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Cultura | Archivio storico
NOVITÀ: CATALOGO DELL'ARCHIVIO FOTOGRAFICO SAT

Grazie al contributo della Fondazione CARITRO è stato possibile catalogare un primo lotto di immagini conservate nell’Archivio storico SAT.


E' possibile consultare direttamente on-line questo patrimonio accedendo direttamente al database inserendo immediatamente i termini di ricerca.

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L’Archivio storico-SAT istituito fin dall’inizio dell’attività del Sodalizio rappresenta un caso quasi unico in Italia, per dimensione e completezza, di archivio espressione di una associazione alpinistica. L’archivio, insieme alle carte, raccoglie fondi fotografici rilevanti per lo studio della storia dell’Associazione stessa, per lo studio della storia sociale dell’alpinismo e per la storia politica, sociale, culturale e territoriale del Trentino essendo rappresentazioni iconografiche dell’età contemporanea. Alcuni di questi fondi sono stati ordinati e descritti seguendo le indicazioni ministeriali per la catalogazione dei beni fotografici e condizionati all’interno di buste adeguate seguendo i principi di una corretta conservazione dei beni culturali. La fruibilità da parte degli utenti, la gestione comune con la Biblioteca della Montagna-SAT (struttura riconosciuta dalla Provincia come biblioteca specialistica d’interesse provinciale) e l’inizio di un progetto di catalogazione, sono elementi che concorrono alla divulgazione di questo straordinario patrimonio, attirando anche donazioni di rilievo.

Un primo progetto di catalogazione è stato proposto dalla SAT alla Fondazione CARITRO che lo ha approvato nell’autunno del 2012. Il progetto è stato seguito da Claudio Ambrosi e realizzato da Daniela Pera, che si è occupata della scansione e catalogazione delle immagini.

I fondi ora adeguatamente conservati in archivio, descritti e digitalizzati sono facilmente fruibili. L’obiettivo dunque di valorizzare l’archivio fotografico SAT è stato ampiamente raggiunto.

Ad ogni fotografia è stato assegnato un numero di inventario ed una scheda descrittiva i cui campi sono derivati dalla scheda ministeriale (Scheda F) per la specifica descrizione dei beni fotografici. La scheda utilizzata è composta da diversi campi divisi in cinque parti. Nella prima parte vi sono i campi dedicati all’identificazione del pezzo (numero di inventario, segnatura, datazione, fondo di appartenenza), cui segue la parte riferita agli autori (autore, stampatore, editore della fotografia). La parte relativa alla descrizione prevede un campo dedicato al titolo della fotografia, al soggetto fotografato, alla localizzazione ed alle iscrizioni, ovvero tutte le note, stampate o manoscritte, riportate sul pezzo sia al recto che al verso. La parte dedicata alla descrizione tecnica individua il tipo di oggetto che stiamo descrivendo (principalmente positivo o negativo), l’indicazione colore, la tecnica di esecuzione della fotografia, il tipo di supporto, le misure ed infine lo stato di conservazione. La parte finale della scheda è rivolta agli approfondimenti che possono dare ulteriori informazioni sulla fotografia; questa è composta dai campi relativi ad eventuali riferimenti bibliografici, archivistici ed uno in cui è possibile aggiungere delle osservazioni.

Alcuni fondi del patrimonio archivistico fotografico della SAT, ora descritti tramite delle apposite schede che vanno a costituire un database strutturato, sono ora facilmente consultabili favorendo così il lavoro di ricerca di studiosi, universitari e appassionati e la conoscenza e divulgazione dell’archivio stesso.

Il cuore del lavoro di valorizzazione si è concretizzato con la descrizione dei singoli pezzi per la costituzione di una banca dati strutturata, la quale è consultabile presso la Biblioteca della Montagna SAT tramite una postazione dedicata. Il database è gestito dal software “Picar” (PICtures Archiver), un’applicazione web open source costruita con il framework Grails. Le funzioni principali di Picar riguardano la gestione delle schede descrittive, la ricerca libera, la visualizzazione delle immagini caricate a completamento delle schede, la possibilità di visualizzare, scaricare e stampare la scheda in formato PDF. Le attuali tecniche di digitalizzazione delle immagini inoltre permettono di completare la descrizione delle fotografie inserendo nella scheda una o più immagini che possono essere visualizzate ingrandendole, scaricate oppure stampate. Nel banca dati le scansioni sono a bassa risoluzione (formato JPEG 150 dpi), ma concordemente è stata eseguita anche una scansione ad alta risoluzione (formato TIFF 400 dpi) depositata nel server centrale della SAT.

 

L’inizio della catalogazione dell’Archivio fotografico è la risposta alle sempre maggiori e frequenti richieste degli utenti, dei soci, delle Sezioni e delle Commissioni tecniche della SAT, ma anche l’attestazione di quanto la SAT creda nel valore della cultura e nell’importanza di conservare e ordinare i materiali per renderli fruibili atutti. L’Archivio è un luogo di studio e ricerca aperto a tutti e anche un luogo della memoria dove, anche per semplice curiosità, tutti hanno accesso. Per esempio accade di frequente che gli utenti chiedano di poter prendere visione di fotografie, libretti di vetta e libri dei rifugi, ricostruendo così i loro momenti di vita in montagna o quelli di genitori e nonni. L’Archivio diventa così un luogo della memoria, un’esperienza emozionale, restituendo alla collettività episodi e storie.


Per i dettagli sulla fruizione si invita a consultare la Carta dei servizi della Biblioteca

 


www link Fondazione CARITRO

Recapito

Archivio storico SAT
presso: Biblioteca della Montagna-SAT
per la consultazione contattare
dal lunedì al venerdì ore 9-12 ; 15-19:
Biblioteca della Montagna-SAT
via Manci, 57
38121 - Trento (Italia)

sat@biblio.infotn.it
tel.: 0461-980211
fax: 0461-986462


ARCHIVIO STORICO DELLA SAT

Parallelamente alla realizzazione della biblioteca, fin dall’inizio della sua attività la SAT costituì un proprio archivio, che ben presto beneficiò di alcune donazioni relative soprattutto a materiale fotografico.
Nel corso del tempo l’archivio ha subito molteplici rimaneggiamenti che hanno comportato, in parte, la rottura delle serie e la creazione di nuove in base al “valore” attribuito arbitrariamente alla documentazione. Si è perso così il legame tra le carte ed in particolare con quelle direttamente collegate con il fondo fotografico.
In tempi recenti, tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli anni novanta, così come la biblioteca e il museo, anche l’archivio è stato gestito da Anna Dalsass Stenico che ha avuto il merito di salvaguardare i documenti dalla dispersione.
La struttura, oggi intimamente legata alla Biblioteca della Montagna-SAT e gestita dal personale della stessa, rappresenta un caso quasi unico in Italia, per dimensione e completezza, di archivio espressione di una associazione alpinistica.
Nonostante la dispersione di parte delle carte ed i “riordini” arbitrari l’archivio si presenta in ottime condizioni.
L’archivio ha sede al secondo piano della Casa della SAT a Trento ed è inglobato nei locali che ospitano la Biblioteca della Montagna-SAT. Fino al 2010 era ospitato in una sala adiacente la biblioteca, dopo i lavori di ristrutturazione ed ampliamento che hanno fornito nuovi spazi alla biblioteca, l’archivio è stato collocato in una nuova sala (sempre all’interno della biblioteca), più idonea ad ospitare le collezioni.
Oltre ai documenti istituzionali, che documentano l’attività della SAT dall’anno della sua fondazione (1872), l’archivio conserva importanti fondi di altri soggetti produttori (“Soggetti privati complessi”): enti e persone legate alla montagna, acquisiti tramite donazione o talvolta acquisto. Si tratta quindi di un archivio che presenta un unico “Soggetto conservatore”, che è pure “Soggetto produttore” di parte delle raccolte (circa metà del posseduto), ma che ospita documenti di altri “Soggetti produttori”, come ad esempio il Corpo Soccorso Alpino della SAT, il Coro della SAT, il Gruppo Rocciatori SAT, la Sezione di Trento della SAT e numerosi fondi di soggetti privati singoli (persone fisiche), principalmente alpinisti e fotografi. I “Complessi archivistici” individuati sono una trentina e comprendono documenti cartacei e fotografici di persone legate al Sodalizio (come ad esempio Achille Gadler, Ezio Mosna, Gianni Olzer, Bruno Angelini, Sergio Gorna, Dante Ongari, Vittorio Stenico, Giovanni Strobele, Adolfo Valcanover e altri), o celebri alpinisti (Gino Buscaini, Vittorio Emanuele Fabbro, Pino Prati, Clemente Maffei “Gueret”, Fabio Stedile e altri), oppure fotografi e studiosi (Leonardo Ricci, Livio Marini, Giulio Mandich ecc.).
Inoltre una sezione dell’archivio ospita una collezione di cartoline, mentre un’altra accoglie alcuni fondi virtuali, ossia, documenti dei quali è stata realizzata una scansione elettronica, ma dei quali non si possiedono gli originali, perché conservati presso archivi pubblici o privati. Questi documenti sono ammessi esclusivamente alla consultazione e naturalmente per le richieste di duplicazione e pubblicazione si rinviano gli utenti al soggetto conservatore.
La distinzione tra archivio storico, di deposito e corrente è stata realizzata solo recentemente, ma tale confusione ha però garantito la conservazione di tutto il materiale, giacché un vero e proprio scarto non è mai stato realizzato. Solo in due momenti, entrambi legati ai lavori di ristrutturazione della casa sociale, parte dei documenti è andata dispersa: alla fine degli anni ottanta è stata fatta una cernita del materiale depositato in magazzino e alla fine degli anni novanta è stato realizzato uno scarto nel magazzino della segreteria, relativo esclusivamente agli archivi di dati dei soci (in funzione del tesseramento).
Con l’apertura al pubblico della Biblioteca della Montagna nel 1991, anche l’Archivio storico SAT è stato progressivamente reso fruibile agli utenti, ottenendo anche un riconoscimento interno che garantisce la conservazione e corretta gestione dei documenti.
In forza diciò è stato avviato un progetto di catalogazione di parte del fondo fotografico, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.
Nell’ambito di questo progetto è stato realizzato anche un conteggio di carte e fotografie, e un primo intervento di riordino dei fondi cambiando i contenitori privi d’interesse e in cattivo stato di conservazione, sistemando le fotografie in posizione orizzontale e condizionandone una parte all’interno di buste di carta adatte alla conservazione a lungo termine appositamente studiate per i materiali fotografici. Il dato più interessante che è emerso riguarda la quantità dei documenti conservati, con circa 60mila positivi e negativi fotografici (su supporto di carta, vetro e pellicola), in parte conservati in 64 album, e 10mila cartoline postali e illustrate. I documenti fotografici conservati sono di grande interesse, non solo per la storia della montagna. Le fotografie di Giovanni Battista Unterveger e Franz Dantone, risalenti al 1870-1880, illustrano le valli, i paesi e le montagne trentine e dolomitiche di un’epoca rurale, con un turismo che timidamente muoveva i primi passi, una viabilità precaria e rare infrastrutture turistiche. Legato alla SAT Unterveger documentò le bellezze paesaggistiche trentine con lo scopo di propagandarle anche all’estero, mentre Dantone, legato al Club alpino austro-tedesco, dedicò maggiore attenzione alla Valle di Fassa, dove maggiormente erano evidenti i legami con il mondo tedesco. Questo è solo un piccolo esempio della varietà di spunti e documentazione alla quale si può attingere consultando l’Archivio storico SAT.

download Descrizione sintetica dei principali fondi   117,88 KByte | pdf

Archivio storico SAT
MUSEO DELLA SAT

Negli anni cinquanta, mentre parte del patrimonio della biblioteca veniva disperso, tornò l’idea di realizzare un Museo alpino. La prima proposta risaliva addirittura al 1904 e fu parzialmente realizzata nel 1923. Riprendendo un'idea di Cesare Battisti (Museo storico del secolo XIX), venne fondato a Trento il Museo Trentino del Risorgimento, che trovò spazio in alcune sale del Castello del Buonconsiglio. La SAT si associò subito al nuovo museo, che dedicava un settore all'apporto dato dall'Associazione alle lotte irredentiste. Nel secondo dopoguerra il nuovo sovrintendente decise di ridurre gli spazi e così venne soppressa la sala dedicata alla SAT «ente dal quale il Museo aveva avuto un contributo per l'arredamento». Pare che la motivazione principale dei tentativi di realizzare un museo risiedesse nella consapevolezza del rischio di dispersione di documenti e cimeli. Un timore fondato.
Nel1955 il presidente della SAT Stefenelli incaricò Quirino Bezzi di sondare la possibilità di rispolverare la vecchia idea del 1904 avanzata da Giovanni Pedrotti. Vennero nuovamente presi contatti con il Museo del Risorgimento e si decise di allestire tre sezioni in una sala: «"Società Alpina del Trentino" dove verranno esposti tutti i documenti relativi alla fondazione della stessa; "Società degli Alpinisti Tridentini" che raccoglierà la storia della nostra Società fino al 1918, mentre la terza illustrerà degnamente le attività della SAT fino ai nostri giorn. I materiali depositati presso il Museo del Risorgimento verranno ritirati alla fine del 1968.
Nel 1963 si celebrava il 90° di fondazione della SAT e, dal 12 al 30 giugno, presso la sede della SOSAT, in via Malpaga, venne allestita una grande mostra temporanea, con cimeli e documenti; un'occasione importante per sensibilizzare i soci verso la storia del sodalizio.
Dieci anni dopo è la volta del centenario della SAT. La presidenza Ongari istituì una apposita commissione e successivamente il presidente Marini incaricò ancora una volta Bezzi; venne allestita una mostra temporanea. L'esposizione si tenne ad Arco, culla della SAT, al primo piano di Palazzo Marchetti, ennesima occasione per riunire i materiali, che avrebbero potuto costituire il nucleo dell'agognato museo. Oggetti e documenti, dono di alcuni soci (come Sandro Conci), cominciarono a confluire alla SAT, così assieme alle collezioni per il futuro museo si incrementò il patrimonio documentario che andrà a costituire l’Archivio storico.
La lungimirante proposta di Pedrotti cominciò a concretizzarsi nel 1982, con la nomina di una «Commissione per il museo e l’archivio storico della SAT», presieduta da Quirino Bezzi e composta da Anna Stenico, Bruno Bazzanella e Giulio Mondini.
Nel 1984 il presidente della SAT Guido Viberal e il consiglio direttivo incaricarono Bruno Angelini di organizzare il museo ed iniziare la sistemazione della biblioteca. Angelini, avvalendosi della collaborazione di Anna Stenico, Quirino Bezzi e Romano Cirolini, allestì il museo in tre stanze (prima occupate dal Soccorso Alpino), al secondo piano della Casa della SAT. I tre locali vennero intitolati alla memoria dei Fratelli Tambosi, Pino Prati e Marino Stenico.
Fortunatamente la disponibilità del Sodalizio si coniugò con la disponibilità di questo qualificato gruppo di collaboratori.
Nel 1991 lo spazio espositivo viene trasferito al pianterreno, in un locale più ampio, sua attuale sede, con accesso dal cavedio, per lasciare spazio alla nascente Biblioteca della Montagna-SAT. La sede attuale ha una superficie di 100 m2 ed ospita ventisei vetrine doppie illustranti la storia e l’attività della SAT, l’alpinismo trentino, il Soccorso Alpino, i rifugi ecc. L'allestimento è stato curato da Bruno Angelini e Anna Stenico.

Per la visita del museo (dal lunedì al venerdì, ore 9-12 ; 15-19) è necessario contattare la Biblioteca della Montagna-SAT (sat@biblio.infotn.it ; tel.: 0461-980211 ; fax: 0461-986462) 


Questo è probabilmente il primo chiodo da roccia utilizzato sulle Alpi (1882)