In questa rubrica vogliamo raccontarvi la montagna dal punto di vista dei fotografi che dedicano il loro tempo, per passione o per lavoro, a catturare quei momenti magici della montagna che tanto amiamo.

Oggi vi portiamo l’esperienza di Riccardo Avola, fotografo d’interni, per eventi, per aziende e operatori del benessere con una forte passione per la montagna.

Per lui la montagna è il luogo dove può sentirsi libero di esprimere il proprio amore per la natura. Con la fotografia di paesaggio vuole trasmettere agli altri le stesse sensazioni che prova nel momento dello scatto.

Lasciamo a voi il piacere di scoprire il resto!

 

 

È nato prima l’amore per la montagna o per la fotografia e perché?

Di sicuro è nato prima l’amore per la fotografia. Ricordo ancora quando da bambino passavo i pomeriggi in camera oscura con mio fratello.

Quella luce rossa, l’odore degli acidi e le stampe appese ad asciugare sono dei ricordi preziosi che porto sempre con me.

La montagna è arrivata con l’adolescenza con i primi trekking nei Monti Sibillini, il luogo da cui provengo.

La fotografia si è sposata subito a questa passione, volevo portare con me il rosso dei tramonti, il verde dei pascoli, l’azzurro dei laghi e del cielo, la roccia grigia illuminata dalla luce radente e il cielo stellato che solo in montagna puoi vedere.

 

Ci descriveresti il tuo scatto preferito e perché ne sei così affezionato?

Sono legato a molti dei miei scatti e ne arriveranno altri più belli, ma a questo sono legato perché rappresenta il luogo che mi ha accolto e che amo più di ogni altro.

Quel giorno sono arrivato in cima al Monte Ranzo con il giusto anticipo per trovare il punto migliore per lo scatto.

Dopo aver fatto qualche scatto di prova ho scelto una piccola cresta, non troppo esposta, ma abbastanza pronunciata da regalare questa vista mozzafiato.

Ho scattato questa foto al tramonto e ho inquadrato il Monte Casale che domina sulla destra, la Valle del Sarca e il Lago di Garda e in alto a sinistra il Monte Altissimo e il Monte Baldo.

 

Qual è il tuo momento preferito della giornata per fotografare? E dell’anno?

Mi definisco un fotografo “tramontista”.

Il tramonto è per me il momento più bella della giornata e quello che regala le foto che mi emozionano di più con le condizioni ideali.

L’autunno e la primavera sono buoni periodi per avere dei tramonti da favola, ma l’inverno è di sicuro la stagione che sa regalare momenti indimenticabili.

Ci sono una serie di motivi per cui amo l’inverno, a partire dalle temperature. Col freddo lavoro molto meglio!

L’aria è più pulita e il sole colpisce l’atmosfera con un angolo ridotto, dando così il rosso fuoco alle nuvole al tramonto. Se c’è neve è anche meglio, riflette la luce, il suo colore e fa sembrare tutto più “magico”.

 

 

Quali sono i luoghi del Trentino che preferisci fotografare?

Mi sento molto legato al Lago Nero sopra la Val Nambrone, a Pinzolo. 

La prima volta che sono stato lì mi è rimasta impressa la bellezza delle Dolomiti di Brenta anche se in quel momento non erano riflesse nel lago a causa del ghiaccio.

Cerco di tornarci ogni volta che posso e non mi stanco mai di provare nuove composizioni fotografiche.

Un altro luogo che mi è particolarmente caro è Passo Rolle.

Ci sono stato di recente e ho fatto un bellissimo giro ad anello passando per i Laghi di Colbricon, per poi salire sulla Cima Cavallazza ed infine tornare al passo.

Mi sono fermato nei pressi di Cima Tognazza per catturare gli ultimi raggi di sole sul Cimon della Pala prima che la solita nebbia coprisse tutto. Un classico!

 

Hai qualche trucco da darci per scattare delle buone fotografie?

Per chi ha già una reflex o mirrorless posso suggerire di concentrarsi sulla composizione dello scatto. Inizialmente rispettando le canoniche regole (dei terzi, del triangolo aureo, ecc.), per poi trovare la propria via per creare qualcosa di nuovo e di diverso a costo di infrangere queste regole.

Scattare soprattutto in manuale, chi è alle prime armi è bene che cominci subito a fare pratica con diaframma, tempo di esposizione e ISO per esprimere al meglio la propria creatività.

Per chi scatta con lo smartphone consiglio di attivare la griglia dei terzi per avere un riferimento immediato e per tenere la linea dell’orizzonte il più dritta possibile.

Concentrarsi sempre sulla composizione e dello scatto, che sia armonica e lasciando sempre un po’ di spazio ai bordi del soggetto.

Sullo smartphone è anche più facile impostare la fotocamera nel formato di destinazione delle foto.

Per esempio se sai che quella foto andrà su Instagram puoi già impostare il formato su quadrato e comporre lo scatto con più facilità!

 

Fotografie: Nicola Cagol

Obiettivo montagna – I fotografi si raccontano
Progetto di Silvia Pezzetti e Riccardo Avola