Il bilancio di massa del Ghiacciaio del Careser nel 2006
L'attività di monitoraggio del bilancio di massa sul Ghiacciaio del Careser è iniziata nell'anno idrologico 1966-'67 e con il 2005-'06 è stato completato il 39° anno di misurazioni ininterrotte. Questa serie rappresenta la più lunga del genere su un ghiacciaio delle Alpi italiane e consente di cogliere in dettaglio la risposta di questo apparato glaciale alle variazioni climatiche verificatesi dall'inizio delle osservazioni.

L'ingente perdita di massa ha determinato consistenti variazioni morfologiche del ghiacciaio, accentuatesi negli ultimi due decenni. La più recente (2005) ha causato la suddivisione del ghiacciaio in due distinti apparati, che sono stati denominati "Ghiacciaio Occidentale del Careser" e "Ghiacciaio Principale del Careser". Il primo è costituito da un settore di circa 32 ettari, esposto a Sud-Est e collocato tra 3050 e 3290 m di quota in un circo compreso tra Cima Venezia e Cima Marmotta. Il secondo è il bacino principale dell'apparato glaciale, che copre una superficie di circa 250 ettari. I risultati delle osservazioni e delle elaborazioni verranno presentati di seguito considerando in modo distinto i due apparati in cui si è suddiviso il ghiacciaio. Il confronto con la serie storica è stato fatto per il ghiacciaio Principale.

L'accumulo nevoso è stato misurato dopo la metà del mese di maggio 2006, mediante la realizzazione di numerosi sondaggi di spessore della neve e lo scavo di due trincee per la misura della densità. La densità del manto nevoso è risultata piuttosto bassa (0.43 kg/dm3), indicando un manto nevoso poco coeso e compatto. L'accumulo medio è stato pari a 829 mm di equivalente in acqua per il ghiacciaio Principale e 966 mm per l'Occidentale. Nel caso del ghiacciaio Principale, lo scarto rispetto alla media 1966-'05 è di circa -13%. La stagione di accumulo si è quindi caratterizzata come moderatamente scarsa di precipitazioni nevose.

Le misure di ablazione sono state effettuate nel corso dell'estate 2006, misurando la diminuzione di spessore in corrispondenza delle paline infisse nel ghiacciaio. Al termine dell'estate le perdite di spessore cumulate dal 1 ottobre 2005 sono state comprese fra 130 cm in corrispondenza dei settori più elevati e gli oltre 350 cm dei settori inferiori. In media, sommando le perdite a carico del ghiaccio e quelle a carico della neve dell'annata, sono andati persi per ablazione 2998 mm di equivalente in acqua sul ghiacciaio Principale e 2860 mm sull'Occidentale.

Il bilancio di massa per l'anno 2005-'06 è risultato pari a -2169 mm di equivalente in acqua per il ghiacciaio Principale e a -1894 mm per l'Occidentale. Per il ghiacciaio Principale tale valore è il terzo peggiore dell'intera serie di misurazione, dopo quello del 2003 (-3317 mm) e quello del 1998 (-2240 mm).
La perdita di massa media dal 2003 al 2006, pari a 2264 mm/anno, è quasi il doppio del valore medio misurato dal 1981 al 2002, pari a 1192 mm/anno. Questo indica un accentuarsi delle forzanti legate al clima, probabilmente intensificate da effetti di retroazione positiva riconducibili all'albedo e alla conformazione del ghiacciaio (in particolare alla sua collocazione altimetrica).

La tabella seguente riassume i valori significativi del bilancio di massa del Ghiacciaio Principale del Careser.

Accumulo lordo
(mm equivalente in acqua)
Ablazione lorda
(mm equivalente in acqua)
Bilancio netto
(mm equivalente in acqua)
Bilancio cumulato 1967-2006
(metri equivalente in acqua)
Densità media manto nevoso
(22-05-2006)
+ 829 - 2998 - 2169 - 37.1

0.43 kg/dm3

Le modificazioni morfologiche più evidenti hanno riguardato il settore frontale del ghiacciaio Principale, il quale è sempre più assottigliato e sta arretrando velocemente, anche a causa del collasso di cavità subglaciali. In corrispondenza del settore superiore del ghiacciaio Principale stanno inoltre emergendo nuovi affioramenti di roccia. Lo spessore del ghiacciaio a valle del dosso roccioso centrale, nel punto in cui confluiscono le due colate, è stato valutato in circa 6.5 m, effettuando una misura in corrispondenza di un pozzo verticale che terminava a contatto con il substrato roccioso.

I valori di bilancio di massa fortemente negativi che ormai da 25 anni vengono misurati sul Ghiacciaio del Careser sono in primo luogo da ricondurre a stagioni di ablazione più calde e prolungate rispetto ai primi 13 anni di misurazione, che furono abbastanza favorevoli alla sua conservazione. Sono inoltre progressivamente venuti a mancare gli apporti di neve fresca estiva, mentre l'andamento delle precipitazioni nella stagione di accumulo non mostra un significativo andamento decrescente.
Nell'annata di bilancio 2005-'06 si è avuta la combinazione di scarse precipitazioni invernali e di intensi e prolungati calori estivi, condizioni meteorologiche decisamente penalizzanti per la conservazione del ghiacciaio.

Le perdite di spessore cumulate dal 1967 ammontano mediamente a 37.1 m di equivalente in acqua, corrispondenti a 41.3 m di ghiaccio. In corrispondenza del settore frontale, l'abbassamento della superficie supera i 60 m. Queste importanti variazioni di spessore stanno producendo sensibili variazioni morfologiche e il ghiacciaio sta per frammentarsi in unità autonome e placche di ghiaccio morto a causa della progressiva emersione del substrato roccioso.

 

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Operazioni di misura dell'accumulo sul Ghiacciaio del Careser (foto R. Seppi, 22 maggio 2006).

 

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Distribuzione del bilancio di massa netto 2005-'06 del Ghiacciaio del Careser.
Si possono osservare i due principali settori nei quali si è suddiviso il ghiacciaio nel 2005
(Gh. Occidentale del Careser e Gh. Principale del Careser).

 

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Fronte del Ghiacciaio Principale del Careser, con indicato il pozzo dove è stato misurato uno spessore di 6.5 m (foto L. Carturan, settembre 2006).

 

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Serie storica dei bilanci di massa del Ghiacciaio del Careser. La perdita cumulata dall'inizio delle misurazioni (1967)
è pari a -37.1 metri di equivalente in acqua, corrispondenti a 41.3 metri di ghiaccio.

 
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