SENTIERO CIMIRLO - MARANZA

Il percorso.


Sentiero del Cinquantenario

CIMIRLO –MARANZA

Premessa.

Questo percorso, inizialmente progettato dall’Azienda Forestale Trento – Sopramonte è stato poi preso in carico dalla Sezione SAT di Povo e inserito nel Catasto dei Sentieri con i N°E/455 e E/456.

Ideato inizialmente quale alternativa alla strada per Maranza, e stato poi elaborato come sentiero “didattico” viste le peculiarità naturalistiche, storiche, geologiche, panoramiche e faunistiche che s’incontrano nel cammino. Inoltre, le caratteristiche escursionistiche e il modesto dislivello ne fanno un percorso ideale per tutti.

La nostra Sezione è lieta e assieme orgogliosa di offrire a ogni appassionato della montagna e di un suo approccio“lento e intelligente”, questo cammino per ricordare i suoi 50 anni di presenza sul territorio.

La realizzazione del sentiero è stata possibile grazie al contributo di numerose realtà che operano sul territorio. Assieme alla Sezione SAT di Povo, hanno partecipato tecnici e operai dell’Azienda Forestale Trento – Sopramonte, il Custode Forestale Claudio Moser, il Servizio per il Sostegno Occupazionale e la Valorizzazione Ambientale nonché ragazzi con disabilità intellettivo relazionale di Anffas Trentino Onlus. Questi, affiancati da educatori, si sono occupati sia della pulizia del sentiero per renderlo il più possibile agevole al cammino, sia della costruzione di alcune bacheche presenti sul percorso sia dell’allestimento di alcuni pannelli informativi concernenti le principali piante presenti nel bosco. Fondamentale è stato inoltre il contributo economico della Cassa Rurale di Trento e di Cassa Centrale Banca.

La Sezione SAT di Povo intende inoltre ringraziare la Commissione sentieri della SAT per le rilevazioni topografiche,  Marco Avanzini per la geologia, Marco Gramola per le notizie concernenti la “Fortezza di Trento”, Sergio Merz e Giorgio Tomasi per la fauna, Mattia Dori per le fotografie, la prof.ssa Mariangela Trentini e la dott.ssa Laura Penasa per le traduzioni rispettivamente in tedesco e inglese, Franco Giacomoni per il coordinamento del progetto.

SAT - Società degli AlpinistiTridentini

              Sezione di Povo

 


Il percorso.

Il sentiero inizia poco dietro la fontana posta al Passo Cimirlo (730 m). Con breve tratto in salita si porta in prossimità del Roccolo Chesani,  appena sopra la partenza un pannello illustra la situazione della zona durante la Guerra 14-18.

La Fortezza di Trento

Allo scoppio del primo conflitto mondiale  le opere della piazzaforte di Trento, non rispondevano più alle nuove esigenze determinate dal progresso tecnico dei mezzi militari e completamente vulnerabili ai tiri delle moderne artiglierie.Nel 1915 vennero apportate importanti modifiche che determinarono il cambiamento dell’intero sistema difensivo della cintura fortificata. Oltre a nuove postazioni per artiglieria vennero realizzate strade e sentieri, , si approntano cisterne e acquedotti per l’approvvigionamento idrico, un patrimonio che è ancora sfruttato ai nostri giorni.

Il forte Casara venne demolito e il sovrastante M. Celva, assieme al M. Calisio, diventò il cardine dell’intero sbarramento orientale. Il forte Roncogno  fu adibito a deposito e i suoi cannoni sistemati   in postazioni blindate a  controllo del Passo Cimirlo. La sommità del M. Celva  ospitò i 2 obici da 10 cm in cupola corazzata girevole e postazioni sotterrane per  20 pezzi  diartiglieria e mitragliatrici.

Particolare attenzione venne riservata alla dorsale dei monti  Chegul e Marzola che data la  sua conformazion erocciosa  ricca di ripari naturali, si trasformò in un sofisticato sistema di caposaldi di artiglieria con depositi  munizioni e servizi. Poco sopra il Passo del Cimirlo e lungo la  dorsale che sale verso la cima del Chegul, si approntarono una serie di postazioni  per  la fanteria e per piccoli pezzi di artiglieria a difesa del passo e a Prà Stelar una batteria di cannoni con postazioni e casamatte in cemento. 

A q.1700 della cima Marzola venne installata una  batteria armata con due obici da 12 cm. montati su piattaforme in cemento . Un deposito munizioni sotterraneo alimentava con un apposito pozzo montacarichi le due postazioni. La dorsale della Maranza diventò un importante centro logistico con magazzini e ricoveri per la truppa, approvvigionamento idrico e macelleria per la sussistenza. Una importante rete stradale collegò la località Maranza con  la Marzola,il Chegul e il Passo del Cimirlo.

 


Arriviamo quindi al Roccolo dove è possibile leggere la bacheca illustrante l’attività di uccellagione. Attraversiamo il breve tratto di prato girando a sinistra sulla strada per Tomba. D’ora in poi potremo conoscere, su appositi pannelli, le specie arboree presenti su questo territorio.

Lasciate a destra le case delle“Casare”, osserveremo il grande ciliegio, inserito nei “Monumenti vegetali del Trentino” dall’Istituto agrario di S. Michele a/A. Di età secolare, ha un’altezza di 26 metri con un diametro di 97 cm. e una circonferenza di 307 cm.

Il tragitto gira, dopo poche centinaia di metri, decisamente a destra, giungendo in località  “Salare” dove potremo ammirare il “masso erratico”.  Poco dopo il sentiero si sovrappone per un breve tratto, al sentiero SAT 411.

NOTA: Scendendo brevemente a destra lungo il sentiero 411 (segnavia e pannello illustrativo) potremo ammirare le “Onde di Pietra” memoria di quando250 milioni di anni fa, al posto della Marzola e del Cimirlo si estendeva una larga spiaggia sabbiosa.

Onde di pietra

250 milioni di anni fa, al  Marzola e del Cimirlo si estendeva una larga spiaggia sabbiosa. Quando la marea si abbassava rimanevano impresse nella sabbia le piccole increspature impresse dal movimento delle onde. Col tempo le tracce si sono trasformate in roccia e oggi noi le possiamo osservare sugli strati di pietra di questa stradina.

Guardando con attenzione le pietre rossastre, ci potremmo accorgere che esse sono fatte di granelli di sabbia e moltissime piccole conchiglie. Anche queste sono tracce inequivocabili del fatto che in questa zona, milioni di anni fa, c’era il mare.

Sono tra le rocce sedimentarie più antiche del Trentino e si sono formate in un tempo che i geologi chiamanoTriassico. I dinosauri ancora non esistevano, le Dolomiti non erano ancora scogliere coralline, solo qualche scoglio di duro porfido emergeva dall’acqua del mare.


Proseguiamo per un breve tratto sul N° 411,  quindi il sentiero gira a destra superando un ponticello di legno, si abbassa nel bosco passa su alcuni tavolati e inizia ad prendere quota costeggiando la Strada Cimirlo Maranza.

Con moderata salita ci portiamo sopra il “Colmo”, con splendide viste su Stivo, Bondone, Paganella, Brenta e, più lontani, il Cevedale e le Maddalene.

Si prosegue, costeggiando sempre la Strada Cimirlo Maranza, passando davanti al “Sasòn” carico di storia.

Quasi perfettamente cubico, “el Sason”, visibile fino agli anni ’60  da Povo appartiene ad un’enorme crollo staccatosi delle pendici del Chegul, è uno degli elementi più interessanti che si possono vedere sul sentiero.

Nella rientranza della roccia, si possono individuare date e nomi,  alcuni risalenti al 1904; segno di attività pastorizia presente all’inizio del 1900.

         Il“Sasòn” ha rappresentato, per molti, la prima occasione per provare, sulle sue lisce pareti, salite e calate in corda doppia; esercizio che prosegue anche oggi.

La Guida Alpina Giovanni Groaz, nel ’70 –’ 71 salì, sui lati sud e nord, delle viebrevi ma di difficoltà estrema, (7°+).

 

Blocco del Chegul

Centinaia di anni fa questo grandeblocco di Dolomia è franato, assieme a molti altri dalla cima del Chegul, lo sperone di roccia che costituisce la parte più alta del Monte Marzola in questo settore.

La Dolomia è una roccia chiara che deriva dalla solidificazione di fanghi calcarei accumulati sul fondo di un caldo mare tropicale circa 200 -230 milioni di anni fa. 

Osservando bene il grande blocco possiamo riconoscere che esso è costituito da strati di roccia spessi più di  un metro disposti in modo verticale. Cadendo dal Chegul e rotolando fino a qui,l’originaria disposizione degli strati è cambiata. Ora, chi si arrampica sui suoi fianchi, cammina idealmente sul fondo di un antico mare.

Nelle piccole cavità della roccia,l’acqua che prima della frana correva nelle viscere della montagna ha permessola formazione di piccoli cristalli appuntiti di calcite.

Sotto le sue pareti hanno trovato riparo, nel passato, i pastori che venivano qui a pascolare le proprie greggi.Alcuni dei loro nomi sono ancora leggibili sulla roccia e di fronte al masso è visibile il riparo dove dormivano: una grande lastra di roccia appoggiata ad una pietra.


 

Nel corso del tratto descritto incroceremo i sentieri SAT 427 “dei Brusadi” e la via ferrata  “Giordano Bertotti” 418.

Questi incroci, che portano sulla strada asfaltata,  possono rappresentare delle “vie di fuga” nel caso si intenda percorrere un solo tratto del sentiero in caso di maltempo.

Si arriva quindi alla “Busa Granda”e sulla strada forestale Castelet – Fontana della Gai – Chegul.(dal Cimirlo 1ora). Qui termina il sentiero SAT 455 (1ora e 15).

Proseguiamo sulla strada forestale dove il “Sentiero del Cinquantenario” coincide con il sentiero SAT 413 per il Chegul. In  20 minuti arriviamo alla forestale di “Poza Zigòia”, appena sotto “Fontana dei Gai” dove inizia ilsentiero SAT 456.

Da qui, in piano e poi in moderata pendenza e quindi ancora in piano, il sentiero, lasciando a sinistra la forestale per Malga Nova , ci porterà, attraverso la “Costa di Pini” al Rif.Maranza.

(Durata:ore 2,30)


 Il rifugio è raggiungibile con strada dal Passo del Cimirlo ed inoltrevi giungono numerosi altri sentieri SAT – (E412, E426, E429, E441) che colleganola località con Villazzano, Vigolo Vattaro e la Cima Marzola)

 

Informazioni

Per i molteplici sentieri e forestali che lo stesso incrocia, lo stesso si presta ad essere percorso anche a tratti. Così, ad esempio, giunti alla Busa Granda, è possibile, in breve tempo, portarsi sulla strada Cimirlo – Maranza. Inoltre, a ogni incrocio con i sentieri SAT, è presente la segnaletica che indica la medesima strada. Con l’attenta lettura della segnaletica e della Cartina “La Marzola” edita dalleSezioni SAT di Povo e Villazzano, ogni escursionista sarà in grado di realizzare un proprio tracciato. Il sentiero può essere percorso in ogni momento della giornata essendo prevalentemente in ombra. Il tratto Colmo – Busa Granda è praticabile anche nei mesi invernali.

 

TrailCimirlo –Maranza“Jubilee Trail”

This route, originallydesigned by theForest Service of Trento - Sopramonte was then took over themanagement of theSAT - the Society of Tridentine Alpinists – Section of Povoand inserted in theRegister of the Trails with the reference E/455 and E/456.

It was initially designed asan alternativeto the road to Maranza, but later was developed as an“educational” path, dueto his points of natural, historical, geological,panoramic and wildlifeinterests along the route.

Information boards, maps andplans areavailable in English and German.

In addition, the fact that thealtitude ofthe hiking trail is not very high, makes the path perfect foreverybody.

The SAT - Section of Povo ispleased andproud to offer to every mountain enthusiastic and fan of a"slow andsmart" approach to it, this trail to remember its 50 yearsof presence onthe territory.

 

SAT - Society of TridentineAlpinists

Section of Povo

 

 

The route

The path begins not too far after the fountain at the Cimirlo Pass (730m AMSL). A short ascent leads near the Chesani bird trapping building; closeabove the start a panel explains the situation of the region during the WorldWar I.

 

Fortress of Trento

 

At the outbreak of the First World War thefortress of Trento no longer met the requirements determined by the militaryprogress; in fact the city was completely vulnerable to the attacks of modernartillery. In 1915 major changes were made in order to develop the wholedefensive system of the fortress.

Strategic artillery placements wereselected, dozens of tunnels were excavated, new roads, trails and advancedaqueducts to supply water were created. Some of these ancientstructures are still in use today invarious capacities.

 

On the top of Mount Celva were placed the 10 cm trench howitzer and 20 pieces of artillery inunderground trenches. Their purpose was to defence the Plane of Pergine, theairport in Cirè, the Cimirlo Pass and the Chegul’s side.

Just above the Cimirlo Pass and along the ridge that rises to the top ofChegul, were prepared some positions for the infantry and small pieces ofartillery to defend the Pass. Moreover, in the location of Pra Stellar werebuilt reinforced casemates with cannon emplacements.

At the top of Marzola (1700 m) was installed an artillery with twohowitzers of 12 cm mounted on concrete reinforced platforms. An undergroundammunition depot refilled the two emplacements with a special elevator. Theridge of Maranza became an important logistics centre with stores and sheltersfor the troops, water supplies and butcher for subsistence. An important roadnetwork connected the Maranza with the Marzola, the Chegul and Cimirlo Pass.

For the ammunition’s supply, a big deposit consisting of 5 buildings wasconstructed in the locality of Pramarquart, which was connected by cableway tothe train station of Villazzano.  

The construction work of the fortress of Trento was suspended in thewinter of 1915 and since February 1916 was largely unarmed. TheAustro-Hungarian offensive (Strafexpedition) in May 1916 moved the frontline50 km southern, and this fact protected the city from attack until the end ofthe conflict.

 

We arrive so to the Chesani bird trapping building where a board explainthe bird catching activity.

We cross the small meadow and turn left to the road to Tomba. From now onwe can get acquainted with appropriate panels, aboutthe tree species present in this territory.

 

Letting left the houses of the „Casare“, we notice the big cherry tree,recorded by the Agrarian Institute of S. Michele a/A. among the “Monumentaltrees of Trentino”; secular, it measures a high of 26 m (28 yd +1.30 ft) andhas a diameter of 97 cm (38,19”) as far as a circumference of 307 cm (120.87”)

 

After a few hundred yards the way turns firmly to the right and reachesthe locality „Salare“ where we might admire the „erratic block“. Shortly after thetrail overlaps shortly the SAT path 411.

 

REMARK: walking down left hand side the path 411 (signpost andillustrated panel), we can admire the “stone waves”, memento of the wide sandybeach which 250 million years ago was expanded there where today the Marzolaand Cimirlo are.

 

Waves of stone

 250million years ago there was an archipelago of islands with sandy beaches whereMarzola and Cimirlo stand today. After the tide got low, the ripples caused bythe movement of the waves remained imprinted in the sand. In the course of timethe tracks have turned into rock and today we can observe the layers of stoneon this street.

 

Lookingcarefully at the reddish stones, we might notice that they are made of manygrains of sand and small shells. These are signs of the fact that millions ofyears ago, this area was covered by ancient seas.

 

Theyare among the oldest sedimentary rocks of Trentino and formed in a period thatgeologists call the Triassic. The dinosaurs did not exist yet, the Dolomiteswere not coral reefs yet, only a few of hard porphyry rock emerged from thesea.

 

Let's continue briefly on path 411, the trail takes then right on asmall wooden bridge, descends in the forest, crosses a few plateaus and startsto gain altitude alongside of the road Cimirlo – Maranza.   

With moderate ascent we reach the „Colmo“(summit), with a wonderful viewon the Stivo, Bondone, Paganella, Brenta and, farer away, the Cevedale and theMaddalene range.

 

Inthe indentation of the rock are recognizable datesand names, some of them are of 1904; a sign that beginning 1900 the herdingactivity was carried out here.

The “Sason” is, for many, the first opportunity to try to climb up andrappel on the smooth walls; exercises that still continuestoday.The mountain guide Giovanni Groaz, climbed 1970-1971 the South and the Northwall; the climbing routes are indeed short, but ofextreme difficulty (UK grad 5c).

 

ChegulRange

 

Hundredsof years ago this large block of dolomite collapsed, along with many othersfrom the summit of Chegul, which is the spur of rock that forms the highestpart of Mount Marzola.

 

Dolomiteis a sedimentary rock, formed by sediment deposit combined with limestone,which accumulated at the tropical sea bottom, about 230 million years ago. Atthat time the Marzola was one of the atolls that together with Schlern,Marmolada, Rosengarten and Latemar dotted the wide tropical sea of theDolomites.

 

Observingthe big range, we can notice that it is made of thick layers of rock invertical position. Falling and rolling along the sides of Chegul, the originalarrangement of the layers has changed. Climbing his faces we are ideallywalking on the bottom of an ancient sea.

 

 

On the described trail we will meet the SAT paths 417 „dei Brusadi“ andthe equipped path 418 “Giordano Bertotti”. These crossroads, which takes to theasphalted road, may correspond to "escape routes", if only part ofthe trail want to be hiked, or in case of bad weathe.

 

On a plane route, after a short ascension, we can stop in front of aphoto-panel, which shows us the peaks in front of us, from Brenta to theCevedale and also the nearer one.

 

We arrive so to the „Busa Granda“ (Big Hole) and the forest roadCastelet – Fontana of the Gai – Chegul. Here finishes the SAT path 455(1 hour and 15 min).

 

 

Let's continue on the forest road where the “Path of the 50thanniversary”coincides with the SAT path 413 towards the Chegul. In 20 minuteswe arrive at the forest road “Poza Zigoia”, just under the “Gai-fontain” wherethe SAT path 456 starts.

 

From here we continue initially plane, then lightly up going and thenagain plane, letting the forest road to the Nova herdsman's hut left hand side.After having admired the “patriarch of the forest”, a huge larch of about 130years with diameter of 110 cm (43.31”) and high of 32 m (34 yd + 3 ft), wecross the “Costa dei Pini” (Pine slope) and will arrive to the Maranza hut. (Hiking time: 2 ½hours).

 

 

Advice

Due to the fact that the way crosses several pathsand forest streets, it could be hiked even in routes. For instance, arrived atthe “Busa Granda” it is possible to reach in a short time the road Cimirlo –Maranza. Further at every crossroad with the SAT paths are trail signs whichindicates the mentioned road. Observing carefully the signposts and the map “LaMarzola”, edited by the SAT Sections Povo and Villazzano, every hiker would beable to realize his own route. The path can be hiked at every hour of the day,because it runs mainly in the shadow. The route Colmo – Busa Granda is alsopracticable during the winter.

 

 

Der Fußweg des fünfzigstenIahr  

 

Um diesen anfänglich vonTrento-SopramonteForstbereich geplanten Weg kümmerte sich später der SAT Vereinvon Povo und erlegte ihn ins Pfadekataster mit Nr E/455 und E/456 ein.

Anfänglich war er eine Alternative von derStraßenach Maranza und später wurde er ein "Lehrweg" wegenseinernaturalistischen,historischen,geologischen,faunistichen undaussichtlichenBesonderheiten,die man auf dem Weg treffen kann.

Deswegen gibt man diese Informationen auchaufDeutsch und Englisch.Die Wanderungeigenschaften und der kleineHöhenunterschiedlassen ihn ausserdem als idealer Weg für alle sein.

Unser Verein ist froh und zu gleicherZeitstolz,diesen Weg jedem Bergeliebhaner und wem eine langsame undklugeAnnäherung an die Berge liebt, zu bieten,um seine fünfzigjahrigeAnwesenheitauf dem Gebiet zu erinnern.

 

SAT-Società degliAlpinisti Trentini

Sezione di Povo

 

Die Strecke

Der Wanderweg beginntnicht weit nach dem Brunnen am Cimirlo Pass (730 mü.d.M.). Ein kurzer Anstiegführt nahe zum Chesani Vogelfang-Gebäude; knappoberhalb des Starts beschildertein Panel die Situation der Gegend während demI. Weltkrieg.

 

Die Festung von Trient

 

        Als der erste Weltkriegausbrach, entsprachen die Bauten der Festung von Trientden neuen Bedarfen, dievom technischen, Fortschritt der Militärmittelverursacht und den Shiessen vorden modernen Artillerien völlig sch    wach machten, nicht mehr,.1915 nahm man wichtige Änderungenvor, die das ganze defensive System desbefestigen Gürtel veränderten.                         Nicht nur neueArtilleriestellungen, sondern auch Straßen und Wege gebaut wurden, mangrub Dutzende von Höhlen ,baute Zisternen undWasserleitungen für dieWasserversorgung, ein noch heutzutage genutztesVermögen.                                 

         Auf dem Gipfel von Celva gab es zwei Haubitzen von 10Cm in einergepanzerten Drehkuppelund unterirdische Stellungen für 20 Geschütze undMaschinengewehr zum Schutz der Ebene von Pergine, des Flughafen von Cire,des Cimirlopassesund  der Chegulseite.                                          

        Nicht weit vom Cimirlopassund entlang des Hangs, der auf Chegul steigt, bauteman eine Reihe Stellungenfür Infanterie und kleine Geschütze zum Schutz desPasses und in Pra Stelareine Kanonenbatterie mit Stellungen und Kasematten ausZement.                            Auf dem Gipfel von Marzola,1700 Mhoch,stellte man eine mit zweiHaubitzen bewaffnete, auf Zementplattformeingestellte Batterie. Die Bergseitevon Maranza wurde ein wichtigeslogistisches Zentrum mit Lagern ind Zufluchtfür die Truppe, Wasserversorgungund Schlachthof für Lebensunterhalt. Einbedeutendes  Wegennetz verbandMaranza mit Marzola, Chegul und Cimirlo..Für die Versorgung der Munition bauteman, in Stelar, ein grosses, aus 5Gebäude bestandenes und durch eimeSchwebebahn mit dem Bahnhof von Villazzanoverbundenes Lager.                   Der Befestigungsbau derFestung vpn Trient wurde im Winter 1915untergebrochen und seit Februar 1016 warsie zum großen Teil unbewaffnet. Dieösterreichisch-ungarische Offensive (Strafexpedition)in Mai  1916entfernte die Front 50 Km südlich,dieser Abstand brachte ,bis zu Ende desKrieges, die  Stadt gegen möglicheAngriffe in Sicherheit.7

 

 

 

         Wir kommen so zumVogelfang-Gebäude woeine Schautafel die Vogelfangaktivität erklärt.

         Wir überqueren die kleineWiese undwenden uns links auf die Straße nach Tomba. Von nun an können wir ausden dafürvorgesehenen Paneels die verschiedenen Baumarten kennen lernen welchesich indiesem Territorium befinden.

         Die Häuser der “Casare”rechts lassend,betrachten wir den großen Kirschbaum, erfasst vom Agrarinstitutvon S. Michelea/A. unter den “Denkmal-Pflanzen des Trentino”; Jahrhundertealtmisst er 26 mHöhe und hat einen Durchmesser von 97 cm sowie einen Umfang von307 cm.

 

         Der Weg wendet, nachwenigen hundertMeter, entschlossen nach rechts, erreicht den Ort “Salare” wowir den “erratischenBlock” bewundern können. Knapp danach überschneidet der Wegfür eine kurzeStrecke den SAT-Pfad 411.

 

         BEMERKUNG: Den Pfad 411links hinunterwandernd (Wegweiser und illustriertes Paneel), können wir die“Steinwellen”bewundern, Erinnerung an den weiten Sandstrand der sich vor 250milionen Jahredort ausdehnte wo sich heute die Marzola und der Cimirlobefinden.

 

Steinwellen

         Vor 250Millionen Jhareestrechte es sich, statt Marzola und Cimirlo, ein breiterSandstrand, als dieFlut unterging bliben kleine im Sand vom  könnrn wir sie auf denSchchitendises Wegsehen.

         Wenn wirdie rötlichenfelsen aufmerksam beobatchten, können wir merken, daß sieSandkörnchen und sehrviele kleine Muschel gemacht haben. Das ist auch dieunmissverständliche Spurdavon, daß es vor Millionen Jharen das Meer in diesemGebiet lag.

         Es sind dieältenstenAblagerungfelsen unter den Felsen in Trentino und sie bildeten sichin einerZeit, die die Geologen „Triassico“ nennen Noch nicht existerten dieDinosaurierund die Dolomiten waren noch keine Korallenklippen, nur einigeporphiriche Felsblöke ragten aus dem meer empor.

         Setzen wir kurz auf dem411 fort, derPfad führt dann rechts über ein Brücklein aus Holz, steigt imWalde ab,überquert einige Plateaus und beginnt, seitlich zur Straße Cimirlo –Maranza,an Höhe zu gewinnen.

Über mäßigem Anstiegerreichen wir den “Colmo” (Höhepunkt), mit herrlicherAussicht auf Stivo,Bondone, Paganella, Brenta und, weiter entfernt, Cevedaleund den Ilmenkamm.

         Immer weiter seitlich derStraßeCimirlo – Maranza entlang, geht es am “Sason” vorbei der reich anGeschichteist.

 

         Fast perfekt kubisch,konnte man den“Sason” noch bis in den sechziger Jahren von Povo aus sehen; ergehört einemenormen Felssturz an der sich vom Hang des Chegul gelöst hatte, erist einerder interessantesten Anwesenheiten welche man auf dem Weg sehen kann.

         In der Einbuchtung desFelsen, kann manDatums und Namen erkennen, wovon einige 1904 datieren;Anzeichen derViehhüterei welche hier Anfang 1900 betrieben wurde.

         Der „Sason“ ist, fürviele, die ersteGelegenheit um an den glatten Wänden mit den KletterseilenHochsteigen undAbseilen im Doppelstrang zu versuchen; Übungen die heute nochfortgesetztwerden.

         Der Bergführer GiovanniGroaz, erklomm1970-1971 die Süd- und die Nordwand, Kletterrouten die zwar kurz,aber extremschwierig sind (UIAA Grad 7+).

Auf der beschriebenenStrecke werden wir dem SAT Pfad 417 „dei Brusadi“ unddem ausgestattetenKlettersteig 418 „Giordano Bertotti“ begegnen.

 

 

Felsbloch von Chegul

         Vor Hunderten Jahrestürztedieser große Block aus Dolomie (dolomit) mit vielen anderen FelsenvomChegulgipfel, dem ausläufer, der in disen sehtor das höchste Teil vomBergMarzola bildet.

         Dolomia ist ein hellerFelsund er bildet sich vom Felswerden der Kalkschliche, die sich vor circa230Milionen Jahre in einem Tropenmeer tief anhäuften. In jener Zeit warMarzolaeines der Atolle, die nut  “Sciliar,Marmoladen, Catinaccio,Latemar“  dasgrosse Meer der Dolomoten „ubersäten.

         Wenne wir den großenBlochbetrachten, können wir arkenviren, daß er aus mehr als einMeterdichen,senkrechten Felsenschlichten bestehet.

         Als der Fels vomChegulrutschte und bis hierher kam, änderte sich dieursprünglicheSchlichtenstellung, Heutzutage, wer auf seinen Abhang klettert,läuft er ideallauf einen alten Seegrund.

         In den kleinenFelsenhölenhat das Wasser, das vor dem Erdrutsch in die Bergimvere floß, dieBildung vonkleinen, spitzen Kalzit kristall ermöglicht.

         In der vergangenenZeiten,fanden die Schäfer, die ihre Herden veideten, Schutz unter seinenWanden.

         Wir können noch einigevonihren Namen auf dem Fels lesen und dem Blok gegenüber shen wir den Schutz,wosie schliefen eine grosse, an einem Stein angelehntePelsplatte.

         Diese Kreuzungen, welcheauf dieasphaltierte Straße führen, können „Fluchtwegen“ entsprechen, sollte mannureinen Teil des Pfades abwandern wollen, oder im Falle von Schlechtwetter.

 

Auf einer ebenenStrecke, nach kurzem Anstieg,  könntenwir vor einemFoto-Paneel anhalten der die Gipfel vor uns bekannt gibt, vomBrenta bis zumCevedale und auch die Näheren.

 

         Man gelangt so zur „BusaGranda“(Großes Loch) und zum Forstweg Castelet – Fontana der Gai – Chegul. Hierendetder SAT Pfad 455 (1 Stunde und 15 min).

Setzen wir auf demWaldweg fort wo der „Pfad des 50. Jahresjubiläum“ mit demSAT Pfad 413 zumChegul, übereinstimmt. In 20 Minuten erreichen wir den Forstweg„Poza Zigoia“,knapp unter dem „Gai-Brunnen“ wo der SAT Pfad 456 beginnt.

 

         Von hier an setzen wirfort, zuersteben, dann leicht ansteigend und dann wieder eben, den Waldweg zurNova Almlinks lassend. Nachdem wir den „Patriarch des Forstes“, eine riesige,zirka 130Jahre alte Lärche mit 110 cm Durchmesser und 32 m Höhe, bewunderthaben,durchqueren wir die „Costa di Pini“ (Kieferhang) und werden die MaranzaHütteerreichen. (Wanderzeit: 2 ½ Stunden).

 

 

 

 

 


 

 

 

 

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