SEDE SOCIALE

in via Della Cooperazione, 18 - 38065 Mori TN - Tel. e fax: 0464.911212

Codice Fiscale 85007750228 - Partita I.V.A. 01574120224

Apertura sede:  mercoledì e venerdì,  dalle 20.30  alle 22.


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sat.mori.tn@alice.it

www.sat-mori.it/   mail@sat-mori.it

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CONSIGLIO DIRETTIVO

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PRESIDENTE:  Mattia Bertolini
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VicePresidente:  Giuliano Modena e Paolo Caporali
Segretaria:  Ester Pisetta
Tesoriere:  Giorgio Coletti

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CONSIGLIERI:   Battisti Roberta,  Cescatti Gianfranco,  Cazzanelli Alessandro,
Filippi Doriano,  Galvagni Franco,  Gelmini Sergio,  Modena Christian,
Moscatelli Andrea,  Perenzoni Gabriel,  Silvestri Gianni,
Tranquillini Diego,  Vicentini Romana, Andreolli Benedetta.
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REFERENTI:   Ester, Tesseramento - Giuliano, Rifugio - Franco, Parco Montalbano - Sergio, Gite
 - Gianfranco, Cultura - Paolo, Comunicazioni - Romana, Sede e Magazzino.

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REVISORI dei CONTI:
Fabrizio Barozzi,  Michele Battistotti,  Giuliano Spagnolli.
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LA NOSTRA STORIA

Era il 1942 quando un piccolo gruppo di satini della borgata, assieme ad alcuni amici di Brentonico, iscritti da alcuni anni alla Sezione di Rovereto, diedero vita alla sottosezione di Mori-Brentonico.
Fu eletto Presidente Mario Caliari e il numero dei soci aumentò notevolmente.
In pieno periodo bellico, tra tante difficoltà, la Sezione iniziò ad organizzare le prime gite ufficiali.
Inizialmente la Sezione non aveva una sede e quindi i soci si ritrovavano il venerdì in piazza Cal di Ponte o nei locali pubblici della borgata per accordarsi sulle escursioni da effettuare la domenica successiva; in seguito, diverse furono le sedi sociali: da casa Regolini, al piano terra dell’Albergo Italia, a casa "Bazana" fino all'attuale grande ed accogliente sede nel seminterrato dell’asilo di Tierno.
I satini moriani iniziarono ben presto a collaborare con la Sezione di Rovereto per la manutenzione del rifugio Damiano Chiesa sull’Altissimo, al punto che dopo poco tempo gli amici roveretani ventilarono l’ipotesi di consegnare loro il rifugio.
Si arriverà però al 1964 prima della definitiva consegna del rifugio alla Sezione di Mori.
Fin dalla nascita della Società degli Alpinisti Tridentini troviamo un delegato di Mori. Nel 1888 viene nominato Eugenio Benedetti, nel 1903 l’avvocato Giuseppe Dallabona, nel 1921 Emilio Delaiti e dal 1931al 1939 erano delegati Enrico Marchesoni ed Emilio Sani.
Dopo la presidenza di Mario Caliari, ancora durante la seconda guerra mondiale i Presidenti furono Vittorio Angeli e Costante Finotti, quindi ancora Mario Caliari; dal 1949 e per 27 anni Mariano Grigolli e poi Ottorino Marangoni per 23 anni. Sono seguite le presidenze di Roberto Caliari, figlio di Mario, poi Giovanni Ferrari ed attualmente Ester Pisetta. Sono iscritti alla sezione circa 700 soci.

MORI BORGATA
Mori è ubicata a 7 km da Rovereto, sulla strada statale 240 che collega la Valle dell’Adige con il lago di Garda e dista appena 5 min. dal casello di Rovereto sud dell’Autostrada del Brennero.
E’ un’antica borgata che vanta un’artistica chiesa parrocchiale, precedente all’XI secolo, con una torre campanaria in pregevole stile romanico. In alto domina la chiesetta di Monte Albano, eretta per devozione popolare intorno al 1556, con un’ampia veduta sulla Vallagarina e la Valle del Cameras. Accanto ad essa restano i ruderi di un castello del XII secolo, appartenuto al feudo dei Castelbarco, distrutto dai veneziani nel 1439. Oltre ai veri palazzi gentilizi, il centro storico vanta anche un elegante teatro, il vecchio tra quelli ancora esistenti in Trentino, essendo stato costruito tra il 1802 e il 1803.
La borgata di Mori dista 20 minuti d’automobile dalle località sciistiche di Polsa e S. Valentino, sul Monte Baldo; sempre sul Monte Baldo e precisamente sull’Altissimo si trova il rifugio D. Chiesa gestito dalla SAT di Mori. Sul versante opposto, a nord di Mori vi è il Monte Biaena sulle cui propaggini, a quota 1300 m.s.m. si trova Malga Somator.
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RIFUGIO Damiano CHIESA sull'Altissimo

Gestore:  Eleonora Orlandi  - 0464.867130 - 391.383.9019

        www.rifugioaltissimo.com


      Posti letto 36 con acqua calda e doccie - Bivacco invernale 10 posti - Ristorante e bar.

Il rifugio venne costruito poche decine di metri sotto la cima del Monte Altissimo di Nago 2079 m. dalla S.A.T. tra il 1889 ed il 1891, contemporaneamente a quelli della Rosetta, del Grostè e della Capanna sul Dos del Sabbion. Fu inaugurato nel 1892 e costò 2500 fiorini. Un primo ampliamento del rifugio venne fatto già nel 1896. La cima dell'Altissimo era fin da allora una meta assai frequentata e la si raggiungeva anche in inverno con la neve. Un successivo ampliamento venne portato a termine nel 1906.
Nel 1914 anche Fortunato Depero salì al rifugio, e sul libro-firme lasciò un disegno a penna intitolato "Linee di forza". Il rifugio non subì gravi danni nel corso della guerra e nel 1921 era nuovamente efficiente. All'inizio degli anni '20 fu anche istituito un servizio di muli per il trasporto di persone al rifugio.
Il rifugio nel 1919 venne dedicato al martire trentino Damiano Chiesa. La seconda guerra mondiale lasciò il rifugio in pessime condizioni. Nel 1955 il rifugio subì un decisivo intervento conservativo. Verso la fine degli anni '60 con il miglioramento della viabilità sul Monte Baldo, l'allargamento della carrozzabile tra Brentonico e Ferrara di Monte Baldo e con la costruzione della Funivia Malcesine-Bocca Tratto Spin, il rifugio ritornò a registrare un considerevole aumento di presenze. La Sezione S.A.T. di Rovereto provvide a realizzare un comodo sentiero panoramico che dalla stazione di arrivo della funivia alla Bocca Tratto Spin saliva fino al rifugio lungo il crinale del Baldo. Dalla vicina vetta dell'Altissimo il panorama è vasto e magnifico; la vista passa dall'azzurro intenso delle acque del Garda alle catene che formano un'orizzonte di vette di 360 gradi.

Nei pressi del rifugio, nel settembre del 1962, viene inaugurata la chiesetta intitolata a Mons. Cesare Viesi, parroco di Mori, morto il 28 giugno 1961.

Ai Baroni Salvotti viene dedicato il punto panoramico, inaugurato nell'agosto del 1988.

Il Monte Altissimo è la massima elevazione nel territorio trentino della Catena del Monte Baldo. La vetta maggiore è il Monte Telegrafo 2200 m. in territorio veronese. L'ambiente e il facile accesso fanno dell'Altissimo e del suo rifugio una meta anche per la stagione invernale. Oltre che per la presenza di rare specie botaniche di cui è particolarmente ricca la Riserva naturale Bes-Corna Piana, il paesaggio del Baldo è interessante anche dal punto di vista delle architetture rurali: baite e malghe che testimoniano attraverso materiali e singolari tipologie costruttive una storia e una cultura nata tra i monti.

Sentiero 651 al rifugio Telegrafo:
lungo itinerario di notevole interesse botanico, geologico e paesaggistico, si sviluppa lungo la cresta principale del monte Baldo, passando per la Busa Brodeghera, malga Zocchi, bocca Tratto Spin, cima delle Pozzette, cima del Longino, cima Valdritta, bocchetta della Fontanella, rifugio Telegrafo - 6 ore circa.
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VIA ATTREZZATA MONTALBANO

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Via attrezzata Montalbano   "Ottorino Marangoni"


La via Attrezzata Montalbano "Ottorino Marangoni" è stata realizzata dalla Sezione SAT di Mori nell'inverno 1975/76 ed inaugurata il 19 marzo 1976, su una parete rocciosa che sovrasta verso nord, l’abitato di Mori.
Nel 1999 è stata dedicata a Ottorino Marangoni, presidente della Sezione dal 1976 al 1998.
A lui e ad un gruppo di soci del sodalizio moriano si deve la realizzazione della Via Attrezzata.
E’ considerata tra le più difficili ed impegnative dell’arco alpino, bella per l’ambiente e suggestiva per la varietà del percorso.  Richiede un notevole impegno atletico, in quanto risale una parete verticale, talvolta strapiombante, con il minimo utilizzo di mezzi artificiali. La continuità dei tratti più difficili e l’esposizione al vuoto, ("… come sulle grandi pareti…" da: ALPI ORIENTALI - Le vie ferrate di R. Messner) le conferiscono l’attrattiva e la severità di una scalata vera e propria. Per queste ragioni essa va affrontata con una buona preparazione fisica e tecnica, usando l’attrezzatura necessaria all’arrampicata su roccia. E’ sconsigliata quando la parete è bagnata.
La via Attrezzata segue le strutture naturali della parete lungo fessure, diedri camini e cenge; il suo sviluppo è di circa 550 m. e supera un dislivello di 300 m., arrivando a quota 600 m. slm.

Accesso
Da Mori in 15 minuti si raggiunge il Santuario di Montalbano, poi, attraversando una pineta cresciuta tra caratteristici massi calcarei, si arriva alla base della via Attrezzata, quindi si arrampica per circa 2 ore.
In caso di difficoltà, dopo il primo tratto,  è possibile rientrare alla base per un breve sentiero.

Ritorno
il facile sentiero "della Volata" consente di rientrare alla base in 30 minuti.
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ARRAMPICARE in SICUREZZA

Parco arrampicata "Boulder problem"

Un’infinità di blocchi di tutte le dimensioni sparsi ovunque nella bella pineta ai piedi della famosa via attrezzata di Montalbano. Imbraco e corda sui sassi più alti che offrono 44 vie di varie difficoltà fino a 9b. Scarpette e magnesite sui massi più piccoli con un circuito boulder con passaggi facili ed estremi. Attrezzi per il riscaldamento e panchine per il ristoro; parco ideale per chi inizia… ottimo per i più esperti. Pace e tranquillità regnano incontrastate, interrotte solamente dai rintocchi della campana del Santuario.


Palestra arrampicata indoor

Presso la Scuola Media dell’Istituto Comprensivo di Mori, in un apposito locale, è in funzione una palestra per l’arrampicata sportiva realizzata dal Comune ed affidata in gestione alla SAT di Mori, sostenitrice fin dall’inizio di questo progetto. Essa si compone di cinque distinte pareti; si va dalla verticale alla leggermente inclinata per finire a quelle decisamente strapiombanti. Tutte le pareti raggiungono l’altezza di cinque metri e la superficie totale è di circa 120 mq; alla base delle pareti sono collocati i materassoni.
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