Portiamo in quota i nuovi libri di vetta

Quando arrivi lassù, in cima alle nostre montagne, potrai scorgere sotto un ometto o nei pressi della croce, il libro di vetta, sul quale potrai lasciare il tuo messaggio di saluto per altri appassionati che arriveranno dopo di te.

Come sai, il libro di vetta ha una lunga storia. Già nell’Ottocento i primi alpinisti lasciavano sulle vette i propri biglietti da visita all’interno di bottiglie di vetro, nascoste tra i sassi di un ometto, per testimoniare la loro ascensione.

Il più antico libro di vetta di una cima trentina risale al 1878 ed era situato sulla Pala di San Martino. Agli inizi del Novecento l’alpinismo prese a diffondersi sulle nostre montagne: fu in quei tempi “eroici” che divenne un vero e proprio diario della montagna.

La SAT provvede, ancora oggi, a realizzare i libri di vetta, con legatura rigida, in grado di sopportare sbalzi termici e umidità, che vengono collocati solitamente nei pressi di un ometto o sulla cima delle montagne.

Per portarli sulle nostre montagne, abbiamo bisogno anche del tuo aiuto

Il ritiro dei libri di vetta è riservato alle Sezioni della SAT. Il singolo Socio potrà ritirare presso la Biblioteca della Montagna (via Manci, 57 a Trento), per conto della propria Sezione di appartenenza, mostrando la tessera SAT al bibliotecario. Ti verrà rilasciato un timbro a garanzia di tale operazione.

Il riferimento è Riccardo Decarli, responsabile della Biblioteca: riccardo.decarli@sat.tn.it

Una volta arrivati in cima?

Una volta arrivat* in cima, ti chiediamo, inoltre di ritirare il “vecchio” libro di vetta, senza più pagine bianche, e farlo pervenire alla Biblioteca della SAT che provvederà a conservarlo, assieme a centinaia di altri, per ancora tanto tempo!

Scopri di più sulla storia dei libri di vetta

Ph. credits: Alessandro Mochen, consegna del nuovo libro di vetta e ritiro di quello completo su Cima Zeledria