Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

Premio speciale all'interno del Trento Film Festival

Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO 2017 - Dolomites UNESCO World Heritage Award 2017

Istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT-Società degli Alpinisti Tridentini al miglior film che documenti la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio. In collaborazione con il Trento Film Festival.

Established by “Fondazione Dolomiti UNESCO” and “SAT Società degli Alpinisti Tridentini”. The award is dedicated to the best documentary about the communities’ awareness of the exceptional universal values recognized by the UNESCO and their effort to preserve actively their territory.

La giuria del Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO composta da Marcella Morandini (Presidente), Claudio Bassetti, Annibale Salsa e Riccardo Decarli  ha deciso di assegnare all’unanimità il premio al film:

The Jury of the UNESCO World Heritage Dolomites Award, made up of Marcella Morandini (President), Claudio Bassetti, Annibale Salsa and Riccardo Decarli has unanimously decided to award the prize to the film:

Koneline: Our Land Beautiful, di Nettie Wild (Canada, 2015, 96')

Con la seguente motivazione: Un film che affronta, rifuggendo dagli stereotipi di maniera, il tema della complessità della conservazione attiva del patrimonio naturale e culturale nel territorio della British Columbia nord occidentale, anch'esso interessato dal riconoscimento UNESCO. Spiazza lo spettatore e lo incanta con una straordinaria fotografia che esalta la bellezza di un ambiente che è, al contempo, soggetto alla violenza della civiltà industriale e a quella a tratti inconsapevole della comunità dei Tahltan. Non una divisione manichea fra buoni e cattivi ma la descrizione, con immagini di grande poesia, della capacità di attivarsi per una gestione responsabile.

 

La Giuria all’unanimità ha deciso di dare una menzione speciale al film Samuel in the Clouds di Pieter Van Eecke (Belgio, 2016, 70’) con la seguente motivazione: Film di notevole qualità formale, rientra pienamente nel tema del Premio speciale. La solitudine del gestore di rifugio a 3500 m di quota, diventa inquietudine per l’assenza di neve. Il tema che sottende il film è l’attesa: della neve, dei turisti, di risposte che la scienza non riesce a dare e per questo diventa inevitabile rivolgersi alle antiche divinità andine. L’ansia del gestore, il dramma individuale, è anche dramma globale per i catastrofici effetti del riscaldamento globale. I temi esposti accomunano le Ande e le Dolomiti e in generale, buona parte delle montagne del mondo.

 

Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO 2018 - Dolomites UNESCO World Heritage Award 2018

Istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT-Società degli Alpinisti Tridentini al miglior film che documenti la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio. In collaborazione con il Trento Film Festival.
Established by “Fondazione Dolomiti UNESCO” and “SAT Società degli Alpinisti Tridentini”. The award is dedicated to the best documentary about the communities’ awareness of the exceptional universal values recognized by the UNESCO and their effort to preserve actively their territory.

La giuria del Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO composta da Claudio Bassetti (Presidente), Marcella Morandini, Annibale Salsa e Riccardo Decarli ha deciso di assegnare all’unanimità il premio al film:

The Jury of the UNESCO World Heritage Dolomites Award, made up of Claudio Bassetti (President), Marcella Morandini, Annibale Salsa and Riccardo Decarli has unanimously decided to award the prize to the film:

Stella Polaris Ulloriarsuaq, di Yatri N. Niehaus (Germania, 2017, 86')

Con la seguente motivazione: Una fotografia spettacolare immerge lo spettatore nel mondo di ghiacci della Groenlandia, l’isola più grande del Pianeta. Nel Mille, ai tempi di Erik il Rosso, la “Terra verde” aveva un manto glaciale meno esteso dell’attuale, da qui il suo nome. Appartenente alla Danimarca dall’inizio dell’Ottocento oggi la Groenlandia gode di una certa autonomia che consente una forma di autogoverno. Abitata dai Kalaalit (Kalaallit Nunaat il nome groenlandese di questa terra), negli ultimi anni la Groenlandia si è profondamente modificata con lo sviluppo del turismo e lo sfruttamento di risorse primarie del sottosuolo e l’incremento della pesca. Una trasformazione veloce che rischia di cancellare la millenaria cultura della popolazione locale. Non solo la storia degli uomini si è stratificata in questo affascinante territorio, ma anche la stessa storia della Terra, conservata nei ghiacci che ne riportano alla luce le varie ere. Ma anche i ghiacci devono fare i conti con drammatici eventi, quali i cambiamenti climatici. Uomini e territorio sono alle prese con una sfida epocale, solo il rispetto e la conoscenza possono garantirne il futuro. Il film riesce a far emergere chiaramente tutti questi aspetti, senza rinunciare ad una struggente bellezza.

 

La Giuria all’unanimità ha deciso di dare una menzione speciale al film Living with wildlife di Leanne Allison (Canada, 2017, 23’) con la seguente motivazione: Reportage sulla convivenza tra uomo e fauna selvatica nella Bow Valley dell’Alberta (Canada). Un luogo frequentato da amanti della vita all’aria aperta, dove escursionisti e ciclisti sperimentano in prima persona l’incontro con orsi, grossi felini e grandi ungulati. Ambienti di grande fascino, splendidi animali in libertà,  documentati da  immagini di suggestiva bellezza, attraggono moltissimi visitatori e pongono problemi nella gestione della complessa realtà naturalistica della Bob Walley. Nel documentario vengono analizzate le strategie per limitare al minimo i rischi che una simile convivenza pone, alla luce anche di incidenti gravi, come l’uccisione di una escursionista da parte di un grizzly. Ricerca, informazione, comunicazione, accompagnate anche da misure concrete, come recinzioni e corridoi faunistici,  come pure presidi di protezione individuale,  gli  spray al peperoncino, sono strategie e azioni per limitare i rischi.  Un documentario dal ritmo incalzante, che offre spunti molto importanti anche per le nostre realtà.

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