Breve glossario di termini glaciologici
Ablazione Fusione ed evaporazione di neve e ghiaccio dalla superficie di un ghiacciaio, dovuta prevalentemente alla radiazione solare.
Alimentazione (o accumulo) Qualsiasi processo che, in un ghiacciaio, contribuisce ad aumentare la massa di neve e ghiaccio.
Alimentazione da valanghe Legata alla caduta di valanghe dalle pareti rocciose circostanti il ghiacciaio.
Alimentazione diretta Legata prevalentemente alle nevicate sul ghiacciaio.
Alimentazione mista Legata sia alle precipitazioni dirette che alle valanghe.
Bilancio di massa
Valutazione annuale degli apporti e delle perdite di massa (ghiaccio e neve) che avvengono su un ghiacciaio. Il bilancio può essere positivo (il ghiacciaio aumenta la propria massa e avanza), negativo (il ghiacciaio diminuisce la propria massa e arretra) o in pareggio (il ghiacciaio è stazionario).
Crepaccio
Spaccatura dovuta alle tensioni che si producono durante il movimento della massa glaciale. Generalmente i crepacci si formano in corrispondenza di un salto in roccia che viene scavalcato dal ghiacciaio. Nei nostri ghiacciai possono essere larghi qualche metro e profondi qualche decina di metri.
Esarazione glaciale Erosione provocata dal ghiacciaio sulle rocce del substrato durante il movimento. Produce levigature, striature e abrasioni.
Firn
Neve trasformata e granulare che si è conservata per almeno un anno; la sua densità è superiore a 550 kg/m3. Può evolvere in ghiaccio se la densità aumenta. Molto spesso il firn viene definito "neve vecchia".
Fronte del ghiacciaio Margine del ghiacciaio posto nella porzione più a valle. Può avere forma regolare, frastagliata o crepacciata.
Ghiacciaio
Massa di ghiaccio e neve in movimento che si conserva per molti anni e che deriva dal metamorfismo (trasformazione) della neve.
Ghiacciaio freddo
Ghiacciaio nel quale tutta la massa è al di sotto della temperatura di fusione e quindi non è presente acqua allo stato liquido. Tipicamente, sono considerati freddi i ghiacciai polari e quelli alpini situati al di sopra dei 4.000 m di quota.
Ghiacciaio temperato
Ghiacciaio nel quale tutta la massa è costantemente alla temperatura di fusione ed è quindi sempre presente acqua alla stato liquido. Sono temperati tutti i ghiacciai delle Alpi situati al di sotto dei 4.000 m di quota.
Glacionevato
Massa di ghiaccio e neve di piccole dimensioni che si può conservare per molti anni ma che non è dotata di movimento. In condizioni climatiche favorevoli un glacionevato può trasformarsi in ghiacciaio.
Limite delle nevi permanenti Quota che separa la zona montana dove una parte della neve caduta in inverno si conserva per almeno un anno, dalla zona dove essa fonde completamente.
Linea di equilibrio
Linea "ideale" che in un ghiacciaio separa la zona di alimentazione da quella di ablazione; alla linea di equilibrio il bilancio di massa è in pareggio. Sui ghiacciai Alpini la linea di equilibrio coincide con il limite delle nevi permanenti.
Lingua del ghiacciaio Espansione a forma di lingua della parte più bassa di un ghiacciaio che scende verso valle; generalmente costituisce la zona di ablazione di un ghiacciaio.
Morena
Collina allungata costituita da detrito roccioso (massi, ciottoli, sabbie e limi) trasportato dai ghiacciai.
Con questo termine si intende anche comunemente (ma erroneamente) il materiale roccioso che viene trasportato all’interno o sopra un ghiacciaio.
Seracco
Blocco di ghiaccio isolato che si forma dove più crepacci si intersecano. Si dice seraccata una caotica "cascata" di ghiaccio composta da un insieme di seracchi.
Tipo di Ghiacciaio
Secondo il Catasto dei Ghiacciai Italiani, i ghiacciai si dividono in:

· tipo pirenaico - hanno una discreta zona di accumulo ma mancano di una vera e propria lingua; fra questi troviamo la maggior parte dei ghiacciai delle Alpi; possono assumere molte forme a seconda delle condizioni morfologiche del substrato roccioso (gh. di circo, pianalto, falda, pendio, sella, sommità, canalone, vallone, ecc.).

· tipo alpino – hanno un grande bacino di accumulo e una notevole lingua senza che derivino da rilevanti confluenze.

· tipo himalaiano – derivano dalla confluenza di bacini e colate diverse che formano un’unica colata di discreta lunghezza.

Altre classificazioni suddividono i ghiacciai in continentali (le calotte glaciali, non condizionate dalla topografia della roccia sottostante) e montani (condizionati dalla topografia). Questi ultimi vengono a loro volta suddivisi in varie tipologie, fra le quali troviamo i ghiacciai vallivi, di circo, di nicchia, di confluenza, di diffluenza, pedemontani, ecc.

Torrente epigaciale Corso d’acqua che scorre sopra il corpo del ghiacciaio nei mesi estivi.
Torrente proglaciale Corso d’acqua situato nella zona antistante la fronte del ghiacciaio che si origina direttamente dalla fusione del ghiaccio.
Zona di ablazione Area inferiore di un ghiacciaio dove si verifica la perdita di massa (neve e ghiaccio) per fusione ed evaporazione.
Zona di alimentazione (o di accumulo) Area più elevata di un ghiacciaio dove si verifica l’aumento di massa grazie alla conservazione e trasformazione della neve.
Un glossario completo di glaciologia si può trovare al sito: http://nsidc.org/glaciers/glossary/index.html
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