UFFICIO STAMPA SAT

Elena Baiguera Beltrami

giornalista

cell.338.7982232

e mail: ufficiostampasat@gmail.com

 

 

“Passione Montagna gioia e dolori”

Corso di prevenzione in valanga In programma il 6 dicembre

La Commissione Escursionismo della SAT Sezione di Trento, propone due appuntamenti informativi in vista della stagione invernale dedicati in particolar modo ai capi gita SAT ed ai frequentatori delle uscite scialpinistiche e con le ciaspole. Il primo appuntamento di carattere teorico ed il secondo una prova pratico-didattica.

Tema dei due incontri “Passione Montagna gioia e dolori”, giornate di lavoro rivolte alla prevenzione degli incidenti in valanga in aula e sul campo per i frequentatori della montagna innevata.

Si tratta di un breve corso tenuto dal Servizio Valanghe Italiano nella persona di Mauro Mazzola, aperto a tutti e gratuito. Il corso si svolgerà giovedì 6 dicembre alle ore 20.30 nella sala Pedrotti in Via Manci 57 a Trento.  La prova pratica con una breve escursione didattica, l’uso delle attrezzature di autosoccorso (ARTVA) e simulazioni in caso di incidente, si terrà presso il rifugio Viote del monte Bondone.

La data e l’orario terranno conto del numero degli iscritti e non meno importanti saranno le condizioni meteo.  In base a questi dati la data dell’uscita sarà decisa dai relatori del Servizio Valanghe e dalla Commissione Escursionismo della Sezione di Trento.

INTERNATIONAL MOUNTAIN DAY 11 dicembre 2018 ore 20.00

Paura, curiosità, fascino: l’orso, spirito dei boschi

 

Paura, curiosità, fascino: l’orso, spirito dei boschi

“Leggere la montagna” il festival promosso dalla CONVENZIONE DELLE ALPI festeggia

alla Casa della SAT l’International Mountain Day  dedicando una serata di racconti all’orso, spirito antico e schivo dei nostri boschi.

 

“Paura, curiosità, fascino: l’orso, spirito dei boschi”. Questo il suggestivo titolo scelto per la serata del festival “Leggere le montagne” ideato nel 2015 dalla Convenzione delle Alpi e dedicato proprio alla figura dell’orso, spirito dibattuto, desiderato, temuto e schivo dei nostri boschi. Presso lo Spazio Alpino SAT di Via Manci 57 a Trento, martedì 11 dicembre alle ore 20.00, ci incammineremo “Sulla via dell’orso” accompagnati dalle parole degli autori dell’omonimo libro: Anna Sustersic e Filippo Zibordi e dalle immagini uniche di Massimo Vettorazzi. L’ idea della presenza di animali come orsi e lupi, dispone lo spirito in uno stato particolare quando ci si approccia al bosco: paura, curiosità, fascino, sono solo alcuni degli ingredienti che ognuno di noi dosa in una personale miscela emotiva. Proprio a queste differenze di percezione è dedicato il libro “Sulla via dell’orso” che in un viaggio attraverso il territorio e i suoi diversi animi nei confronti dell’orso, invita il lettore ad affrontare personalmente questioni importanti legate alla conservazione della natura non solo in Trentino. In un’Europa occidentale sempre più densamente popolata e urbanizzata oggi la natura è relegata a uno spazio sempre più compresso e mediato dalla presenza dell’uomo. C’è ancora spazio per animali come orsi e lupi? Vogliamo che ci sia?  Possiamo fidarci di loro? O dobbiamo difenderci? Siamo in grado di convivere con la biodiversità?

“Sulla via dell’orso” (premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” 2017 sezione Ecologia e paesaggio), un racconto a metà strada tra saggio e romanzo, basato su un’ampia ricerca sul campo, vuole invitare il lettore a porsi queste domande e a trovare le proprie personali risposte seguendo le tracce dell’orso in Trentino, al tempo stesso presenza concreta ed emblema di quella natura indomita ormai quasi del tutto estromessa dalla nostra esistenza.

A guidare il pubblico nell’atmosfera silenziosa del bosco e del suo “spirito” sarà una selezione inedita di foto e video raccolti in anni di appassionata e tenace osservazione da un nocchiero d’eccezione, Massimo Vettorazzi. Un ricco archivio di immagini che permetterà al pubblico di rubare qualche scorcio dettaglio intimo e delicato nella discreta quotidianità di questi splendidi animali.

A tutti i partecipanti verranno offerti in omaggio i segnalibri e gli adesivi della giornata internazionale della montagna

 

 

 

Incontro di fine stagione con i gestori dei rifugi SAT

mercoledì 14 novembre allo Spazio Alpino SAT di Trento

Consueto incontro di fine stagione con i gestori dei rifugi di proprietà dalle SAT, ieri sera allo Spazio Alpino in via Manci 57 a Trento.

Una stagione molto calda e dunque decisamente positiva quella che parla dell’estate 2018, che chiude i conteggi al 13 novembre con un dato molto incoraggiante per quanto concerne i pernottamenti: in totale 55.154, da conteggiare su 33 rifugi (il Tonini è inagibile a causa dell’incendio).

Una tendenza peraltro in crescita negli ultimi tre anni, durante i quali i pernottamenti hanno sempre superato quota 50.000.

Per quanto concerne la distribuzione degli escursionisti le rilevazioni SAT riferiscono che il 70% delle presenze si concentra nell’area dolomitica dove sono presenti 14 rifugi SAT, il 18,6% sui ghiacciai dove si contano 8 rifugi di proprietà del sodalizio e l’11% in zona prealpina anch’essa con 8 rifugi targati SAT.

In crescita anche la tendenza al prolungamento della stagione con 10 rifugi che aprono i battenti prima del 1 giugno mentre il periodo di apertura sarebbe dal 20 giugno al 20 settembre. Inoltre 4 rifugi (quelli in prossimità degli impianti di risalita) rimangono sempre aperti, 3 strutture sono aperte nel periodo primaverile, 9 aprono tutti i weekend, 16 hanno chiuso dopo il 30 settembre e 17 esercizi hanno optato per periodi di apertura estesi. Per conoscere le rispettive date di aperture e chiusure basta andare sul sito www.sat.tn.it/rifugi e cercare i recapiti dei gestori, sia telefonici che e mail.

Per quanto concerne i danni dovuti al maltempo di fine ottobre gli unici tre rifugi ad aver subito qualche danno sono il rifugio San Pietro, dove è volata via qualche tegola, si è rotto un pannello fotovoltaico e intorno sono caduti parecchi alberi; l’Altissimo dove è stata danneggiata la bussola di ingresso e il Sette Selle, che ha dovuto rifare la canna fumaria della cucina.

La parte consistente dei lavori in corso riguarda il rifugio Boè dove l’edificio  di ampliamento nelle parti strutturali è quasi terminata, mentre serviranno altri due anni per il risanamento della parte vecchia del rifugio e i rifugi Peller, Cevedale, Tosa, Val di Fumo e Bivacco Costanzi. Per questi ultimi in generale si tratta di interventi di adeguamento alle normative antincendio, tranne che per il rifugio Tosa dove occorre centralizzare l’impianto scalda acqua e costruire il poggiolo all’uscita di emergenza.

I progetti di future ristrutturazioni e risanamenti riguardano altre 14 strutture che  attendono ancora interventi,  anche rilevanti.

I giorni scorsi è stato presentato a tutta la Commissione Rifugi il progetto del rifugio Tonini, redatto dall’architetto Riccardo Giacomelli, che ora dovrà passare il vaglio del Consiglio centrale SAT.

Su richiesta dei gestori inoltre la Commissione Rifugi ha invitato il dottor Alberto Trenti di Meteo Trentino ad illustrare una questione molto importante per chi gestisce un rifugio, soprattutto per quanto concerne i rifugi in quota: come leggere le previsioni meteo e il nuovo bollettino valanghe in tre lingue che comprende Trentino, Alto Adige e Tirolo.

PRIMO INCONTRO DEI PRESIDENTI DI SEZIONE

6 novembre scorso allo Spazio Alpino SAT

Si è svolto il 6 novembre scorso allo Spazio Alpino SAT di Trento l’incontro con i presidenti di sezione. Una iniziativa voluta dalla presidente Anna Facchini per stabilire un primo contatto con i territori a sette mesi dal proprio insediamento alla guida del  Sodalizio, una occasione preziosa per un trasferimento di informazioni da parte della sede centrale e per una raccolta di istanze da portare all’attenzione degli organi collegiali.

Buona la partecipazione a questo primo confronto (che la presidente vorrebbe istituzionalizzare attraverso incontri periodici), con 54 sezioni presenti su 87.

La presidente ha esordito illustrando il faticoso cammino di questi mesi, durante il quale la Giunta della SAT ha incontrato le Commissioni consultive e provveduto ad istituirne di nuove: la Commissione Scuola (in precedenza Gruppo Scuola), la Commissione Comunicazione, la Commissione Amministrativo - Legale, mentre la Commissione Cultura e Biblioteca si trasforma in Commissione Storico- Culturale e Biblioteca.

E’ toccato quindi al direttore Claudio Ambrosi comunicare l’importanza della compilazione di un questionario che verrà inviato alle sezioni, riguardante la diffusione del Bollettino Sociale. Il direttore ha poi illustrato le opportunità relative al nuovo tesseramento on line (che va ad aggiungersi alla formula classica dell’iscrizione in sezione) e ai corsi di formazione (6 in totale che si terranno in ogni vallata della Provincia) riguardanti diversi aspetti della vita sociale sezionale quali: bilancio, questioni finanziarie, gestionali, le assicurazioni, il tesseramento, comunicazione.

I corsi, aperti a soci semplici e membri dei direttivi, saranno tenuti dai componenti della Commissione Scuola sul modello preesistente della formazione permanente.

Numerose le domande sui temi esposti e su ulteriori argomenti che interessano la quotidianità di molte sezioni: le convenzioni con gli enti pubblici per la gestione delle palestre di roccia (Sez. di Rabbi), il costo dell’assicurazione delle sedi (Sez. di Avio), le assicurazioni contro terzi all’interno dei locali comunali (Sez. di Levico) le assicurazioni durante le manifestazioni (Sez. di Daone). 

Sulle segnalazioni di danni del maltempo si chiede che siano le sezioni a fare da filtro con la sede (Sez. di Pergine), mentre sulla segnaletica qualche sezione lamenta che sulle tabelle della SAT vengono affisse altre tabelle di associazioni, o privati (Sez. di Fondo).

Molto spazio ha occupato la discussione sulla diffusione del Bollettino (cartaceo, oppure Pdf) giudicato da molte sezioni (Vallarsa, Ala, Sopramonte, Trento, Lavis) uno strumento informativo utile in forma cartacea per giustificare il costo del tesseramento e una pubblicazione più letta rispetto a Montagna 360, organo di informazione del CAI anch’esso compreso nell’iscrizione alla SAT.

Rispetto al tema delle fusioni di piccole sezioni proposto dalla sezione di Ponte Arche, l’indirizzo suggerito è quello di procedere con un programma comune di iniziative per abbattere i costi e distribuire meglio la forza lavoro di organizzatori e accompagnatori.

 

 

Porte aperte sul progetto Translagorai: tutta la cittadinanza è invitata

incontro pubblico giovedì 8 novembre 2018 ore 20.00 Spazio Alpino SAT

L’operazione ascolto ed approfondimento sia all’interno dei propri organismi interni, che al tavolo tecnico presso la PAT sul progetto TransLagorai, prosegue.

In questa fase in cui il dibattito è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, la SAT intende intraprendere un’operazione “porte aperte” sia nei confronti dei propri soci,  che di tutti coloro che vorranno conoscere nel dettaglio come è nata la richiesta di partecipazione della SAT da parte dei soggetti proponenti e con quali scopi la SAT ha accettato questa sfida, oltre a tutti gli aggiornamenti che emergono e che potranno emergere in futuro nei vari livelli di sviluppo del progetto.

Una iniziativa voluta dalla Presidente Anna Facchini per testimoniare quanto siano importanti per il sodalizio il dialogo ed il confronto, anche con la cittadinanza, perché quel processo partecipativo passato in sordina un anno e mezzo fa, possa finalmente trovare spazio.

A questo scopo la SAT ha convocato per giovedì 8 novembre alle 20, allo Spazio Alpino, in via Manci 57 a Trento, un incontro con la popolazione dedicato al progetto TransLagorai.

Tutti coloro che vorranno esporre le proprie opinioni, i propri dubbi, siano essi associazioni, alpinisti, soci SAT, o singoli cittadini appassionati di montagna, sono invitati a partecipare.

Libertà è partecipazione” – sostiene la Presidente - come recita una indimenticabile canzone di Giorgio Gaber, un enunciato nel quale crede e che intende iscrivere a metodo di lavoro del proprio mandato.

Non è la prima occasione di discussione pubblica che la SAT promuove, furono invitate a fine settembre tutte le associazioni ambientaliste del territorio, ma solo due parteciparono.

L’auspicio dunque è che chi scrive sui social, oppure lettere, ai quotidiani, alla SAT, possa partecipare ad un momento di confronto pubblico e aperto, che la SAT ritiene molto utile e importante.

La protesta tout court infatti, se non riesce a sfociare in uno scambio di opinioni e in un confronto sereno e costruttivo, è come un corso d’acqua ingrossato – osserva Facchini - che aumenta di dimensioni e di intensità man mano che scende a valle, creando solo danni, per usare una metafora relativa agli eventi degli ultimi giorni. Se invece il corso d’acqua troverà il proprio percorso e potrà sfociare nel proprio lago, io credo che nulla di così terribile potrà profilarsi all’orizzonte”.

Approfittiamo pertanto di questa comunicazione per rivolgere un invito – conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

“Porte aperte sul progetto Translagorai tutta la cittadinanza è invitata”

incontro pubblico giovedì 8 novembre 2018 ore 20.00 Spazio Alpino SAT

L’operazione ascolto ed approfondimento sia all’interno dei propri organismi interni, che al tavolo tecnico presso la PAT sul progetto TransLagorai, prosegue.

In questa fase in cui il dibattito è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, la SAT intende intraprendere un’operazione “porte aperte” sia nei confronti dei propri soci,  che di tutti coloro che vorranno conoscere nel dettaglio come è nata la richiesta di partecipazione della SAT da parte dei soggetti proponenti e con quali scopi la SAT ha accettato questa sfida, oltre a tutti gli aggiornamenti che emergono e che potranno emergere in futuro nei vari livelli di sviluppo del progetto.

Una iniziativa voluta dalla Presidente Anna Facchini per testimoniare quanto siano importanti per il sodalizio il dialogo ed il confronto, anche con la cittadinanza, perché quel processo partecipativo passato in sordina un anno e mezzo fa, possa finalmente trovare spazio.

A questo scopo la SAT ha convocato per giovedì 8 novembre alle 20, allo Spazio Alpino, in via Manci 57 a Trento, un incontro con la popolazione dedicato al progetto TransLagorai.

Tutti coloro che vorranno esporre le proprie opinioni, i propri dubbi, siano essi associazioni, alpinisti, soci SAT, o singoli cittadini appassionati di montagna, sono invitati a partecipare.

Libertà è partecipazione” – sostiene la Presidente - come recita una indimenticabile canzone di Giorgio Gaber, un enunciato nel quale crede e che intende iscrivere a metodo di lavoro del proprio mandato.

Non è la prima occasione di discussione pubblica che la SAT promuove, furono invitate a fine settembre tutte le associazioni ambientaliste del territorio, ma solo due parteciparono.

L’auspicio dunque è che chi scrive sui social, oppure lettere, ai quotidiani, alla SAT, possa partecipare ad un momento di confronto pubblico e aperto, che la SAT ritiene molto utile e importante.

La protesta tout court infatti, se non riesce a sfociare in uno scambio di opinioni e in un confronto sereno e costruttivo, è come un corso d’acqua ingrossato – osserva Facchini - che aumenta di dimensioni e di intensità man mano che scende a valle, creando solo danni, per usare una metafora relativa agli eventi degli ultimi giorni. Se invece il corso d’acqua troverà il proprio percorso e potrà sfociare nel proprio lago, io credo che nulla di così terribile potrà profilarsi all’orizzonte”.

Approfittiamo pertanto di questa comunicazione per rivolgere un invito – conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

Alpinismo, solidarietà, disabilità e cambiamenti climatici i temi dei film della terza edizione dedicata alle Dolomiti

Torna allo Spazio alpino della SAT la rassegna del Trento Film Festival nell’ambito delle attività del “Laboratorio alpino e delle Dolomiti - Bene Unesco”

Torna allo Spazio alpino della SAT  la rassegna del Trento Film Festival nell’ambito delle attività del “Laboratorio alpino e delle Dolomiti - Bene Unesco”

Anche quest’anno, forte del successo di pubblico delle edizioni precedenti, verrà riproposta la rassegna cinematografica del Trento Film Festival inserita nell’ambito delle attività del “Laboratorio alpino e delle Dolomiti - Bene Unesco (nato dall’accordo tra SAT,  Fondazione Dolomiti UNESCO, step – Scuola per il Territorio e il Paesaggio, Muse e Trento Film Festival, in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento).

La rassegna cinematografica, giunta alla terza edizione e organizzata dal Trento Film Festival in collaborazione con la SAT, si svolgerà allo Spazio Alpino della Casa della SAT, in via Manci 57, a Trento.

Sono ancora 2 gli appuntamenti, tutti ad ingresso gratuito, che avranno luogo il giovedì, ad eccezione dell’ultimo, in programma di mercoledì. Le proiezioni avranno inizio alle 18.00. 

Il cartellone di quest’anno, accanto ai film di alpinismo legati al territorio delle Dolomiti, proporrà anche opere che trattano, con linguaggi diversi e avendo come sfondo sempre le montagne, i temi della solidarietà e della disabilità, dei quali ormai da anni il Trento Film Festival si occupa, così come la SAT che – non a caso - ha dedicato a questi argomenti il 122° Congresso 2017.

Di questi temi tratta anche la fiction Mai più come prima, di Giacomo Campiotti,il regista reso celebre dalla serie televisiva Braccialetti rossi: si tratta di un ritorno a Trento, perché nel 2006 l’opera era stata in Concorso al Trento Film Festival. Ma durante la rassegna si parlerà inoltre del grave problema del riscaldamento globale, proponendo in cartellone il film Stella Polaris, vincitore del Premio Dolomiti patrimonio mondiale UNESCO assegnato da SAT e Fondazione Dolomiti UNESCO alla 66. edizione del Trento Film Festival 2018.

Quarto appuntamento in programma giovedì 22 novembre, con la fiction Mai più come prima (Italia, 2005 - 103’) di Giacomo Campiotti, presentato al 54. Trento Film Festival 2006.

La storia del film diretto da Campiotti, noto al grande pubblico soprattutto per la serie televisiva Braccialetti rossi, comincia a Roma, dove Lorenzo, Giulia, Enrico, Martina, Fava e Max sono alle prese con gli esami di maturità. Hanno rapporti un po’ superficiali tra loro e conflittuali con i genitori. I sei ragazzi non sono grandi amici ed è quasi per caso che partono insieme per la vacanza. Vorrebbero andare al mare, ma finiscono in montagna. Il ruolo della natura ha una grande importanza nella storia. La maestosità e la bellezza delle Dolomiti ne sono lo sfondo. La scoperta della natura, della sua dolcezza, ma anche della sua potenza sono il mezzo attraverso il quale i ragazzi compiono la loro iniziazione, confrontandosi, per la prima volta, con importanti aspetti della vita, come il coraggio, il dolore, la responsabilità e la sessualità. Alla fine dovranno trovare la forza per esercitare la libertà di scegliere il proprio destino, contro le pressioni di famiglia e società. Uno dei personaggi è un disabile, un ragazzo sensibile ed auto ironico che ha bisogno di relazioni sincere piuttosto che di pietismo. La sua presenza nel gruppo costringe in qualche modo gli amici ad affrontare il tema della disabilità e della solidarietà. Quando gli avvenimenti diventano drammatici i protagonisti troveranno l’unità, comprendendo come l’amicizia possa aiutare ad avere coraggio e ad essere solidali. Ritornati in città, per i sei amici niente sarà mai più come prima.

Quinto appuntamento della rassegna giovedì 6 dicembre, con il film ¿Y si te dijeran que puedes?, di Javier Alvaro Palomares (Spagna, 2017 - 65’) presentato al 66. Trento Film Festival 2018. L’opera racconta la storia di Sergio, Bea, Gonzalo, Emilia e Fernando che soffrono di schizofrenia e non hanno nessuna esperienza con la montagna. L’associazione che si occupa di loro, insieme ai migliori alpinisti della Spagna, decide di tentare la scalata del mitico Naranjo di Bulnes. I protagonisti affronteranno varie attività di preparazione come il trekking, il rafting, l’arrampicata e poi il volo in mongolfiera. Tutto questo prima della straordinaria sfida finale: la parete sud del Naranjo.

Sesto e ultimo appuntamento del programma mercoledì 12 dicembre,  con Stella Polaris – Ulloriarsuaq, di Yatri Niehaus (Germania, 2017 - 86’) Premio Dolomiti patrimonio mondiale Unesco 66. al Trento Film Festival 2018.

Il film ha come protagonista lo straordinario popolo Kalaalit della Groenlandia, paese affascinante, dove la storia del mondo si è sedimentata per milioni di anni sulle sue lastre di ghiaccio. I suoi enormi ghiacciai riportano, infatti, costantemente alla luce le varie ere del pianeta e da millenni il popolo Kalaalit è indissolubilmente connesso a questo "ghiaccio eterno". Nel giro di qualche anno, però, il colonialismo, lo sviluppo del turismo, lo sfruttamento di risorse primarie del sottosuolo, l’incremento della pesca e le trasformazioni dell’ambiente a causa dei cambiamenti climatici, hanno drammaticamente modificato la cultura di questo popolo in uno stile di vita moderno, ma per evitare che le loro tradizioni si perdano per sempre, un gruppo di persone si è impegnato a conservare le tracce di questo mondo in via di estinzione.

 

6 settembre alle 19.30 allo Spazio Alpino SAT David Bellatalla e l’associazione ALTROVE presentano “Ande”

La prima traversata integrale della cordigliera delle Ande illustrata attraverso il racconto dell’autore e supportato dalle immagini realizzate durante il percorso

Il primo evento ospitato dello Spazio Alpino SAT a corredo della mostra dal titolo “Delicata Natura” è una serata dedicata ad una straordinaria avventura: la prima traversata integrale della cordigliera delle Ande.

 Nel corso della spedizione, durata 16 mesi, sono stati percorsi oltre 4.500 chilometri a piedi, attraverso le aree di maggior interesse naturalistico, alpinistico e archeologico della catena montuosa sudamericana.

Si è trattato della prima traversata integrale a livello mondiale, sino ad allora nessun gruppo di trekkers, o alpinisti aveva mai realizzato una tale impresa, che coniugava il trekking alle ascensioni alpinistiche e alla speleologia.

Dalla città di Ushuaia nella Terra del Fuoco sono stati attraversate le regioni montuose di Argentina, Cile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia sino a raggiungere le coste caraibiche del Venezuela. (gennaio 1989- fine marzo 1990). 

Non solo Parchi nazionali e rinomate vette, ma anche regioni andine meno conosciute ma di estremo interesse naturalistico e alpinistico.  Scopo della spedizione al di là dell’indubbio valore sportivo, è statala raccolta di materiale fotografico e video utilizzato per pubblicazioni e documentari.

Durante la spedizione sono state risalite le più importanti vette oltre i seimila metri di quota (tra cui la prima italiana al Parinacota (6.380 m.).

Alla spedizione hanno preso parte oltre all’autore, Paolo Fiorini (La Spezia) entomologo, Dino De Toffol (Belluno) documentarista e Daniele Sigismondi (La Spezia) speleologo.

Ricostruzione del rifugio Tonini

A che punto siamo?

Le domande si rincorrono e la curiosità è alta tra gli alpinisti, gli escursionisti, i soci e tutti coloro che hanno a cuore la ricostruzione del rifugio. Per questo SAT sede centrale ha deciso di fornire una informazione dettagliata in merito all’iter procedurale individuato e a quali saranno gli impegni futuri per l’edificazione, considerata la forte valenza identitaria che questo luogo incarna per l’intera comunità.

La volontà di ricostruire il rifugio Tonini allo Spruggio, distrutto da un incendio il 28 dicembre 2016, venne dichiarata dal Presidente della SAT già all’indomani dell’infausto evento ed è sempre stata sostenuta con forza dal Sodalizio.

Il primo e importante passo è stato quello di un confronto con l’Assicurazione per la determinazione dell’indennizzo del sinistro: non è stata cosa facile ed immediata ma va dato atto al Gruppo ITAS Assicurazioni di aver operato con impegno e serietà al fine di giungere ad una quantificazione dell’indennizzo che ha soddisfatto ambo le parti.

Il secondo passo ha riguardato la verifica della disponibilità della Provincia Autonoma di Trento a finanziare la parte di costo eccedente la cifra incassata dall’assicurazione, atteso che la ricostruzione avrebbe comportato una diversa e più razionale disposizione degli spazi del rifugio ed una conseguente maggior spesa complessiva.  La disponibilità in tal senso – da parte della Provincia – c’è stata anche se la concessione del contributo avverrà necessariamente e solamente a conclusione dell’iter autorizzativo previsto dalla Legge e dal Regolamento sui rifugi e sui sentieri alpini.

Uno dei primi atti del nuovo Consiglio Centrale della SAT, eletto nell’aprile di quest’anno, ha riguardato la nomina di un apposito gruppo di lavoro con il compito di seguire da vicino la stesura del progetto di ricostruzione del rifugio e la condivisione dello stesso con Enti ed Istituzioni, interni ed esterni alla SAT, con lo scopo di portarli a conoscenza delle scelte progettuali proposte.

E’ stato inoltre individuato un progettista - che fa parte del gruppo di lavoro – cui è stato formalmente conferito l’incarico della progettazione della nuova struttura e che ha già provveduto ad elaborare un progetto di massima, finora condiviso (recependone i suggerimenti e le osservazioni) con la Commissione Rifugi della SAT e con la Sezione della SAT di Pinè. Utili ed interessanti sono risultati anche i confronti con le ASUC di Baselga, Sternigo, Ricaldo, Rizzolaga e Tressilla (proprietarie dei terreni limitrofi alla proprietà SAT) e con i vecchi gestori del rifugio.

Le scelte progettuali considereranno anche un possibile eventuale riutilizzo dei materiali rimasti nei ruderi del vecchio rifugio – in particolare la parte in pietra ma ad esclusione di quanto è considerato rifiuto, al fine di minimizzare i costi relativi al loro  trasporto a valle con l’elicottero ed al loro successivo riguardante lo smaltimento.

Nelle prossime settimane il gruppo di lavoro ha intenzione di incontrare informalmente anche il Comune di Baselga di Pinè, nonché il Servizio Turismo e Sport ed il Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio della Provincia, per un confronto preventivo sulle scelte progettuali.

Successivamente, al termine di un rapido processo partecipativo che coinvolgerà le Commissioni “Tutela Ambiente Montano” e “Sentieri”, il progetto potrà essere approvato dal Consiglio Centrale della SAT.

Seguirà poi l’iter di valutazione della Commissione di Coordinamento prevista dalla legge provinciale sui rifugi e sui sentieri alpini e, infine, dovrà ottenere la concessione edilizia da parte del Comune di Baselga di Pinè.

Previo confronto concorrenziale, la SAT individuerà l’impresa cui affidare i lavori.

Per quanto riguarda i tempi, se l’iter autorizzativo procedesse senza intoppi e in presenza di fondi sul bilancio della Provincia autonoma di Trento per la concessione del contributo come precedentemente illustrato, i lavori potrebbero verosimilmente incominciare con la prossima stagione estiva.

 

 

 

 

 

“IL MONTE E LA CROCE” conferenza con i curatori della mostra Gianfranco Bettega e Marco Ongaro

Lunedì 27 agosto alle 18.00 Spazio Alpino SAT

Lunedì 27 agosto alle 18.00 allo Spazio Alpino della Casa sella SAT in via Manci, 57 a Trento, si terrà la conferenza a cura di Gianfranco Bettega e Marco Ongaro, su come nasce e con quali fonti storiche storico-artistiche è stata condotta la particolarissima ricerca che ha dato vita alla mostra “Il monte e la Croce”. Ad introdurre l’incontro la presidente di SAT  centrale Anna Facchini.

Oggi la memoria locale non conserva né il preciso significato, né la denominazione del pittogramma che unisce monte e croce. Non solo: anche la sua presenza è talora invisibile, persino ai proprietari degli edifici.

Questa mostra vuol riproporre all’attenzione di tutti (proprietari e residenti, ma anche ospiti e istituzioni) su un patrimonio epigrafico e simbolico che rischia l’oblio. Perciò le immagini esposte nella rassegna sono accompagnate da domande e ipotesi interpretative che sottolineano la ricchezza e le stratificazione di significati del simbolo.

 

 Gli autori:

Gianfranco Bettega, è nato e vive a  Primiero dove, da quarant’anni, svolge ricerche sulla storia del territorio, dell’architettura e sui segni del sacro.

 

Marco Ongaro, nato a Monza, vive a Primiero, dove è giunto quarant’anni or sono per una campagna fotografica sull’architettura locale e dove ha deciso di rimanere.

 

GRANDE GUERRA BIANCA

Il libro e il video mercoledì 25 luglio alle 18 allo Spazio Alpino SAT

Un viaggio per immagini dentro uno dei più grandi conflitti che la storia ricordi, combattuto con un altissimo tributo di morti e guerreggiato proprio sulle montagne del Trentino che segnavano il confine tra Italia ed Austria - Ungheria. Questo è il contenuto del bel volume per immagini dal titolo “GRANDE GUERRA BIANCA” di Stefano Torrione e Marco Gramola, presidente della Commissione Storica della SAT. Il libro, la cui pubblicazione è avvenuta grazie ad un progetto di crowdfunding da parte degli autori, verrà presentato mercoledì 25 luglio nello Spazio Alpino SAT, nella Casa della SAT in via Manci, 57 a Trento.

Oltre agli autori parteciperanno lo storico e pluripremiato Diego Leoni, Franco Marzatico, dirigente generale della Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento e la presidente SAT Anna Facchini. Un libro e l’anteprima di uno splendido filmato racconteranno al pubblico dello Spazio Alpino SAT quattro anni di ricognizioni: dal gruppo dell’Ortles Cevedale, all’Adamello, dalla Presanella al Tonale, dall’Alte Valli di Ledro, al sacro monte Pasubio, dall’Ortigara al Lagorai, dal Cauriol alla Marmolada, fino a Cima Undici e alla Croda Rossa, dove correva la linea del fronte più alta mai raggiunta da una guerra in terra europea.

16 giugno 2018 LE MOTIVAZIONI DI UN INCONTRO

la gioia di una salita collettiva verso un pensiero alto e un rifugio “Altissimo”

Il rifugio come luogo aperto, “accogliente” ed inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità.

Questo è il contesto culturale e ideale che ha guidato la SAT ed il Centro Astalli di Trento alla realizzazione di una giornata mondiale del rifugiato molto speciale, vissuta con la salita al rifugio Altissimo in programma sabato 16 giugno.

Una sorta di preludio al 20 giugno, data durante la quale   l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.

Nel presentare l’incontro la presidente SAT Anna Facchini ha definito giugno il mese della solidarietà in SAT: “Dopo le iniziative di Montagnaterapia, il 16 giugno abbiamo l’incontro con i migranti al rifugio- riferisce – ed il 21 giugno presenteremo il lavoro con l’Hospice Cima Verde. Ma anche altre sezioni e commissioni di SAT operano attivamente in questi ambiti la SUSAT (sezione universitaria SAT) con il progetto CIMA LIBERA TUTTI e la Commissione Cultura con la mostra allo Spazio Alpino sulle opere dei profughi dal titolo”IN VIAGGIO, LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMIGRAZIONE”, in programma a novembre 2018. L’attenzione verso la sofferenza, sia fisica, che mentale psicologica e sociale, insieme alla cultura ed alla formazione fanno parte dell’impego primario di SAT. Un impegno in termini di energie e di risorse che teniamo sempre al centro della nostra azione.

“Il rifugio Altissimo – dichiara Claudio Bassetti ex presidente SAT, che insieme a Stefano Graiff del Centro Astalli e Massimo Komaz, segretario Fondazione Sant’Ignazio ha ideato questa iniziativa – si trova in mezzo alle trincee della Prima Guerra Mondiale, che per noi rappresentano le tracce di un immenso dramma umano, ma che rischia di rimanere una iconografia di un passato molto lontano. Per chi oggi cerca un futuro, le trincee, le armi, i bombardamenti invece rappresentano il presente. Il Medio Oriente, come molti paesi asiatici ed il continente africano, alcune aree dell’America Latina, perfino in certi paesi dell’est europeo, sono costellati di conflitti: ambientali, tribali, climatici economici, politici e le analogie con i nostri conflitti, i nostri deportati, in Boemia, piuttosto che in Italia di cento anni fa, non vanno dimenticate. Semplicemente una volta si parlava di campi di concentramento, ora si parla di campi di detenzione, ma le condizioni di vita non cambiano di molto”.

Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento ha sottolineato “La montagna come paradigma della vita e del mondo di oggi. Perché la montagna ti impone una scelta: di fronte alla sua altezza ognuno può scegliere se rimanere a valle dove l’ombra ti ristora e il piano ti rassicura, e rende la vita più semplice e comoda, oppure se intraprendere il sentiero e salire fino lassù alla vetta dove il tuo sguardo si può perdere ad esplorare mondi e confini mai immaginati. Se decidi di fare la fatica di salire allora puoi poter godere di questo infinito, se rimani a valle di devi accontentare di sentirli narrati, o illustrati su immagini e fotografie. Ebbene la società di oggi ed il mondo oggi vive dinamiche che sono molto simili. – Osserva Graiff - Dietro le pareti che chiudono il nostro piccolo mondo, infatti, c’è un’umanità che non si arresta, che si muove spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più forte e più grande di ogni altra creatura: la speranza. Salire le vette può essere rischioso - ti dicono...ma se non vai oltre e accetti la sfida non potrai mai godere dell’infinito. Dietro le pareti non c’è solo un mondo, c’è la tua libertà, al tua dignità.

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – sostiene Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”.

Saranno circa 45 persone a mettersi in marcia verso l’Altissimo sabato 16 giugno, una ventina di rifugiati e richiedenti asilo, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato l’evento, allo storico Quinto Antonelli ed al Gruppo di Teatro Civile ed seguire il brindisi con la sezione SAT di Mori, prima del rientro a valle.

Una giornata di scambio di esperienza, di riflessione, di amicizia, nel tentativo di fare un po’ di luce, all’interno di un contesto globale dove i confini degli Stati sembrano assurgere a muri invalicabili non soltanto fisici, ma culturali, mentali e ideologici.

16 giugno 2018 LE MOTIVAZIONI DI UN INCONTRO

la gioia di una salita collettiva verso un pensiero alto e un rifugio “Altissimo”

Il rifugio come luogo aperto, “accogliente” ed inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità.

Questo è il contesto culturale e ideale che ha guidato la SAT ed il Centro Astalli di Trento alla realizzazione di una giornata mondiale del rifugiato molto speciale, vissuta con la salita al rifugio Altissimo in programma sabato 16 giugno.

Una sorta di preludio al 20 giugno, data durante la quale   l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.

Nel presentare l’incontro la presidente SAT Anna Facchini ha definito giugno il mese della solidarietà in SAT: “Dopo le iniziative di Montagnaterapia, il 16 giugno abbiamo l’incontro con i migranti al rifugio- riferisce – ed il 21 giugno presenteremo il lavoro con l’Hospice Cima Verde. Ma anche altre sezioni e commissioni di SAT operano attivamente in questi ambiti la SUSAT (sezione universitaria SAT) con il progetto CIMA LIBERA TUTTI e la Commissione Cultura con la mostra allo Spazio Alpino sulle opere dei profughi dal titolo”IN VIAGGIO, LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMIGRAZIONE”, in programma a novembre 2018. L’attenzione verso la sofferenza, sia fisica, che mentale psicologica e sociale, insieme alla cultura ed alla formazione fanno parte dell’impego primario di SAT. Un impegno in termini di energie e di risorse che teniamo sempre al centro della nostra azione.

“Il rifugio Altissimo – dichiara Claudio Bassetti ex presidente SAT, che insieme a Stefano Graiff del Centro Astalli e Massimo Komaz, segretario Fondazione Sant’Ignazio ha ideato questa iniziativa – si trova in mezzo alle trincee della Prima Guerra Mondiale, che per noi rappresentano le tracce di un immenso dramma umano, ma che rischia di rimanere una iconografia di un passato molto lontano. Per chi oggi cerca un futuro, le trincee, le armi, i bombardamenti invece rappresentano il presente. Il Medio Oriente, come molti paesi asiatici ed il continente africano, alcune aree dell’America Latina, perfino in certi paesi dell’est europeo, sono costellati di conflitti: ambientali, tribali, climatici economici, politici e le analogie con i nostri conflitti, i nostri deportati, in Boemia, piuttosto che in Italia di cento anni fa, non vanno dimenticate. Semplicemente una volta si parlava di campi di concentramento, ora si parla di campi di detenzione, ma le condizioni di vita non cambiano di molto”.

Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento ha sottolineato “La montagna come paradigma della vita e del mondo di oggi. Perché la montagna ti impone una scelta: di fronte alla sua altezza ognuno può scegliere se rimanere a valle dove l’ombra ti ristora e il piano ti rassicura, e rende la vita più semplice e comoda, oppure se intraprendere il sentiero e salire fino lassù alla vetta dove il tuo sguardo si può perdere ad esplorare mondi e confini mai immaginati. Se decidi di fare la fatica di salire allora puoi poter godere di questo infinito, se rimani a valle di devi accontentare di sentirli narrati, o illustrati su immagini e fotografie. Ebbene la società di oggi ed il mondo oggi vive dinamiche che sono molto simili. – Osserva Graiff - Dietro le pareti che chiudono il nostro piccolo mondo, infatti, c’è un’umanità che non si arresta, che si muove spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più forte e più grande di ogni altra creatura: la speranza. Salire le vette può essere rischioso - ti dicono...ma se non vai oltre e accetti la sfida non potrai mai godere dell’infinito. Dietro le pareti non c’è solo un mondo, c’è la tua libertà, al tua dignità.

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – sostiene Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”.

Saranno circa 45 persone a mettersi in marcia verso l’Altissimo sabato 16 giugno, una ventina di rifugiati e richiedenti asilo, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato l’evento, allo storico Quinto Antonelli ed al Gruppo di Teatro Civile ed seguire il brindisi con la sezione SAT di Mori, prima del rientro a valle.

Una giornata di scambio di esperienza, di riflessione, di amicizia, nel tentativo di fare un po’ di luce, all’interno di un contesto globale dove i confini degli Stati sembrano assurgere a muri invalicabili non soltanto fisici, ma culturali, mentali e ideologici.

L’altolà di SAT ai Quad rimane

anche nei confronti del raduno 2018, nel rammarico di appelli caduti nel vuoto, l’aspetto positivo riguarda il fatto che il fronte della necessità di regolamentazione si sta allargando

Lo scorso anno in merito al raduno dei Quad SAT definì la manifestazione “una vera e propria aggressione alla montagna”.

Sul fronte delle tre province interessate  alla manifestazione motoristica si fece anche di più: venne redatto un documento sottoscritto dalle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica Patrimonio Unesco, composta da SAT e dai Gruppi CAI Regionale del Veneto, Regionale Friuli Venezia Giulia,  Provinciale Alto Adige ed Alpenverein Sudtirol, nel quale veniva rivolto un accorato  appello alle amministrazioni pubbliche per una netta inversione  di marcia relativamente al rilascio di autorizzazioni per raduni motoristici in zone delicate dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

 E’  notizia di questi giorni che il raduno dei Quad in quota si ripeterà anche durante questo weekend, con le modalità dello scorso anno, toccando diversi percorsi forestali nella zona di Falcade ed in altri Comuni delle valli di Fiemme e Fassa.

Gli appelli e le prese di posizione di coloro che in montagna operano, ristrutturando rifugi, sistemando sentieri, dove le strade forestali sono concepite come accessi di servizio a chi deve operare per conservare e tutelare un Bene comune, cadono dunque nel vuoto e  vengono totalmente ignorati.

Malgrado tutto ciò però qualcosa si sta muovendo.

La novità consiste nel fatto che Fondazione Dolomiti UNESCO, piattaforma per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative a livello interregionale, anche sulla scorta delle forti prese di posizione dello scorso anno (con tanto di manifestazioni sul posto durante il raduno delle moto a quattro ruote da parte delle associazioni ambientaliste) ha costituito un tavolo di lavoro, al quale partecipano SAT, CAI Veneto, CAI Friuli Venezia Giulia Alpenverein, Montain Wilderness e Cipra Italia.

Un primo risultato del tavolo, la mappatura della normativa vigente nei territori che condividono il Bene, affronta diversi temi (Voli turistici in elicottero, gare motoristiche in quota, mobilità in zone delicate, le biciclette in montagna). A proposito di gare e raduni motoristici la proposta degli ambientalisti è di invitare i Comuni ad “impedire raduni (quad, motociclette, jeep, motoslitte) in territorio Dolomiti UNESCO, in aree Core e Buffer, ZPS, SIC, Rete Natura 2000 anche esterne o comunque prossime al Patrimonio.

Il tavolo è all’inizio del suo percorso, che coinvolgerà diversi portatori di interesse per approdare a linee guida condivise.

Recentemente infatti il Consiglio Provinciale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a definire “chiare linee guida per l’individuazione di attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani”.

Di più: nel corso dell’ultimo incontro della cabina di regia delle Aree Protette (alla quale SAT partecipa) si è deciso di collaborare con il gruppo di Lavoro di Fondazione Dolomiti UNESCO. Durante il prossimo incontro il 21 giugno prossimo, la cabina di regia esaminerà alcuni studi e proposte sulle quali iniziare a lavorare.

Dalla protesta “tout court”, si passa dunque alla proposta per definire l’azione e  l’impegno di SAT con le proprie Commissioni (Sentieri e Tutela Ambiente Montano) sarà concreto, come in passato, anche per stringere i tempi sulle decisioni.

L’auspicio è che da parte della pubblica amministrazione si arrivi finalmente all’assunto che il concetto di limite non deve essere più soltanto uno slogan da usare negli incontri e sui tavoli di lavoro, ma in prima istanza consapevolezza nei confronti di un ambiente fragile e sempre più sottomesso al concetto di intrattenimento fine a stesso.

In seconda battuta si auspica coerenza nell’azione legislativa e soprattutto culturale nei confronti di territori che vivono di turismo, ma che spesso dimenticano il loro obbiettivo primario: promuovere un ambiente alpino autentico, che nulla ha a che vedere con altre tipologie di offerta turistica quali i parchi divertimento.

 

 

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