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Sentiero E319A

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LA SAT HA INAUGURATO IL SENTIERO DEI PIERONI E DEDICATO A GIULIO GIOVANNINI 

Domenica 15 settembre 2013 la SAT, per iniziativa della sua Commissione Sentieri, ha inaugurato il “Sentiero dei Pieroni” in alta Val di Lagorai, nel cuore della catena di Lagorai, per dedicarlo a Giulio Giovannini, avvocato stimatissimo e socio benemerito della SAT, scomparso a 80 anni, nel 2005, dopo una vita dedicata, anche nella sua attività forense, alla montagna. 

 Giornata grigia ma ottimamente partecipata. Erano presenti circa 80 persone, parenti, amici,  autorità con i sindaci Cavalese, Tesero, Carano, lo scario della Magnifica Comunità Giuseppe Zorzi, l'ex scario e consigliere provinciale Italo Craffonara, i rappresentanti dell'Associazione dei Maestri di Sci (Dino Degaudenz) dell'ordine degli avvocati (Luca Pontalti), delle guide alpine (Pio Ferrari), Mario Malossini, e poi il presidente della SAT Claudio Bassetti e la vicepresidente Rita Gasperi, il presidente della Susat Paolo Pezzedi e molti soci della SAT fra cui numerosi volontari che hanno partecipato ai lavori di ripristino del sentiero. 

Dopo la scopertura della targa all'imbocco del sentiero dei Pieroni che si stacca dal sentiero 319 a metà strada fra Malga Lagorai e Forcella Cadinello, molti gli interventi che hanno ricordato, con momenti anche emozionanti,  la figura di Giulio Giovannini, sia come uomo di legge che di montagna; è stato evidenziato il profilo di un personaggio straordinario che ha dato vita ad una moltitudine di iniziative che hanno segnato positivamente l’evolversi del Trentino dal secondo dopoguerra.

Circa 50 persone hanno poi proseguito lungo il sentiero "Giulio Giovannini" fino al termine dello stesso nei pressi del Laghetto dei Pieroni, al bivio col sentiero 321, dov'è stata posta la seconda targa con la dedica. Al termine il pranzo a Malga Lagorai offerto dalla signora Nadia Vinante Giovannini ottimamente preparato dal “Gruppo Amici della Porcilaia”.

 La proposta di recuperare il “Sentiero dei Pieroni” venne fatta alla SAT un paio d’anni fa, dalla Signora Nadia Vinante Giovannini, moglie di Giulio, che desiderava ricordarlo e valorizzarne la memoria dedicandogli un sentiero, non un sentiero qualsiasi, ma un percorso cui Giulio Giovannini era particolarmente affezionato, dove amava tornare, un itinerario che certamente lo ispirava.

 Dopo il primo sopralluogo, la Commissione Sentieri valutò positivamente la proposta e avviò l’istruttoria autorizzativa per il recupero del tracciato; tracciato che ha origini certamente pastorali, ma che durante la Prima guerra mondiale fu oggetto di numerosi lavori (da parte dei soldati austroungarici o dei loro prigionieri) di sistemazione del fondo e che gli diedero un andamento più regolare, tipico dei camminamenti militari austroungarici, ma che non venne tuttavia costruito come mulattiera, forse per via di un passaggio stretto che impediva il transito dei muli. Dopo quasi cento anni di abbandono e di scarsa frequentazione, il sentiero risultava visibile solo a tratti ed era conosciuto e frequentato solo da pochi. 

 Ottenute le autorizzazioni dal Comune di Tesero e dalla Magnifica Comunità di Fiemme, fra il settembre 2012 e l’estate 2013 il sentiero è stato oggetto di numerosi lavori, svolti in parte dalla ditta Pek di Predazzo incaricata di recuperare la parte bassa del tracciato (sotto i 2050 metri di quota), e dai volontari del Gruppo intervento segnaletica che fa capo alla Commissione sentieri della SAT, che hanno completato l’opera di ripristino del fondo ed effettuato la segnaletica dell’intero tracciato. Il sentiero ha ripreso a vivere e sono così riapparsi anche dei tornanti e gradini che la vegetazione si era “mangiato”. In totale sono state dedicate 32 gg uomo dalla ditta Pek e circa 40 gg dai volontari coordinati da Remo Bernardi che sono stati coinvolti in ben 5 uscite (10 sezioni SAT: Taio, Aldeno, Centa, Cognola, Sopramonte, Villazzano, Trento, Sosat, Tesero, Predazzo).

Oltre alla sistemazione del sentiero dei Pieroni “Giulio Giovannini” è stato migliorato anche il sentiero di accesso (n. 319) dalla Malga Lagorai fino al bivio per la Forcella Cadinello.

  Dal punto di vista escursionistico il Sentiero dei Pieroni “Giulio Giovannini” assume notevole importanza in quanto, combinato con altri itinerari della zona permette di compiere il giro dell’alta Valle di Lagorai, di salire direttamente dal Lago di Lagorai verso il Cimon delle Sute, la cima di Lasteolo e la cresta di Copolà, dov’era posto 100 anni fa il fronte austro-ungarico della Prima guerra mondiale. Nuove prospettive escursionistiche si aprono pure partendo dalla Valle di Cavelonte. Quanti poi si dovessero trovare in ritardo o in difficoltà nel percorrere la traversata del Lagorai ed in particolare il sentiero 321 (dedicato a Don Martino Delugan altro illustre personaggio della Valle di Fiemme ricordato solo un mese fa dalla SAT e dal gruppo Amici di don Martino) giunti nei pressi del Laghetto dei Pieroni, può scendere in poco più di un’ora al riparo di Malga Lagorai, punto di approdo che meriterebbe una vera e propria gestione di ospitalità.

 Al Sentiero dei Pieroni “Giulio Giovannini” è stato assegnato il numero 319A; è lungo circa 2500 metri e si sviluppa fra i 1950 metri di quota e i 2460 ad immettersi sul sentiero 321 “Don Martino Delugan” nei pressi del Laghetto dei Pieroni e della forcella omonima. Lo si percorre in circa un’ora e mezzo in salita e un’ora in discesa.  

 

FOTO

(per la relazione descrittiva del percorso vedasi a pag. 78 del volume 2 “…per sentieri e luoghi sui Monti del Trentino” – Ed. SAT-Euroedit - 2013)

LA SCHEDA


GIULIO GIOVANNINI

(1925-2005)

Socio della SAT-Società degli Alpinisti Tridentini dal 1939, entra a far parte della sezione universitaria e, da studente di legge presso l’università di Bologna, diventa presidente della Susat, dal 1947 al 1949; contemporaneamente contribuisce a rifondare la Scuola di alpinismo Giorgio Graffer, della quale Giovannini fu direttore dal 1947 al 1951 e organizza i primi corsi estivi al rifugio Silvio Agostini in Brenta e al rifugio Vajolet in Catinaccio con il primo nucleo di istruttori: Leonardi, Sebastiani, Disertori, Corradini, Fornaciari i fratelli Paolo e Renzo Graffer.

Collabora a fondare il primo comitato delle guide alpine e portatori del Trentino di cui è presidente fino al 1950. Nel 1954 diventa avvocato ma la sua dedizione per la montagna non diminuisce e guida il Corpo di Soccorso Alpino della Sat dal 1956 al 1966, ricoprendo anche la carica di consigliere centrale del CAI dal 1960 al 1961.

La passione per lo sci alpino unito alle sue capacità organizzative e competenze tecniche, lo impegnano come membro della commissione tecnica della FISI (Federazione Italiana Sport Invernali) dello sci alpino dal 1950 al 1962 e dal 1966 al 1970 e lo portano a presiedere l'Associazione dei maestri di sci, una prima volta dal 1960 al 1962 e poi dal 1976 al 1986, infine a diventarne presidente onorario. Fu anche membro della commissione piste della FISI dal 1970 al 1995.

Da avvocato Giulio Giovannini, si impegnò per scrivere la legge quadro nazionale per il riconoscimento ufficiale della professione dei maestri di sci, legge che venne approvata dal Parlamento l’8 marzo 1991 dopo un lungo iter legislativo.

Il nome di Giulio Giovannini è inoltre indissolubilmente legato a due grandi eventi sportivi che hanno fatto conoscere e crescere a livello popolare lo sci di fondo e dato impulso turistico alla Valle di Fiemme in particolare: la Marcialonga di Fiemme e Fassa che ideò con Mario Cristofolini, Roberto Moggio e Nele Zorzi, al ritorno dalla loro partecipazione alla Vasaloppet, e i primi campionati del mondo di sci nordico in Val di Fiemme.

Della Marcialonga Giulio Giovannini fu appunto ideatore, co-fondatore e presidente del Comitato Organizzatore dal 1983 al 1993; dei Campionati mondiali di sci nordico della Valle di Fiemme del 1991 fu presidente del Comitato promotore.

Nel 2003 fu insignito dell’Aquila di San Venceslao, il più alto riconoscimento che la Provincia autonoma di Trento assegna annualmente.

Nel 2010, la SUSAT, gli dedica una via di roccia sulla Pala di Carpella, soprastante il rifugio Torquato Taramelli nelle Dolomiti di Fassa.

La SAT nel 2013 gli dedica il sentiero dei Pieroni in Val di Lagorai nel Comune di Tesero, affinché la sua figura di “uomo di legge e di montagna” sia perennemente ricordata.

 


 


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