «valorizzazione». Ma di cosa? Della montagna o dell`ennesimo luna park alpino?

Anche tra le vette dell’Adamello la turistificazione di massa riduce la montagna a mero sfondo dell’ennesima "macchina da selfie" e per di più svilisce la memoria storica del luogo, visto che i proponenti della nuova piattaforma panoramica hanno detto che «servirà a valorizzare il paesaggio e la storia della Guerra Bianca». Ma veramente? Erano seri quando l’hanno detto? E pensano di poter proferire cose tanto insensate e pretendere di essere creduti?

Ma la provocazione più forte che vi propongo è un’altra e riguarda direttamente chi frequenta attrazioni turistiche del genere: davvero abbiamo bisogno di una struttura artificiale per emozionarci davanti a un panorama montano che non ha bisogno di nulla per meravigliare chiunque? Veramente chi va lassù non capisce di essere preso in giro, di essere creduto privo della sensibilità e dell’intelligenza atte a comprendere la bellezza delle montagne senza bisogno di queste infrastrutture inutili e invasive, come un bimbo un po’ tonto al quale serve qualcuno che gli dica cosa fare e dove guardare? Sul serio non sa osservare intorno e “illuminarsi dell’immenso” che si trova lassù, in un paesaggio tanto straordinario, senza passarelle di cemento e acciaio o altri sfregi simili?

Lo chiedo a chi frequenta queste attrazioni e approfondisco la questione, che ora concerne il Passo del Tonale ma è comune a numerose altre località montane, nell’articolo di oggi sul blog, link in bio.

#PassoDelTonale #SkyWalk #Montagna #TurismoSostenibile #GuerraBianca #Adamello #Paesaggio #Presena #EugenioTurri #ecologiaalpina

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Set 15

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Una piattaforma di cemento, vetro e acciaio a 2600 metri di quota, la nuova "SkyWalk" al Passo del Tonale, viene spacciata per un'opera di «valorizzazione». Ma di cosa? Della montagna o dell'ennesimo luna park alpino?Anche tra le vette dell’Adamello la turistificazione di massa riduce la montagna a mero sfondo dell’ennesima "macchina da selfie" e per di più svilisce la memoria storica del luogo, visto che i proponenti della nuova piattaforma panoramica hanno detto che «servirà a valorizzare il paesaggio e la storia della Guerra Bianca». Ma veramente? Erano seri quando l’hanno detto? E pensano di poter proferire cose tanto insensate e pretendere di essere creduti?Ma la provocazione più forte che vi propongo è un’altra e riguarda direttamente chi frequenta attrazioni turistiche del genere: davvero abbiamo bisogno di una struttura artificiale per emozionarci davanti a un panorama montano che non ha bisogno di nulla per meravigliare chiunque? Veramente chi va lassù non capisce di essere preso in giro, di essere creduto privo della sensibilità e dell’intelligenza atte a comprendere la bellezza delle montagne senza bisogno di queste infrastrutture inutili e invasive, come un bimbo un po’ tonto al quale serve qualcuno che gli dica cosa fare e dove guardare? Sul serio non sa osservare intorno e “illuminarsi dell’immenso” che si trova lassù, in un paesaggio tanto straordinario, senza passarelle di cemento e acciaio o altri sfregi simili?Lo chiedo a chi frequenta queste attrazioni e approfondisco la questione, che ora concerne il Passo del Tonale ma è comune a numerose altre località montane, nell’articolo di oggi sul blog, link in bio.#PassoDelTonale #SkyWalk #Montagna #TurismoSostenibile #GuerraBianca #Adamello #Paesaggio #Presena #EugenioTurri #ecologiaalpina

🌲 ALBERI E RADICI: l’eredità dei rimboschimenti e la protezione del territorio

Sabato 19 settembre torna l’appuntamento con il progetto “Il bosco fra passato e presente: un patrimonio di tutti”.

Alle 14:00, a Montevaccino, partiremo per una passeggiata insieme alla Dott.ssa Paola Barducci, forestale e Accompagnatrice di Territorio, per scoprire il ruolo dei rimboschimenti storici e capire quanto il bosco sia importante per la protezione e la cura del nostro territorio.

📍 Ritrovo: parcheggio in località Loch, Montevaccino
🕑 Quando: sabato 19 settembre, ore 14:00
🥾 Durata: circa 3 ore
📏 Distanza: 4 km
⬆️ Salita: 207 m
⬇️ Discesa: 213 m
👧 Età: dai 8 anni in su

Un’occasione per camminare nel bosco e conoscere più da vicino la sua storia, il suo valore e il suo ruolo nella protezione del territorio.

👉 Vi aspettiamo!

#trentino
#escursioni #trentinoaltoadigesüdtirol #montagna

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Set 14

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🌲 ALBERI E RADICI: l’eredità dei rimboschimenti e la protezione del territorioSabato 19 settembre torna l’appuntamento con il progetto “Il bosco fra passato e presente: un patrimonio di tutti”.Alle 14:00, a Montevaccino, partiremo per una passeggiata insieme alla Dott.ssa Paola Barducci, forestale e Accompagnatrice di Territorio, per scoprire il ruolo dei rimboschimenti storici e capire quanto il bosco sia importante per la protezione e la cura del nostro territorio.📍 Ritrovo: parcheggio in località Loch, Montevaccino
🕑 Quando: sabato 19 settembre, ore 14:00
🥾 Durata: circa 3 ore
📏 Distanza: 4 km
⬆️ Salita: 207 m
⬇️ Discesa: 213 m
👧 Età: dai 8 anni in suUn’occasione per camminare nel bosco e conoscere più da vicino la sua storia, il suo valore e il suo ruolo nella protezione del territorio.👉 Vi aspettiamo!#trentino
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🏔️🚲 Ruota Libera – Insieme per una montagna per tutti

La SAT di Brentonico ha avuto il piacere di collaborare all’organizzazione del Raduno Nazionale “Ruota Libera” del CAI, un progetto che porta con sé un messaggio importante: rendere la montagna sempre più accessibile, inclusiva e alla portata di tutti.

“Ruota Libera – Insieme per una montagna per tutti” significa abbattere le barriere, condividere i sentieri e vivere la montagna senza lasciare indietro nessuno. ❤️

Per la realizzazione del raduno è stata fondamentale la collaborazione tra tante realtà: la Protezione Civile, il gruppo Nu.Vo.La. e diverse SAT, insieme a tanti volontari che hanno messo a disposizione tempo, energie e passione.

Un grande lavoro di squadra che dimostra come, unendo le forze, sia possibile costruire una montagna più inclusiva, solidale e accogliente. 🤝🏔️

Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questa giornata e a tutti i partecipanti che hanno condiviso con noi lo spirito di Ruota Libera.

Perché la montagna è di tutti. E insieme possiamo renderla davvero accessibile a tutti. ❤️

#RuotaLibera #InsiemePerUnaMontagnaPerTutti #CAI #SATBrentonico #MontagnaPerTutti MontagnaInclusiva Inclusione Accessibilità ProtezioneCivile NuVoLa Volontariato Trentino

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Set 13

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🏔️🚲 Ruota Libera – Insieme per una montagna per tuttiLa SAT di Brentonico ha avuto il piacere di collaborare all’organizzazione del Raduno Nazionale “Ruota Libera” del CAI, un progetto che porta con sé un messaggio importante: rendere la montagna sempre più accessibile, inclusiva e alla portata di tutti.“Ruota Libera – Insieme per una montagna per tutti” significa abbattere le barriere, condividere i sentieri e vivere la montagna senza lasciare indietro nessuno. ❤️Per la realizzazione del raduno è stata fondamentale la collaborazione tra tante realtà: la Protezione Civile, il gruppo Nu.Vo.La. e diverse SAT, insieme a tanti volontari che hanno messo a disposizione tempo, energie e passione.Un grande lavoro di squadra che dimostra come, unendo le forze, sia possibile costruire una montagna più inclusiva, solidale e accogliente. 🤝🏔️Un grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questa giornata e a tutti i partecipanti che hanno condiviso con noi lo spirito di Ruota Libera.Perché la montagna è di tutti. E insieme possiamo renderla davvero accessibile a tutti. ❤️#RuotaLibera #InsiemePerUnaMontagnaPerTutti #CAI #SATBrentonico #MontagnaPerTutti MontagnaInclusiva Inclusione Accessibilità ProtezioneCivile NuVoLa Volontariato Trentino

L’avvicinamento alla Guglia di Brenta ( #campanilebasso ) ha sempre il suo perché … ed è ancor più affascinante se fatto alle prime luci dell’alba. Il resto dell’ascensione è pura poesia, qualsiasi sia la via scelta !

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Set 13

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L’avvicinamento alla Guglia di Brenta ( #campanilebasso ) ha sempre il suo perché … ed è ancor più affascinante se fatto alle prime luci dell’alba. Il resto dell’ascensione è pura poesia, qualsiasi sia la via scelta !

A special day with our Communication & Marketing colleagues from #GruppoLunelli, in the beautiful Val Nambrone, where Surgiva mineral water springs, in the heart of Adamello Brenta Natural Park.

Together with SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, we spent the day taking care of the trails leading to the wonderful Segantini Refuge.

A day outdoors, working together, giving something back to a place that means so much to us.
#giveback #volunteering

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Set 13

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A special day with our Communication & Marketing colleagues from #GruppoLunelli, in the beautiful Val Nambrone, where Surgiva mineral water springs, in the heart of Adamello Brenta Natural Park.Together with SAT – Società degli Alpinisti Tridentini, we spent the day taking care of the trails leading to the wonderful Segantini Refuge.A day outdoors, working together, giving something back to a place that means so much to us.
#giveback #volunteering

“Qual’è l’impegno della SAT - Società Alpinisti Tridentini per la coesistenza?”

Cristian Ferrari, presidente SAT
crifertn
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Set 13

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“Qual’è l’impegno della SAT - Società Alpinisti Tridentini per la coesistenza?”Cristian Ferrari, presidente SAT
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Sede

Trento in via Manci, 57 – 38122

Orario apertura sede:
da lunedì a giovedì 9-13 | 14.30-18
venerdì 9-13

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Tel. 0461 981871
sat@sat.tn.it
Fax 0461 986462
Tutti i contatti

SAT
Società degli Alpinisti Tridentini APS

Associazione di promozione sociale
Sezione del Club Alpino Italiano

Codice Fiscale 80003990225
Partita Iva 00438280224
SDI: RR66BDG

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