Il 2026 è stato proclamato dalle Nazioni Unite come l’Anno Internazionale dei Volontari per lo Sviluppo Sostenibile.

Un riconoscimento importante che invita istituzioni, associazioni, comunità e cittadini a guardare al volontariato non solo come a una forma generosa di impegno individuale, ma soprattutto come a una forza collettiva capace di contribuire in modo concreto allo sviluppo sostenibile, alla coesione sociale e alla cura dei territori.

In tutto il mondo le volontarie e i volontari hanno avuto, e continuano ad avere, un ruolo decisivo nel rendere il volontariato una componente sempre più presente nelle strategie di sviluppo nazionali e regionali.

E, negli anni, questo impegno si è evoluto: oggi il volontariato non è soltanto risposta ai bisogni, ma partecipazione attiva, competenza, innovazione, capacità di adattarsi ai cambiamenti rapidi delle società e dell’economia.

Per SAT questo riconoscimento assume un significato particolarmente profondo: siamo una realtà che vive, cresce e si rinnova grazie al contributo delle persone che ne fanno parte.

Dietro le attività, le uscite, le scuole, le commissioni, la manutenzione dei sentieri, la divulgazione, il monitoraggio dell’ambiente montano e la vita delle Sezioni ci sono ragazzi, ragazze, donne e uomini che scelgono di dedicare parte del proprio tempo libero alla montagna e alla comunità.

È da questa consapevolezza che nasce Impronta Comune, il progetto con cui vogliamo celebrare l’Anno Internazionale del Volontariato per lo Sviluppo Sostenibile e raccontare il valore dell’impegno volontario come gesto concreto di cura, responsabilità e futuro.

Un volontariato che lascia traccia

Impronta Comune richiama un’idea semplice ma potente, quella che ogni contributo, anche il più piccolo, lascia sempre un segno. Nella vita delle persone, nella qualità delle relazioni, nella tutela dell’ambiente, nella possibilità di vivere la montagna in modo più consapevole, accessibile e condiviso.

Il nostro volontariato è fatto di competenze tecniche, passione, spirito di servizio e attenzione al bene comune. È il lavoro di chi accompagna, insegna, manutiene, osserva, studia, protegge. È la presenza di chi rende possibile la fruizione dei sentieri, la trasmissione della cultura alpinistica, la conoscenza dell’ambiente montano, la formazione di nuove generazioni di appassionati e la costruzione di comunità attorno alla montagna.
Il volontariato è la nostra identità.

Raccontare le persone dietro la SAT

Per valorizzare questo patrimonio umano, abbiamo avviato un percorso di comunicazione dedicato, pensato per dare voce alle volontarie e ai volontari attraverso storie, immagini e testimonianze dirette.

Tra le azioni messe in campo, c’è una rubrica di contenuti video social dedicati al racconto delle persone che ogni giorno contribuiscono alla vita della SAT. L’obiettivo non è mostrare solo ciò che fanno, ma far emergere ciò che li muove: il legame con la montagna, il desiderio di condividere conoscenze, la responsabilità verso l’ambiente, il piacere di far parte di una comunità.

Il progetto attraversa diversi ambiti delle attività del Sodalizio, mettendo in luce la varietà e la ricchezza del volontariato: dalla Commissione Tutela Ambiente Montano, impegnata nella divulgazione e nella cura del rapporto tra persone e natura, alle Sezioni, luoghi vivi di partecipazione, socialità e presidio del territorio; dalle Scuole SAT, dove si trasmettono competenze, fiducia e cultura della sicurezza, fino alla Commissione Glaciologica, esempio di volontariato scientifico al servizio della conoscenza e del monitoraggio dei cambiamenti in atto sulle nostre montagne.

Sono racconti diversi, ma uniti da un filo comune: la scelta di mettere a disposizione il proprio tempo per qualcosa che supera il singolo individuo e diventa valore condiviso.

Una landing page per scoprire il progetto

Accanto al racconto social, abbiamo realizzato una landing page dedicata a Impronta Comune, pensata come spazio di approfondimento e punto di accesso al progetto.

La pagina raccoglie il senso dell’iniziativa, ne esplicita il legame con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile promossi dall’ONU e invita a riconoscere il volontariato come una leva concreta per agire su ambiente, inclusione, educazione, resilienza e cura del territorio.

È anche un invito a scoprire da vicino che cosa significa essere volontari SAT oggi: non necessariamente essere alpinisti esperti, ma scegliere di vivere la montagna con rispetto, partecipazione e desiderio di condivisione.

Diventare volontari significa restituire qualcosa ai luoghi che si amano, imparare, incontrare persone, acquisire competenze, sentirsi parte di una storia più grande. Significa contribuire, ciascuno secondo le proprie possibilità, a mantenere viva una cultura della montagna fatta di attenzione, responsabilità e comunità.

Un grazie a chi rende possibile tutto questo

L’Anno Internazionale del Volontariato per lo Sviluppo Sostenibile è un’occasione per celebrare, ma anche per rinnovare un impegno. Per dire grazie a chi c’è, a chi dedica tempo ed energie, a chi spesso lavora lontano dai riflettori, ma rende possibile molto di ciò che siamo e facciamo.

A tutte le volontarie e a tutti i volontari va il nostro riconoscimento più sincero, per la cura, la competenza, la generosità e il senso di responsabilità con cui continuano a custodire la montagna e a renderla uno spazio di incontro, crescita e partecipazione.

Un ringraziamento va anche a Vitamina, agenzia di comunicazione che ci ha affiancato nel dare forma e continuità al racconto di questo progetto, contribuendo a valorizzare con sensibilità le storie, i volti e le esperienze che compongono questa Impronta Comune.