SEDE SOCIALE

Via Municipio, 2 - 38040 Centa S. Nicolò (Trento)

APERTURA SEDE
A richiesta dei soci

BREVE STORIA DELLA SEZIONE

La Sezione è nata il giorno 20 dicembre 1959, come risulta dal verbale nr. 1, dalla volontà dei primi quarantanove soci, animata e caricata di entusiasmo da quella di colui che sarebbe diventato il primo presidente, il signor Germano Martinelli. Attorno a lui si era già formato in precedenza un primo nucleo di ventitre giovani: da questi era nata la volontà di cercare altri soci e di fondare la Sezione. Degno di nota il fatto che, alla celebrazione del quarantesimo, tutti questi ventiquattro siano ancora tutti viventi.
Bisogna sottolineare inoltre che la sezione è nata e cresciuta insieme con il suo rifugio, il Casarota. Il rifugio costituisce infatti da sempre il perno e l’anima di tutta la sezione. La prima "Baita Casarota" viene inaugurata il 17 settembre 1959. Le fatiche ed i sacrifici affrontati per il trasporto a spalla di tutti i materiali e la attrezzature, diventano subito il segno tangibile della volontà e della tenacia con cui i soci sarebbero poi sempre proseguiti nel loro cammino. Il rifugio viene ampliato poi nel 1962 con la collaborazione dell’Amministrazione Comunale e dei Servizi Forestali della Regione e quindi completamente ristrutturato col contributo finanziario della SAT Centrale nel 1982. Nel frattempo si è pure provveduto ad erigere una nuova croce in ferro, portata pure questa a spalle, sulla cima che domina il paese (29 giugno 1961) e ad allestire, in collaborazione con il gruppo ANA, la sede sociale (anni ’70).

Nella storia della Sezione c’è pure un coro ed uno sci club, poi abbandonati per il moltiplicarsi degli impegni. Comunque da questo sci club è uscito Luigi Weiss che negli anni ’70 ha avuto una lunga militanza nella squadra nazionale di biathlon con notevoli successi anche in campo internazionale (i più prestigiosi: la vittoria nel Mezzalama del 1975 e una medaglia di bronzo nei 10 km srpint ai mondiali di Rupolding nel 1979, prima medaglia mondiale nella storia del biathlon italiano). Più volte inoltre la Sezione si è impegnata, sempre con la stessa tenacia e serietà, anche in opere di solidarietà (Friuli, Piemonte).

Ma l’impegno principale di ogni satino è stato, per tutti questi anni, l’amorevole e costante cura per il Rifugio, gestito in modo se vogliamo un po’ anomalo, ma che tuttavia, proprio per questo, è tanto piaciuto a tantissima gente che ha voluto farsi socia della nostra sezione trovando in essa un ambiente tanto familiare quanto vivace. Purtroppo questo non potrà più continuare con le stesse modalità. Noi ci inchiniamo davanti alla legge, ma in ognuno di noi resta il rimpianto per quella che sentivamo tutti come casa nostra.

INFORMAZIONI DI CARATTERE GENERALE

Al momento in cui scriviamo (giugno ‘99), la Sezione di Centa S. Nicolo’ conta oltre 280 soci, numero più che considerevole se rapportato al numero dei residenti. Alla Sezione fa capo, da un paio d’anni, anche un Gruppo di Alpinismo Giovanile seguito da tre accompagnatori adulti. L’attività della Sezione si svolge fra gite, sia di tipo alpinistico che di tipo culturale, feste campestri, serate di incontro con personaggi del mondo alpinistico, serate di conferenze, documentari, diapositive ed altro.
Annualmente viene poi organizzata, in collaborazione con la Pro Loco, una giornata ecologica. Altro tradizionale appuntamento annuale è il Natale del bambino, festoso incontro con i bambini frequentanti la scuola materna con distribuzione di regalini e scambio di auguri. Particolare rilevanza potrebbe poi avere l’organizzazione del "Trofeo Casarota" gara di corsa in montagna che gode di un albo d’oro di tutto rispetto e che, da quest’anno 1999, con la sua quattordicesima edizione, inaugura il circuito del primo trofeo SAT, insieme di sei gare organizzate anche con la collaborazione della SAT Centrale.

CENNI GEOGRAFICI

Il paese di Centa S. Nicolo’ si trova sulle pendici orientali della Vigolana, solitario gruppo montuoso che domina da sud la città di Trento. Ci troviamo perciò abbastanza vicini alla città, ma non abbastanza per goderne le comodità. Il paese è privo di risorse, ragion per cui quasi tutti fanno i pendolari per sopravvivere.
Le possibilità turistiche sono assai scarse, i problemi idrogeologici invece sono molti. Ad ogni pioggia persistente seguono movimenti franosi che provocano problemi alla viabilità. Questo diventa ancora più pesante se si considera la frammentazione dell’abitato disperso in una miriade di frazioni e masi, sparsi sul fianco della montagna, dai seicento metri di altitudine fino agli oltre mille e cento. Abbiamo tuttavia qualche scorcio pittoresco, specie nelle frazioni più in alto, oppure con la caratteristica guglia della Madonnina, visibile anche da Trento, o con le cascate del Valampach (Valampach, prego, non Valimpach, come dice qualcuno che viene da fuori, credendolo derivante da Val im Bach, una tautologia che non ha senso!).

Interessanti anche, come esempio di ambiente selvaggio, le parti iniziali delle valli percorse dal torrente Centa, oppure il versante di montagna a noi dirimpettaia, bordo occidentale dell’altopiano di Lavarone, con la storica strada, ora abbandonata, della Val Caretta.
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