Finonchio – Rifugio F.lli Filzi

Dati generali

  • dal Moietto m. 924 (a 12 km da Rovereto), col sentiero 103 che passa da malga Finonchio m. 1344 – ore 2
  • da Guardia m. 868 (strada da Mezzomonte di Folgara) con il sentiero 104, parzialmente su strada – ore 2

Guida escursionistica:

  • VALCANOVER, Adolfo – DEFLORIAN, Tarcisio, Guida dei sentieri e rifugi Trentino Occidentale, Trento, SAT, 1994

Cartografia:

  • Ortles-Cevedale Ortlergebiet, Feletto Umberto (UD), Tabacco, Scala 1:25.000 (Carta topografica per escursionisti; 08)
  • Carte KOMPASS in scala 1:25.000 n. 636 “Ortles-Passo dello Stelvio-Valfurva” e n. 637 “Cevedale-Valle di Peio-Alta Valfurva”

Il Monte Finonchio 1.603 m. è sempre stato molto frequentato dai roveretani. La sua sommità, ampia e coperta da prati, è un interessante punto panoramico. Già prima della grande guerra i roveretani avevano scoperto le località di Serrada e Folgaria scegliendole come luoghi per i loro soggiorni; il Finonchio diventò subito la meta preferita per le passeggiate e questa tendenza proseguì anche nel primo dopoguerra, allorchè l’escursionismo si sviluppò indistintamente tra tutte le classi sociali.

E quando cominciarono a prendere piede le discipline invernali quei prati dolci e ampi attirarono subito l’interesse dei pionieri del nuovo sport. Di un rifugio sulla cima del Finonchio si incominciò a parlare nel 1912. Eugenio Braga, creò un comitato: furono gettate le fondamenta, ma lo scoppio della guerra fermò i lavori. Il progetto fu ripreso dalla Sezione SAT di Rovereto nel dopoguerra che ne affidò la stesura all’arch. Pietro Marzani. Si costituì un comitato che deliberò di dedicare il nuovo rifugio ai fratelli Fabio e Fausto Filzi, caduti nel corso del primo conflitto mondiale. Il rifugio venne inaugurato nel 1930.

La seconda guerra mondiale non risparmiò la struttura del rifugio, presa di mira da soldati e vandali che lasciarono solo un cumulo di pietre. Nessuno ebbe dubbi sulla sua ricostruzione ma si dovette attendere per una decina di anni fino al 1956.
Il “nuovo” rifugio Filzi venne inaugurato nel 1957 su progetto dell’arch. Pietro Marzani; presentava caratteristiche costruttive ed estetiche singolari rispetto a quelle solitamente impiegate nei rifugi: di forma rettangolare si distingue per la linea del tetto, a volta semicilindrica.

Nel 2010 il Consiglio Direttivo della SAT di Rovereto ha dato il via alla ristrutturazione del rifugio e conclusa a fine giugno 2014. Prezioso è stato l’apporto dei soci volontari che hanno dedicato con generosità molte ore di lavoro, contribuendo così ad un risparmio sulla spesa complessiva.