UFFICIO STAMPA SAT

Elena Baiguera Beltrami

giornalista

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VIVILA TUTTA LA VITA - SAT, Fondazione Hospice Cima Verde e Aquila Basket Dolomiti Energia insieme per una nobile causa

Si parte sabato mattina per il Monte Bondone con una iniziativa ad alta valenza sociale e umanitaria alla quale tutti possono partecipare

Si partirà tra due giorni, sabato 23 giugno,  di buon mattino, tutti insieme: i pazienti degli Hospice Cima Verde, i cestisti di Aquila Basket Dolomiti Energia e i soci SAT a spingere e sollevare le joelette, insieme al direttivo SAT sede Centrale , coordinato da Claudio Colpo e dal vicepresidente SAT Roberto Bertoldi a organizzare le attività di trasporto sui sentieri e dei gruppi sul Monte Bondone, per  una giornata dove la partecipazione è aperta a tutti. E sarà un evento forte connotazione umanitaria e sociale, così l’anno definita i relatori della conferenza stampa di stamane Massimo Komatz direttore Fondazione Aquila Basket, Stefano Bertoldi direttore della Fondazione Hospice Trentino e Gloria Gandini presidente dell’Associazione Amici Hospice Trentino, braccio operativo della Fondazione per le cure palliative e il fine vita. La montagna dunque come fonte di benessere accessibile anche a persone portatrici di differenti problematicità, basta pensare a cosa può provare un amante della montagna che ha perso le funzioni motorie, a tornare sui luoghi del cuore.  “E’ una piccola grande cosa che fa il bene dei pazienti, ma fa anche il bene dei volontari che parteciperanno – ha dichiarato Gloria Gandini – si tratta di momenti di grade intensità, che restituiscono moltissimo in termini esperienziali”.   

Il presidente di Aquila Basket Dolomiti Energia Luigi Longhi, assente per impegni pregressi ha inviato un messaggio in merito all’evento di sabato: ““Vivila tutta ….” è lo slogan che a buon diritto potrebbe accompagnarci per la prossima stagione.  Non importa quanto difficili siano le salite che la vita ci pone di fronte: se affrontate insieme a coloro che ci stanno vicino ogni giorno e ci sono amici e compagni, ciascuna di esse rappresenta non per forza una difficoltà ma un obiettivo da raggiungere. Talvolta riusciamo a superare ogni più rosea aspettativa, altre volte abbiamo bisogno dell’aiuto, o del sostegno degli altri, nei casi più sfortunati dobbiamo accogliere i nostri limiti. Ringrazio la Sat con cui ormai ci lega una solida ed “alpina” amicizia fatta dei valori comuni, di solidarietà e legame forte con il territorio. Ringrazio la Fondazione Hospice per l’importante e costante lavoro a fianco di chi soffre per dare valore e dignità fino all’ultimo alla vita di ciascuno”.

Fondazione Hospice Trentino Onlus, nata nel 2007 – ha spiegato Stefano Bertoldi - da gennaio 2017 gestisce Casa Hospice Cima Verde, che accoglie persone affette da malattie non più guaribili e i loro familiari, per alleviare le loro fatiche, garantendo il controllo dei sintomi e il rispetto della dignità, ma anche per aiutarli a vivere, nel miglior modo possibile, tutta la vita che rimane. La struttura, che si trova a Madonna Bianca di Trento, dispone di 12 stanze attrezzate per accogliere anche i familiari. Fino ad oggi ha ospitato più di 200 nuclei familiari. Al Cima Verde lavora un’equipe di operatori qualificati e operano più di novanta volontari impegnati nelle varie attività della Casa, dallo “stare” (accompagnare gli ospiti e i loro familiari), al “fare” (accoglienza, giardinaggio, cucina e altro), con un ruolo importante   anche per tutta l’attività di sensibilizzazione sul tema della dignità del fine vita. Nel giugno 2017 l’Associazione Amici della Fondazione Hospice (braccio operativo della Fondazione per la gestione dei volontari), ha organizzato la prima edizione della “Giornata in cammino verso “Cima Verde”, proponendo due itinerari, con diversi gradi di difficoltà.

Nel corso della giornata di sabato prossimo due gruppi escursionistici, con itinerari, tempi e modalità diverse, si riuniranno in località Bocca di Vaiona, ritornando poi verso la Piana della Viote, in località Croce del Bondonero, per un conviviale ritrovo.

Il primo gruppo risalirà la dorsale nord di Cima Verde per poi attraversare verso il Monte Cornetto e calare a Bocca di Vaiona (ore 2.30).

Il secondo gruppo condurrà alcune joelette nella salita dalle Viote a Bocca di Vaiona e sul panoramico culmine de La Rosta (1 ora) ritornando poi a Bocca di Vaiona dove, ricongiungendosi con il primo gruppo, scenderà alla Croce del Bondonero.

Le joelettes presenti, condotte dai soci SAT, ospiteranno utenti dei tre Hospice trentini: Cima Verde, Villa Igea e Hospice di Mori.

L’iniziativa avrà anche il supporto de La Sportiva, l’azienda trentina leader nel mondo delle calzature per la montagna e partner per l’outdoor della Dolomiti Energia Trentino, che ha realizzato delle magliette dedicate alla giornata: la maglietta (t-shirt) sarà distribuita ai partecipanti a fronte di un contributo destinato alla raccolta di fondi per l’acquisto di una joelette, che verrà poi concessa in comodato d’uso dalla SAT all’Hospice Cima Verde di Trento.

Programma di massima dell’evento:

Ore 8-8.30 loc. Viote - ritrovo e partenza del primo gruppo escursionistico verso Cima Verde e Bocca di Vaiona.

Ore 8.30 -15 - distribuzione magliette a fronte del contributo prestabilito (Euro 15).

Ore 10.30 loc. Viote - ritrovo e partenza del secondo gruppo e delle joelette con meta La Rosta e Bocca di Vaiona.

Ore 12 - ritrovo dei due gruppi escursionistici a Bocca di Vaiona.

Ore 13 - ritrovo conviviale dei partecipanti in località Croce del Bondonero con pranzo al sacco.

Ore 14.30 Esibizione del Coro Cima Verde

Ore 15 - chiusura della manifestazione.

Alla manifestazione sono invitate tutte le sezioni SAT con i loro iscritti.

 

                                                                                   

SconfinaMenti ...una sfida di Libertà

sabato 16 giugno la giornata del rifugiato al rifugio Altissimo in collaborazione con il Centro Astalli di Trento

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo che, costretti a fuggire da guerre e violenze, lasciano i propri affetti, la propria casa e tutto ciò che un tempo era parte della loro vita. E soprattutto invita a non dimenticare mai che dietro ognuno di loro c’è una storia che merita di essere ascoltata. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro, portando il proprio contributo alla società che lo ha accolto.

A Trento da qualche anno vengono organizzati vari eventi attorno a questa giornata, uno dei quali, per quest'anno, è una camminata sull'Altissimo organizata dalla SAT sede centrale in collaborazione con il Centro Astalli e con la partecipazione della sezione SAT di Mori, prenderanno parte all'evento con alcune persone rifugiate in Trentino e tutti coloro che vorranno unirsi.

Il programma della giornata:

Per limitare il più possibile l'uso delle auto abbiamo pensato a tre tappe per ottimizzare i posti macchina a disposizione:

Ore 8.00: partenza da Trento (piazzale del Cinformi, via Lunelli 4)

Ore 8.40: partenza da Mori (piazzale Kennedy)

Ore 9.00: partenza da Brentonico (piazza generale dalla Chiesa, di fronte alla sede sat)

Ore 10.00 saluti iniziale e partenza dal parcheggio del rif.Graziani

Pranzo al sacco o in rifugio

Ore 14.30 "Com'eravamo"- tra le trincee con lo storico Quinto Antonelli, Fondazione Museo storico del Trentino

Ore 16.30 "Il Muro", spettacolo teatrale con Marco Cortesi e Mara Moschini

Ore 18.30 saluti finali

A cura di Centro Astalli Trento e Società degli Alpinisti Tridentini

In caso di maltempo, l'evento sarà annullato.

Per info: sat@sat.tn.it

 

L’altolà di SAT ai Quad rimane

anche nei confronti del raduno 2018, nel rammarico di appelli caduti nel vuoto, l’aspetto positivo riguarda il fatto che il fronte della necessità di regolamentazione si sta allargando

Lo scorso anno in merito al raduno dei Quad SAT definì la manifestazione “una vera e propria aggressione alla montagna”.

Sul fronte delle tre province interessate  alla manifestazione motoristica si fece anche di più: venne redatto un documento sottoscritto dalle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica Patrimonio Unesco, composta da SAT e dai Gruppi CAI Regionale del Veneto, Regionale Friuli Venezia Giulia,  Provinciale Alto Adige ed Alpenverein Sudtirol, nel quale veniva rivolto un accorato  appello alle amministrazioni pubbliche per una netta inversione  di marcia relativamente al rilascio di autorizzazioni per raduni motoristici in zone delicate dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

 E’  notizia di questi giorni che il raduno dei Quad in quota si ripeterà anche durante questo weekend, con le modalità dello scorso anno, toccando diversi percorsi forestali nella zona di Falcade ed in altri Comuni delle valli di Fiemme e Fassa.

Gli appelli e le prese di posizione di coloro che in montagna operano, ristrutturando rifugi, sistemando sentieri, dove le strade forestali sono concepite come accessi di servizio a chi deve operare per conservare e tutelare un Bene comune, cadono dunque nel vuoto e  vengono totalmente ignorati.

Malgrado tutto ciò però qualcosa si sta muovendo.

La novità consiste nel fatto che Fondazione Dolomiti UNESCO, piattaforma per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative a livello interregionale, anche sulla scorta delle forti prese di posizione dello scorso anno (con tanto di manifestazioni sul posto durante il raduno delle moto a quattro ruote da parte delle associazioni ambientaliste) ha costituito un tavolo di lavoro, al quale partecipano SAT, CAI Veneto, CAI Friuli Venezia Giulia Alpenverein, Montain Wilderness e Cipra Italia.

Un primo risultato del tavolo, la mappatura della normativa vigente nei territori che condividono il Bene, affronta diversi temi (Voli turistici in elicottero, gare motoristiche in quota, mobilità in zone delicate, le biciclette in montagna). A proposito di gare e raduni motoristici la proposta degli ambientalisti è di invitare i Comuni ad “impedire raduni (quad, motociclette, jeep, motoslitte) in territorio Dolomiti UNESCO, in aree Core e Buffer, ZPS, SIC, Rete Natura 2000 anche esterne o comunque prossime al Patrimonio.

Il tavolo è all’inizio del suo percorso, che coinvolgerà diversi portatori di interesse per approdare a linee guida condivise.

Recentemente infatti il Consiglio Provinciale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a definire “chiare linee guida per l’individuazione di attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani”.

Di più: nel corso dell’ultimo incontro della cabina di regia delle Aree Protette (alla quale SAT partecipa) si è deciso di collaborare con il gruppo di Lavoro di Fondazione Dolomiti UNESCO. Durante il prossimo incontro il 21 giugno prossimo, la cabina di regia esaminerà alcuni studi e proposte sulle quali iniziare a lavorare.

Dalla protesta “tout court”, si passa dunque alla proposta per definire l’azione e  l’impegno di SAT con le proprie Commissioni (Sentieri e Tutela Ambiente Montano) sarà concreto, come in passato, anche per stringere i tempi sulle decisioni.

L’auspicio è che da parte della pubblica amministrazione si arrivi finalmente all’assunto che il concetto di limite non deve essere più soltanto uno slogan da usare negli incontri e sui tavoli di lavoro, ma in prima istanza consapevolezza nei confronti di un ambiente fragile e sempre più sottomesso al concetto di intrattenimento fine a stesso.

In seconda battuta si auspica coerenza nell’azione legislativa e soprattutto culturale nei confronti di territori che vivono di turismo, ma che spesso dimenticano il loro obbiettivo primario: promuovere un ambiente alpino autentico, che nulla ha a che vedere con altre tipologie di offerta turistica quali i parchi divertimento.

 

 

Montagnaterapia

"Esperienze nel rifugio" - Il progetto targato SAT

Tutto nasce al rifugio Erterle (1.460 metri - 6 camere -24 posti letto), in località Cinque Valli, sopra Roncegno Terme, un rifugio di proprietà privata, chiuso fino al 2013, data in cui venne sistemato, riaperto e preso in gestione dalla Associazione Montagna Solidale (all'interno della quale operano alcuni satini).

L'associazione in collaborazione con 8 cooperative sociali trentine ha creato un punto di aggregazione per stage di lavoro dedicati ai pazienti del Centro di Salute Mentale di Trento. Il rifugio è però anche aperto al pubblico ed i due gestori lo conducono come un rifugio escursionistico a tutti gli effetti.

Da questa positiva esperienza è nata in SAT l'idea di un progetto per estendere il progetto ad altri rifugi.

“Sono esperienze con esiti clinici importanti – ha dichiarato stamane in conferenza Stampa alla Casa della SAT, l’assessore provinciale alla salute Luca Zeni, intervenuto a sottolineare l’importanza delle iniziative di Montagnaterapia SAT – Poter avere un partner come SAT che conduce un approccio inclusivo nei confronti del disagio mentale, attraverso uno stretto rapporto con la montagna e con la natura- ha ribadito l’assessore - ha un grande valore per la nostra comunità. Per le persone coinvolte di tratta di un salto qualitativo importantissimo per il recupero di autostima e fiducia in sè stessi e nel prossimo e l’ambiente del rifugio alpino ha il potere di amplificare queste sensazioni positive”.

La presidente di SAT Anna Facchini parlando di questa idea di stage formativi nei rifugi dedicati a persone con disagi psichici e di altro genere, ha spiegato che “dopo una prima fase sperimentale che si svolgerà durante l’estate 2018, verrà effettuato un monitoraggio. In questo modo – ha ribadito Facchini – negli anni successivi, metodi e sistemi di implementazione verranno perfezionati nel tempo”.

Di come funzionano nel dettaglio questi stage formativi ha parlato Claudio Colpo, membro di Giunta SAT e responsabile del progetto Motagnaterapia: ”Innanzi tutto occorre capire che cosa si intende con il termine Montagnaterapia. Si tratta di un originale approccio metodologico a carattere terapeutico – riabilitativo, oppure socio - educativo, finalizzato alla prevenzione secondaria, alla cura e alla riabilitazione di individui portatori di differenti disagi, o patologie riabilitative. Nel dettaglio di questo  singolo progetto – ha spiegato Colpo - ogni partecipante potrà essere accompagnato e seguito da un volontario, con funzioni di "ufficiale di collegamento" tra l’Ente di provenienza della persona impegnata al rifugio ed il gestore del rifugio tesso, assistendo, mediando e supportando la persona coinvolta. Lo stage avrà una formula di quattro giornate lavorative:

Nella prima giornata la salita al rifugio, l’ambientazione e illustrazioni relative alle caratteristiche del rifugio e delle attività da svolgere. Nella seconda e terza giornata: le attività lavorative per 5/6 ore giornaliere. In quarta giornata: attività lavorative, chiusura dello stage e ritorno a valle. Al termine di ogni singolo stage formativo il soggetto interessato sarà ricompensato per il lavoro svolto con una retribuzione determinata e pagata direttamente dalla SAT Sede Centrale assolvendo il gestore da ogni e qualsiasi obbligo finanziario, o da altri eventuali obblighi e incombenze.

All’incontro odierno hanno partecipato i componenti della Cooperativa Sociale Gruppo 78 i quali hanno apprezzato in particolar modo l’elasticità prevista dal progetto, la quale permetterà alle coop sociali di accordarsi con il gestore del rifugio secondo esigenze specifiche esigenze.

Sara Foradori, ufficiale di collegamento in SAT con tutta la rete nazionale che riguarda le iniziative di Montagnaterapia ha riferito della grande attenzione che SAT ha riscosso per lo stato di avanzamento di questi progetti “In SAT lavoriamo ormai da molti anni su questo fronte, mentre a livello nazionale stanno partendo ora i primi esperimenti, sempre ad opera di associazioni del territorio. Fuori dal Trentino e dell’ Alto Adige (dove abbiamo un paio di associazione che ci seguono) non esiste un ente di supporto come SAT – dichiara – e l’organizzazione soprattutto della parte burocratica e finanziaria risulta molto più difficile.”.

Di seguito i rifugi che hanno aderito al progetto:

Adamello/Presanella

—      Val d'Amola "G. Segantini" (m 2.373) 38086 Giustino Gestore: Bonapace Egidio - tel 0465/507357 — cell. 336.683500

—      Mandron "Citta di Trento" (m 2.449) 38088 Spiazzo Rendena

Gestore: Galazzini Davide — tel 0465.501193 — 0465.321854

—      Val di Fumo (m 1918) 38080 Daone

Gestore: Mosca Gianni — tel 0465/674525 — cell. 327.4419578

Alpi di Ledro — Valle del Sarca

—      Rifugio "N. Pernici" alla Bocca di Trat (m1600) 38066 Riva del Garda

Gestore: de Guelmi Marco — tel 0464.505090 — cell 349.3301981

—      Rifugio Stivo "P. Marchetti" (m 2012) 38062 Arco

Gestore: Bighellini Alberto - tel. cell. 349.3380173

Pasubio/Val d'Adige

—      Rifugio Alpe Pozza "V. Lancia" (m 1802) — 38068 Trambilleno Gestore: Bortoloso Paolo — tel 0464/868068 — cell. 347.1600846

—      Rifugio Altissimo "D. Chiesa" (m 2060) — 38060 Brentonico Gestore: Eleonora Orlandi — tel 0464/867130 — cell. 349.8813585

Riferimento SAT: Gruppo di lavoro "Montagna per tutti" Claudio Colpo: cell. 333.2685568

 

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