Un inverno difficile. Uomo e natura nella montagna invernale – Webinar TAM-SAT 12 febbraio
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Un progetto finanziato dalla Fondazione Caritro e sviluppato da [...]
Andare in montagna in inverno è una magnifica esperienza. [...]
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La Commissione Interregionale Tutela Ambiente Montano Veneto - Friuli [...]
Di tanto in tanto compaiono sui giornali atti d’accusa [...]
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1° TROFEO SU PER CREIM E BIAEM
Prima gara organizzata dalla SAT Val di Gresta e 4° tappa del Circuito SAT di corsa in montagna.
Una giornata limpida ha accompagnato i 76 corridori lungo gli 11,5 km di percorso con 950 mt di dislivello.
Partenza alle 9.00 in punto dal Parco Urbano con primo pezzo a velocità controllata. Inizia subito la salita verso il Monte Creino attraversando le trincee della Prima Guerra Mondiale. Arrivati alla cima si ammira una stupenda vista sul lago di Garda.
Successiva discesa verso Passo S.Barbara, poi lungo traverso con sentiero nel bosco fino al Passo Bordala.
Dal Passo Bordala si attraversano dei prati e con la vista dello Stivo ci si dirige verso l`attacco del sentiero per il Monte Biaena. Si arriva fino alla cima e arrivati alla croce, breve discesa e arrivo davanti alla Baita Biaena.
FOTO DELLA GARA DISPONIBILI AL LINK NELLA BIO
Ringraziamo mammespritz asd_val_di_gresta e tutte le altre persone che hanno reso possibile questa giornata
Set 22
🏔️📍Cresta Herta Miller al Monte Valpiana
Diego Filippi e Francesca Giovannini 7/2026
Sviluppo: 250 m
Difficoltà: I, ll, con un breve tratto di V (o IV/A0)
Facile e divertente cresta, su roccia sempre solida e compatta.
Lasciati 16 fix da 10mm lungo il percorso.
Portare una mezza corda da 60m (obbligatoria per le doppie da 30m) e 5 rinvii.
Non serve altro.
AVVICINAMENTO
Dal Passo Manghen prendere il sentiero n.322. Oltrepassata la Forcella del Frate e la Forcella Ziolera si arriva al bivio per il Sentiero Herta Miller al Monte Valpiana.
Per questo, dirigersi verso il Monte Valpiana con la sua bella ed evidente cresta rocciosa.
Giunti alla base della dorsale, abbandonare il sentiero per seguire degli ometti sulla sinistra, che portano direttamente sul filo di cresta. Un fix all’ attacco della cresta.
Circa 1.30/2.00 h di cammino dal Passo Manghen
SALITA
Seguire la bella dorsale, poco affilata ma abbastanza esposta per circa 60/70 metri, fino ad un primo intaglio di cresta.
Con una calata di 30 m scendere alla forcella.
Proseguire sempre fedeli alla cresta fino alla base del torrione sommitale, che va superato per una difficile paretina sulla sinistra: 10 metri di V (oppure IV+/A0)
Ritornati in cresta, con altri 40 metri facili, si tocca il vertice del Monte Valpiana
DISCESA
Dalla cima, 2 facili e veloci corde doppie (10m+30m)
riportano sul Sentiero Herta Miller.
Cresta bella e divertente da provare, oltre al panorama del magnifico Lagorai, anche un bel allenamento e una nuova cima che pochi conoscono.
Attendiamo i vostri commenti ☺️🍀🏔️
Buona Montagna 🏔️🫶🏻
#lagorai #alpinismofacile #trentino #arrampicata #montagna
Set 22
Ci sono posti che non hanno bisogno di parole. Basta guardarli da un’altra prospettiva. 🏔️✨
Set 21
🌄 Nessun filtro. Solo la magia del tramonto di qualche giorno fa. Si sa, a settembre i colori sono magici.
E mentre l’estate volge al termine, vi ricordiamo che il Rifugio rimane aperto tutti i giorni fino a domenica 4 ottobre, nel pomeriggio.
Poi saremo aperti nei week-end di bel tempo fino all`1 Novembre.
🥾 Per il pranzo: non è necessaria la prenotazione.
🍷 Per la cena: è consigliata la prenotazione.
🛏️ Per pernottare: prenotare a info@rifugioaltissimo.com/online-hutreservation
Vi aspettiamo in quota, per vivere insieme gli ultimi tramonti di questa stagione. ⛰️✨
A presto!
#gliamicidelrifugioaltissimo🔥🧡
.
.
.
#sunset #rifugioaltissimodamianochiesa #montealtissimo #montebaldo♥️
Set 21
Qui ogni giorno è diverso dall’altro perché il cielo, le rocce, il lago cambiano colore in base a tanti elementi. La stagione per noi è ancora lunga, il rifugio Antermoia è aperto fino all’11 ottobre prossimo. Un ottimo motivo per venirci a trovare quando appunto tutto profuma d’autunno e noi abbiamo rallentato i ritmi. Una notte in rifugio, regala un’esperienza unica da condividere con gli amici dal tramonto all’alba.
Vi aspettiamo qui!
Grazie beatrix_9_ 🤩
#rifugioantermoia #valdifassa #dolomiti
Set 20
📢 "FESTA DELLO SPORT DELLA DESTRA ADIGE" 📢
Vi aspettiamo numerosi per celebrare la Festa dello Sport 2026, un`occasione speciale che va oltre l`attività fisica: è un momento di incontro, di scoperta e di condivisione.
L`evento sociale con le associazioni sportive del territorio e la possibilità di provare ogni attività.
Evento gratuito.
👉 26 settembre 2026 dalle ore 14.00, Villa Lagarina - Area sportiva, Loc. Giardini
#cooperativasocialegruppo78
#comunitavallagarina
#agenziacoesionesociale
Set 20
L’enrosadira ci regala emozionanti tramonti soprattutto a fine settembre.
Noi chiudiamo così la nostra settimana.
Vi aspettiamo ancora fino all’11 ottobre.
#lanostracasaalta #enrosadira
Set 20
📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼𝗻𝗲
𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
23 aprile 1916: è Pasqua ed i lavoratori dell’Abteilung Judicarien I sulla piana di Bedole hanno ricevuto l’ordine di trainare il convoglio del Giorgio sino al Rifugio Mandrone. La giornata si concluderà solo alle dieci della sera quando, stremati, faranno ritorno a Casina Muta per il magro rancio. Per spiegare l’impazienza dei comandi è sufficiente ricordare come, il 12 aprile, gli italiani avessero conquistato la prima linea austriaca, Lobbie-Dosson di Genova.
La cronaca prosegue monotona tra sforzi indicibili, sacrifici e minacce degli ufficiali sino a quando, in località Ronchina, la canna del cannone s’incaglia contro una roccia. I militari accusano i trentini di sabotaggio e, per scongiurare possibili ritorsioni, quattro volontari pongono rimedio alla situazione calandosi al di sotto di una gelida cascata: il clima di nervosismo non cesserà. Nelle lunghe giornate che chiudono aprile il cannone transita dal Rifugio Mandrone. Programmato dalla S.A.T. sin dal 1877, fu però la Sezione di Lipsia del Club alpino austro-tedesco ad erigere il “primo” piccolo Mandròn-Hütte. Causa l’incremento di visitatori la medesima sezione provvide, a pochi passi, all’inaugurazione di una più grande e confortevole Leipziger-Hütte (1894). I due edifici divengono il perno austriaco del fronte adamellino sino a quando, nel 1916, il secondo venne centrato dall’artiglieria italiana, riducendolo al cumulo di macerie tutt’oggi visibile. La prima struttura è invece visitabile dal 1994, in quanto ospita il Centro glaciologico “J. Payer”. L’attuale Rifugio Mandron “Città di Trento”, costruito dalla S.A.T. con fondi raccolti dal capoluogo trentino, venne inaugurato nel 1959 a breve distanza dal nucleo originario.
Gli addetti al traino apprendono con gioia che la posizione prescelta non sia, dopotutto, il Mandrone. Alla fine di aprile Giorgio è schierato sulle Marocche, sullo sperone noto come Ospedaletto (vi era un’infermeria), ove era stata predisposta la piazzola di tiro. Gli uomini, tuttavia, non sono ancora dispensati, mancano ruote, travi, catene e munizioni affinché il pezzo sia finalmente “in batteria”.
Set 20
Ultimo giorno della nostra estate quassù. 🏔️❤️
Un’estate indimenticabile, entusiasmante e difficile allo stesso tempo, per tanti motivi. Ma, ancora una volta, ce l’abbiamo fatta.
E questo è soprattutto grazie a voi.
Grazie a tutti quelli che sono passati dalla nostra Casa Alta: a chi si è fermato a dormire, a chi è venuto anche solo per un saluto, per un piatto di caserecci, una fetta di torta o semplicemente per condividere un momento insieme.
Ognuno di voi ha lasciato un sorriso, un ricordo, una storia. E sono proprio queste persone, questi incontri e queste emozioni che rendono speciale la vita quassù. ❤️
Ora chiudiamo la porta della nostra Casa Alta, con un po’ di malinconia ma con il cuore pieno di gratitudine.
Scendiamo a valle, portandoci dentro tutto quello che questa estate ci ha regalato.
E quando la montagna tornerà a chiamarci, noi saremo di nuovo qui.
Pronti a riaprire quella porta e a ritrovarci ancora una volta, nella nostra Casa Alta.
Ci vediamo a febbraio 2027.
A presto, amici. ❤️🏔️
#MandronMoments
Set 20
70° conquista del Sarmiento
Paladolomiti 18 settembre 2026
Pinzolo #montesarmiento #gueret
Set 19
☀️ Eccoci arrivati alla fine della stagione estiva… ma le belle giornate al Sette Selle continuano!! 😍🏔️
Quest’estate siete venuti a trovarci davvero in tantissimi, e non possiamo che dirvi GRAZIE DI CUORE ❤️
Per chi è già passato, sapete quanto è bello trascorrere una giornata qui da noi, tra buon cibo, natura e quell’atmosfera che sa di montagna con gente di montagna giustamente un po’ sopra le righe🤪
Per chi invece non è ancora salito… beh, questa è la vostra occasione!! 😉
🍽️ La buona notizia è che il Sette Selle vi aspetta TUTTI I WEEKEND DELL’ANNO (salvo maltempo)!
Eh sì, avete capito bene: quest’anno niente lunghi mesi di chiusura! 🥳
Perché, potendo scegliere, non c’è posto migliore del Sette Selle dove passare i nostri weekend… e speriamo che sia così anche per voi! ❤️
Che sia per una passeggiata, una gita in famiglia, una giornata con gli amici o semplicemente per venire a mangiare qualcosa di buono o bere una buona birra… noi vi aspettiamo!
⚠️⚠️Restate sintonizzati sulla nostra pagina Instagram e Facebook, perché a breve pubblicheremo tutti i prossimi eventi e le novità del Sette Selle!
Taggate qui sotto la persona con cui vorreste salire a mangiare una bella polenta! 👇😍
Vi aspettiamo al Sette Selle! ❤️🏔️
Set 18
920 metri di calcare nel cuore delle Dolomiti.
Puoi essere in un solo posto.
Forse è anche meglio fare l’avvicinamento al buio: almeno per un po’ non vediamo la gigantessa, la parete, la Sud della Marmolada nella sua enormità.
L’alba arriva mentre siamo sui primi tiri, e fa un certo effetto scalare un pezzo di storia.
La leggenda dice che questa via sia stata aperta con il materiale per una ripetizione: Mariacher e Schiestl erano partiti in una giornata uggiosa con l’idea di salire la Vinatzer. Poi, tra le nuvole, compare il pilastro di Punta Ombretta, che avevano già adocchiato, e cambiano programma.
Qualche anno dopo Mariacher la ripercorrerà da solo e senza corda, arrivando in cima in poco più di un’ora.
Noi saliamo con tempi un po’ diversi...e con la corda!
Che sia una via ambita lo testimonia anche il numero di cordate in via, in una giornata di settembre: troppe. E con tattiche decisamente aggressive!
Dopo la cengia il traffico si diluisce e arrivano le placche, e quella roccia per cui la Marmolada è famosa. Sopra incombe il pilastro finale, con quel tiro gradato VI che assomiglia più a un 6c.
Uscire su Punta Ombretta con la sensazione di aver salito un piccolo sogno.
Che si infrange in discesa.
Perché il ritorno passa sul ghiacciaio della Marmolada. Anzi, su quello che ne rimane: ghiaccio vivo, detriti, crepacci, i cavi della funivia, gli impianti per l’innevamento artificiale appoggiati su ghiaia e rocce, i ganci per i battipista sotto la stazione intermedia.
Ecco le due facce della Regina delle Dolomiti.
Grazie morenomaheshamicheletti per questa stupenda, fantastica avventura!
[ Punta Ombretta, Don Quixote, 920 m, VI ]
donnedimontagna
#donnedimontagna
visittrentino
sat_centrale #satcentrale
blackdiamond
scarpa_world
patagoniaeurope
ortovox
Set 18
Per iscriversi compila il modulo https://forms.gle/QMqthVm739BxyRiD6
Vi aspettiamo numerosi
Set 17
Le gite della nostra sezione non si sono fermate a luglio; tra le varie attività che svolgiamo non sempre abbiamo tempo per raccontare tutto a stretto giro…meglio tardi che mai 🙂
Circa un mese fa, l’8 e il 9 agosto, un nutrito gruppo di socie e soci si è diretto in Austria nelle Stubaier Alpen (Gruppo delle Breonie di Ponente) per partecipare alla nostra quinta gita sezionale. ⛰
Il primo giorno hanno raggiunto l’Innsbrucker Hütte e da qui la vetta della Kalkwand ammirando un panorama suggestivo verso la vetta dell’Habicht.
Il giorno successivo, dopo aver dormito all’Innsbucker Hütte, si sono diretti vero la cima dell’Habicht. Affrontando dapprima un semplice sentiero, hanno poi continuato su sentiero più impegnativo ed attrezzato che prevede alcuni passaggi arrampicata continuando poi fino alla croce di vetta. Da lassù hanno ammirato il panorama verso le Stubaier Alpen e i vicinissimi Tribulaun. 🥾
Grazie ancora per la partecipazione a tutte e tutti. ❤️
Ah non ci siamo mica fermati ad agosto con le gite della sezione ed abbiamo già svolto la gita di settembre, ma di questo vi racconteremo un’altra volta 😉
#satprimiero #satcentrale #escursione #habicht #stubaieralpen
Set 17
Eccoci… oggi una meraviglia, come tutti i santi giorni quassù. ❤️🏔️
Siamo entrati nel nostro weekend di chiusura.
Speriamo che queste ultime giornate ci regalino bel tempo, emozioni e tanti momenti da portare nel cuore. Vogliamo raccogliere tutto il bello possibile prima di chiudere la nostra Casa Alta, salutare la montagna e tornare a valle.
Poi ci prenderemo un po’ di tempo…
e in primavera saremo di nuovo quassù, pronti a riaprire le porte del nostro paradiso.
Vi aspettiamo per questi ultimi giorni insieme.
A presto, dalla nostra Casa Alta. ❤️🏔️
#MandronMoments
Set 17
lost in paradise ✨🦋🩵
week end da sogno a 3000 m con le mie amichette del cuore 🫶🏻👩🏼🐰👩🏽 alla scoperta dei luoghi che hanno fatto parte della 1ª guerra mondiale.
un’emozione unica e un brivido nel pensare a ciò che gli uomini hanno passato su queste montagne, ora per noi un luogo di svago e divertimento
ps: che gaso essere una cordata tutta rosa 🦩🤪🚀🩷
Set 16
📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗕𝗲𝗱𝗼𝗹𝗲
𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
21 aprile 1916: il Giorgio, originariamente destinato ad una delle fortificazioni della cintura di Lardaro, nelle Giudicarie, nello specifico dal Forte Cariola, giunge alla piana ai piedi del Rifugio Bedole, nell’alta Val Genova. Non è un giorno qualunque, ma Venerdì Santo. Gli uomini impiegati per il traino, dopo giorni di privazioni, intravedono la possibilità di passare la festività con i propri cari e, perciò, accettano di buon grado una corvèe al passo di Folgorida (1.550 m. di dislivello), salvo poi scoprire che il 23 aprile, giorno di Pasqua, dovranno tornare verso Bedole: il Giorgio deve continuare il suo viaggio.
Dotata di straordinario fascino naturalistico, la piana di Bedole - dominata allora dai seracchi della lingua del Mandrone - ospitava anche uno dei più precoci rifugi del territorio trentino, occupato durante la Grande Guerra. Nel 1873 la Società Alpina del Trentino (oggi S.A.T.) si occupò dell`adattamento alle necessità alpinistiche di un’antica “baita Bedole” di proprietà comunale che, danneggiata da valanghe nel 1886, venne sostituita da un vero e proprio rifugio - struttura elegante in legno - intitolato a Nepomuceno Bolognini, fondatore e primo vicepresidente del sodalizio. Divenuto presidio austro-ungarico durante il conflitto, il 15 maggio 1916 venne conquistato dalle truppe italiane divenendo, fino al 10 dicembre, l’estrema linea d’avanzata. Scrive nella sua relazione Alberto Cavaciocchi - Comandante della 5a Divisione - “Il 10 dicembre [...] l’ordine telefonico di preparare il ripiegamento della 241a compagnia [...] alcuni giorni dopo [...] una retroguardia ebbe il compito di distruggere il rifugio e le baracche”. Il Rifugio Bolognini non venne più ricostruito ed in sua memoria, nel 1973, venne posta una targa ancora oggi visibile.
Gli addetti al traino giungono al Giorgio e lì apprendono, sotto alla neve, che il cannone dev’essere issato fino al Rifugio Mandrone (700 m. di dislivello). L’impresa pare impossibile e, di fronte allo sgomento di oltre trecento giudicariesi, militari, serbi e prigionieri russi, i graduati estraggono le armi ed il traino ricomincia.
Set 16
🌿 Poco più di una settimana fa si concludeva la quinta edizione del Coesistenza Festival.
Tra i prati e i boschi delle Viote, tra incontri, passeggiate, laboratori, spettacoli e conversazioni capaci di aprire nuovi sguardi.
In questo video abbiamo raccolto alcuni momenti della quinta edizione del Coesistenza Festival: volti, voci, gesti e piccoli frammenti di tre giornate intense, vissute insieme.
Un minuto non può raccontare tutto, ma può restituire qualcosa dell’atmosfera che abbiamo condiviso. E ricordarci che il Festival si conclude, ma le domande, le relazioni e le idee nate qui continuano il loro cammino.
Grazie ancora a tutte le persone che ne hanno fatto parte. 💚
#CoesistenzaFestival #Coesistenza #MonteBondone #Viote #fauna
Main partner: museomuse, sat_centrale fondazione.caritro, gruppo_alpini_trento_centro , prolocomontebondone.
Con il patrocinio di: dicam_unitrento, dissgea.unipd.
Con il supporto di: rete_riserve_bondone, giardinobotanicoviote, bottega_buffa_circovacanti, insilva._, cascada.cc, calzegm.
In collaborazione con: ecomuseojudicaria, theoutdoormanifesto, trentofilmfestival, idea_montagna_edizioni, parcoadamellobrenta, parcoabruzzo , betula_stuff , coexistence.life
Media partner: rivistanatura, podcast.talkingnat.
🎥 indeependent.narrative
Set 15
Dio ha preso il cielo e ne ha fatto la sua tela 🎨🌄
• Cresta Croce,
13.09.2026 06:39 a.m. ❤️🔥
Set 15
Una piattaforma di cemento, vetro e acciaio a 2600 metri di quota, la nuova "SkyWalk" al Passo del Tonale, viene spacciata per un`opera di «valorizzazione». Ma di cosa? Della montagna o dell`ennesimo luna park alpino?
Anche tra le vette dell’Adamello la turistificazione di massa riduce la montagna a mero sfondo dell’ennesima "macchina da selfie" e per di più svilisce la memoria storica del luogo, visto che i proponenti della nuova piattaforma panoramica hanno detto che «servirà a valorizzare il paesaggio e la storia della Guerra Bianca». Ma veramente? Erano seri quando l’hanno detto? E pensano di poter proferire cose tanto insensate e pretendere di essere creduti?
Ma la provocazione più forte che vi propongo è un’altra e riguarda direttamente chi frequenta attrazioni turistiche del genere: davvero abbiamo bisogno di una struttura artificiale per emozionarci davanti a un panorama montano che non ha bisogno di nulla per meravigliare chiunque? Veramente chi va lassù non capisce di essere preso in giro, di essere creduto privo della sensibilità e dell’intelligenza atte a comprendere la bellezza delle montagne senza bisogno di queste infrastrutture inutili e invasive, come un bimbo un po’ tonto al quale serve qualcuno che gli dica cosa fare e dove guardare? Sul serio non sa osservare intorno e “illuminarsi dell’immenso” che si trova lassù, in un paesaggio tanto straordinario, senza passarelle di cemento e acciaio o altri sfregi simili?
Lo chiedo a chi frequenta queste attrazioni e approfondisco la questione, che ora concerne il Passo del Tonale ma è comune a numerose altre località montane, nell’articolo di oggi sul blog, link in bio.
#PassoDelTonale #SkyWalk #Montagna #TurismoSostenibile #GuerraBianca #Adamello #Paesaggio #Presena #EugenioTurri #ecologiaalpina
Set 15
SAT
Società degli Alpinisti Tridentini APS
Associazione di promozione sociale
Sezione del Club Alpino Italiano
Codice Fiscale 80003990225
Partita Iva 00438280224
SDI: RR66BDG
Privacy Policy – Cookie Policy
Sito web: Vitamina Studio
Foto: I fotografi della SAT
Mappe: Webmapp Srl
App Rinnovi: Newdata
Trento in via Manci, 57 – 38122
Orario apertura sede:
da lunedì a giovedì 9-13 | 14:30-18
venerdì 9-13
Orario apertura Punto SAT:
da lunedì a giovedì 10-13 | 15:00-18 | venerdì 10-13
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1° TROFEO SU PER CREIM E BIAEM
Prima gara organizzata dalla SAT Val di Gresta e 4° tappa del Circuito SAT di corsa in montagna.
Una giornata limpida ha accompagnato i 76 corridori lungo gli 11,5 km di percorso con 950 mt di dislivello.
Partenza alle 9.00 in punto dal Parco Urbano con primo pezzo a velocità controllata. Inizia subito la salita verso il Monte Creino attraversando le trincee della Prima Guerra Mondiale. Arrivati alla cima si ammira una stupenda vista sul lago di Garda.
Successiva discesa verso Passo S.Barbara, poi lungo traverso con sentiero nel bosco fino al Passo Bordala.
Dal Passo Bordala si attraversano dei prati e con la vista dello Stivo ci si dirige verso l`attacco del sentiero per il Monte Biaena. Si arriva fino alla cima e arrivati alla croce, breve discesa e arrivo davanti alla Baita Biaena.
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Set 22
🏔️📍Cresta Herta Miller al Monte Valpiana
Diego Filippi e Francesca Giovannini 7/2026
Sviluppo: 250 m
Difficoltà: I, ll, con un breve tratto di V (o IV/A0)
Facile e divertente cresta, su roccia sempre solida e compatta.
Lasciati 16 fix da 10mm lungo il percorso.
Portare una mezza corda da 60m (obbligatoria per le doppie da 30m) e 5 rinvii.
Non serve altro.
AVVICINAMENTO
Dal Passo Manghen prendere il sentiero n.322. Oltrepassata la Forcella del Frate e la Forcella Ziolera si arriva al bivio per il Sentiero Herta Miller al Monte Valpiana.
Per questo, dirigersi verso il Monte Valpiana con la sua bella ed evidente cresta rocciosa.
Giunti alla base della dorsale, abbandonare il sentiero per seguire degli ometti sulla sinistra, che portano direttamente sul filo di cresta. Un fix all’ attacco della cresta.
Circa 1.30/2.00 h di cammino dal Passo Manghen
SALITA
Seguire la bella dorsale, poco affilata ma abbastanza esposta per circa 60/70 metri, fino ad un primo intaglio di cresta.
Con una calata di 30 m scendere alla forcella.
Proseguire sempre fedeli alla cresta fino alla base del torrione sommitale, che va superato per una difficile paretina sulla sinistra: 10 metri di V (oppure IV+/A0)
Ritornati in cresta, con altri 40 metri facili, si tocca il vertice del Monte Valpiana
DISCESA
Dalla cima, 2 facili e veloci corde doppie (10m+30m)
riportano sul Sentiero Herta Miller.
Cresta bella e divertente da provare, oltre al panorama del magnifico Lagorai, anche un bel allenamento e una nuova cima che pochi conoscono.
Attendiamo i vostri commenti ☺️🍀🏔️
Buona Montagna 🏔️🫶🏻
#lagorai #alpinismofacile #trentino #arrampicata #montagna
Set 22
Ci sono posti che non hanno bisogno di parole. Basta guardarli da un’altra prospettiva. 🏔️✨
Set 21
🌄 Nessun filtro. Solo la magia del tramonto di qualche giorno fa. Si sa, a settembre i colori sono magici.
E mentre l’estate volge al termine, vi ricordiamo che il Rifugio rimane aperto tutti i giorni fino a domenica 4 ottobre, nel pomeriggio.
Poi saremo aperti nei week-end di bel tempo fino all`1 Novembre.
🥾 Per il pranzo: non è necessaria la prenotazione.
🍷 Per la cena: è consigliata la prenotazione.
🛏️ Per pernottare: prenotare a info@rifugioaltissimo.com/online-hutreservation
Vi aspettiamo in quota, per vivere insieme gli ultimi tramonti di questa stagione. ⛰️✨
A presto!
#gliamicidelrifugioaltissimo🔥🧡
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#sunset #rifugioaltissimodamianochiesa #montealtissimo #montebaldo♥️
Set 21
Qui ogni giorno è diverso dall’altro perché il cielo, le rocce, il lago cambiano colore in base a tanti elementi. La stagione per noi è ancora lunga, il rifugio Antermoia è aperto fino all’11 ottobre prossimo. Un ottimo motivo per venirci a trovare quando appunto tutto profuma d’autunno e noi abbiamo rallentato i ritmi. Una notte in rifugio, regala un’esperienza unica da condividere con gli amici dal tramonto all’alba.
Vi aspettiamo qui!
Grazie beatrix_9_ 🤩
#rifugioantermoia #valdifassa #dolomiti
Set 20
📢 "FESTA DELLO SPORT DELLA DESTRA ADIGE" 📢
Vi aspettiamo numerosi per celebrare la Festa dello Sport 2026, un`occasione speciale che va oltre l`attività fisica: è un momento di incontro, di scoperta e di condivisione.
L`evento sociale con le associazioni sportive del territorio e la possibilità di provare ogni attività.
Evento gratuito.
👉 26 settembre 2026 dalle ore 14.00, Villa Lagarina - Area sportiva, Loc. Giardini
#cooperativasocialegruppo78
#comunitavallagarina
#agenziacoesionesociale
Set 20
L’enrosadira ci regala emozionanti tramonti soprattutto a fine settembre.
Noi chiudiamo così la nostra settimana.
Vi aspettiamo ancora fino all’11 ottobre.
#lanostracasaalta #enrosadira
Set 20
📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗠𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼𝗻𝗲
𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗧𝗲𝗿𝘇𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
23 aprile 1916: è Pasqua ed i lavoratori dell’Abteilung Judicarien I sulla piana di Bedole hanno ricevuto l’ordine di trainare il convoglio del Giorgio sino al Rifugio Mandrone. La giornata si concluderà solo alle dieci della sera quando, stremati, faranno ritorno a Casina Muta per il magro rancio. Per spiegare l’impazienza dei comandi è sufficiente ricordare come, il 12 aprile, gli italiani avessero conquistato la prima linea austriaca, Lobbie-Dosson di Genova.
La cronaca prosegue monotona tra sforzi indicibili, sacrifici e minacce degli ufficiali sino a quando, in località Ronchina, la canna del cannone s’incaglia contro una roccia. I militari accusano i trentini di sabotaggio e, per scongiurare possibili ritorsioni, quattro volontari pongono rimedio alla situazione calandosi al di sotto di una gelida cascata: il clima di nervosismo non cesserà. Nelle lunghe giornate che chiudono aprile il cannone transita dal Rifugio Mandrone. Programmato dalla S.A.T. sin dal 1877, fu però la Sezione di Lipsia del Club alpino austro-tedesco ad erigere il “primo” piccolo Mandròn-Hütte. Causa l’incremento di visitatori la medesima sezione provvide, a pochi passi, all’inaugurazione di una più grande e confortevole Leipziger-Hütte (1894). I due edifici divengono il perno austriaco del fronte adamellino sino a quando, nel 1916, il secondo venne centrato dall’artiglieria italiana, riducendolo al cumulo di macerie tutt’oggi visibile. La prima struttura è invece visitabile dal 1994, in quanto ospita il Centro glaciologico “J. Payer”. L’attuale Rifugio Mandron “Città di Trento”, costruito dalla S.A.T. con fondi raccolti dal capoluogo trentino, venne inaugurato nel 1959 a breve distanza dal nucleo originario.
Gli addetti al traino apprendono con gioia che la posizione prescelta non sia, dopotutto, il Mandrone. Alla fine di aprile Giorgio è schierato sulle Marocche, sullo sperone noto come Ospedaletto (vi era un’infermeria), ove era stata predisposta la piazzola di tiro. Gli uomini, tuttavia, non sono ancora dispensati, mancano ruote, travi, catene e munizioni affinché il pezzo sia finalmente “in batteria”.
Set 20
Ultimo giorno della nostra estate quassù. 🏔️❤️
Un’estate indimenticabile, entusiasmante e difficile allo stesso tempo, per tanti motivi. Ma, ancora una volta, ce l’abbiamo fatta.
E questo è soprattutto grazie a voi.
Grazie a tutti quelli che sono passati dalla nostra Casa Alta: a chi si è fermato a dormire, a chi è venuto anche solo per un saluto, per un piatto di caserecci, una fetta di torta o semplicemente per condividere un momento insieme.
Ognuno di voi ha lasciato un sorriso, un ricordo, una storia. E sono proprio queste persone, questi incontri e queste emozioni che rendono speciale la vita quassù. ❤️
Ora chiudiamo la porta della nostra Casa Alta, con un po’ di malinconia ma con il cuore pieno di gratitudine.
Scendiamo a valle, portandoci dentro tutto quello che questa estate ci ha regalato.
E quando la montagna tornerà a chiamarci, noi saremo di nuovo qui.
Pronti a riaprire quella porta e a ritrovarci ancora una volta, nella nostra Casa Alta.
Ci vediamo a febbraio 2027.
A presto, amici. ❤️🏔️
#MandronMoments
Set 20
70° conquista del Sarmiento
Paladolomiti 18 settembre 2026
Pinzolo #montesarmiento #gueret
Set 19
☀️ Eccoci arrivati alla fine della stagione estiva… ma le belle giornate al Sette Selle continuano!! 😍🏔️
Quest’estate siete venuti a trovarci davvero in tantissimi, e non possiamo che dirvi GRAZIE DI CUORE ❤️
Per chi è già passato, sapete quanto è bello trascorrere una giornata qui da noi, tra buon cibo, natura e quell’atmosfera che sa di montagna con gente di montagna giustamente un po’ sopra le righe🤪
Per chi invece non è ancora salito… beh, questa è la vostra occasione!! 😉
🍽️ La buona notizia è che il Sette Selle vi aspetta TUTTI I WEEKEND DELL’ANNO (salvo maltempo)!
Eh sì, avete capito bene: quest’anno niente lunghi mesi di chiusura! 🥳
Perché, potendo scegliere, non c’è posto migliore del Sette Selle dove passare i nostri weekend… e speriamo che sia così anche per voi! ❤️
Che sia per una passeggiata, una gita in famiglia, una giornata con gli amici o semplicemente per venire a mangiare qualcosa di buono o bere una buona birra… noi vi aspettiamo!
⚠️⚠️Restate sintonizzati sulla nostra pagina Instagram e Facebook, perché a breve pubblicheremo tutti i prossimi eventi e le novità del Sette Selle!
Taggate qui sotto la persona con cui vorreste salire a mangiare una bella polenta! 👇😍
Vi aspettiamo al Sette Selle! ❤️🏔️
Set 18
920 metri di calcare nel cuore delle Dolomiti.
Puoi essere in un solo posto.
Forse è anche meglio fare l’avvicinamento al buio: almeno per un po’ non vediamo la gigantessa, la parete, la Sud della Marmolada nella sua enormità.
L’alba arriva mentre siamo sui primi tiri, e fa un certo effetto scalare un pezzo di storia.
La leggenda dice che questa via sia stata aperta con il materiale per una ripetizione: Mariacher e Schiestl erano partiti in una giornata uggiosa con l’idea di salire la Vinatzer. Poi, tra le nuvole, compare il pilastro di Punta Ombretta, che avevano già adocchiato, e cambiano programma.
Qualche anno dopo Mariacher la ripercorrerà da solo e senza corda, arrivando in cima in poco più di un’ora.
Noi saliamo con tempi un po’ diversi...e con la corda!
Che sia una via ambita lo testimonia anche il numero di cordate in via, in una giornata di settembre: troppe. E con tattiche decisamente aggressive!
Dopo la cengia il traffico si diluisce e arrivano le placche, e quella roccia per cui la Marmolada è famosa. Sopra incombe il pilastro finale, con quel tiro gradato VI che assomiglia più a un 6c.
Uscire su Punta Ombretta con la sensazione di aver salito un piccolo sogno.
Che si infrange in discesa.
Perché il ritorno passa sul ghiacciaio della Marmolada. Anzi, su quello che ne rimane: ghiaccio vivo, detriti, crepacci, i cavi della funivia, gli impianti per l’innevamento artificiale appoggiati su ghiaia e rocce, i ganci per i battipista sotto la stazione intermedia.
Ecco le due facce della Regina delle Dolomiti.
Grazie morenomaheshamicheletti per questa stupenda, fantastica avventura!
[ Punta Ombretta, Don Quixote, 920 m, VI ]
donnedimontagna
#donnedimontagna
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sat_centrale #satcentrale
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Set 18
Per iscriversi compila il modulo https://forms.gle/QMqthVm739BxyRiD6
Vi aspettiamo numerosi
Set 17
Le gite della nostra sezione non si sono fermate a luglio; tra le varie attività che svolgiamo non sempre abbiamo tempo per raccontare tutto a stretto giro…meglio tardi che mai 🙂
Circa un mese fa, l’8 e il 9 agosto, un nutrito gruppo di socie e soci si è diretto in Austria nelle Stubaier Alpen (Gruppo delle Breonie di Ponente) per partecipare alla nostra quinta gita sezionale. ⛰
Il primo giorno hanno raggiunto l’Innsbrucker Hütte e da qui la vetta della Kalkwand ammirando un panorama suggestivo verso la vetta dell’Habicht.
Il giorno successivo, dopo aver dormito all’Innsbucker Hütte, si sono diretti vero la cima dell’Habicht. Affrontando dapprima un semplice sentiero, hanno poi continuato su sentiero più impegnativo ed attrezzato che prevede alcuni passaggi arrampicata continuando poi fino alla croce di vetta. Da lassù hanno ammirato il panorama verso le Stubaier Alpen e i vicinissimi Tribulaun. 🥾
Grazie ancora per la partecipazione a tutte e tutti. ❤️
Ah non ci siamo mica fermati ad agosto con le gite della sezione ed abbiamo già svolto la gita di settembre, ma di questo vi racconteremo un’altra volta 😉
#satprimiero #satcentrale #escursione #habicht #stubaieralpen
Set 17
Eccoci… oggi una meraviglia, come tutti i santi giorni quassù. ❤️🏔️
Siamo entrati nel nostro weekend di chiusura.
Speriamo che queste ultime giornate ci regalino bel tempo, emozioni e tanti momenti da portare nel cuore. Vogliamo raccogliere tutto il bello possibile prima di chiudere la nostra Casa Alta, salutare la montagna e tornare a valle.
Poi ci prenderemo un po’ di tempo…
e in primavera saremo di nuovo quassù, pronti a riaprire le porte del nostro paradiso.
Vi aspettiamo per questi ultimi giorni insieme.
A presto, dalla nostra Casa Alta. ❤️🏔️
#MandronMoments
Set 17
lost in paradise ✨🦋🩵
week end da sogno a 3000 m con le mie amichette del cuore 🫶🏻👩🏼🐰👩🏽 alla scoperta dei luoghi che hanno fatto parte della 1ª guerra mondiale.
un’emozione unica e un brivido nel pensare a ciò che gli uomini hanno passato su queste montagne, ora per noi un luogo di svago e divertimento
ps: che gaso essere una cordata tutta rosa 🦩🤪🚀🩷
Set 16
📍𝗥𝗶𝗳𝘂𝗴𝗶𝗼 𝗕𝗲𝗱𝗼𝗹𝗲
𝗚𝗶𝗼𝗿𝗴𝗶𝗼: 𝗦𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗮 𝘁𝗮𝗽𝗽𝗮
21 aprile 1916: il Giorgio, originariamente destinato ad una delle fortificazioni della cintura di Lardaro, nelle Giudicarie, nello specifico dal Forte Cariola, giunge alla piana ai piedi del Rifugio Bedole, nell’alta Val Genova. Non è un giorno qualunque, ma Venerdì Santo. Gli uomini impiegati per il traino, dopo giorni di privazioni, intravedono la possibilità di passare la festività con i propri cari e, perciò, accettano di buon grado una corvèe al passo di Folgorida (1.550 m. di dislivello), salvo poi scoprire che il 23 aprile, giorno di Pasqua, dovranno tornare verso Bedole: il Giorgio deve continuare il suo viaggio.
Dotata di straordinario fascino naturalistico, la piana di Bedole - dominata allora dai seracchi della lingua del Mandrone - ospitava anche uno dei più precoci rifugi del territorio trentino, occupato durante la Grande Guerra. Nel 1873 la Società Alpina del Trentino (oggi S.A.T.) si occupò dell`adattamento alle necessità alpinistiche di un’antica “baita Bedole” di proprietà comunale che, danneggiata da valanghe nel 1886, venne sostituita da un vero e proprio rifugio - struttura elegante in legno - intitolato a Nepomuceno Bolognini, fondatore e primo vicepresidente del sodalizio. Divenuto presidio austro-ungarico durante il conflitto, il 15 maggio 1916 venne conquistato dalle truppe italiane divenendo, fino al 10 dicembre, l’estrema linea d’avanzata. Scrive nella sua relazione Alberto Cavaciocchi - Comandante della 5a Divisione - “Il 10 dicembre [...] l’ordine telefonico di preparare il ripiegamento della 241a compagnia [...] alcuni giorni dopo [...] una retroguardia ebbe il compito di distruggere il rifugio e le baracche”. Il Rifugio Bolognini non venne più ricostruito ed in sua memoria, nel 1973, venne posta una targa ancora oggi visibile.
Gli addetti al traino giungono al Giorgio e lì apprendono, sotto alla neve, che il cannone dev’essere issato fino al Rifugio Mandrone (700 m. di dislivello). L’impresa pare impossibile e, di fronte allo sgomento di oltre trecento giudicariesi, militari, serbi e prigionieri russi, i graduati estraggono le armi ed il traino ricomincia.
Set 16
🌿 Poco più di una settimana fa si concludeva la quinta edizione del Coesistenza Festival.
Tra i prati e i boschi delle Viote, tra incontri, passeggiate, laboratori, spettacoli e conversazioni capaci di aprire nuovi sguardi.
In questo video abbiamo raccolto alcuni momenti della quinta edizione del Coesistenza Festival: volti, voci, gesti e piccoli frammenti di tre giornate intense, vissute insieme.
Un minuto non può raccontare tutto, ma può restituire qualcosa dell’atmosfera che abbiamo condiviso. E ricordarci che il Festival si conclude, ma le domande, le relazioni e le idee nate qui continuano il loro cammino.
Grazie ancora a tutte le persone che ne hanno fatto parte. 💚
#CoesistenzaFestival #Coesistenza #MonteBondone #Viote #fauna
Main partner: museomuse, sat_centrale fondazione.caritro, gruppo_alpini_trento_centro , prolocomontebondone.
Con il patrocinio di: dicam_unitrento, dissgea.unipd.
Con il supporto di: rete_riserve_bondone, giardinobotanicoviote, bottega_buffa_circovacanti, insilva._, cascada.cc, calzegm.
In collaborazione con: ecomuseojudicaria, theoutdoormanifesto, trentofilmfestival, idea_montagna_edizioni, parcoadamellobrenta, parcoabruzzo , betula_stuff , coexistence.life
Media partner: rivistanatura, podcast.talkingnat.
🎥 indeependent.narrative
Set 15
Dio ha preso il cielo e ne ha fatto la sua tela 🎨🌄
• Cresta Croce,
13.09.2026 06:39 a.m. ❤️🔥
Set 15
Una piattaforma di cemento, vetro e acciaio a 2600 metri di quota, la nuova "SkyWalk" al Passo del Tonale, viene spacciata per un`opera di «valorizzazione». Ma di cosa? Della montagna o dell`ennesimo luna park alpino?
Anche tra le vette dell’Adamello la turistificazione di massa riduce la montagna a mero sfondo dell’ennesima "macchina da selfie" e per di più svilisce la memoria storica del luogo, visto che i proponenti della nuova piattaforma panoramica hanno detto che «servirà a valorizzare il paesaggio e la storia della Guerra Bianca». Ma veramente? Erano seri quando l’hanno detto? E pensano di poter proferire cose tanto insensate e pretendere di essere creduti?
Ma la provocazione più forte che vi propongo è un’altra e riguarda direttamente chi frequenta attrazioni turistiche del genere: davvero abbiamo bisogno di una struttura artificiale per emozionarci davanti a un panorama montano che non ha bisogno di nulla per meravigliare chiunque? Veramente chi va lassù non capisce di essere preso in giro, di essere creduto privo della sensibilità e dell’intelligenza atte a comprendere la bellezza delle montagne senza bisogno di queste infrastrutture inutili e invasive, come un bimbo un po’ tonto al quale serve qualcuno che gli dica cosa fare e dove guardare? Sul serio non sa osservare intorno e “illuminarsi dell’immenso” che si trova lassù, in un paesaggio tanto straordinario, senza passarelle di cemento e acciaio o altri sfregi simili?
Lo chiedo a chi frequenta queste attrazioni e approfondisco la questione, che ora concerne il Passo del Tonale ma è comune a numerose altre località montane, nell’articolo di oggi sul blog, link in bio.
#PassoDelTonale #SkyWalk #Montagna #TurismoSostenibile #GuerraBianca #Adamello #Paesaggio #Presena #EugenioTurri #ecologiaalpina
Set 15
Trento in via Manci, 57 – 38122
Orario apertura sede:
da lunedì a giovedì 9-13 | 14.30-18
venerdì 9-13
Tel. 0461 981871
sat@sat.tn.it
Fax 0461 986462
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