Daniela Salvaterra, "Casa Madre Teresa di Calcutta" e il Coro della SAT

Giovedì 20 giugno, alle 20.30 allo Spazio Alpino SAT in via Manci, 57 a Trento

Giovedì 20 giugno alle 20.30 lo Spazio Alpino SAT di via Manci 57 a Trento ospiterà l’incontro con Daniela Salvaterra, responsabile e conduttrice della struttura Casa Madre Teresa di Calcutta nel villaggio peruviano di Encada.

La struttura è al centro del progetto di solidarietà del XXI Circuito di Corsa in Montagna SAT con una raccolta fondi, tramite l’iscrizione all’edizione 2019 della gara, per creare all’interno della casa che ospita disabili provenienti da tutto il Perù (principalmente bambini e orfani), alcune nuove attrezzature come la lavanderia.

A rendere particolarmente interessante il racconto di Daniela un filmato con le testimonianze dei ragazzi e una serie di diapositive con le quali verrà illustrata la gestione del centro.

L’intermezzo tra i vari interventi vedrà partecipazione generosa e straordinaria del CORO DELLA SAT, con qualche brano del loro repertorio.

Mattia Giovannini della sezione SAT di Piné è uno dei responsabili dell’organizzazione del circuito. Suo il compito di narrare la genesi ed un lungo, generoso percorso arrivato ormai alla ventunesima edizione.

Competizioni sulle montagne del Trentino dunque sempre molto partecipate, sia per la bontà dell’organizzazione ormai collaudatissima, che per la forte valenza in ambito solidarietà. Il costo dell’iscrizione ad una gara è di 18 euro, dei quali 6 euro vengono devoluti in progetti di solidarietà internazionale. In ventun anni di gare le sezioni hanno raccolto ben 125.705 euro, che sono andati in aiuto a progetti realizzati in : Tibet, Perù, Nepal, Ecuador, Papua Nuova Guinea, Brasile, Bolivia, Uganda, Pakistan, India.

La presentazione della GIORNATA DEL RIFUGIATO AL RIFUGIO ALTISSIMO

L'iniziativa si svolgerà il 22 giugno con appuntamento al rifugio Graziani alle 11

Per il secondo anno, il 22 giugno 2019 al Rifugio Altissimo “Damiano Chiesa” si celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato in compagnia di SAT, Centro Astalli Trento, Atas onlus e CNCA Trentino Alto Adige grazie al contributo dello SPRAR. Amanti della montagna, richiedenti asilo, satini, volontari, rifugiati, cittadini in cerca di frescura, montanari trentini o vacanzieri si mescoleranno in questa gita dal rif.Graziani allo spettacolo panoramico attorno al rifugio “Damiano Chiesa”. Dopo pranzo, verrà presentato il libro della giovane rifugiata Joy Ehikioya, “Certi sogni possono non avverarsi mai”, e assisteremo ad uno spettacolo di letture e canti sui “giusti della montagna” con Gli Armonici Cantori Solandri diretti da Fausto Ceschi. L’iniziativa è parte di “Camminando”, una rassegna di otto eventi sparsi nel territorio trentino: in un mondo dove ogni giorno guerra e violenze costringono migliaia di persone ad abbandonare la propria casa, vale la pena essere comunità a fianco dei rifugiati. Celebriamo  la loro perseveranza, scopriamo che la loro storia ci riguarda e camminiamo insieme!

La SAT sulla questine bici e pedoni: la convivenza è possibile, ma…......

il documento della Presidente alla luce dei dati e tavolo di confronto del 2012

Il nostro territorio montano ad alta vocazione turistica ha tratto e continua a trarre beneficio e benessere economico da chi percorre in lungo ed in largo le montagne e i fondovalle del Trentino.

Lo sa bene la SAT, che ha la responsabilità della cura di circa 5.600 chilometri di sentieri sul territorio provinciale e che con l’attività in gran parte svolta dai suoi volontari contribuisce alla definizione e alla tutela di una rete sentieristica ben identificata, funzionale a uno sviluppo più armonioso dell'offerta turistica complessiva.

 

L’impegno della SAT

La manutenzione sentieri è un lavoro impegnativo, faticoso che le sezioni e con i propri i volontari fanno con spirito di servizio e per un forte senso di appartenenza alla SAT: ogni anno circa 1.200 satini intervengono gratuitamente offrendo complessivamente più di 3.000 giornate di lavoro sul campo.

È una piccola lotta quotidiana per ripulire i tracciati che si infrascano, ripararli da piccole frane e smottamenti, rifare o svuotare i deviatori, rinnovare i segnavia che sbiadiscono, sostituire materiali danneggiati per cause naturali, o perché si consumano per il solo passaggio degli escursionisti. Ma tutto ciò fa parte del gioco. A questo si possono aggiungere (e la ‘tempesta Vaia’ lo ha drammaticamente dimostrato) eventi meteo improvvisi e devastanti.

Quando però i danni sono causa dell'uomo, siano essi escursionisti o ciclisti, allora il discorso è diverso: riparare i danni al sentiero e al versante dovuti alle scorciatoie che creano gli escursionisti irrispettosi della natura e del lavoro di manutenzione del sentiero, sostituire tabelle rotte, o rubate per atti di vandalismo, è un impegno particolarmente gravoso e talvolta scoraggiante anche per i più volonterosi.

Ed è ciò che purtroppo sta accadendo, quando sentieri stretti e ripidi, dalla manutenzione già problematica, vengono usati con le biciclette come itinerari da discesa. I danni si moltiplicano, oltre al grave pericolo di scontro fra bici e pedoni. Qui i volontari rischiamo veramente di perderli e di rompere un delicato equilibrio motivazionale che la SAT ha costruito in decenni di impegno sociale.

 

La disponibilità di tracciati per i bikers

Per la sua complessità e varietà il territorio del Trentino offre opportunità di appagamento per tutti, ma è necessario che ci sia anche senso di responsabilità e rispetto delle regole reciproco da parte di tutti.

I bikers hanno a disposizione migliaia di chilometri di strade forestali sulle quali divertirsi e se hanno voglia di adrenalina possono cercare le piste riservate al downhill.

Gli escursionisti, a loro volta, chiedono di poter camminare tranquillamente e senza doversi preoccupare di biciclette che scendono, a volte a notevole velocità, su percorsi stretti e disagevoli.

È da tenere presente che la rete ufficiale dei percorsi mountain bike del Trentino, che risulta a conclusione dei tavoli di lavoro promossi dalle APT di ambito, è di circa 8.000 chilometri di tracciati! Questa è formata in gran parte da strade secondarie, forestali, mulattiere e anche numerosi sentieri. 

A fronte di questa offerta vastissima va precisato che i divieti di transito individuati in tutto il Trentino sono circa 500: in genere hanno lo scopo di bloccare il passaggio con bici su sentieri che tagliano strade forestali o imboccano sentieri stretti e/o molto ripidi, dove c'è il rischio di scontro fra le persone e/o evidenti problemi di erosione al fondo del tracciato.

 

Il ruolo degli amministratori

Il problema è quello di chiarire ufficialmente la differenza dei vari tipi di percorsi ed essere fermi nell'indicare i divieti e nel farli rispettare. Sappiamo che ci sono spinte ed interessi contrari, ma non dovrebbe essere difficile anche per i nostri amministratori capire che è interesse generale del nostro turismo tener conto di tutti i tipi di ospiti, non solo dei ciclisti, ma anche degli escursionisti, che anzi probabilmente numericamente sono molti di più.

A fronte delle "accuse", anche recenti, rivolte a SAT, riassumibili (semplificando) più o meno con la banale affermazione che sempre più spesso si sente ripetere: "la SAT non può vietare alle bici l'uso dei sentieri, la montagna è di tutti e ognuno ha diritto di viverla come meglio crede", va data una risposta concreta, vanno messi sul tavolo dati, numeri, che chiariscano la situazione e mettano a tacere facili slogan.

In aggiunta alla rete mtb ufficiale (la sola che le APT possono pubblicizzare) ci sono migliaia di chilometri di altri tracciati forestali e viabilità secondaria che sono accessibili alle mtb. Non è corretto quindi affermare che la rete ufficiale mtb è la sola dove è possibile praticare la mtb.

La norma di riferimento (L.P. 31 ottobre 2012 n. 22) ha previsto sia l'individuazione della rete provinciale dei percorsi per mountain-bike, sia i divieti. È il loro insieme a darne il senso! Ed è per questo motivo che la SAT ha chiesto, e tuttora insiste, affinché i divieti vengano pubblicizzati al pari della rete mtb nel materiale promozionale, cartaceo e digitale, nella cartografia di riferimento, e sul terreno con la posa dei cartelli.

 

Una corretta promozione

Sul controllo del rispetto dei divieti la SAT ha fatto sentire la propria voce perché il tutto abbia un senso. Ma rimarca anche che è finora mancata una campagna di informazione sul corretto uso dei percorsi, organizzata a livello provinciale (finora singole APT si sono organizzate autonomamente); si è poi vista su riviste nazionali e su svariate pubblicazioni anche locali una pubblicità ingannevole, in base alla quale la gente è indotta a credere che sui monti del Trentino ognuno possa andare in bici dove vuole, senza limiti.

Si deve al contrario puntare all'educazione e alla cultura: il limite che oggi viene visto come un'imposizione deve trasformarsi nel valore aggiunto del nostro territorio, dove il pedone, il biker, il turista a cavallo, possono viaggiare tranquilli, nel rispetto delle regole, per sentieri e strade, ognuno rispettoso delle aspettative dell’altro.

Con riferimento al recente e drammatico incidente mortale avvenuto a Pregasina sul “sentiero della Cresta” a Cima Larici (422A), è necessario precisare, anche per porre fine a squallide polemiche, che sulla estesissima rete escursionistica dell'Alto Garda e Ledro ad oggi risultano individuati 56 divieti approvati con determina del dirigente del Servizio Turismo della PAT. Di questi 49 in area "Garda" e 7 in quella "Ledro", 44 richiesti dalla SAT e 12 da altri soggetti.

Del sentiero 422A dove è avvenuto l'incidente mortale della scorsa settimana non era stato richiesto il posizionamento del divieto mtb; essendo non solo fuori dalla rete mtb, ma anche stretto, esposto e classificato EE (per escursionisti esperti), caratteristiche queste da considerarlo ragionevolmente esente da transiti anche occasionali di mtb. Sulle tabelle segnavia agli estremi del percorso in loc. Calcherole e Bocca Larici è infatti indicato di difficoltà EE.

La SAT già nel 2010 aveva diffuso un proprio Atto di indirizzo e proposta, tuttora attualissimo, anche in considerazione dell’incremento esponenziale dei biker, avvicinatisi ai percorsi di montagna anche grazie al rapido e progressivo successo delle e-bike che conteneva, tra l’altro, un richiamo alle associazioni sportive e agli enti di promozione turistica ad evitare di veicolare messaggi che tutto sia possibile e praticabile a tutti e dappertutto, un metodo in ultima analisi che non tiene conto dei rischi e delle conseguenze. Ciò era stato ribadito durante il difficile confronto e compromesso che aveva portato nel 2012 all’approvazione della norma provinciale di riferimento.

 

L’appello della SAT

Nel richiamare questa linea emettiamo un nuovo appello sia a chi compete dare applicazione effettiva alle norme, sia al senso di responsabilità individuale e collettiva di chi frequenta i percorsi delle “nostre” montagne: individuale per il rispetto delle regole, e collettiva perché tutti, bikers, camminatori, residenti e turisti dobbiamo considerare la cultura del limite come salvaguardia della nostra e altrui vita e dell’ambiente naturale in cui viviamo.

 

Trento, 18 giugno 2019/AF                                            Anna Facchini – Presidente SAT

 

NB. Limmagine è tratta dal  sito Gogna blog in riferimento ad un articolo pubblicato sul medesimo argomento

I 150° dalla Fondazione dell’Alpenverein

Sabato 15 giugno 2019 si è svolta a Dobbiaco la festa per la ricorrenza dei 150 dell’AVS.

L’Alpenverein è nato nel 1869 nei centri di Bolzano e Villabassa come Sezioni del Deutschen Alpenverein e così sono rimaste fino all’inizio della prima guerra mondiale, in seguito sono nate altre 15 sezioni.

Tra le due guerre mondiali venne proibita l’attività e i rifugi furono espropriati.

Il 1946 segna poi la fondazione dell’Alpenverein Suedtirol come associazione autonoma. Oggi conta oltre 70.000 soci organizzati in 35 Sezioni, l’AVS possiede 12 rifugi e gestisce 40 vie attrezzate e custodisce circa 6.500 km di sentieri.

Alla festa ha partecipato la presidente Anna Facchini, mentre gli onori di casa li ha portati il Presidente Georg Simeoni, tra gli ospiti Josef Klenner, Presidente del Deutschen Alpevereins, Robert Renzler segretario Generale del Oesterreichischen Alpenvereins, Arno Komptscher Presidente della Provincia di Bolzano e Guido Bocher sindaco del comune di Dobbiaco.

Una serata molto ricca di interventi, seguiti con grande attenzione e partecipazione dagli oltre 400 invitati.

Entro breve tempo la presidente e il direttore della SAT si recheranno in una visita presso la sede centrale di Bolzano per conoscere nel dettaglio l’organizzazione e per confrontarsi sui servizi proposti ai propri associati.

Il rifugio Ciampedié ha un nuovo gestore

La SAT si è data due anni di tempo per studiare con le sezioni come affrontare la ristrutturazione

 

E’ stato firmato in data 12 giugno scorso fra la Presidente della SAT Anna Facchini ed il signor Lino Dorich  il nuovo contratto per la gestione del rifugio Ciampedie.

Il Ciampedie è uno dei rifugi storici della SAT, la sua costruzione risale al 1912 ed è situato in una splendida posizione, sovrastante la conca del Gardeccia e con incantevole vista sul Catinaccio e le Torri del Vajolet.

L’immobile necessita di importanti lavori di ristrutturazione che sono stati finora rimandati a fronte di improcrastinabili urgenze che la SAT è stata chiamata ad affrontare su altri rifugi di sua proprietà.

A causa della sua raggiungibilità attraverso impianti di risalita, il Rifugio Ciampedie non può beneficiare dei contributi previsti dalla legge provinciale n. 8/1993 per importanti lavori di ristrutturazione e ciò costringerà la SAT a dover ricercare altre soluzioni mantenendo alta l’attenzione, sia sugli aspetti architettonici del rifugio, sia sulla sostenibilità economica degli interventi che si andranno a proporre. 

Ci sarà quindi bisogno di uno studio approfondito che esamini tutte le possibili soluzioni, le valuti opportunamente - anche attraverso un confronto con i propri Soci e con le Sezioni della SAT e indichi una proposta che sia la migliore possibile per il sodalizio.

L’approfondimento e la successiva scelta di una soluzione richiederà un paio d’anni. Nel frattempo, dopo che lo storico gestore del Ciampedie, Massimo Prederiva, al quale vanno i ringraziamenti della SAT per aver “accudito” con passione, sacrificio e competenza il rifugio per lunghissimi anni, ha deciso di non proseguire con l’attività, si è deciso di assegnare la gestione, per due anni, in attesa degli esiti dell’indagine come sopra descritto,  al sig. Lino Dorich.  Insieme ai figli Dorich, è proprietario e gestisce un ristorante posto nelle immediate vicinanze del rifugio.

La SAT ha ritenuto di mantenere comunque aperto il rifugio, in attesa delle decisioni sul suo futuro e pur in presenza di una situazione gestionale non semplice, per continuare a garantire un servizio agli alpinisti ed escursionisti e anche per evitare che una sua chiusura possa accelerare il degrado della struttura.

Al signor Lino Dorich e ai figli vanno gli auguri della SAT per una proficua gestione del rifugio e per una calorosa accoglienza degli alpinisti ed escursionisti che lo frequentano.

 

Iscriviti al nostro sito per usufruire dei servizi inclusi, comodamente da casa!

Entrare a far parte della grande famiglia SAT iscrivendosi al sito è semplicissimo e regala non pochi vantaggi.

Bastano pochi secondi per poter leggere il bollettino della SAT comodamente da casa, dal proprio pc, oppure consultare la rassegna stampa per sapere che cosa i due principali quotidiani trentini (Trentino e Adige) scrivono di noi, delle nostre gite, delle nostre iniziative culturali, delle nostre assemblee.

Molto presto però oltre a questi due servizi verrà implementato un ulteriore strumento, molto utile per capire che cosa avviene in Casa SAT, o quali sono le iniziative di particolare interesse riguardanti la sede centrale e le sezioni. Stiamo parlando della news letter, che sta per essere attivata e arriverà a tutti coloro che hanno effettuato l’iscrizione al sito.

Ecco dunque spiegata l’importanza dell’iscrizione al sito: le principali notizie arriveranno periodicamente e direttamente al vostro indirizzo di posta elettronica.

Ma qual è il percorso da seguire per iscriversi? Basta accendere il pc, andare sul sito della SAT www.sat.tn.it, in altro a destra c’è una stringa in azzurro con scritto “AREA RISERVATA”, cliccando si apre un menù a tendina dove ci si può registrare fornendo una email e scegliendo una password, che va memorizzata e utilizzata ogni volta che si effettua l’accesso.

Quindi si aprono le opzioni a propria disposizione e si può scegliere se leggere il bollettino, oppure consultare la rassegna stampa aggiornata quotidianamente e suddivisa per settimane, o ancora navigare per cercare informazioni su rifugi, sentieri, sezioni, gli ultimi comunicati stampa (basta cliccare su “info” e sotto le stringhe principali scendono altre stringhe/opzione tra le quali esiste anche Uff. Stampa).

Dal sito accanto all’AREA RISERVATA c’è anche la possibilità di accedere direttamente alla pagina Facebook della sede centrale, cliccando appunto l’icona azzurra con scritto FACEBOOK.

 

 

UFFICIO STAMPA SAT

Elena Baiguera Beltrami

giornalista

cell.338.7982232

e mail: ufficiostampasat@gmail.com

 

 

Ventunesima edizione per il “Circuito SAT di Corsa in Montagna”

Sette in totale gli appuntamenti agonistici di quest’anno, organizzati da altrettante sezioni SAT, alle quali aderisce sempre un numero molto consistente di altre sezioni periferiche (56 lo scorso anno) con un totale di iscritti per gara che arriva anche a 300 partecipanti. Oltre alla classifica per il punteggio dei soci SAT, vi sarà anche una classifica non competitiva per i non tesserati.

 Un circuito di competizioni dunque sempre molto partecipate, sia per la bontà dell’organizzazione ormai collaudatissima, che per la forte valenza in ambito solidarietà. Il costo dell’iscrizione infatti è di 18 euro, dei quali 6 euro vengono devoluti in progetti di solidarietà internazionale e quest’anno le somme raccolte saranno destinate all’ampliamento della Casa Madre Teresa di Calcutta a Encanada in Perù, che attualmente ospita 66 bambini e donne con disabilità fisiche o mentali di diverso genere e gravità, proveniente da tutte le aree del paese.

In ventun anni di gare le sezioni hanno raccolto ben 125.705 euro, che sono andati in aiuto  a progetti realizzati in : Tibet, Perù, Nepal, Ecuador, Papua Nuova Guinea, Brasile, Bolivia, Uganda, Pakistan, India.

“Gli organizzatori di questa entusiasmante kermesse – dichiara la presidente SAT Anna Facchini - hanno sempre operato senza mai perdere di vista l’obbiettivo della raccolta fondi da destinare ad uno specifico progetto di solidarietà e noi tutti crediamo che la fortuna di questa manifestazione stia anche in questo: in una gara di solidarietà, oltre che in un circuito di gare di corsa in montagna.

Viviamo tempi difficili – ha proseguito Facchini - di spaesamento nei confronti dei valori più autentici che sembrano appannarsi ogni giorno di più e la nostra azione oggi deve essere più riconoscibile e più incisiva che in passato.

Un altro valore intrinseco che chi scrive, ma non soltanto chi scrive, intravede in queste gare è la collaborazione tra sezioni e l’impegno che ogni sezione investe nell’organizzazione della propria tappa. Anche su questo fronte si assolve ad una modalità operativa che ci contraddistingue e che ci auguriamo diventi ogni giorno più salda, concreta e praticata”.

 

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Ai nastri di partenza il "Percorso partecipato di avvicinamento al Congresso Sat 2019"

Una serie di incontri che la Sede Centrale organizza con le sezioni dal titolo “La frequentazione della montagna- orientamenti, prospettive, scenari futuri”

Qual è la montagna che vogliamo? In che modo vogliamo che venga frequentata? E noi come la frequentiamo? Quale montagna vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? Quali indicatori abbiamo attualmente per ipotizzare come sarà frequentata? 

Il prossimo autunno il tema del Congresso della SAT affronterà esattamente questi interrogativi ed il titolo sarà appunto “La frequentazione della montagna”.

“A tutte queste domande risponderemo insieme – ha dichiarato Elena Guella – vicepresidente SAT, nel predisporre il calendario degli incontri - con un processo partecipativo che parta dal basso e che possa provare a definire i temi, gli argomenti, le istanze, che confluiranno del nostro Congresso annuale”.

E saranno proprio i dirigenti di SAT Sede Centrale ad andare sui territori, cercando di raccogliere impressioni, indicazioni e suggerimenti per poi arrivare alla sintesi in sede congressuale.

Di seguito le sedi degli incontri che si svolgeranno sempre alle 20.00, alcuni dei quali organizzati nelle sedi delle sezioni come il primo in programma a Mori, già fissato nella sede della sezione, ma di volta in volta tutti gli organismi interni riceveranno puntuale comunicazione sui luoghi dei vari appuntamenti.

  • 8 aprile a Mori
  • 10 aprile a Tione
  • 11 aprile a Rallo
  • 15 aprile a Trento
  • 17 aprile a Predazzo

Per informazioni potete contattare la Sede scrivendo a: info@sat.tn.it

“Passione Montagna gioia e dolori”

Corso di prevenzione in valanga In programma il 6 dicembre

La Commissione Escursionismo della SAT Sezione di Trento, propone due appuntamenti informativi in vista della stagione invernale dedicati in particolar modo ai capi gita SAT ed ai frequentatori delle uscite scialpinistiche e con le ciaspole. Il primo appuntamento di carattere teorico ed il secondo una prova pratico-didattica.

Tema dei due incontri “Passione Montagna gioia e dolori”, giornate di lavoro rivolte alla prevenzione degli incidenti in valanga in aula e sul campo per i frequentatori della montagna innevata.

Si tratta di un breve corso tenuto dal Servizio Valanghe Italiano nella persona di Mauro Mazzola, aperto a tutti e gratuito. Il corso si svolgerà giovedì 6 dicembre alle ore 20.30 nella sala Pedrotti in Via Manci 57 a Trento.  La prova pratica con una breve escursione didattica, l’uso delle attrezzature di autosoccorso (ARTVA) e simulazioni in caso di incidente, si terrà presso il rifugio Viote del monte Bondone.

La data e l’orario terranno conto del numero degli iscritti e non meno importanti saranno le condizioni meteo.  In base a questi dati la data dell’uscita sarà decisa dai relatori del Servizio Valanghe e dalla Commissione Escursionismo della Sezione di Trento.

Porte aperte sul progetto Translagorai: tutta la cittadinanza è invitata

incontro pubblico giovedì 8 novembre 2018 ore 20.00 Spazio Alpino SAT

L’operazione ascolto ed approfondimento sia all’interno dei propri organismi interni, che al tavolo tecnico presso la PAT sul progetto TransLagorai, prosegue.

In questa fase in cui il dibattito è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, la SAT intende intraprendere un’operazione “porte aperte” sia nei confronti dei propri soci,  che di tutti coloro che vorranno conoscere nel dettaglio come è nata la richiesta di partecipazione della SAT da parte dei soggetti proponenti e con quali scopi la SAT ha accettato questa sfida, oltre a tutti gli aggiornamenti che emergono e che potranno emergere in futuro nei vari livelli di sviluppo del progetto.

Una iniziativa voluta dalla Presidente Anna Facchini per testimoniare quanto siano importanti per il sodalizio il dialogo ed il confronto, anche con la cittadinanza, perché quel processo partecipativo passato in sordina un anno e mezzo fa, possa finalmente trovare spazio.

A questo scopo la SAT ha convocato per giovedì 8 novembre alle 20, allo Spazio Alpino, in via Manci 57 a Trento, un incontro con la popolazione dedicato al progetto TransLagorai.

Tutti coloro che vorranno esporre le proprie opinioni, i propri dubbi, siano essi associazioni, alpinisti, soci SAT, o singoli cittadini appassionati di montagna, sono invitati a partecipare.

Libertà è partecipazione” – sostiene la Presidente - come recita una indimenticabile canzone di Giorgio Gaber, un enunciato nel quale crede e che intende iscrivere a metodo di lavoro del proprio mandato.

Non è la prima occasione di discussione pubblica che la SAT promuove, furono invitate a fine settembre tutte le associazioni ambientaliste del territorio, ma solo due parteciparono.

L’auspicio dunque è che chi scrive sui social, oppure lettere, ai quotidiani, alla SAT, possa partecipare ad un momento di confronto pubblico e aperto, che la SAT ritiene molto utile e importante.

La protesta tout court infatti, se non riesce a sfociare in uno scambio di opinioni e in un confronto sereno e costruttivo, è come un corso d’acqua ingrossato – osserva Facchini - che aumenta di dimensioni e di intensità man mano che scende a valle, creando solo danni, per usare una metafora relativa agli eventi degli ultimi giorni. Se invece il corso d’acqua troverà il proprio percorso e potrà sfociare nel proprio lago, io credo che nulla di così terribile potrà profilarsi all’orizzonte”.

Approfittiamo pertanto di questa comunicazione per rivolgere un invito – conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

“Porte aperte sul progetto Translagorai tutta la cittadinanza è invitata”

incontro pubblico giovedì 8 novembre 2018 ore 20.00 Spazio Alpino SAT

L’operazione ascolto ed approfondimento sia all’interno dei propri organismi interni, che al tavolo tecnico presso la PAT sul progetto TransLagorai, prosegue.

In questa fase in cui il dibattito è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, la SAT intende intraprendere un’operazione “porte aperte” sia nei confronti dei propri soci,  che di tutti coloro che vorranno conoscere nel dettaglio come è nata la richiesta di partecipazione della SAT da parte dei soggetti proponenti e con quali scopi la SAT ha accettato questa sfida, oltre a tutti gli aggiornamenti che emergono e che potranno emergere in futuro nei vari livelli di sviluppo del progetto.

Una iniziativa voluta dalla Presidente Anna Facchini per testimoniare quanto siano importanti per il sodalizio il dialogo ed il confronto, anche con la cittadinanza, perché quel processo partecipativo passato in sordina un anno e mezzo fa, possa finalmente trovare spazio.

A questo scopo la SAT ha convocato per giovedì 8 novembre alle 20, allo Spazio Alpino, in via Manci 57 a Trento, un incontro con la popolazione dedicato al progetto TransLagorai.

Tutti coloro che vorranno esporre le proprie opinioni, i propri dubbi, siano essi associazioni, alpinisti, soci SAT, o singoli cittadini appassionati di montagna, sono invitati a partecipare.

Libertà è partecipazione” – sostiene la Presidente - come recita una indimenticabile canzone di Giorgio Gaber, un enunciato nel quale crede e che intende iscrivere a metodo di lavoro del proprio mandato.

Non è la prima occasione di discussione pubblica che la SAT promuove, furono invitate a fine settembre tutte le associazioni ambientaliste del territorio, ma solo due parteciparono.

L’auspicio dunque è che chi scrive sui social, oppure lettere, ai quotidiani, alla SAT, possa partecipare ad un momento di confronto pubblico e aperto, che la SAT ritiene molto utile e importante.

La protesta tout court infatti, se non riesce a sfociare in uno scambio di opinioni e in un confronto sereno e costruttivo, è come un corso d’acqua ingrossato – osserva Facchini - che aumenta di dimensioni e di intensità man mano che scende a valle, creando solo danni, per usare una metafora relativa agli eventi degli ultimi giorni. Se invece il corso d’acqua troverà il proprio percorso e potrà sfociare nel proprio lago, io credo che nulla di così terribile potrà profilarsi all’orizzonte”.

Approfittiamo pertanto di questa comunicazione per rivolgere un invito – conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

6 settembre alle 19.30 allo Spazio Alpino SAT David Bellatalla e l’associazione ALTROVE presentano “Ande”

La prima traversata integrale della cordigliera delle Ande illustrata attraverso il racconto dell’autore e supportato dalle immagini realizzate durante il percorso

Il primo evento ospitato dello Spazio Alpino SAT a corredo della mostra dal titolo “Delicata Natura” è una serata dedicata ad una straordinaria avventura: la prima traversata integrale della cordigliera delle Ande.

 Nel corso della spedizione, durata 16 mesi, sono stati percorsi oltre 4.500 chilometri a piedi, attraverso le aree di maggior interesse naturalistico, alpinistico e archeologico della catena montuosa sudamericana.

Si è trattato della prima traversata integrale a livello mondiale, sino ad allora nessun gruppo di trekkers, o alpinisti aveva mai realizzato una tale impresa, che coniugava il trekking alle ascensioni alpinistiche e alla speleologia.

Dalla città di Ushuaia nella Terra del Fuoco sono stati attraversate le regioni montuose di Argentina, Cile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia sino a raggiungere le coste caraibiche del Venezuela. (gennaio 1989- fine marzo 1990). 

Non solo Parchi nazionali e rinomate vette, ma anche regioni andine meno conosciute ma di estremo interesse naturalistico e alpinistico.  Scopo della spedizione al di là dell’indubbio valore sportivo, è statala raccolta di materiale fotografico e video utilizzato per pubblicazioni e documentari.

Durante la spedizione sono state risalite le più importanti vette oltre i seimila metri di quota (tra cui la prima italiana al Parinacota (6.380 m.).

Alla spedizione hanno preso parte oltre all’autore, Paolo Fiorini (La Spezia) entomologo, Dino De Toffol (Belluno) documentarista e Daniele Sigismondi (La Spezia) speleologo.

“IL MONTE E LA CROCE” conferenza con i curatori della mostra Gianfranco Bettega e Marco Ongaro

Lunedì 27 agosto alle 18.00 Spazio Alpino SAT

Lunedì 27 agosto alle 18.00 allo Spazio Alpino della Casa sella SAT in via Manci, 57 a Trento, si terrà la conferenza a cura di Gianfranco Bettega e Marco Ongaro, su come nasce e con quali fonti storiche storico-artistiche è stata condotta la particolarissima ricerca che ha dato vita alla mostra “Il monte e la Croce”. Ad introdurre l’incontro la presidente di SAT  centrale Anna Facchini.

Oggi la memoria locale non conserva né il preciso significato, né la denominazione del pittogramma che unisce monte e croce. Non solo: anche la sua presenza è talora invisibile, persino ai proprietari degli edifici.

Questa mostra vuol riproporre all’attenzione di tutti (proprietari e residenti, ma anche ospiti e istituzioni) su un patrimonio epigrafico e simbolico che rischia l’oblio. Perciò le immagini esposte nella rassegna sono accompagnate da domande e ipotesi interpretative che sottolineano la ricchezza e le stratificazione di significati del simbolo.

 

 Gli autori:

Gianfranco Bettega, è nato e vive a  Primiero dove, da quarant’anni, svolge ricerche sulla storia del territorio, dell’architettura e sui segni del sacro.

 

Marco Ongaro, nato a Monza, vive a Primiero, dove è giunto quarant’anni or sono per una campagna fotografica sull’architettura locale e dove ha deciso di rimanere.

 

GRANDE GUERRA BIANCA

Il libro e il video mercoledì 25 luglio alle 18 allo Spazio Alpino SAT

Un viaggio per immagini dentro uno dei più grandi conflitti che la storia ricordi, combattuto con un altissimo tributo di morti e guerreggiato proprio sulle montagne del Trentino che segnavano il confine tra Italia ed Austria - Ungheria. Questo è il contenuto del bel volume per immagini dal titolo “GRANDE GUERRA BIANCA” di Stefano Torrione e Marco Gramola, presidente della Commissione Storica della SAT. Il libro, la cui pubblicazione è avvenuta grazie ad un progetto di crowdfunding da parte degli autori, verrà presentato mercoledì 25 luglio nello Spazio Alpino SAT, nella Casa della SAT in via Manci, 57 a Trento.

Oltre agli autori parteciperanno lo storico e pluripremiato Diego Leoni, Franco Marzatico, dirigente generale della Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento e la presidente SAT Anna Facchini. Un libro e l’anteprima di uno splendido filmato racconteranno al pubblico dello Spazio Alpino SAT quattro anni di ricognizioni: dal gruppo dell’Ortles Cevedale, all’Adamello, dalla Presanella al Tonale, dall’Alte Valli di Ledro, al sacro monte Pasubio, dall’Ortigara al Lagorai, dal Cauriol alla Marmolada, fino a Cima Undici e alla Croda Rossa, dove correva la linea del fronte più alta mai raggiunta da una guerra in terra europea.

16 giugno 2018 LE MOTIVAZIONI DI UN INCONTRO

la gioia di una salita collettiva verso un pensiero alto e un rifugio “Altissimo”

Il rifugio come luogo aperto, “accogliente” ed inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità.

Questo è il contesto culturale e ideale che ha guidato la SAT ed il Centro Astalli di Trento alla realizzazione di una giornata mondiale del rifugiato molto speciale, vissuta con la salita al rifugio Altissimo in programma sabato 16 giugno.

Una sorta di preludio al 20 giugno, data durante la quale   l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.

Nel presentare l’incontro la presidente SAT Anna Facchini ha definito giugno il mese della solidarietà in SAT: “Dopo le iniziative di Montagnaterapia, il 16 giugno abbiamo l’incontro con i migranti al rifugio- riferisce – ed il 21 giugno presenteremo il lavoro con l’Hospice Cima Verde. Ma anche altre sezioni e commissioni di SAT operano attivamente in questi ambiti la SUSAT (sezione universitaria SAT) con il progetto CIMA LIBERA TUTTI e la Commissione Cultura con la mostra allo Spazio Alpino sulle opere dei profughi dal titolo”IN VIAGGIO, LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMIGRAZIONE”, in programma a novembre 2018. L’attenzione verso la sofferenza, sia fisica, che mentale psicologica e sociale, insieme alla cultura ed alla formazione fanno parte dell’impego primario di SAT. Un impegno in termini di energie e di risorse che teniamo sempre al centro della nostra azione.

“Il rifugio Altissimo – dichiara Claudio Bassetti ex presidente SAT, che insieme a Stefano Graiff del Centro Astalli e Massimo Komaz, segretario Fondazione Sant’Ignazio ha ideato questa iniziativa – si trova in mezzo alle trincee della Prima Guerra Mondiale, che per noi rappresentano le tracce di un immenso dramma umano, ma che rischia di rimanere una iconografia di un passato molto lontano. Per chi oggi cerca un futuro, le trincee, le armi, i bombardamenti invece rappresentano il presente. Il Medio Oriente, come molti paesi asiatici ed il continente africano, alcune aree dell’America Latina, perfino in certi paesi dell’est europeo, sono costellati di conflitti: ambientali, tribali, climatici economici, politici e le analogie con i nostri conflitti, i nostri deportati, in Boemia, piuttosto che in Italia di cento anni fa, non vanno dimenticate. Semplicemente una volta si parlava di campi di concentramento, ora si parla di campi di detenzione, ma le condizioni di vita non cambiano di molto”.

Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento ha sottolineato “La montagna come paradigma della vita e del mondo di oggi. Perché la montagna ti impone una scelta: di fronte alla sua altezza ognuno può scegliere se rimanere a valle dove l’ombra ti ristora e il piano ti rassicura, e rende la vita più semplice e comoda, oppure se intraprendere il sentiero e salire fino lassù alla vetta dove il tuo sguardo si può perdere ad esplorare mondi e confini mai immaginati. Se decidi di fare la fatica di salire allora puoi poter godere di questo infinito, se rimani a valle di devi accontentare di sentirli narrati, o illustrati su immagini e fotografie. Ebbene la società di oggi ed il mondo oggi vive dinamiche che sono molto simili. – Osserva Graiff - Dietro le pareti che chiudono il nostro piccolo mondo, infatti, c’è un’umanità che non si arresta, che si muove spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più forte e più grande di ogni altra creatura: la speranza. Salire le vette può essere rischioso - ti dicono...ma se non vai oltre e accetti la sfida non potrai mai godere dell’infinito. Dietro le pareti non c’è solo un mondo, c’è la tua libertà, al tua dignità.

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – sostiene Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”.

Saranno circa 45 persone a mettersi in marcia verso l’Altissimo sabato 16 giugno, una ventina di rifugiati e richiedenti asilo, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato l’evento, allo storico Quinto Antonelli ed al Gruppo di Teatro Civile ed seguire il brindisi con la sezione SAT di Mori, prima del rientro a valle.

Una giornata di scambio di esperienza, di riflessione, di amicizia, nel tentativo di fare un po’ di luce, all’interno di un contesto globale dove i confini degli Stati sembrano assurgere a muri invalicabili non soltanto fisici, ma culturali, mentali e ideologici.

16 giugno 2018 LE MOTIVAZIONI DI UN INCONTRO

la gioia di una salita collettiva verso un pensiero alto e un rifugio “Altissimo”

Il rifugio come luogo aperto, “accogliente” ed inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità.

Questo è il contesto culturale e ideale che ha guidato la SAT ed il Centro Astalli di Trento alla realizzazione di una giornata mondiale del rifugiato molto speciale, vissuta con la salita al rifugio Altissimo in programma sabato 16 giugno.

Una sorta di preludio al 20 giugno, data durante la quale   l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.

Nel presentare l’incontro la presidente SAT Anna Facchini ha definito giugno il mese della solidarietà in SAT: “Dopo le iniziative di Montagnaterapia, il 16 giugno abbiamo l’incontro con i migranti al rifugio- riferisce – ed il 21 giugno presenteremo il lavoro con l’Hospice Cima Verde. Ma anche altre sezioni e commissioni di SAT operano attivamente in questi ambiti la SUSAT (sezione universitaria SAT) con il progetto CIMA LIBERA TUTTI e la Commissione Cultura con la mostra allo Spazio Alpino sulle opere dei profughi dal titolo”IN VIAGGIO, LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMIGRAZIONE”, in programma a novembre 2018. L’attenzione verso la sofferenza, sia fisica, che mentale psicologica e sociale, insieme alla cultura ed alla formazione fanno parte dell’impego primario di SAT. Un impegno in termini di energie e di risorse che teniamo sempre al centro della nostra azione.

“Il rifugio Altissimo – dichiara Claudio Bassetti ex presidente SAT, che insieme a Stefano Graiff del Centro Astalli e Massimo Komaz, segretario Fondazione Sant’Ignazio ha ideato questa iniziativa – si trova in mezzo alle trincee della Prima Guerra Mondiale, che per noi rappresentano le tracce di un immenso dramma umano, ma che rischia di rimanere una iconografia di un passato molto lontano. Per chi oggi cerca un futuro, le trincee, le armi, i bombardamenti invece rappresentano il presente. Il Medio Oriente, come molti paesi asiatici ed il continente africano, alcune aree dell’America Latina, perfino in certi paesi dell’est europeo, sono costellati di conflitti: ambientali, tribali, climatici economici, politici e le analogie con i nostri conflitti, i nostri deportati, in Boemia, piuttosto che in Italia di cento anni fa, non vanno dimenticate. Semplicemente una volta si parlava di campi di concentramento, ora si parla di campi di detenzione, ma le condizioni di vita non cambiano di molto”.

Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento ha sottolineato “La montagna come paradigma della vita e del mondo di oggi. Perché la montagna ti impone una scelta: di fronte alla sua altezza ognuno può scegliere se rimanere a valle dove l’ombra ti ristora e il piano ti rassicura, e rende la vita più semplice e comoda, oppure se intraprendere il sentiero e salire fino lassù alla vetta dove il tuo sguardo si può perdere ad esplorare mondi e confini mai immaginati. Se decidi di fare la fatica di salire allora puoi poter godere di questo infinito, se rimani a valle di devi accontentare di sentirli narrati, o illustrati su immagini e fotografie. Ebbene la società di oggi ed il mondo oggi vive dinamiche che sono molto simili. – Osserva Graiff - Dietro le pareti che chiudono il nostro piccolo mondo, infatti, c’è un’umanità che non si arresta, che si muove spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più forte e più grande di ogni altra creatura: la speranza. Salire le vette può essere rischioso - ti dicono...ma se non vai oltre e accetti la sfida non potrai mai godere dell’infinito. Dietro le pareti non c’è solo un mondo, c’è la tua libertà, al tua dignità.

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – sostiene Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”.

Saranno circa 45 persone a mettersi in marcia verso l’Altissimo sabato 16 giugno, una ventina di rifugiati e richiedenti asilo, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato l’evento, allo storico Quinto Antonelli ed al Gruppo di Teatro Civile ed seguire il brindisi con la sezione SAT di Mori, prima del rientro a valle.

Una giornata di scambio di esperienza, di riflessione, di amicizia, nel tentativo di fare un po’ di luce, all’interno di un contesto globale dove i confini degli Stati sembrano assurgere a muri invalicabili non soltanto fisici, ma culturali, mentali e ideologici.

L’altolà di SAT ai Quad rimane

anche nei confronti del raduno 2018, nel rammarico di appelli caduti nel vuoto, l’aspetto positivo riguarda il fatto che il fronte della necessità di regolamentazione si sta allargando

Lo scorso anno in merito al raduno dei Quad SAT definì la manifestazione “una vera e propria aggressione alla montagna”.

Sul fronte delle tre province interessate  alla manifestazione motoristica si fece anche di più: venne redatto un documento sottoscritto dalle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica Patrimonio Unesco, composta da SAT e dai Gruppi CAI Regionale del Veneto, Regionale Friuli Venezia Giulia,  Provinciale Alto Adige ed Alpenverein Sudtirol, nel quale veniva rivolto un accorato  appello alle amministrazioni pubbliche per una netta inversione  di marcia relativamente al rilascio di autorizzazioni per raduni motoristici in zone delicate dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

 E’  notizia di questi giorni che il raduno dei Quad in quota si ripeterà anche durante questo weekend, con le modalità dello scorso anno, toccando diversi percorsi forestali nella zona di Falcade ed in altri Comuni delle valli di Fiemme e Fassa.

Gli appelli e le prese di posizione di coloro che in montagna operano, ristrutturando rifugi, sistemando sentieri, dove le strade forestali sono concepite come accessi di servizio a chi deve operare per conservare e tutelare un Bene comune, cadono dunque nel vuoto e  vengono totalmente ignorati.

Malgrado tutto ciò però qualcosa si sta muovendo.

La novità consiste nel fatto che Fondazione Dolomiti UNESCO, piattaforma per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative a livello interregionale, anche sulla scorta delle forti prese di posizione dello scorso anno (con tanto di manifestazioni sul posto durante il raduno delle moto a quattro ruote da parte delle associazioni ambientaliste) ha costituito un tavolo di lavoro, al quale partecipano SAT, CAI Veneto, CAI Friuli Venezia Giulia Alpenverein, Montain Wilderness e Cipra Italia.

Un primo risultato del tavolo, la mappatura della normativa vigente nei territori che condividono il Bene, affronta diversi temi (Voli turistici in elicottero, gare motoristiche in quota, mobilità in zone delicate, le biciclette in montagna). A proposito di gare e raduni motoristici la proposta degli ambientalisti è di invitare i Comuni ad “impedire raduni (quad, motociclette, jeep, motoslitte) in territorio Dolomiti UNESCO, in aree Core e Buffer, ZPS, SIC, Rete Natura 2000 anche esterne o comunque prossime al Patrimonio.

Il tavolo è all’inizio del suo percorso, che coinvolgerà diversi portatori di interesse per approdare a linee guida condivise.

Recentemente infatti il Consiglio Provinciale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a definire “chiare linee guida per l’individuazione di attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani”.

Di più: nel corso dell’ultimo incontro della cabina di regia delle Aree Protette (alla quale SAT partecipa) si è deciso di collaborare con il gruppo di Lavoro di Fondazione Dolomiti UNESCO. Durante il prossimo incontro il 21 giugno prossimo, la cabina di regia esaminerà alcuni studi e proposte sulle quali iniziare a lavorare.

Dalla protesta “tout court”, si passa dunque alla proposta per definire l’azione e  l’impegno di SAT con le proprie Commissioni (Sentieri e Tutela Ambiente Montano) sarà concreto, come in passato, anche per stringere i tempi sulle decisioni.

L’auspicio è che da parte della pubblica amministrazione si arrivi finalmente all’assunto che il concetto di limite non deve essere più soltanto uno slogan da usare negli incontri e sui tavoli di lavoro, ma in prima istanza consapevolezza nei confronti di un ambiente fragile e sempre più sottomesso al concetto di intrattenimento fine a stesso.

In seconda battuta si auspica coerenza nell’azione legislativa e soprattutto culturale nei confronti di territori che vivono di turismo, ma che spesso dimenticano il loro obbiettivo primario: promuovere un ambiente alpino autentico, che nulla ha a che vedere con altre tipologie di offerta turistica quali i parchi divertimento.

 

 

"Jeep Camp 2019 : i motivi per dire no"

La SAT sottoscrive il documento dei componenti del Comitato di Gestione del Parco di Paneveggio Nicola Chiavarelli ed Ettore Sartori

Nel corso del Comitato di Gestione del 6 maggio scorso è stato ammesso all’ordine del giorno e discusso un documento a firma di Nicola Chiavarelli, rappresentante del comune di Primiero all’interno del Parco di Paneveggio – Pale di S. Martino, di Anna Facchini presidente della SAT e rappresentante del sodalizio all’interno dell’Ente Parco e di Ettore Sartori di Italia Nostra e rappresentante delle Associazioni Ambientaliste.

La presidente della SAT Facchini ha sostenuto il documento richiamando le  linee guida   della SAT e del Consiglio Centrale,   che già in passato avevano stigmatizzato una propria posizione  sulle manifestazioni motoristiche in quota'.

Il documento ha suscitato un ampio dibattito e riscosso altrettanto consenso, sia da parte del Presidente del Parco Silvio Grisotto, che di altri membri, i quali sono a vario titolo intervenuti in modo significativo.  

“La dimensione della riflessione che vi chiediamo di sostenere nei confronti del JEEP CAMP 2019 – si legge nella nota - non riguarda solo la verifica di rispetto dei confini territoriali e di sole competenze amministrativo geografiche, riguarda la tutela dei confini culturali di un’idea. E’ un evento che chiede una attenta valutazione non solo del suo impatto ambientale, ma anche “valoriale”, il cui effetto è dirompente in termini di perdita di identità e funzione degli ambiti montani. Pur riconoscendo la necessità economica e sociale della fruizione turistico- ricreativa e sportiva in ambiente naturale, riteniamo necessario mettere l’accento sul tema della distorsione culturale sottesa a questi eventi, ossia l’idea di una montagna usata come sfondo per una cultura urbana esclusivamente consumistica in aperto conflitto con quella alpina. Eventi che possono apparire economicamente remunerativi se valutati nel breve periodo – ha sostenuto Nicola Chiavarelli durante la lettura della domanda di attualità - ma che sono del tutto privi di prospettiva e sostenibilità ambientale, economica e sociale se valutati nel medio e lungo termine. Nel rifiutare la manifestazione, le Dolomiti Bellunesi e Val di Fassa hanno intuito l’evidente volano negativo alla propria immagine. Ora è la Comunità del Primiero ad essere chiamata ad operare una scelta di campo, tra la promozione dei valori identitari della montagna - quali silenzio, natura, equilibrio - e una cultura consumistica che riduce le Alpi a “fondale per attività” e le utilizza e le promuove alla stregua di un parco divertimenti.

 

Se parte del Primiero è disposta a s-vendersi pur di far parlare di sé, l’Ente Parco deve attivarsi al fine di promuovere la condivisione della mission di salvaguardia nella quale c’è il possibile, eccezionale rilancio. Di fronte ad un decisore pubblico che non ha la coscienza della propria identità particolare, che non ha ancora maturato una visione culturale di insieme - conclude il consigliere comunale di Primiero - l’Ente Parco può e deve richiamare il senso di questo confine, entro il quale gravita, si costruisce e deve essere coltivato il senso di orgoglio e di appartenenza di una Comunità ad un Territorio. Un territorio che ha queste potenzialità naturali, uniche, straordinarie va accompagnato a trovare una propria via. Accogliere tra le Pale di San Martino - nella Green Way Primiero – 600 SUV fuoristrada con cilindrate fino a 280 CV, con motore a scoppio… capirete, equivale a: 600 NO GRAZIE L’Ente Parco, interlocutore privilegiato della Comunità di Primiero, deve proporre il proprio netto, forte invito al rifiuto nei confronti di azioni come questa:  di arrogante approccio motoristico. E’ quello che ci aspettiamo suggeriate assieme a noi - ribadisce -   con grande fermezza culturale – al Comune di Primiero San Martino di Castrozza ed all’APT.

 

L'immagine pubblicata è del giornale on line "LA VOCE DEL TRENTINO"

 

 

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