“Dolomiti di Carta”

Ha aperto i battenti a Trento allo Spazio Alpino SAT la mostra in occasione del decennale delle Dolomiti patrimonio dell'umanità UNESCO

Leggendo alcuni titoli nelle vetrinette che trovano collocazione all’interno dello Spazio Alpino SAT, un po’ di emozione ci assale. Fanno capolino infatti alcuni volumi  introvabili, chicche editoriali per amanti della storia dell’alpinismo, con autori del calibro di John Ball, autore e geografo (famosa la sua “Alpine Guide”, pubblicata a Londra che aggiornò continuamente  tra il 1863 e il 1868), ma soprattutto alpinista, che il 19 settembre del 1857 inaugurò la stagione dell’alpinismo dolomitico con la salita  del monte  Pelmo (3.168 metri). Il volume in esposizione è del 1863-64 e titola “From Riva, to Pinzolo, by Molveno and the Bocca di Brenta”.

Non mancano nemmeno J. Gilbert (naturalista e botanico) G.C. Churchill (pittore acquarellista)  i quali nelle loro esplorazioni in Dolomiti, riportate nel  loro volume  “The Dolomite Montains” del 1864, diedero un forte impulso alla  conoscenza di queste mete fino ad allora quasi del tutto inesplorate. Il  volume è infatti ricco di descrizioni,  illustrazioni e di una appendice geologica assolutamente degna di rilievo per l'epoca.  Il libro fece breccia all'interno del mondo britannico interessato alle Alpi e la curiosità stimolò nuove  avventure da parte di viaggiatori ed esploratori d'oltralpe.

Subito a seguire un altro volume firmato da  Douglas William Freshfield,  autore eccellente, che  rientra a pieno titolo nella storia dell'alpinismo, sua infatti , insieme ad altri tre giovani compagni,  la prima  salita alla Presanella. Di questa ed altre imprese ed esplorazioni,  vergò appassionate descrizioni  nel  suo “Italian Alps” del 1875, in mostra alla SAT.

Bisogna scavallare 70 anni e due guerre mondiali per apprezzare gli scritti di uno dei più forti e controversi alpinisti degli anni cinquanta Tita Piaz, il diavolo delle Dolomiti, anch’esso esposto in vetrina, con il suo “Mezzo secolo di alpinismo” del 1947, in contrapposizione all’estetismo manierato di Emilio Comici del quale uscì postuma una delle pietre miliari più discusse tra i sestogradisti anni ’50 e ’60, “Alpinismo eroico” del 1942.

Non solo memorabili reminiscenze alpinistiche in mostra allo Spazio Alpino, ma una raccolta di  1.000 volumi, a vario titolo trattano  dell’ambito dolomitico, leggende, guide, romanzi, il tutto diviso in sezioni per una più agevole consultazione. Si tratta all’incirca della metà  del patrimonio librario che la Biblioteca della SAT annovera nei suoi archivi, sul tema delle Dolomiti (circa 2.000) volumi.

Un archivio consultabile anche sul catalogo bibliografico trentino www.cbt.biblioteche.provincia.tn.it al quale la Biblioteca della Montagna SAT è iscritta.

La mostra è aperta dalle 14.00 alle 18.00 tutti i giorni (festivi esclusi) fino alla fine di agosto.

 

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