La SAT intende affidare ad una nuova gestione il Rifugio alpino Bocca di Trat “Nino Pernici”

Il rifugio venne inaugurato nel 1929 a qualche centinaio di metri dalla Bocca di Trat, sui ruderi di alcune baracche risalenti alla prima guerra mondiale, dai soci della Sezione SAT di Riva del Garda.

Fu intitolato a Nino Pernici, rivano, legionario trentino, caduto nel 1916 alla testa del suo reparto alpino sul fronte dell’Isonzo. Spirito patriottico prima, motivazioni alpinistiche poi, portarono alla realizzazione del rifugio che incominciò ad essere un abituale punto di passaggio e di ritrovo per i soci rivani.

L’edificio, cui si è aggiunto il bivacco invernale, è stato inaugurato il 17 giugno 1990.

Il rifugio, che si raggiunge facilmente dalla Val Concei, grazie alla strada che arriva fino a malga Trat, è il punto di partenza per le escursioni nelle Alpi di Ledro, le cime che fanno da corona alla Val Concei al centro di questo gruppo montuoso; dal Corno di Pichea 2138 m. alla Gavardina 2047 m. fino al Cadria 2245 m., la cima più alta del gruppo. Anche verso meridione i percorsi si snodano sulle creste delle cime affacciate sulla valle di Ledro per interrompersi all’improvviso davanti alle pareti che precipitano verso il blu intenso delle acque del Lago di Garda.

Chi fosse interessato a richiederne la gestione deve inviare domanda all’indirizzo e-mail: affido.rifugi@sat.tn.it corredata da:

  • Dati personali: si prega di compilare e controfirmare la “Scheda A”;
  • Documentazione così come richiesta nella “Scheda B”ATTENZIONE: in merito alla “Scheda B” si precisa che è un riassunto della documentazione che dovrà essere allegata alla presente domanda ma non sostituisce i documenti richiesti.

Importante: è necessario fornire un numero di telefono cellulare e un indirizzo e-mail valido (ATTENZIONE: le comunicazioni successive verranno inviate esclusivamente all’e-mail indicata).

La domanda completa di quanto sopra deve pervenire entro le ore 24.00 (ventiquattro) di domenica 15 gennaio 2023.

 

Comunicazioni posteriori a questo termine o incomplete non saranno considerate.

 

Si evidenzia come tra i requisiti soggettivi, il futuro gestore del rifugio, debba inderogabilmente possedere conoscenza del territorio, delle vie di accesso al rifugio ed ai rifugi limitrofi nonché la capacità di apprestare, eventuali, necessarie azioni di primo soccorso, requisiti richiesti dalle norme Provinciali.

 

Apposita Commissione istituita da SAT vaglierà gli allegati e i documenti prodotti e sceglierà i candidati ritenuti idonei a condurre questa importante struttura della SAT.

Ai candidati, risultati idonei in questa prima fase, verrà inviato:

  • Fac-simile di contratto tipo, al fine di una sua consapevole valutazione economico-contrattuale. Il contratto con alcuni termini definiti in fase successiva, regolerà i rapporti tra la scrivente SAT ed il nuovo gestore.
  • Planimetria e dati informativi sul rifugio.
  • Importo minimo del canone di locazione richiesto da SAT.

A seguito della valutazione della documentazione fornita, se ritenuto congruo il canone richiesto, condivisi i termini di contratto, preso atto delle caratteristiche del rifugio, il candidato dovrà dare assenso a proseguire il confronto concorrenziale a mezzo mail a affido.rifugi@sat.tn.it

I candidati che avranno risposto favorevolmente saranno quindi convocati per un colloquio con la Commissione incaricata, presso la sede della SAT, in Via Manci 57 a Trento.

La documentazione inviata verrà trattenuta e archiviata da SAT.

Per informazioni il riferimento è il signor Livio Geom. Noldin, presso la Sede della SAT

Via Manci 57 a Trento

Tel. 0461.981871 interno 203

E-mail: affido.rifugi@sat.tn.it

 

 

Scheda descrittiva

 

Il rifugio Pernici venne inaugurato nel 1929 a qualche centinaio di metri dalla Bocca di Trat, sui ruderi di alcune baracche risalenti alla prima guerra mondiale, dai soci della Sezione SAT di Riva del Garda.

Fu intitolato a Nino Pernici, rivano, legionario trentino, caduto nel 1916 alla testa del suo reparto alpino sul fronte dell’Isonzo. Spirito patriottico prima, motivazioni alpinistiche poi, portarono alla realizzazione del rifugio che incominciò ad essere un abituale punto di passaggio e di ritrovo per i soci rivani.

L’edificio, cui si è aggiunto il bivacco invernale, è stato inaugurato il 17 giugno 1990.

Il rifugio, che si raggiunge facilmente dalla Val Concei, grazie alla strada che arriva fino a malga Trat, è il punto di partenza per le escursioni nelle Alpi di Ledro, le cime che fanno da corona alla Val Concei al centro di questo gruppo montuoso; dal Corno di Pichea 2138 m. alla Gavardina 2047 m. fino al Cadria 2245 m., la cima più alta del gruppo. Anche verso meridione i percorsi si snodano sulle creste delle cime affacciate sulla valle di Ledro per interrompersi all’improvviso davanti alle pareti che precipitano verso il blu intenso delle acque del Lago di Garda.

Accessi:

  • da Lenzumo m. 796 in Val Concei, per strada i 7 km fino a malga Trat m. 1556, segnavia 403, indi per sentiero in 20 minuti; a piedi da Lenzumo ore 2.15
  • da Riva del Garda m. 73, segnavia 402, per S. Maria Maddalena m. 252, S. Giovanni m. 440, Pinza, Campi m. 672, rifugio Grassi m. 1055, malga Dosso dei Fiori m. 1355, Bocca di Trat m. 1581 – ore 4.15 (ore 1.30 dal rifugio Grassi, ove si arriva per strada di 14 km)
  • il gestore può arrivare fino al rifugio grazie ad una strada sterrata, transitabile con permesso, che parte da Malga Trat, passando poi per Bocca di Trat.

Struttura in muratura con tetto in legno, disposta su 3 livelli: piano seminterrato, con locale grigliatura per il trattamento delle acque reflue, piccola lavanderia e locale deposito; piano terra, con sala da pranzo/bar, cucina, dispensa, deposito, servizio igienico e vano scala per accesso al piano superiore, dove si trovano 29 posti letto per gli ospiti oltre che due stanze per la gestione, corridoio e servizi igienici.

Esternamente all’edificio principale, verso nord, si trova un volume con servizi igienici e una stanza destinata a locale invernale. Ancora più a nord una piccola costruzione in muratura dov’è riparato il gruppo elettrogeno diesel.

Nella sala da pranzo sono disposti i tavoli con sedie e panche per circa complessivi 60 posti.

Anche nello spazio esterno al rifugio sono sistemati alcuni tavoli in legno con relative panche.

Come in molti altri rifugi, anche il Pernici non è collegato alla rete elettrica, idrica, gas e fognaria, infatti è servito da presa idrica/acquedotto privato, impianto per la produzione di energia elettrica, deposito interrato GPL e impianto per il trattamento delle acque reflue.

Sistema idrico.

La presa di captazione idrica, è posizionata a valle del rifugio, da qui, grazie ad un’elettropompa, l’acqua viene sollevata e tramite una tubazione in polietilene portata fino ad un deposito a monte del rifugio, che viene poi alimentato idraulicamente a caduta. Un altro serbatoio di accumulo di riserva di 10.000 lt è posto nel terrapieno a monte del volume “locale invernale”.

Già nel 2023 sono programmati dei lavori per migliorare il sistema idrico/acquedotto ed aumentare la relativa capacità di deposito.

Produzione energia elettrica

L’energia elettrica viene prodotta da due fonti: il motogeneratore diesel da circa 30 Kva e da un impianto fotovoltaico recentemente potenziato. L’impianto fotovoltaico alimenta un gruppo di accumulatori al piombo, da qui tramite un inverter 24/220 V si alimenta l’impianto elettrico del rifugio anche a motogeneratore spento. Naturalmente sia per caricare velocemente gli accumulatori, sia per alimentare i carichi importanti si deve azionare il generatore diesel

Deposito GPL

A valle del rifugio è interrato un deposito per l’accumulo del GPL. Il rifugio è raggiungibile da strada sterrata, per cui il rifornimento del deposito con capacità di 1,750 mc, è possibile grazie ai mezzi idonei di cui i principali fornitori di GPL sono provvisti. Dal serbatoio una rete alimenta una caldaia per la produzione di acqua calda oltre che gli apparecchi di cottura presenti in cucina.

Impianto trattamento acque reflue

Il sistema in ottemperanza al Piano stralcio del Piano di risanamento delle acque redatto dalla provincia di Trento, prevede un pozzetto disoleatore collegato agli scarichi della cucina ed un successivo impianto di grigliatura fine, dove vengono condotte tutte le acque reflue del rifugio.

L’impianto di grigliatura è costituito da una filtrococlea Huber dove avviene la separazione del liquido dal solito. La parte liquida prosegue a dispersione a valle del rifugio, mentre la componente solida viene insaccata. I sacchi dovranno poi essere smaltiti secondo le recenti specifiche normative.

Gli olii esausti recuperati dal pozzetto disoleatore dovranno essere consegnati a ditta autorizzata che provvederà allo smaltimento.

 

Scarica la scheda ‘A’ da compilare e inviare
Scarica la scheda ‘B’ da compilare e inviare

Invia il tutto a affido.rifugi@sat.tn.it

Termine invio: 15 gennaio 2023