Mostra e serata "Fabio Stedile... passi dell'anima oltre le vette"

Sabato 22 febbraio ore 20.30 serata a ricordo dell'alpinista a cura della SAT di Aldeno in collaborazione con la Biblioteca della Montagna SAT

La SAT, sezione di Aldeno in collaborazione con la Biblioteca della Montagna e con il patrocinio del Comune di Aldeno, organizzano una mostra dedicata a Fabio Stedile.

Dopo il successo della mostra allestita  alla Casa della SAT l'autunno scorso e delle serate organizzate  per ricordare i 25 anni dalla prematura scomparsa di Fabio, la sezione locale e il paese di origine di Stedile, non si sono lasciati sfuggire l'occasione di ospitare la splendida mostra fotografica che traccia in sintesi il suo passaggio terreno. Un passaggio costellato di spedidizioni, scalate, voli in parapendio, amicizie e importanti collaborazioni.

L'esposizione verrà inauguara il 15 febbraio alle 11.00 nella sala Consiliare del Comune di Aldeno e rimarrà visitabile fino al 28 febbraio, con orari divesi come indicato nella locandina.

Inoltre sabato  22 febbraio, alle 20.30, al Teatro Comunale di Aldeno è in programma una serata, dove a ricordare Fabio saranno proprio gli amici più cari, compagni di cordata, di lavoro, di spedizione.

A presentare  da Riccardo Decarli, bibliotecario SAT e curatore insieme a Erica Valenti della mostra ospitata lo scorso anno in SAT sede Centrale.

 

 

 

Fabio Osti, l'amico degli orsi

A dieci anni dalla morte il 21 febbraio prossimo una serata per ricordare il suo impegno

Sono passati esattamente 10 anni dalla scomparsa di Fabio Osti, uno dei massimi esperti relativamente alla presenza e al monitoraggio della popolazione ursina del Trentino dal 1972 fino al 1999, data in cui venne approvato il progetto di ripopolamento noto come "Life Ursus".

Insignito di numerosi riconoscimenti per il rigore scientifico e la ricchezza iconografica  delle sue pubblicazioni, Osti fu un naturalista appassionato,  non solo nello studio dell'orso bruno trentino, ma  negli ultimi tempi del suo incarico si dedicò con grande dedizione anche   alla ornitologia del Trentino.

A ricordare Fabio Osti venerdì 21 febbraio alla Casa della SAT in via Manci 57, a Trento, alle 20.30  saranno presenti Paolo Pedrini conservatore responsabile nella Zoologia dei vertebrati presso il Muse e Claudio Groff responsabile del settore grandi Carnivori presso il Servizio Foreste della Provincia.

Nel corso della serata verrà anche proiettato il film" Die letzen Baren in den Alpen", di Josef  Schwellensattl, il  regista parteciperà all'incontro.

 

"Buone pratiche in ambiente innevato"

Venerdì 21 febbraio 2020 Casa della SAT via Manci, 57 a Trento - 1° piano sezione di Trento

La SUSAT organizza una serata gratuita e aperta a tutti dal titolo "Buone pratiche in ambiente innevato".

L'evento avrà luogo venerdì 21 febbraio, alle 20.00, alla Casa della SAT, in via Manci 57 a Trento, in sala Pedrotti (1° piano).

La montagna in inverno ha un fascino particolare, e ci fa godere di una natura trasformata, dove anche luoghi molto conosciuti possono apparire completamente nuovi. 

Le escursioni in ambiente innevato vanno quindi affrontate in sicurezza, con la consapevolezza dei rischi che si possono correre e gli strumenti per potervi fare fronte.

Questo incontro si propone di dare le conoscenza base per comprendere i potenziali rischi e le principali procedure in caso di necessità.

 

Sezione SUSAT

"Il monito della Ninfea" un bel volume sulla tempesta Vaia di Michele Nardelli e Diego Cason

Giovedì 27 febbraio alle 18.00 allo Spazio alpino SAT, in via Manci 57 a Trento

Si terrà giovedì 27 febbraio la presentazione del libro di Diego Cason – Michele Nardelli dal titolo "Il monito della ninfea Vaia, la montagna, il limite"- Bertelli editore, 2020

«E' un libro singolare e necessario, questo: un'analisi esatta e puntigliosa di cause ed effetti di quelle ore di tregenda … il libro è anche un affascinante quadro delle culture che si scontrano sulla scena del mondo attuale, la dissipativa, estrattiva, arrogante e incurante, che è all'origine della crisi ambientale e climatica e del dissesto degli ecosistemi, e la ricca, complessa, articolata, stratificata e decentrata cultura, fatta di saperi radicati nei luoghi, di pratiche sviluppate per tentativi e osservazioni lungo millenni, che dell'equilibrio con la “casa” comune ... ha fatto sempre il proprio centro (il proprio cuore e il proprio cervello)».

Le parole della prefazione di Gianfranco Bettin vanno all'essenza del prezioso lavoro editoriale di Diego Cason e Michele Nardelli dedicato alla tempesta Vaia che nei giorni di fine ottobre 2018 ha devastato l'area dolomitica, proponendo uno sguardo lungo che accomuna questa ad altre tragedie ambientali, dall'acqua alta nella laguna di Venezia al fuoco che devasta il continente australiano. Rifuggendo l'approccio emergenziale che rincorre gli eventi anziché affrontarli alla radice.

Questo anche il significato di un titolo suggestivo e quasi enigmatico, “Il monito della ninfea”, magistralmente proposto dal filosofo Remo Bodei in uno dei suoi ultimi saggi prima di andarsene da questo mondo:

«... resta pur sempre valido il monito espresso dall'immagine della ninfea che raddoppia quotidianamente le sue dimensioni, di modo che, il giorno che precede la copertura dell'intera superficie dello stagno la metà ne resta ancora scoperta, per cui quasi nessuno, alla vista di tanto spazio libero, è portato intimamente a credere all'imminenza della catastrofe».

 

Campo Estivo dell'Alpinismo Giovanile in collaborazione con la Sezione CAI di Roma

Dall'11 al 18 luglio la SAT Sezione di Trento organizza il Campo Estivo dell'Alpinismo Giovanile in collaborazione con la Sezione CAI di Roma.

I ragazzi e le ragazze saranno accolti nella struttura di Villa Gregoriana ad Auronzo di Cadore, da dove è possibile effettuare numerose escursioni nei dintorni in una delle zone più spettacolari delle Dolomiti, che comprende le Tre Cime di Lavaredo, la foresta di Somadida, le vette del Cristallo, del Sorapiss e le selvagge Marmarole.

I ragazzi e le ragazze saranno coinvolti in numerose attività con coetanei e sperimenteranno varie tecniche alpinistiche in un contesto ludico e di socializzazione.

Il costo è di Euro 350 per ragazzo/a e gli iscritti alla Sezione di Trento potranno beneficiare di un contributo di Euro 150, messo a disposizione dalla Sezione stessa. Comprende la pensione completa in regime di autogestione, per cui i ragazzi/e saranno coinvolti nella somministrazione dei pasti e collaboreranno al mantenimento degli spazi comuni. I ragazzi/e saranno accompagnati da volontari della Sezione di Trento, che saranno costantemente con loro e supervisioneranno tutte le attività.

Il campo sarà effettuato con un minimo di 15 iscritti. Possono partecipare tutti gli iscritti SAT/CAI dagli 8 ai 18 anni.

Per partecipare è necessario comunicare l’adesione all’e-mail ag.sattrento@gmail.com, e versare un acconto di Euro 30 entro il 29/02/2020 esclusivamente tramite IBAN:

IT06Y0830401807000007772372 (NOTA BENE scrivere sempre la cifra 0 (zero) mai la lettera O!)

Causale del versamento: Cognome e nome del ragazzo/a - campo estivo AG 2020

 

Grande Nord, sogno e avventura, a cura della sezione di Lavis

Venerdì 21 febbraio, alle 20.30 all'Auditorium Comunale di Lavis

Il racconto della spedizione di Maurizio Belli e Fulvio Giovannini, dal Canada all'Alaska per 7.000 chilometri.

Una serata all'insegna dei viaggi avventurosi e dell'esplorazione in condizioni estreme, organizzata dalla sezione SAT di Lavis

Alberi, mestieri e passioni, la mostra a cura della Fondazione Museo Civico di Rovereto in collaborazione con il Parco di Paneveggio Pale di S. Martino

Venerdi 21 febbraio, 18.30 Museo di Scienze e Archeologia, Borgo S. Caterina, 41 Rovereto

Nell'ambito dell'evento alle ore 17.30 è possibile prenotare l visita guidata alla mostra "Ci vuole un fiore- la flora del Trentino ieri oggi e domani".

Custodi di Montagna - Volontariato dal mondo SAT

La puntata di mercoledì 26 febbraio 2020

Chi più alto sale, più lontano vede; chi più lontano vede, più a lungo sogna" (Walter Bonatti)

Sono  35 i rifugi di proprietà della Società degli Alpinisti Tridentini che rappresentano un patrimonio per tutta la comunità trentina. Oltre a questi 16 bivacchi e altre strutture di appoggio affidate e gestite dalle sezioni sul territorio. Per poterne usufruire, d'estate come d'inverno ogni anno l'ufficio tecnico, in collaborazione con la Commissione Rifugi Sat, si occupa del monitoraggio, della valutazione, della gestione e della ristrutturazione delle strutture alpine. Piccole attenzioni di manutenzione ordinaria per offrire agli escursionisti un servizio sempre più curato e attento. 
A "CUSTODI DI MONTAGNA - volontariato dal mondo SAT"  ne parliamo con SANDRO MAGNONI che è presidente della Commissione Rifugi ed a PAOLO PEZZEDI che è presidente della  SUSAT, la sezione universitaria, che ha in affido il Rifugio Torquato Taramelli, in Val Monzoni. 
STAY TUNED! ...mercoledì 26 febbraio alle 13.20 su Rai Radio 1 Trentino Alto Adige. 

  • Puoi ascoltarci alla radio sulle frequenze FM 88.6 - 87.9 - 91.00 - 91.3

I CUSTODI DELLA MONTAGNA - VOLONTARIATO DAL MONDO SAT  è a cura della Struttura Programmi della sede Rai di Trento, per la regia di Stefano Uccia, conduzione e collaborazione di Silvia Gadotti. 

Tracce sulla neve tra rischio, divertimento e cambiamenti climatici

Venerdì 28 febbraio 2020, Biblioteca Comunale di Cavalese in via G. Marconi 10 a cura della Commissione Alpinismo SAT

La Commissione Scuole di Alpinismo e Scialpinismo della SAT sede centrale ha programmato un calendario di serate nelle sezioni del territorio trentino per affrontare il tema del rischio valanghe e cambiamenti climatici. Il quinto appuntamento in programma è previsto a Cavalese, venerdì 28 febbraio alle 20.30 presso la Biblioteca Comunale di Cavalese, via G. Marconi, 10..

 Interessanti e di strettissima attualità i temi che verranno proposti, sui quali la Commissione Scuole di Alpinismo ha ritenuto fondamentale trasferire anche sul territorio e nelle sedi sezionali aggiornamenti e "istruzioni per l'uso, " alla luce dei fortissimi cambiamenti che il clima esercita sui versanti delle montagne.

Il relatore del prossimo venerdì sarà Giovanni Galatà, presidente della Commissione, istruttore di scialpinismo CAI ed esperto in neve e valanghe.

La Commissione auspica la massima partecipazione, anche da parte degli amici escursionisti e scialpinisti, data l'importanza degli argomenti proposti, anche alla luce di una situazione neve quest’anno con caratteristiche particolari.

 

La serata è a ingresso libero

UFFICIO STAMPA SAT

Elena Baiguera Beltrami

giornalista

cell.338.7982232

e mail: ufficiostampasat@gmail.com

 

 

Ai nastri di partenza il "Percorso partecipato di avvicinamento al Congresso Sat 2019"

Una serie di incontri che la Sede Centrale organizza con le sezioni dal titolo “La frequentazione della montagna- orientamenti, prospettive, scenari futuri”

Qual è la montagna che vogliamo? In che modo vogliamo che venga frequentata? E noi come la frequentiamo? Quale montagna vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi? Quali indicatori abbiamo attualmente per ipotizzare come sarà frequentata? 

Il prossimo autunno il tema del Congresso della SAT affronterà esattamente questi interrogativi ed il titolo sarà appunto “La frequentazione della montagna”.

“A tutte queste domande risponderemo insieme – ha dichiarato Elena Guella – vicepresidente SAT, nel predisporre il calendario degli incontri - con un processo partecipativo che parta dal basso e che possa provare a definire i temi, gli argomenti, le istanze, che confluiranno del nostro Congresso annuale”.

E saranno proprio i dirigenti di SAT Sede Centrale ad andare sui territori, cercando di raccogliere impressioni, indicazioni e suggerimenti per poi arrivare alla sintesi in sede congressuale.

Di seguito le sedi degli incontri che si svolgeranno sempre alle 20.00, alcuni dei quali organizzati nelle sedi delle sezioni come il primo in programma a Mori, già fissato nella sede della sezione, ma di volta in volta tutti gli organismi interni riceveranno puntuale comunicazione sui luoghi dei vari appuntamenti.

  • 8 aprile a Mori
  • 10 aprile a Tione
  • 11 aprile a Rallo
  • 15 aprile a Trento
  • 17 aprile a Predazzo

Per informazioni potete contattare la Sede scrivendo a: info@sat.tn.it

“Passione Montagna gioia e dolori”

Corso di prevenzione in valanga In programma il 6 dicembre

La Commissione Escursionismo della SAT Sezione di Trento, propone due appuntamenti informativi in vista della stagione invernale dedicati in particolar modo ai capi gita SAT ed ai frequentatori delle uscite scialpinistiche e con le ciaspole. Il primo appuntamento di carattere teorico ed il secondo una prova pratico-didattica.

Tema dei due incontri “Passione Montagna gioia e dolori”, giornate di lavoro rivolte alla prevenzione degli incidenti in valanga in aula e sul campo per i frequentatori della montagna innevata.

Si tratta di un breve corso tenuto dal Servizio Valanghe Italiano nella persona di Mauro Mazzola, aperto a tutti e gratuito. Il corso si svolgerà giovedì 6 dicembre alle ore 20.30 nella sala Pedrotti in Via Manci 57 a Trento.  La prova pratica con una breve escursione didattica, l’uso delle attrezzature di autosoccorso (ARTVA) e simulazioni in caso di incidente, si terrà presso il rifugio Viote del monte Bondone.

La data e l’orario terranno conto del numero degli iscritti e non meno importanti saranno le condizioni meteo.  In base a questi dati la data dell’uscita sarà decisa dai relatori del Servizio Valanghe e dalla Commissione Escursionismo della Sezione di Trento.

Porte aperte sul progetto Translagorai: tutta la cittadinanza è invitata

incontro pubblico giovedì 8 novembre 2018 ore 20.00 Spazio Alpino SAT

L’operazione ascolto ed approfondimento sia all’interno dei propri organismi interni, che al tavolo tecnico presso la PAT sul progetto TransLagorai, prosegue.

In questa fase in cui il dibattito è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, la SAT intende intraprendere un’operazione “porte aperte” sia nei confronti dei propri soci,  che di tutti coloro che vorranno conoscere nel dettaglio come è nata la richiesta di partecipazione della SAT da parte dei soggetti proponenti e con quali scopi la SAT ha accettato questa sfida, oltre a tutti gli aggiornamenti che emergono e che potranno emergere in futuro nei vari livelli di sviluppo del progetto.

Una iniziativa voluta dalla Presidente Anna Facchini per testimoniare quanto siano importanti per il sodalizio il dialogo ed il confronto, anche con la cittadinanza, perché quel processo partecipativo passato in sordina un anno e mezzo fa, possa finalmente trovare spazio.

A questo scopo la SAT ha convocato per giovedì 8 novembre alle 20, allo Spazio Alpino, in via Manci 57 a Trento, un incontro con la popolazione dedicato al progetto TransLagorai.

Tutti coloro che vorranno esporre le proprie opinioni, i propri dubbi, siano essi associazioni, alpinisti, soci SAT, o singoli cittadini appassionati di montagna, sono invitati a partecipare.

Libertà è partecipazione” – sostiene la Presidente - come recita una indimenticabile canzone di Giorgio Gaber, un enunciato nel quale crede e che intende iscrivere a metodo di lavoro del proprio mandato.

Non è la prima occasione di discussione pubblica che la SAT promuove, furono invitate a fine settembre tutte le associazioni ambientaliste del territorio, ma solo due parteciparono.

L’auspicio dunque è che chi scrive sui social, oppure lettere, ai quotidiani, alla SAT, possa partecipare ad un momento di confronto pubblico e aperto, che la SAT ritiene molto utile e importante.

La protesta tout court infatti, se non riesce a sfociare in uno scambio di opinioni e in un confronto sereno e costruttivo, è come un corso d’acqua ingrossato – osserva Facchini - che aumenta di dimensioni e di intensità man mano che scende a valle, creando solo danni, per usare una metafora relativa agli eventi degli ultimi giorni. Se invece il corso d’acqua troverà il proprio percorso e potrà sfociare nel proprio lago, io credo che nulla di così terribile potrà profilarsi all’orizzonte”.

Approfittiamo pertanto di questa comunicazione per rivolgere un invito – conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

“Porte aperte sul progetto Translagorai tutta la cittadinanza è invitata”

incontro pubblico giovedì 8 novembre 2018 ore 20.00 Spazio Alpino SAT

L’operazione ascolto ed approfondimento sia all’interno dei propri organismi interni, che al tavolo tecnico presso la PAT sul progetto TransLagorai, prosegue.

In questa fase in cui il dibattito è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, la SAT intende intraprendere un’operazione “porte aperte” sia nei confronti dei propri soci,  che di tutti coloro che vorranno conoscere nel dettaglio come è nata la richiesta di partecipazione della SAT da parte dei soggetti proponenti e con quali scopi la SAT ha accettato questa sfida, oltre a tutti gli aggiornamenti che emergono e che potranno emergere in futuro nei vari livelli di sviluppo del progetto.

Una iniziativa voluta dalla Presidente Anna Facchini per testimoniare quanto siano importanti per il sodalizio il dialogo ed il confronto, anche con la cittadinanza, perché quel processo partecipativo passato in sordina un anno e mezzo fa, possa finalmente trovare spazio.

A questo scopo la SAT ha convocato per giovedì 8 novembre alle 20, allo Spazio Alpino, in via Manci 57 a Trento, un incontro con la popolazione dedicato al progetto TransLagorai.

Tutti coloro che vorranno esporre le proprie opinioni, i propri dubbi, siano essi associazioni, alpinisti, soci SAT, o singoli cittadini appassionati di montagna, sono invitati a partecipare.

Libertà è partecipazione” – sostiene la Presidente - come recita una indimenticabile canzone di Giorgio Gaber, un enunciato nel quale crede e che intende iscrivere a metodo di lavoro del proprio mandato.

Non è la prima occasione di discussione pubblica che la SAT promuove, furono invitate a fine settembre tutte le associazioni ambientaliste del territorio, ma solo due parteciparono.

L’auspicio dunque è che chi scrive sui social, oppure lettere, ai quotidiani, alla SAT, possa partecipare ad un momento di confronto pubblico e aperto, che la SAT ritiene molto utile e importante.

La protesta tout court infatti, se non riesce a sfociare in uno scambio di opinioni e in un confronto sereno e costruttivo, è come un corso d’acqua ingrossato – osserva Facchini - che aumenta di dimensioni e di intensità man mano che scende a valle, creando solo danni, per usare una metafora relativa agli eventi degli ultimi giorni. Se invece il corso d’acqua troverà il proprio percorso e potrà sfociare nel proprio lago, io credo che nulla di così terribile potrà profilarsi all’orizzonte”.

Approfittiamo pertanto di questa comunicazione per rivolgere un invito – conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

6 settembre alle 19.30 allo Spazio Alpino SAT David Bellatalla e l’associazione ALTROVE presentano “Ande”

La prima traversata integrale della cordigliera delle Ande illustrata attraverso il racconto dell’autore e supportato dalle immagini realizzate durante il percorso

Il primo evento ospitato dello Spazio Alpino SAT a corredo della mostra dal titolo “Delicata Natura” è una serata dedicata ad una straordinaria avventura: la prima traversata integrale della cordigliera delle Ande.

 Nel corso della spedizione, durata 16 mesi, sono stati percorsi oltre 4.500 chilometri a piedi, attraverso le aree di maggior interesse naturalistico, alpinistico e archeologico della catena montuosa sudamericana.

Si è trattato della prima traversata integrale a livello mondiale, sino ad allora nessun gruppo di trekkers, o alpinisti aveva mai realizzato una tale impresa, che coniugava il trekking alle ascensioni alpinistiche e alla speleologia.

Dalla città di Ushuaia nella Terra del Fuoco sono stati attraversate le regioni montuose di Argentina, Cile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia sino a raggiungere le coste caraibiche del Venezuela. (gennaio 1989- fine marzo 1990). 

Non solo Parchi nazionali e rinomate vette, ma anche regioni andine meno conosciute ma di estremo interesse naturalistico e alpinistico.  Scopo della spedizione al di là dell’indubbio valore sportivo, è statala raccolta di materiale fotografico e video utilizzato per pubblicazioni e documentari.

Durante la spedizione sono state risalite le più importanti vette oltre i seimila metri di quota (tra cui la prima italiana al Parinacota (6.380 m.).

Alla spedizione hanno preso parte oltre all’autore, Paolo Fiorini (La Spezia) entomologo, Dino De Toffol (Belluno) documentarista e Daniele Sigismondi (La Spezia) speleologo.

“IL MONTE E LA CROCE” conferenza con i curatori della mostra Gianfranco Bettega e Marco Ongaro

Lunedì 27 agosto alle 18.00 Spazio Alpino SAT

Lunedì 27 agosto alle 18.00 allo Spazio Alpino della Casa sella SAT in via Manci, 57 a Trento, si terrà la conferenza a cura di Gianfranco Bettega e Marco Ongaro, su come nasce e con quali fonti storiche storico-artistiche è stata condotta la particolarissima ricerca che ha dato vita alla mostra “Il monte e la Croce”. Ad introdurre l’incontro la presidente di SAT  centrale Anna Facchini.

Oggi la memoria locale non conserva né il preciso significato, né la denominazione del pittogramma che unisce monte e croce. Non solo: anche la sua presenza è talora invisibile, persino ai proprietari degli edifici.

Questa mostra vuol riproporre all’attenzione di tutti (proprietari e residenti, ma anche ospiti e istituzioni) su un patrimonio epigrafico e simbolico che rischia l’oblio. Perciò le immagini esposte nella rassegna sono accompagnate da domande e ipotesi interpretative che sottolineano la ricchezza e le stratificazione di significati del simbolo.

 

 Gli autori:

Gianfranco Bettega, è nato e vive a  Primiero dove, da quarant’anni, svolge ricerche sulla storia del territorio, dell’architettura e sui segni del sacro.

 

Marco Ongaro, nato a Monza, vive a Primiero, dove è giunto quarant’anni or sono per una campagna fotografica sull’architettura locale e dove ha deciso di rimanere.

 

GRANDE GUERRA BIANCA

Il libro e il video mercoledì 25 luglio alle 18 allo Spazio Alpino SAT

Un viaggio per immagini dentro uno dei più grandi conflitti che la storia ricordi, combattuto con un altissimo tributo di morti e guerreggiato proprio sulle montagne del Trentino che segnavano il confine tra Italia ed Austria - Ungheria. Questo è il contenuto del bel volume per immagini dal titolo “GRANDE GUERRA BIANCA” di Stefano Torrione e Marco Gramola, presidente della Commissione Storica della SAT. Il libro, la cui pubblicazione è avvenuta grazie ad un progetto di crowdfunding da parte degli autori, verrà presentato mercoledì 25 luglio nello Spazio Alpino SAT, nella Casa della SAT in via Manci, 57 a Trento.

Oltre agli autori parteciperanno lo storico e pluripremiato Diego Leoni, Franco Marzatico, dirigente generale della Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento e la presidente SAT Anna Facchini. Un libro e l’anteprima di uno splendido filmato racconteranno al pubblico dello Spazio Alpino SAT quattro anni di ricognizioni: dal gruppo dell’Ortles Cevedale, all’Adamello, dalla Presanella al Tonale, dall’Alte Valli di Ledro, al sacro monte Pasubio, dall’Ortigara al Lagorai, dal Cauriol alla Marmolada, fino a Cima Undici e alla Croda Rossa, dove correva la linea del fronte più alta mai raggiunta da una guerra in terra europea.

16 giugno 2018 LE MOTIVAZIONI DI UN INCONTRO

la gioia di una salita collettiva verso un pensiero alto e un rifugio “Altissimo”

Il rifugio come luogo aperto, “accogliente” ed inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità.

Questo è il contesto culturale e ideale che ha guidato la SAT ed il Centro Astalli di Trento alla realizzazione di una giornata mondiale del rifugiato molto speciale, vissuta con la salita al rifugio Altissimo in programma sabato 16 giugno.

Una sorta di preludio al 20 giugno, data durante la quale   l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.

Nel presentare l’incontro la presidente SAT Anna Facchini ha definito giugno il mese della solidarietà in SAT: “Dopo le iniziative di Montagnaterapia, il 16 giugno abbiamo l’incontro con i migranti al rifugio- riferisce – ed il 21 giugno presenteremo il lavoro con l’Hospice Cima Verde. Ma anche altre sezioni e commissioni di SAT operano attivamente in questi ambiti la SUSAT (sezione universitaria SAT) con il progetto CIMA LIBERA TUTTI e la Commissione Cultura con la mostra allo Spazio Alpino sulle opere dei profughi dal titolo”IN VIAGGIO, LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMIGRAZIONE”, in programma a novembre 2018. L’attenzione verso la sofferenza, sia fisica, che mentale psicologica e sociale, insieme alla cultura ed alla formazione fanno parte dell’impego primario di SAT. Un impegno in termini di energie e di risorse che teniamo sempre al centro della nostra azione.

“Il rifugio Altissimo – dichiara Claudio Bassetti ex presidente SAT, che insieme a Stefano Graiff del Centro Astalli e Massimo Komaz, segretario Fondazione Sant’Ignazio ha ideato questa iniziativa – si trova in mezzo alle trincee della Prima Guerra Mondiale, che per noi rappresentano le tracce di un immenso dramma umano, ma che rischia di rimanere una iconografia di un passato molto lontano. Per chi oggi cerca un futuro, le trincee, le armi, i bombardamenti invece rappresentano il presente. Il Medio Oriente, come molti paesi asiatici ed il continente africano, alcune aree dell’America Latina, perfino in certi paesi dell’est europeo, sono costellati di conflitti: ambientali, tribali, climatici economici, politici e le analogie con i nostri conflitti, i nostri deportati, in Boemia, piuttosto che in Italia di cento anni fa, non vanno dimenticate. Semplicemente una volta si parlava di campi di concentramento, ora si parla di campi di detenzione, ma le condizioni di vita non cambiano di molto”.

Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento ha sottolineato “La montagna come paradigma della vita e del mondo di oggi. Perché la montagna ti impone una scelta: di fronte alla sua altezza ognuno può scegliere se rimanere a valle dove l’ombra ti ristora e il piano ti rassicura, e rende la vita più semplice e comoda, oppure se intraprendere il sentiero e salire fino lassù alla vetta dove il tuo sguardo si può perdere ad esplorare mondi e confini mai immaginati. Se decidi di fare la fatica di salire allora puoi poter godere di questo infinito, se rimani a valle di devi accontentare di sentirli narrati, o illustrati su immagini e fotografie. Ebbene la società di oggi ed il mondo oggi vive dinamiche che sono molto simili. – Osserva Graiff - Dietro le pareti che chiudono il nostro piccolo mondo, infatti, c’è un’umanità che non si arresta, che si muove spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più forte e più grande di ogni altra creatura: la speranza. Salire le vette può essere rischioso - ti dicono...ma se non vai oltre e accetti la sfida non potrai mai godere dell’infinito. Dietro le pareti non c’è solo un mondo, c’è la tua libertà, al tua dignità.

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – sostiene Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”.

Saranno circa 45 persone a mettersi in marcia verso l’Altissimo sabato 16 giugno, una ventina di rifugiati e richiedenti asilo, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato l’evento, allo storico Quinto Antonelli ed al Gruppo di Teatro Civile ed seguire il brindisi con la sezione SAT di Mori, prima del rientro a valle.

Una giornata di scambio di esperienza, di riflessione, di amicizia, nel tentativo di fare un po’ di luce, all’interno di un contesto globale dove i confini degli Stati sembrano assurgere a muri invalicabili non soltanto fisici, ma culturali, mentali e ideologici.

16 giugno 2018 LE MOTIVAZIONI DI UN INCONTRO

la gioia di una salita collettiva verso un pensiero alto e un rifugio “Altissimo”

Il rifugio come luogo aperto, “accogliente” ed inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità.

Questo è il contesto culturale e ideale che ha guidato la SAT ed il Centro Astalli di Trento alla realizzazione di una giornata mondiale del rifugiato molto speciale, vissuta con la salita al rifugio Altissimo in programma sabato 16 giugno.

Una sorta di preludio al 20 giugno, data durante la quale   l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.

Nel presentare l’incontro la presidente SAT Anna Facchini ha definito giugno il mese della solidarietà in SAT: “Dopo le iniziative di Montagnaterapia, il 16 giugno abbiamo l’incontro con i migranti al rifugio- riferisce – ed il 21 giugno presenteremo il lavoro con l’Hospice Cima Verde. Ma anche altre sezioni e commissioni di SAT operano attivamente in questi ambiti la SUSAT (sezione universitaria SAT) con il progetto CIMA LIBERA TUTTI e la Commissione Cultura con la mostra allo Spazio Alpino sulle opere dei profughi dal titolo”IN VIAGGIO, LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMIGRAZIONE”, in programma a novembre 2018. L’attenzione verso la sofferenza, sia fisica, che mentale psicologica e sociale, insieme alla cultura ed alla formazione fanno parte dell’impego primario di SAT. Un impegno in termini di energie e di risorse che teniamo sempre al centro della nostra azione.

“Il rifugio Altissimo – dichiara Claudio Bassetti ex presidente SAT, che insieme a Stefano Graiff del Centro Astalli e Massimo Komaz, segretario Fondazione Sant’Ignazio ha ideato questa iniziativa – si trova in mezzo alle trincee della Prima Guerra Mondiale, che per noi rappresentano le tracce di un immenso dramma umano, ma che rischia di rimanere una iconografia di un passato molto lontano. Per chi oggi cerca un futuro, le trincee, le armi, i bombardamenti invece rappresentano il presente. Il Medio Oriente, come molti paesi asiatici ed il continente africano, alcune aree dell’America Latina, perfino in certi paesi dell’est europeo, sono costellati di conflitti: ambientali, tribali, climatici economici, politici e le analogie con i nostri conflitti, i nostri deportati, in Boemia, piuttosto che in Italia di cento anni fa, non vanno dimenticate. Semplicemente una volta si parlava di campi di concentramento, ora si parla di campi di detenzione, ma le condizioni di vita non cambiano di molto”.

Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento ha sottolineato “La montagna come paradigma della vita e del mondo di oggi. Perché la montagna ti impone una scelta: di fronte alla sua altezza ognuno può scegliere se rimanere a valle dove l’ombra ti ristora e il piano ti rassicura, e rende la vita più semplice e comoda, oppure se intraprendere il sentiero e salire fino lassù alla vetta dove il tuo sguardo si può perdere ad esplorare mondi e confini mai immaginati. Se decidi di fare la fatica di salire allora puoi poter godere di questo infinito, se rimani a valle di devi accontentare di sentirli narrati, o illustrati su immagini e fotografie. Ebbene la società di oggi ed il mondo oggi vive dinamiche che sono molto simili. – Osserva Graiff - Dietro le pareti che chiudono il nostro piccolo mondo, infatti, c’è un’umanità che non si arresta, che si muove spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più forte e più grande di ogni altra creatura: la speranza. Salire le vette può essere rischioso - ti dicono...ma se non vai oltre e accetti la sfida non potrai mai godere dell’infinito. Dietro le pareti non c’è solo un mondo, c’è la tua libertà, al tua dignità.

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – sostiene Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”.

Saranno circa 45 persone a mettersi in marcia verso l’Altissimo sabato 16 giugno, una ventina di rifugiati e richiedenti asilo, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato l’evento, allo storico Quinto Antonelli ed al Gruppo di Teatro Civile ed seguire il brindisi con la sezione SAT di Mori, prima del rientro a valle.

Una giornata di scambio di esperienza, di riflessione, di amicizia, nel tentativo di fare un po’ di luce, all’interno di un contesto globale dove i confini degli Stati sembrano assurgere a muri invalicabili non soltanto fisici, ma culturali, mentali e ideologici.

L’altolà di SAT ai Quad rimane

anche nei confronti del raduno 2018, nel rammarico di appelli caduti nel vuoto, l’aspetto positivo riguarda il fatto che il fronte della necessità di regolamentazione si sta allargando

Lo scorso anno in merito al raduno dei Quad SAT definì la manifestazione “una vera e propria aggressione alla montagna”.

Sul fronte delle tre province interessate  alla manifestazione motoristica si fece anche di più: venne redatto un documento sottoscritto dalle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica Patrimonio Unesco, composta da SAT e dai Gruppi CAI Regionale del Veneto, Regionale Friuli Venezia Giulia,  Provinciale Alto Adige ed Alpenverein Sudtirol, nel quale veniva rivolto un accorato  appello alle amministrazioni pubbliche per una netta inversione  di marcia relativamente al rilascio di autorizzazioni per raduni motoristici in zone delicate dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

 E’  notizia di questi giorni che il raduno dei Quad in quota si ripeterà anche durante questo weekend, con le modalità dello scorso anno, toccando diversi percorsi forestali nella zona di Falcade ed in altri Comuni delle valli di Fiemme e Fassa.

Gli appelli e le prese di posizione di coloro che in montagna operano, ristrutturando rifugi, sistemando sentieri, dove le strade forestali sono concepite come accessi di servizio a chi deve operare per conservare e tutelare un Bene comune, cadono dunque nel vuoto e  vengono totalmente ignorati.

Malgrado tutto ciò però qualcosa si sta muovendo.

La novità consiste nel fatto che Fondazione Dolomiti UNESCO, piattaforma per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative a livello interregionale, anche sulla scorta delle forti prese di posizione dello scorso anno (con tanto di manifestazioni sul posto durante il raduno delle moto a quattro ruote da parte delle associazioni ambientaliste) ha costituito un tavolo di lavoro, al quale partecipano SAT, CAI Veneto, CAI Friuli Venezia Giulia Alpenverein, Montain Wilderness e Cipra Italia.

Un primo risultato del tavolo, la mappatura della normativa vigente nei territori che condividono il Bene, affronta diversi temi (Voli turistici in elicottero, gare motoristiche in quota, mobilità in zone delicate, le biciclette in montagna). A proposito di gare e raduni motoristici la proposta degli ambientalisti è di invitare i Comuni ad “impedire raduni (quad, motociclette, jeep, motoslitte) in territorio Dolomiti UNESCO, in aree Core e Buffer, ZPS, SIC, Rete Natura 2000 anche esterne o comunque prossime al Patrimonio.

Il tavolo è all’inizio del suo percorso, che coinvolgerà diversi portatori di interesse per approdare a linee guida condivise.

Recentemente infatti il Consiglio Provinciale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a definire “chiare linee guida per l’individuazione di attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani”.

Di più: nel corso dell’ultimo incontro della cabina di regia delle Aree Protette (alla quale SAT partecipa) si è deciso di collaborare con il gruppo di Lavoro di Fondazione Dolomiti UNESCO. Durante il prossimo incontro il 21 giugno prossimo, la cabina di regia esaminerà alcuni studi e proposte sulle quali iniziare a lavorare.

Dalla protesta “tout court”, si passa dunque alla proposta per definire l’azione e  l’impegno di SAT con le proprie Commissioni (Sentieri e Tutela Ambiente Montano) sarà concreto, come in passato, anche per stringere i tempi sulle decisioni.

L’auspicio è che da parte della pubblica amministrazione si arrivi finalmente all’assunto che il concetto di limite non deve essere più soltanto uno slogan da usare negli incontri e sui tavoli di lavoro, ma in prima istanza consapevolezza nei confronti di un ambiente fragile e sempre più sottomesso al concetto di intrattenimento fine a stesso.

In seconda battuta si auspica coerenza nell’azione legislativa e soprattutto culturale nei confronti di territori che vivono di turismo, ma che spesso dimenticano il loro obbiettivo primario: promuovere un ambiente alpino autentico, che nulla ha a che vedere con altre tipologie di offerta turistica quali i parchi divertimento.

 

 

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