PREMIO SAT VA IN ARCHIVIO L’EDIZIONE 2019

Intense emozioni durante la cerimonia di assegnazione a: Rolando Larcher all’associazione Tous Migrants e alla rivista Dislivelli

 

Si è concluso anche quest’anno il Premio SAT, ricco nell’edizione 2019 di intense emozioni sia nelle parole del presidente della Giuria Franco Giacomoni,   che con una relazione intensa e lunga relazione  ha immaginato un cammino da Trento fino a  Grenoble ad incontrare l’associazione Tous Migrants ed il suo eroe civile Benoit Ducos e poi a Torino ad omaggiare la rivista di cultura di montagna “Dislivelli”, per rientrare infine a Trento e premiare un valente alpinista trentino: Rolando Larcher.  

A chiusura della serata di assegnazione dei riconoscimenti  la Presidente Anna Facchini ha raccolto e rilanciato alcune parole chiave emerse durante l’incontro con i premiati: “Forti personalità che si avvicinano alle montagne, un avvicinamento che non è solo geografico,  durante il quale entrano in relazione le  persone con le loro culture- ha ribadito la presidente - C'è un filo che lega i tre premi assegnati, ed è quello della coerenza, perché la SAT, nel decidere queste assegnazioni, ha visto concretizzarsi i propri principi statutari, che prevedono lo sviluppo dell'alpinismo, la diffusione e la promozione della cultura, della tutela ambientale e della solidarietà. Solidarietà che oggi deve coniugarsi fortemente anche con i concetti di accoglienza e umanità. Da qui un forte appello affinché solidarietà – ha concluso Facchini - accoglienza e umanità diventino sostanza della società e della politica trentina, nazionale e europea”.

Tre le sezioni del premio SAT: alpinismo, impegno sociale e valenza storico/scientifico letteraria. A ritirare le litografie di Remo Wolf e le spille d’argento: Rolando Larcher che ha dedicato il premio al padre ricoverato il 2 maggio con un grave problema di salute.

A seguire Stephanie Besson per l’associazione “Tous Migrants” che ha letto in pubblico un accorato appello (che potete leggere integralmente in allegato) perché non venga meno in Italia e in Francia quel principio di umanità che non deve salvaguardare confini, ma salvare vite umane, in mare come sulle montagne, nella profonda convinzione che non si tratti di una scelta, ma di un dovere che abbiamo come comunità umana.

Infine il professor Giuseppe Dematteis docente al Politecnico di Torino e presidente dell’Associazione Dislivelli ha usato parole di ringraziamento per un riconoscimento che ha definito importante per la rivista “Dislivelli,  la quale con i suoi articoli sulla sostenibilità ambientale ed economica della montagna cerca di raccogliere testimonianze ed esperienze di territori che hanno saputo vincere la sfida di una montagna autentica, lontana da imbarbarimenti, consumismo e degrado culturale.

In allegato:

  • La relazione di Franco Giacomoni
  • L’intervento di Stephanie Besson per l’associazione Tous Migrants

 

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