UFFICIO STAMPA SAT

Elena Baiguera Beltrami

giornalista

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Presentato la settimana scorsa a Baselga di Pinè il progetto del nuovo rifugio Tonini

Sono intervenuti la presidente Anna Facchini, il vicepresidente Roberto Bertoldi, Mattia Giovannini della sezione di Pinè e il progettista Riccardo Giacomelli

Sala decisamente gremita giovedì 31 gennaio  a Baselga di Piné per la presentazione del progetto del nuovo rifugio Tonini, distrutto da un incendio il 28 dicembre 2016. In una sala con 200 posti a sedere al centro Piné Mille molta gente è rimasta in piedi e dunque il computo  approssimativo dei presenti parla di circa 250 persone in sala, a dimostrazione di quanto la comunità pinetana sia legata a questo Rifugio che dalla data della sua edificazione (1972) rappresenta un punto di riferimento per famiglie, ragazzi, giovani, meno giovani, scuole e alpinismo giovanile.

Dopo i saluti del presidente della sezione di Baselga di Piné Mattia Giovannini e della presidente della SAT Anna Facchini, promotrice dell’incontro, il vicepresidente della SAT sede centrale Roberto Bertoldi ha illustrato il percorso, che in due anni, ha portato alla realizzazione del progetto. Tappe serrate ma che non hanno tralasciato un confronto aperto della Commissione Rifugi SAT con tutti gli attori del territorio: dall’Asuc di Baselga, ai comuni, ai Vigili del Fuoco, al servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio della Provincia, fino ai diversi incontri con i 500 soci della sezione, considerata il proprietario “morale” del rifugio.

A seguire la relazione del progettista il giovane architetto Riccardo Giacomelli assistente universitario e vicepresidente della Commissione Rifugi del CAI nazionale.

Il progetto peraltro non ancora definitivo e non ancora approvato dal Consiglio SAT, prevede un aumento dei posti ristorante da 40 a 62, mentre i posti letto rimarranno 24 come in precedenza (2 camere da 6 posti e 3 da 4 posti), nello stallone non interessato dall’incendio rimarranno i 36 posti letto, come in precedenza. Aumenteranno a 9 i posti invece per gestire e personale di servizio, come aumenterà di 10 metri quadri la superficie della cucina ed aumenterà la superficie dell’ingresso-deposito zaini-asciugatoio.

I materiali usati saranno legno di larice e porfido per la facciata (con una parte del basamento rimasta in piedi ed una parte delle pietre cadute o bruciate, ingabbiate in  un procedimento a secco  a ricordo dell’evento calamitoso che distrusse l’edificio). A piano terra dunque resteranno ingresso, sala ristorante-bar, cucina e magazzino con arrivo della teleferica)

Al primo piano le camere, i servizi e una saletta per riunioni e didattica.

Rimarrà, come in precedenza la trincea (ma coperta) verso monte ad ospitare alcuni servizi, mentre centrale termica e idraulica saranno posizionate all’esterno dell’edificio nella zona est.

La copertura e in alluminio pre- verniciato e sul tetto, che garantisce uno spiovente molto inclinato per lo scarico della neve, verranno installate, nelle due zone distali, i pannelli fotovoltaici.

La copertura finanziaria, con un apposito conto corrente sul quale confluisce tutto il budget necessario alla ricostruzione, è garantita dai 720 mila euro della polizza assicurativa, da 50 mila euro di sovvenzione del CAI, da iniziative di solidarietà con raccolta fondi. La parte mancante necessaria a coprire il costo totale della ricostruzione sarà coperto da finanziamento provinciale.

Dopo l’illustrazione del progetto i complimenti e i ringraziamenti sia alla SAT sede centrale che alla sezione di Piné da parte del sindaco del paese Ugo Grisenti, i complimenti del past presidente CAI Umberto Martini, del presidente del CAI di Bassano Emilio Berton e della figlia dell’ingegner Tonini (benefattore Sat e ideatore e finanziatore del rifugio) Chiara Tonini.

Felice si è dichiarata Chiara Tonini che la fiamma del camino del Tonini, simbolo del calore di una comunità, torni ad ardere nella valle dello Spruggio.

Qualche domanda da parte del numerosissimo pubblico in sala, prevalentemente di carattere tecnico, senza alcuna contrarietà di sorta.

Ora l’iter procederà con tutta la fase burocratica per il rilascio delle concessioni, difficile quindi ipotizzare i tempi per rivedere in piedi e funzionante il Tonini, ma la presidente Anna Facchini ha garantito che verrà fatto il possibile per snellire l’iter procedurale.

In sala era presenta anche il dirigente del Servizio Turismo della Provincia Claudio Fabbro, la speranza di tutti dunque è che entro il 2022 il Tonini possa tornare a funzionare come sempre.

Un ringraziamento da parte della SAT anche ai gestori Hanna e Narciso che per 26 anni fino al giorno dell’incendio hanno gestito quel luogo tanto caro ai pinetana con tanta passione professionalità e disponibilità.

I primi otto mesi della presidenza Facchini illustrati martedì 29 gennaio allo Spazio Alpino SAT

La presidente e la vicepresidente Elena Guella hanno comunicato la nuova impostazione all’insegna dell’innovazione, della condivisione e della partecipazione

Concluso il  primo semestre  dall’insediamento del nuovo  Consiglio Centrale SAT  la presidente Anna Facchini traccia una sorta di road map, illustrando  ai presidenti delle Commissioni e al personale dipendente, le novità e i nuovi assetti e i progetti introdotti e approvati dal Consiglio

Novità mai proposte in precedenza, le quali dando vita ad una sorta di rivoluzione culturale- organizzativa si incardinano su un arco temporale triennale.

Innanzi tutto l’operazione ascolto delle Commissioni consultive, iniziata a giugno  e terminata a metà novembre 2018: ogni Commissione è stata invitata a presentare una propria relazione programmatica annuale, individuando i costi di massima di ogni voce del proprio programma di attività, un computo destinato  ad essere inserito nel bilancio previsionale e successivamente nel bilancio sociale 2019.

Sempre in tema di Commissioni consultive, rispondendo alle esigenze di un’appartenenza satina che ha sempre più bisogno di competenze e professionalità, il Consiglio ha poi approvato la costituzione di tre nuove commissioni: Amministrativo -Legale, la Commissione Comunicazione e la Commissione Medica.

Il secondo pilastro della nuova impostazione riguarda l’assetto organizzativo interno, anche l’organico della SAT dunque è stato coinvolto in questo nuovo corso sulle modalità  operative SAT, con riunioni periodiche, finalizzate non soltanto ad informare su  provvedimenti e delibere adottate dal Consiglio e dalla Giunta, ma anche a creare una strategia operativa strutturata e condivisa.

La terza novità, forse la  più rilevante in termini culturali e di rapporti interni di questo nuovo corso della presidenza Facchini, riguarda il progetto interdisciplinare, ossia la proposta di un tema di fondo sul quale sia le Commissioni in prima battuta, ma successivamente anche sezioni e soci saranno chiamati a dare un loro contributo.

Il tema di fondo del confronto 2019 riveste un peso considerevole, in quanto riguarda “La frequentazione della montagna ed in particolare, come si va in montagna oggi? Il modo, la moda di una frequentazione si può, o si deve incrementare? In caso affermativo con quali impatti? In caso negativo con quali ricadute?”

Ma l’importanza di questa operazione confronto non si limita alla scelta del tema, ma è piuttosto  orientata alla creazione di una politica di indirizzo condivisa che parta dal basso e possa dare vita ad un patrimonio collettivo di tutta la SAT.

Un progetto inedito, quanto ambizioso, soprattutto per le modalità di attuazione, ma sicuramente un processo partecipativo del quale in questo particolare momento del sodalizio, che si avvicina ai suoi 150 anni di storia e del contesto politico e sociale in generale, si sentiva  la  necessità.

Dopo la condivisione con le Commissioni il progetto interdisciplinare verrà proposto ed esteso alle sezioni,  con incontri programmati per arrivare al Congresso 2019 con la restituzione degli elaborati da parte dei Gruppi di Lavoro.  

In sede di una successiva Assemblea dei Delegati dunque, dopo l’elaborazione dei documenti prodotti dai soci dovrà emergere una linea di indirizzo partecipata e condivisa a maggioranza, che segnerà i nuovi orizzonti di SAT, la sua linea di interventi, le azioni, gli orientamenti, le prescrizioni che saranno alla base della sua vita futura e forse di un senso di appartenenza rinnovato

La Sezione Sat Caldonazzo presenta interessanti iniziative per il 2019

in programma il 15 ed il 22 febbraio 2019

La sezione SAT di Caldonazzo, con la collaborazione di numerosi partner del territorio, ha in programma per il prossimo mese di febbraio due importanti iniziative. 

La prima è in programma il 15 febbraio ed è la presentazione dell'ultimo libro di Mauro Corona dal titolo "Il Muro".

La seconda in calendario è il 22 febbraio e riguarda la presentazione del docufilm sulla realizzazione del nuovo bivacco G.B.Giacomelli alla Madonnina sull'altipiano della Vigolana.

Due eventi di sicuro interesse, ai quali la sezione di Caldonazzo ha invitato tutti gli organismi della SAT, tutte le sezioni e tutti i soci, ma anche semplici appassionati di letteratura e architettura di montagna.

In allegato la locandina dell'evento.

“Passione Montagna gioia e dolori”

Corso di prevenzione in valanga In programma il 6 dicembre

La Commissione Escursionismo della SAT Sezione di Trento, propone due appuntamenti informativi in vista della stagione invernale dedicati in particolar modo ai capi gita SAT ed ai frequentatori delle uscite scialpinistiche e con le ciaspole. Il primo appuntamento di carattere teorico ed il secondo una prova pratico-didattica.

Tema dei due incontri “Passione Montagna gioia e dolori”, giornate di lavoro rivolte alla prevenzione degli incidenti in valanga in aula e sul campo per i frequentatori della montagna innevata.

Si tratta di un breve corso tenuto dal Servizio Valanghe Italiano nella persona di Mauro Mazzola, aperto a tutti e gratuito. Il corso si svolgerà giovedì 6 dicembre alle ore 20.30 nella sala Pedrotti in Via Manci 57 a Trento.  La prova pratica con una breve escursione didattica, l’uso delle attrezzature di autosoccorso (ARTVA) e simulazioni in caso di incidente, si terrà presso il rifugio Viote del monte Bondone.

La data e l’orario terranno conto del numero degli iscritti e non meno importanti saranno le condizioni meteo.  In base a questi dati la data dell’uscita sarà decisa dai relatori del Servizio Valanghe e dalla Commissione Escursionismo della Sezione di Trento.

ISCRIVITI AL NOSTRO SITO PER USUFRUIRE DEI SERVIZI INCLUSI COMODAMENTE DA CASA

Entrare a far parte della grande famiglia SAT iscrivendosi al sito è semplicissimo e regala non pochi vantaggi.

Bastano pochi secondi per poter leggere il bollettino della SAT comodamente da casa, dal proprio pc, oppure consultare la rassegna stampa per sapere che cosa i due principali quotidiani trentini (Trentino e Adige) scrivono di noi, delle nostre gite, delle nostre iniziative culturali, delle nostre assemblee.

Molto presto però oltre a questi due servizi verrà implementato un ulteriore strumento molto utile per capire che cosa avviene in Casa SAT, o quali sono le iniziative di particolare interesse riguardanti la sede centrale o le sezioni. Stiamo parlando della news letter, che sta per essere attivata e arriverà a tutti coloro che hanno effettuato l’iscrizione al sito.

Ecco dunque spiegata l’importanza dell’iscrizione al sito: le principali notizie arriveranno periodicamente e comodamente, direttamente al vostro indirizzo di posta elettronica.

Ma qual è il percorso da seguire per iscriversi? Basta accendere il pc, andare sul sito della SAT www.sat.tn.it, in altro a destra c’è una stringa in azzurro con scritto “AREA RISERVATA”, cliccando si apre un menù a tendina dove ci si può registrare fornendo una email e scegliendo una password che va memorizzata e utilizzata ogni volta che si effettua l’accesso.

Quindi si aprono le opzioni a propria disposizione e si può scegliere se leggere il bollettino, oppure consultare la rassegna stampa aggiornata quotidianamente e suddivisa per settimane, o ancora navigare per cercare informazioni su rifugi, sentieri, sezioni, gli ultimi comunicati stampa (basta cliccare su “info” e sotto le stringhe principali scendono altre stringhe/opzione tra le quali esiste anche Uff. Stampa).

Dal sito accanto all’AREA RISERVATA c’è anche la possibilità di accedere direttamente alla pagina Facebook della sede centrale, cliccando appunto l’icona azzurra con scritto FACEBOOK.

 

 

Gli studenti dell'Alta Formazione Grafica dell'Istituto Artigianelli presentano il loro progetto di immagine coordinata

Illustrato giovedi 17 gennaio allo Spazio Alpino SAT alla presenza della presidente Anna Facchini e di numerosi consiglieri

Hanno studiato per un paio di mesi per conoscere la SAT, com’è vissuta, come viene percepita, quali strumenti utilizza per la propria comunicazione.

Loro sono Elisa Paoli, Tania Guarnieri, Vittoria Voltolini, Pietro Dalrì, e Stefano Soriani, i cinque studenti del primo anno dell’Alta Formazione Grafica dell’Istituto Artigianelli, i quali grazie ai dati raccolti tramite un questionario distribuito tra i soci di tutte le sezioni, si sono cimentati nel proporre la nuova immagine coordinata della SAT.

Questa sera allo Spazio Alpino, presso la Casa della SAT in via Manci a Trento, hanno presentato alla presidente Anna Facchini alla Giunta, al Consiglio, a  dipendenti e collaboratori il loro progetto riguardante l’immagine rinnovata del bollettino, del logo del sodalizio e di tutto il materiale cartaceo.

Lo studio fa parte dell’ultimo progetto in ordine di tempo, di alternanza scuola/lavoro che la SAT ha attivato lo scorso anno, in una intensa collaborazione con le scuole del Trentino di ogni ordine e grado, intrapresa grazie ad una convenzione siglata con IPRASE.

Il lavoro ha riscosso apprezzamenti da parte dei dirigenti e del direttore Claudio Ambrosi, promotore dell’iniziativa ed i ragazzi hanno preso nota di tutte le osservazioni e i suggerimenti che sono arrivati in merito a eventuali modifiche.

Una piccola rivoluzione all’interno di SAT, in quanto il primo studio sulla veste grafica del  bollettino si perde nella notte dei tempi.

E se per quanto riguarda il logo le caratteristiche rimangono più o meno le stesse, per quanto concerne il bollettino (il primo numero uscì nel 1904), la grafica e l’impaginazione saranno più agili e più moderne, con lo scopo di essere accattivante anche nei confronti di un pubblico giovane.

Ora la Giunta ed il Consiglio dovranno apportare le modifiche necessarie, l’idea della presidente Facchini sarebbe di uscire con il nuovo bollettino già a partire dal prossimo numero.

Incontro di fine stagione con i gestori dei rifugi SAT

mercoledì 14 novembre allo Spazio Alpino SAT di Trento

Consueto incontro di fine stagione con i gestori dei rifugi di proprietà dalle SAT, ieri sera allo Spazio Alpino in via Manci 57 a Trento.

Una stagione molto calda e dunque decisamente positiva quella che parla dell’estate 2018, che chiude i conteggi al 13 novembre con un dato molto incoraggiante per quanto concerne i pernottamenti: in totale 55.154, da conteggiare su 33 rifugi (il Tonini è inagibile a causa dell’incendio).

Una tendenza peraltro in crescita negli ultimi tre anni, durante i quali i pernottamenti hanno sempre superato quota 50.000.

Per quanto concerne la distribuzione degli escursionisti le rilevazioni SAT riferiscono che il 70% delle presenze si concentra nell’area dolomitica dove sono presenti 14 rifugi SAT, il 18,6% sui ghiacciai dove si contano 8 rifugi di proprietà del sodalizio e l’11% in zona prealpina anch’essa con 8 rifugi targati SAT.

In crescita anche la tendenza al prolungamento della stagione con 10 rifugi che aprono i battenti prima del 1 giugno mentre il periodo di apertura sarebbe dal 20 giugno al 20 settembre. Inoltre 4 rifugi (quelli in prossimità degli impianti di risalita) rimangono sempre aperti, 3 strutture sono aperte nel periodo primaverile, 9 aprono tutti i weekend, 16 hanno chiuso dopo il 30 settembre e 17 esercizi hanno optato per periodi di apertura estesi. Per conoscere le rispettive date di aperture e chiusure basta andare sul sito www.sat.tn.it/rifugi e cercare i recapiti dei gestori, sia telefonici che e mail.

Per quanto concerne i danni dovuti al maltempo di fine ottobre gli unici tre rifugi ad aver subito qualche danno sono il rifugio San Pietro, dove è volata via qualche tegola, si è rotto un pannello fotovoltaico e intorno sono caduti parecchi alberi; l’Altissimo dove è stata danneggiata la bussola di ingresso e il Sette Selle, che ha dovuto rifare la canna fumaria della cucina.

La parte consistente dei lavori in corso riguarda il rifugio Boè dove l’edificio  di ampliamento nelle parti strutturali è quasi terminata, mentre serviranno altri due anni per il risanamento della parte vecchia del rifugio e i rifugi Peller, Cevedale, Tosa, Val di Fumo e Bivacco Costanzi. Per questi ultimi in generale si tratta di interventi di adeguamento alle normative antincendio, tranne che per il rifugio Tosa dove occorre centralizzare l’impianto scalda acqua e costruire il poggiolo all’uscita di emergenza.

I progetti di future ristrutturazioni e risanamenti riguardano altre 14 strutture che  attendono ancora interventi,  anche rilevanti.

I giorni scorsi è stato presentato a tutta la Commissione Rifugi il progetto del rifugio Tonini, redatto dall’architetto Riccardo Giacomelli, che ora dovrà passare il vaglio del Consiglio centrale SAT.

Su richiesta dei gestori inoltre la Commissione Rifugi ha invitato il dottor Alberto Trenti di Meteo Trentino ad illustrare una questione molto importante per chi gestisce un rifugio, soprattutto per quanto concerne i rifugi in quota: come leggere le previsioni meteo e il nuovo bollettino valanghe in tre lingue che comprende Trentino, Alto Adige e Tirolo.

PRIMO INCONTRO DEI PRESIDENTI DI SEZIONE

6 novembre scorso allo Spazio Alpino SAT

Si è svolto il 6 novembre scorso allo Spazio Alpino SAT di Trento l’incontro con i presidenti di sezione. Una iniziativa voluta dalla presidente Anna Facchini per stabilire un primo contatto con i territori a sette mesi dal proprio insediamento alla guida del  Sodalizio, una occasione preziosa per un trasferimento di informazioni da parte della sede centrale e per una raccolta di istanze da portare all’attenzione degli organi collegiali.

Buona la partecipazione a questo primo confronto (che la presidente vorrebbe istituzionalizzare attraverso incontri periodici), con 54 sezioni presenti su 87.

La presidente ha esordito illustrando il faticoso cammino di questi mesi, durante il quale la Giunta della SAT ha incontrato le Commissioni consultive e provveduto ad istituirne di nuove: la Commissione Scuola (in precedenza Gruppo Scuola), la Commissione Comunicazione, la Commissione Amministrativo - Legale, mentre la Commissione Cultura e Biblioteca si trasforma in Commissione Storico- Culturale e Biblioteca.

E’ toccato quindi al direttore Claudio Ambrosi comunicare l’importanza della compilazione di un questionario che verrà inviato alle sezioni, riguardante la diffusione del Bollettino Sociale. Il direttore ha poi illustrato le opportunità relative al nuovo tesseramento on line (che va ad aggiungersi alla formula classica dell’iscrizione in sezione) e ai corsi di formazione (6 in totale che si terranno in ogni vallata della Provincia) riguardanti diversi aspetti della vita sociale sezionale quali: bilancio, questioni finanziarie, gestionali, le assicurazioni, il tesseramento, comunicazione.

I corsi, aperti a soci semplici e membri dei direttivi, saranno tenuti dai componenti della Commissione Scuola sul modello preesistente della formazione permanente.

Numerose le domande sui temi esposti e su ulteriori argomenti che interessano la quotidianità di molte sezioni: le convenzioni con gli enti pubblici per la gestione delle palestre di roccia (Sez. di Rabbi), il costo dell’assicurazione delle sedi (Sez. di Avio), le assicurazioni contro terzi all’interno dei locali comunali (Sez. di Levico) le assicurazioni durante le manifestazioni (Sez. di Daone). 

Sulle segnalazioni di danni del maltempo si chiede che siano le sezioni a fare da filtro con la sede (Sez. di Pergine), mentre sulla segnaletica qualche sezione lamenta che sulle tabelle della SAT vengono affisse altre tabelle di associazioni, o privati (Sez. di Fondo).

Molto spazio ha occupato la discussione sulla diffusione del Bollettino (cartaceo, oppure Pdf) giudicato da molte sezioni (Vallarsa, Ala, Sopramonte, Trento, Lavis) uno strumento informativo utile in forma cartacea per giustificare il costo del tesseramento e una pubblicazione più letta rispetto a Montagna 360, organo di informazione del CAI anch’esso compreso nell’iscrizione alla SAT.

Rispetto al tema delle fusioni di piccole sezioni proposto dalla sezione di Ponte Arche, l’indirizzo suggerito è quello di procedere con un programma comune di iniziative per abbattere i costi e distribuire meglio la forza lavoro di organizzatori e accompagnatori.

 

 

Porte aperte sul progetto Translagorai: tutta la cittadinanza è invitata

incontro pubblico giovedì 8 novembre 2018 ore 20.00 Spazio Alpino SAT

L’operazione ascolto ed approfondimento sia all’interno dei propri organismi interni, che al tavolo tecnico presso la PAT sul progetto TransLagorai, prosegue.

In questa fase in cui il dibattito è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, la SAT intende intraprendere un’operazione “porte aperte” sia nei confronti dei propri soci,  che di tutti coloro che vorranno conoscere nel dettaglio come è nata la richiesta di partecipazione della SAT da parte dei soggetti proponenti e con quali scopi la SAT ha accettato questa sfida, oltre a tutti gli aggiornamenti che emergono e che potranno emergere in futuro nei vari livelli di sviluppo del progetto.

Una iniziativa voluta dalla Presidente Anna Facchini per testimoniare quanto siano importanti per il sodalizio il dialogo ed il confronto, anche con la cittadinanza, perché quel processo partecipativo passato in sordina un anno e mezzo fa, possa finalmente trovare spazio.

A questo scopo la SAT ha convocato per giovedì 8 novembre alle 20, allo Spazio Alpino, in via Manci 57 a Trento, un incontro con la popolazione dedicato al progetto TransLagorai.

Tutti coloro che vorranno esporre le proprie opinioni, i propri dubbi, siano essi associazioni, alpinisti, soci SAT, o singoli cittadini appassionati di montagna, sono invitati a partecipare.

Libertà è partecipazione” – sostiene la Presidente - come recita una indimenticabile canzone di Giorgio Gaber, un enunciato nel quale crede e che intende iscrivere a metodo di lavoro del proprio mandato.

Non è la prima occasione di discussione pubblica che la SAT promuove, furono invitate a fine settembre tutte le associazioni ambientaliste del territorio, ma solo due parteciparono.

L’auspicio dunque è che chi scrive sui social, oppure lettere, ai quotidiani, alla SAT, possa partecipare ad un momento di confronto pubblico e aperto, che la SAT ritiene molto utile e importante.

La protesta tout court infatti, se non riesce a sfociare in uno scambio di opinioni e in un confronto sereno e costruttivo, è come un corso d’acqua ingrossato – osserva Facchini - che aumenta di dimensioni e di intensità man mano che scende a valle, creando solo danni, per usare una metafora relativa agli eventi degli ultimi giorni. Se invece il corso d’acqua troverà il proprio percorso e potrà sfociare nel proprio lago, io credo che nulla di così terribile potrà profilarsi all’orizzonte”.

Approfittiamo pertanto di questa comunicazione per rivolgere un invito – conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

“Porte aperte sul progetto Translagorai tutta la cittadinanza è invitata”

incontro pubblico giovedì 8 novembre 2018 ore 20.00 Spazio Alpino SAT

L’operazione ascolto ed approfondimento sia all’interno dei propri organismi interni, che al tavolo tecnico presso la PAT sul progetto TransLagorai, prosegue.

In questa fase in cui il dibattito è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica e della politica, la SAT intende intraprendere un’operazione “porte aperte” sia nei confronti dei propri soci,  che di tutti coloro che vorranno conoscere nel dettaglio come è nata la richiesta di partecipazione della SAT da parte dei soggetti proponenti e con quali scopi la SAT ha accettato questa sfida, oltre a tutti gli aggiornamenti che emergono e che potranno emergere in futuro nei vari livelli di sviluppo del progetto.

Una iniziativa voluta dalla Presidente Anna Facchini per testimoniare quanto siano importanti per il sodalizio il dialogo ed il confronto, anche con la cittadinanza, perché quel processo partecipativo passato in sordina un anno e mezzo fa, possa finalmente trovare spazio.

A questo scopo la SAT ha convocato per giovedì 8 novembre alle 20, allo Spazio Alpino, in via Manci 57 a Trento, un incontro con la popolazione dedicato al progetto TransLagorai.

Tutti coloro che vorranno esporre le proprie opinioni, i propri dubbi, siano essi associazioni, alpinisti, soci SAT, o singoli cittadini appassionati di montagna, sono invitati a partecipare.

Libertà è partecipazione” – sostiene la Presidente - come recita una indimenticabile canzone di Giorgio Gaber, un enunciato nel quale crede e che intende iscrivere a metodo di lavoro del proprio mandato.

Non è la prima occasione di discussione pubblica che la SAT promuove, furono invitate a fine settembre tutte le associazioni ambientaliste del territorio, ma solo due parteciparono.

L’auspicio dunque è che chi scrive sui social, oppure lettere, ai quotidiani, alla SAT, possa partecipare ad un momento di confronto pubblico e aperto, che la SAT ritiene molto utile e importante.

La protesta tout court infatti, se non riesce a sfociare in uno scambio di opinioni e in un confronto sereno e costruttivo, è come un corso d’acqua ingrossato – osserva Facchini - che aumenta di dimensioni e di intensità man mano che scende a valle, creando solo danni, per usare una metafora relativa agli eventi degli ultimi giorni. Se invece il corso d’acqua troverà il proprio percorso e potrà sfociare nel proprio lago, io credo che nulla di così terribile potrà profilarsi all’orizzonte”.

Approfittiamo pertanto di questa comunicazione per rivolgere un invito – conclude Anna Facchini- venite in SAT e confrontiamoci, le porte sono e rimangono sempre aperte”.

6 settembre alle 19.30 allo Spazio Alpino SAT David Bellatalla e l’associazione ALTROVE presentano “Ande”

La prima traversata integrale della cordigliera delle Ande illustrata attraverso il racconto dell’autore e supportato dalle immagini realizzate durante il percorso

Il primo evento ospitato dello Spazio Alpino SAT a corredo della mostra dal titolo “Delicata Natura” è una serata dedicata ad una straordinaria avventura: la prima traversata integrale della cordigliera delle Ande.

 Nel corso della spedizione, durata 16 mesi, sono stati percorsi oltre 4.500 chilometri a piedi, attraverso le aree di maggior interesse naturalistico, alpinistico e archeologico della catena montuosa sudamericana.

Si è trattato della prima traversata integrale a livello mondiale, sino ad allora nessun gruppo di trekkers, o alpinisti aveva mai realizzato una tale impresa, che coniugava il trekking alle ascensioni alpinistiche e alla speleologia.

Dalla città di Ushuaia nella Terra del Fuoco sono stati attraversate le regioni montuose di Argentina, Cile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia sino a raggiungere le coste caraibiche del Venezuela. (gennaio 1989- fine marzo 1990). 

Non solo Parchi nazionali e rinomate vette, ma anche regioni andine meno conosciute ma di estremo interesse naturalistico e alpinistico.  Scopo della spedizione al di là dell’indubbio valore sportivo, è statala raccolta di materiale fotografico e video utilizzato per pubblicazioni e documentari.

Durante la spedizione sono state risalite le più importanti vette oltre i seimila metri di quota (tra cui la prima italiana al Parinacota (6.380 m.).

Alla spedizione hanno preso parte oltre all’autore, Paolo Fiorini (La Spezia) entomologo, Dino De Toffol (Belluno) documentarista e Daniele Sigismondi (La Spezia) speleologo.

Ricostruzione del rifugio Tonini

A che punto siamo?

Le domande si rincorrono e la curiosità è alta tra gli alpinisti, gli escursionisti, i soci e tutti coloro che hanno a cuore la ricostruzione del rifugio. Per questo SAT sede centrale ha deciso di fornire una informazione dettagliata in merito all’iter procedurale individuato e a quali saranno gli impegni futuri per l’edificazione, considerata la forte valenza identitaria che questo luogo incarna per l’intera comunità.

La volontà di ricostruire il rifugio Tonini allo Spruggio, distrutto da un incendio il 28 dicembre 2016, venne dichiarata dal Presidente della SAT già all’indomani dell’infausto evento ed è sempre stata sostenuta con forza dal Sodalizio.

Il primo e importante passo è stato quello di un confronto con l’Assicurazione per la determinazione dell’indennizzo del sinistro: non è stata cosa facile ed immediata ma va dato atto al Gruppo ITAS Assicurazioni di aver operato con impegno e serietà al fine di giungere ad una quantificazione dell’indennizzo che ha soddisfatto ambo le parti.

Il secondo passo ha riguardato la verifica della disponibilità della Provincia Autonoma di Trento a finanziare la parte di costo eccedente la cifra incassata dall’assicurazione, atteso che la ricostruzione avrebbe comportato una diversa e più razionale disposizione degli spazi del rifugio ed una conseguente maggior spesa complessiva.  La disponibilità in tal senso – da parte della Provincia – c’è stata anche se la concessione del contributo avverrà necessariamente e solamente a conclusione dell’iter autorizzativo previsto dalla Legge e dal Regolamento sui rifugi e sui sentieri alpini.

Uno dei primi atti del nuovo Consiglio Centrale della SAT, eletto nell’aprile di quest’anno, ha riguardato la nomina di un apposito gruppo di lavoro con il compito di seguire da vicino la stesura del progetto di ricostruzione del rifugio e la condivisione dello stesso con Enti ed Istituzioni, interni ed esterni alla SAT, con lo scopo di portarli a conoscenza delle scelte progettuali proposte.

E’ stato inoltre individuato un progettista - che fa parte del gruppo di lavoro – cui è stato formalmente conferito l’incarico della progettazione della nuova struttura e che ha già provveduto ad elaborare un progetto di massima, finora condiviso (recependone i suggerimenti e le osservazioni) con la Commissione Rifugi della SAT e con la Sezione della SAT di Pinè. Utili ed interessanti sono risultati anche i confronti con le ASUC di Baselga, Sternigo, Ricaldo, Rizzolaga e Tressilla (proprietarie dei terreni limitrofi alla proprietà SAT) e con i vecchi gestori del rifugio.

Le scelte progettuali considereranno anche un possibile eventuale riutilizzo dei materiali rimasti nei ruderi del vecchio rifugio – in particolare la parte in pietra ma ad esclusione di quanto è considerato rifiuto, al fine di minimizzare i costi relativi al loro  trasporto a valle con l’elicottero ed al loro successivo riguardante lo smaltimento.

Nelle prossime settimane il gruppo di lavoro ha intenzione di incontrare informalmente anche il Comune di Baselga di Pinè, nonché il Servizio Turismo e Sport ed il Servizio Urbanistica e Tutela del Paesaggio della Provincia, per un confronto preventivo sulle scelte progettuali.

Successivamente, al termine di un rapido processo partecipativo che coinvolgerà le Commissioni “Tutela Ambiente Montano” e “Sentieri”, il progetto potrà essere approvato dal Consiglio Centrale della SAT.

Seguirà poi l’iter di valutazione della Commissione di Coordinamento prevista dalla legge provinciale sui rifugi e sui sentieri alpini e, infine, dovrà ottenere la concessione edilizia da parte del Comune di Baselga di Pinè.

Previo confronto concorrenziale, la SAT individuerà l’impresa cui affidare i lavori.

Per quanto riguarda i tempi, se l’iter autorizzativo procedesse senza intoppi e in presenza di fondi sul bilancio della Provincia autonoma di Trento per la concessione del contributo come precedentemente illustrato, i lavori potrebbero verosimilmente incominciare con la prossima stagione estiva.

 

 

 

 

 

“IL MONTE E LA CROCE” conferenza con i curatori della mostra Gianfranco Bettega e Marco Ongaro

Lunedì 27 agosto alle 18.00 Spazio Alpino SAT

Lunedì 27 agosto alle 18.00 allo Spazio Alpino della Casa sella SAT in via Manci, 57 a Trento, si terrà la conferenza a cura di Gianfranco Bettega e Marco Ongaro, su come nasce e con quali fonti storiche storico-artistiche è stata condotta la particolarissima ricerca che ha dato vita alla mostra “Il monte e la Croce”. Ad introdurre l’incontro la presidente di SAT  centrale Anna Facchini.

Oggi la memoria locale non conserva né il preciso significato, né la denominazione del pittogramma che unisce monte e croce. Non solo: anche la sua presenza è talora invisibile, persino ai proprietari degli edifici.

Questa mostra vuol riproporre all’attenzione di tutti (proprietari e residenti, ma anche ospiti e istituzioni) su un patrimonio epigrafico e simbolico che rischia l’oblio. Perciò le immagini esposte nella rassegna sono accompagnate da domande e ipotesi interpretative che sottolineano la ricchezza e le stratificazione di significati del simbolo.

 

 Gli autori:

Gianfranco Bettega, è nato e vive a  Primiero dove, da quarant’anni, svolge ricerche sulla storia del territorio, dell’architettura e sui segni del sacro.

 

Marco Ongaro, nato a Monza, vive a Primiero, dove è giunto quarant’anni or sono per una campagna fotografica sull’architettura locale e dove ha deciso di rimanere.

 

GRANDE GUERRA BIANCA

Il libro e il video mercoledì 25 luglio alle 18 allo Spazio Alpino SAT

Un viaggio per immagini dentro uno dei più grandi conflitti che la storia ricordi, combattuto con un altissimo tributo di morti e guerreggiato proprio sulle montagne del Trentino che segnavano il confine tra Italia ed Austria - Ungheria. Questo è il contenuto del bel volume per immagini dal titolo “GRANDE GUERRA BIANCA” di Stefano Torrione e Marco Gramola, presidente della Commissione Storica della SAT. Il libro, la cui pubblicazione è avvenuta grazie ad un progetto di crowdfunding da parte degli autori, verrà presentato mercoledì 25 luglio nello Spazio Alpino SAT, nella Casa della SAT in via Manci, 57 a Trento.

Oltre agli autori parteciperanno lo storico e pluripremiato Diego Leoni, Franco Marzatico, dirigente generale della Soprintendenza per i Beni Culturali della Provincia Autonoma di Trento e la presidente SAT Anna Facchini. Un libro e l’anteprima di uno splendido filmato racconteranno al pubblico dello Spazio Alpino SAT quattro anni di ricognizioni: dal gruppo dell’Ortles Cevedale, all’Adamello, dalla Presanella al Tonale, dall’Alte Valli di Ledro, al sacro monte Pasubio, dall’Ortigara al Lagorai, dal Cauriol alla Marmolada, fino a Cima Undici e alla Croda Rossa, dove correva la linea del fronte più alta mai raggiunta da una guerra in terra europea.

16 giugno 2018 LE MOTIVAZIONI DI UN INCONTRO

la gioia di una salita collettiva verso un pensiero alto e un rifugio “Altissimo”

Il rifugio come luogo aperto, “accogliente” ed inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità.

Questo è il contesto culturale e ideale che ha guidato la SAT ed il Centro Astalli di Trento alla realizzazione di una giornata mondiale del rifugiato molto speciale, vissuta con la salita al rifugio Altissimo in programma sabato 16 giugno.

Una sorta di preludio al 20 giugno, data durante la quale   l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.

Nel presentare l’incontro la presidente SAT Anna Facchini ha definito giugno il mese della solidarietà in SAT: “Dopo le iniziative di Montagnaterapia, il 16 giugno abbiamo l’incontro con i migranti al rifugio- riferisce – ed il 21 giugno presenteremo il lavoro con l’Hospice Cima Verde. Ma anche altre sezioni e commissioni di SAT operano attivamente in questi ambiti la SUSAT (sezione universitaria SAT) con il progetto CIMA LIBERA TUTTI e la Commissione Cultura con la mostra allo Spazio Alpino sulle opere dei profughi dal titolo”IN VIAGGIO, LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMIGRAZIONE”, in programma a novembre 2018. L’attenzione verso la sofferenza, sia fisica, che mentale psicologica e sociale, insieme alla cultura ed alla formazione fanno parte dell’impego primario di SAT. Un impegno in termini di energie e di risorse che teniamo sempre al centro della nostra azione.

“Il rifugio Altissimo – dichiara Claudio Bassetti ex presidente SAT, che insieme a Stefano Graiff del Centro Astalli e Massimo Komaz, segretario Fondazione Sant’Ignazio ha ideato questa iniziativa – si trova in mezzo alle trincee della Prima Guerra Mondiale, che per noi rappresentano le tracce di un immenso dramma umano, ma che rischia di rimanere una iconografia di un passato molto lontano. Per chi oggi cerca un futuro, le trincee, le armi, i bombardamenti invece rappresentano il presente. Il Medio Oriente, come molti paesi asiatici ed il continente africano, alcune aree dell’America Latina, perfino in certi paesi dell’est europeo, sono costellati di conflitti: ambientali, tribali, climatici economici, politici e le analogie con i nostri conflitti, i nostri deportati, in Boemia, piuttosto che in Italia di cento anni fa, non vanno dimenticate. Semplicemente una volta si parlava di campi di concentramento, ora si parla di campi di detenzione, ma le condizioni di vita non cambiano di molto”.

Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento ha sottolineato “La montagna come paradigma della vita e del mondo di oggi. Perché la montagna ti impone una scelta: di fronte alla sua altezza ognuno può scegliere se rimanere a valle dove l’ombra ti ristora e il piano ti rassicura, e rende la vita più semplice e comoda, oppure se intraprendere il sentiero e salire fino lassù alla vetta dove il tuo sguardo si può perdere ad esplorare mondi e confini mai immaginati. Se decidi di fare la fatica di salire allora puoi poter godere di questo infinito, se rimani a valle di devi accontentare di sentirli narrati, o illustrati su immagini e fotografie. Ebbene la società di oggi ed il mondo oggi vive dinamiche che sono molto simili. – Osserva Graiff - Dietro le pareti che chiudono il nostro piccolo mondo, infatti, c’è un’umanità che non si arresta, che si muove spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più forte e più grande di ogni altra creatura: la speranza. Salire le vette può essere rischioso - ti dicono...ma se non vai oltre e accetti la sfida non potrai mai godere dell’infinito. Dietro le pareti non c’è solo un mondo, c’è la tua libertà, al tua dignità.

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – sostiene Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”.

Saranno circa 45 persone a mettersi in marcia verso l’Altissimo sabato 16 giugno, una ventina di rifugiati e richiedenti asilo, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato l’evento, allo storico Quinto Antonelli ed al Gruppo di Teatro Civile ed seguire il brindisi con la sezione SAT di Mori, prima del rientro a valle.

Una giornata di scambio di esperienza, di riflessione, di amicizia, nel tentativo di fare un po’ di luce, all’interno di un contesto globale dove i confini degli Stati sembrano assurgere a muri invalicabili non soltanto fisici, ma culturali, mentali e ideologici.

16 giugno 2018 LE MOTIVAZIONI DI UN INCONTRO

la gioia di una salita collettiva verso un pensiero alto e un rifugio “Altissimo”

Il rifugio come luogo aperto, “accogliente” ed inclusivo, che non chiede alle persone da dove vengono, ma chiede loro dove vogliono andare, per portare soccorso in caso di necessità.

Questo è il contesto culturale e ideale che ha guidato la SAT ed il Centro Astalli di Trento alla realizzazione di una giornata mondiale del rifugiato molto speciale, vissuta con la salita al rifugio Altissimo in programma sabato 16 giugno.

Una sorta di preludio al 20 giugno, data durante la quale   l’Agenzia ONU per i Rifugiati (UNHCR) prosegue la campagna #WithRefugees, per dare visibilità alle espressioni di solidarietà verso i rifugiati, amplificando la voce di chi accoglie e rafforzando l’incontro tra le comunità locali e i rifugiati ed i richiedenti asilo.

Nel presentare l’incontro la presidente SAT Anna Facchini ha definito giugno il mese della solidarietà in SAT: “Dopo le iniziative di Montagnaterapia, il 16 giugno abbiamo l’incontro con i migranti al rifugio- riferisce – ed il 21 giugno presenteremo il lavoro con l’Hospice Cima Verde. Ma anche altre sezioni e commissioni di SAT operano attivamente in questi ambiti la SUSAT (sezione universitaria SAT) con il progetto CIMA LIBERA TUTTI e la Commissione Cultura con la mostra allo Spazio Alpino sulle opere dei profughi dal titolo”IN VIAGGIO, LA CREATIVITA’ SULLE ROTTE DELL’IMIGRAZIONE”, in programma a novembre 2018. L’attenzione verso la sofferenza, sia fisica, che mentale psicologica e sociale, insieme alla cultura ed alla formazione fanno parte dell’impego primario di SAT. Un impegno in termini di energie e di risorse che teniamo sempre al centro della nostra azione.

“Il rifugio Altissimo – dichiara Claudio Bassetti ex presidente SAT, che insieme a Stefano Graiff del Centro Astalli e Massimo Komaz, segretario Fondazione Sant’Ignazio ha ideato questa iniziativa – si trova in mezzo alle trincee della Prima Guerra Mondiale, che per noi rappresentano le tracce di un immenso dramma umano, ma che rischia di rimanere una iconografia di un passato molto lontano. Per chi oggi cerca un futuro, le trincee, le armi, i bombardamenti invece rappresentano il presente. Il Medio Oriente, come molti paesi asiatici ed il continente africano, alcune aree dell’America Latina, perfino in certi paesi dell’est europeo, sono costellati di conflitti: ambientali, tribali, climatici economici, politici e le analogie con i nostri conflitti, i nostri deportati, in Boemia, piuttosto che in Italia di cento anni fa, non vanno dimenticate. Semplicemente una volta si parlava di campi di concentramento, ora si parla di campi di detenzione, ma le condizioni di vita non cambiano di molto”.

Stefano Graiff, presidente del Centro Astalli di Trento ha sottolineato “La montagna come paradigma della vita e del mondo di oggi. Perché la montagna ti impone una scelta: di fronte alla sua altezza ognuno può scegliere se rimanere a valle dove l’ombra ti ristora e il piano ti rassicura, e rende la vita più semplice e comoda, oppure se intraprendere il sentiero e salire fino lassù alla vetta dove il tuo sguardo si può perdere ad esplorare mondi e confini mai immaginati. Se decidi di fare la fatica di salire allora puoi poter godere di questo infinito, se rimani a valle di devi accontentare di sentirli narrati, o illustrati su immagini e fotografie. Ebbene la società di oggi ed il mondo oggi vive dinamiche che sono molto simili. – Osserva Graiff - Dietro le pareti che chiudono il nostro piccolo mondo, infatti, c’è un’umanità che non si arresta, che si muove spinta da quel motore e quella forza che rende l’uomo più forte e più grande di ogni altra creatura: la speranza. Salire le vette può essere rischioso - ti dicono...ma se non vai oltre e accetti la sfida non potrai mai godere dell’infinito. Dietro le pareti non c’è solo un mondo, c’è la tua libertà, al tua dignità.

“Non bastano più i servizi, gli aiuti, la sussistenza – sostiene Massimo Komatz, segretario della Fondazione Sant Ignazio – abbiamo bisogno di contaminare i nostri mondi e di inserire persone dentro la nostra normalità, questa è la strada maestra”.

Saranno circa 45 persone a mettersi in marcia verso l’Altissimo sabato 16 giugno, una ventina di rifugiati e richiedenti asilo, oltre ai rappresentanti delle associazioni che hanno organizzato l’evento, allo storico Quinto Antonelli ed al Gruppo di Teatro Civile ed seguire il brindisi con la sezione SAT di Mori, prima del rientro a valle.

Una giornata di scambio di esperienza, di riflessione, di amicizia, nel tentativo di fare un po’ di luce, all’interno di un contesto globale dove i confini degli Stati sembrano assurgere a muri invalicabili non soltanto fisici, ma culturali, mentali e ideologici.

L’altolà di SAT ai Quad rimane

anche nei confronti del raduno 2018, nel rammarico di appelli caduti nel vuoto, l’aspetto positivo riguarda il fatto che il fronte della necessità di regolamentazione si sta allargando

Lo scorso anno in merito al raduno dei Quad SAT definì la manifestazione “una vera e propria aggressione alla montagna”.

Sul fronte delle tre province interessate  alla manifestazione motoristica si fece anche di più: venne redatto un documento sottoscritto dalle associazioni alpinistiche dell’area dolomitica Patrimonio Unesco, composta da SAT e dai Gruppi CAI Regionale del Veneto, Regionale Friuli Venezia Giulia,  Provinciale Alto Adige ed Alpenverein Sudtirol, nel quale veniva rivolto un accorato  appello alle amministrazioni pubbliche per una netta inversione  di marcia relativamente al rilascio di autorizzazioni per raduni motoristici in zone delicate dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

 E’  notizia di questi giorni che il raduno dei Quad in quota si ripeterà anche durante questo weekend, con le modalità dello scorso anno, toccando diversi percorsi forestali nella zona di Falcade ed in altri Comuni delle valli di Fiemme e Fassa.

Gli appelli e le prese di posizione di coloro che in montagna operano, ristrutturando rifugi, sistemando sentieri, dove le strade forestali sono concepite come accessi di servizio a chi deve operare per conservare e tutelare un Bene comune, cadono dunque nel vuoto e  vengono totalmente ignorati.

Malgrado tutto ciò però qualcosa si sta muovendo.

La novità consiste nel fatto che Fondazione Dolomiti UNESCO, piattaforma per lo sviluppo e la sperimentazione di soluzioni innovative a livello interregionale, anche sulla scorta delle forti prese di posizione dello scorso anno (con tanto di manifestazioni sul posto durante il raduno delle moto a quattro ruote da parte delle associazioni ambientaliste) ha costituito un tavolo di lavoro, al quale partecipano SAT, CAI Veneto, CAI Friuli Venezia Giulia Alpenverein, Montain Wilderness e Cipra Italia.

Un primo risultato del tavolo, la mappatura della normativa vigente nei territori che condividono il Bene, affronta diversi temi (Voli turistici in elicottero, gare motoristiche in quota, mobilità in zone delicate, le biciclette in montagna). A proposito di gare e raduni motoristici la proposta degli ambientalisti è di invitare i Comuni ad “impedire raduni (quad, motociclette, jeep, motoslitte) in territorio Dolomiti UNESCO, in aree Core e Buffer, ZPS, SIC, Rete Natura 2000 anche esterne o comunque prossime al Patrimonio.

Il tavolo è all’inizio del suo percorso, che coinvolgerà diversi portatori di interesse per approdare a linee guida condivise.

Recentemente infatti il Consiglio Provinciale ha approvato una mozione che impegna la Giunta a definire “chiare linee guida per l’individuazione di attività umane incompatibili con le peculiarità dei territori montani”.

Di più: nel corso dell’ultimo incontro della cabina di regia delle Aree Protette (alla quale SAT partecipa) si è deciso di collaborare con il gruppo di Lavoro di Fondazione Dolomiti UNESCO. Durante il prossimo incontro il 21 giugno prossimo, la cabina di regia esaminerà alcuni studi e proposte sulle quali iniziare a lavorare.

Dalla protesta “tout court”, si passa dunque alla proposta per definire l’azione e  l’impegno di SAT con le proprie Commissioni (Sentieri e Tutela Ambiente Montano) sarà concreto, come in passato, anche per stringere i tempi sulle decisioni.

L’auspicio è che da parte della pubblica amministrazione si arrivi finalmente all’assunto che il concetto di limite non deve essere più soltanto uno slogan da usare negli incontri e sui tavoli di lavoro, ma in prima istanza consapevolezza nei confronti di un ambiente fragile e sempre più sottomesso al concetto di intrattenimento fine a stesso.

In seconda battuta si auspica coerenza nell’azione legislativa e soprattutto culturale nei confronti di territori che vivono di turismo, ma che spesso dimenticano il loro obbiettivo primario: promuovere un ambiente alpino autentico, che nulla ha a che vedere con altre tipologie di offerta turistica quali i parchi divertimento.

 

 

Convegno sui grandi Carnivori il 6 aprile a Vicenza organizzato dal CAI nazionale

Possono partecipare i soci CAI agronomi e forestali

Una occasione preziosa, con un tavolo di soggetti interessati molto ampio, per costruire un quadro composito che affronti la sfida della biodiversità e della convivenza con le attività umane dei grandi carnivori. 

Per partecipare è necessario iscriversi entro il 1 aprile 2019. 

Per le iscrizioni si può accedere al sito: www.caicsvfg.it/iscrizione

Nelle immagini di seguito la scheda descrittiva 

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