La Biblioteca della Montagna-SAT dal 1991 ad oggi

Nel 1990 la SAT decise di rinnovare la biblioteca, con personale qualificato e aprendola anche ai non soci. Il cambiamento di denominazione in Biblioteca della Montagna-SAT evidenzia questa novità.

Grazie all’impegno di Luigi Zobele, Bruno Angelini e Ulisse Marzatico il Sodalizio stipulò una convenzione con il Servizio attività culturali della Provincia autonoma di Trento per far riconoscere la biblioteca quale struttura d’interesse provinciale (LP 12/87, oggi LP 15/07) e inserirla nel Sistema bibliotecario trentino. L’altra, fondamentale, convenzione (tuttora in corso) venne stipulata con il Trento Film Festival; l’accordo prevedeva che tutti i documenti esposti all’annuale rassegna Montagnalibri venissero depositati presso la biblioteca in un fondo speciale (Fondo Film Festival, che per la sua eterogeneità non avrebbe avuto una collocazione univoca, ma i documenti sarebbero andati ad integrare le varie collezioni, pur rimanendo ricercabili a catalogo grazie all’identificativo apposto nelle note di copia). Nel settembre del 1991 la Biblioteca della Montagna-SAT divenne operativa. In breve tempo le collezioni aumentarono notevolmente, tanto che nel 1999 venne realizzato un primo ampliamento dei locali, tenuto a battesimo da Mario Rigoni Stern, che all’inaugurazione così terminò la sua prolusione: «Per me, amici della SAT, questa biblioteca messa a disposizione dei soci e di ogni cittadino è il rifugio più bello e duraturo che avete costruito. Un vero rifugio per la mente dove i giovani potranno trovare saggezza ed esperienza per le loro partenze prima dell’alba; gli adulti conforto e sprone per proseguire e per noi anziani occasione di continuare con gli occhi dell’anima un cammino verso l’ultima luce del tramonto. Biblioteca della montagna; biblioteca-rifugio dalle tormente e dalle bufere della vita. Rimani sempre nel tempo e saranno tanti che qui entreranno per trovare nei libri quello che nessun altro mezzo di comunicazione potrà dare».

Una decina d’anni dopo il patrimonio si avvicinava ormai ai 50.000 documenti, rendendo necessario un ulteriore ampliamento dei locali, tanto che ormai la biblioteca si estendeva sull’intero secondo piano del palazzo. La sede oggi risulta interamente priva di barriere architettoniche (un ascensore conduce ai locali) e dotata di un’ampia sala di consultazione, un locale che può ospitare conferenze e proiezioni per un pubblico limitato e numerose sale di deposito.

Oggi la Biblioteca della Montagna-SAT si configura come un centro di documentazione sulla montagna e l’alpinismo, con particolare riguardo all’area regionale e alle Dolomiti, ma con documentazione di vario genere su tutti principali gruppi montuosi del pianeta. Grazie agli scambi e ai contatti personali è collegata a tutte le principali strutture nazionali ed europee e la crescita del patrimonio si attesta su una media di mille documenti l’anno, anche grazie alle numerose donazioni.
Accessibile regolarmente al pubblico, anche dei non soci, con 256 giorni di apertura all’anno (2.048 ore annue di apertura al pubblico), la struttura, benché privata, offre un servizio pubblico unico in regione e in Italia paragonabile solo a quello della Biblioteca nazionale del CAI a Torino.

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