TransLagorai: storia di un percorso

Un cammino ha bisogno di bussole, carte geografiche e preparazione ma è solo quando si è sul terreno che si può toccare con mano quanto programmato e, se necessario, fare degli aggiustamenti.

Il documento che segue dà conto di come la SAT ha preparato il suo zaino, di come ha intrapreso il sentiero e di come, senza vincoli ideologici ma con molto pragmatismo, ha scelto la propria strada.

 

Nei primi mesi del 2016 la SAT, su richiesta dell’Assessorato Infrastrutture e Ambiente, aveva dato avvio ad uno studio di fattibilità per un progetto di valorizzazione del percorso denominato “TransLagorai”.

Il Consiglio Centrale SAT, in data 23 ottobre 2017, ha deliberato all’unanimità di aderire al Protocollo di intesa, dando così avvio alla elaborazione dell’ipotesi progettuale del percorso, da tracciare su sentieri SAT e prevedendo anche alcuni punti di appoggio necessari per ristoro e pernottamento.

In esito a tale fase di elaborazione, la Giunta Esecutiva di SAT, in data 26 marzo 2018, ha approvato all’unanimità la stesura del progetto che, firmato dal Presidente in data 18 aprile 2018 e inviato ai competenti uffici provinciali, è diventato parte integrante dello schema di Accordo di programma tra la Provincia autonoma di Trento, la Magnifica Comunità di Fiemme, il Comune di Scurelle, il Comune di Canal San Bovo, il Comune di Ziano di Fiemme, il Comune di Telve e il Parco Naturale Paneveggio-Pale di San Martino, approvato dalla Giunta Provinciale con deliberazione n. 1487 del 10 agosto 2018 (“Valorizzazione del percorso denominato ‘Translagorai’” – allegato 001).

I nuovi ruoli di vertice insediatisi presso la SAT dallo scorso 26 aprile 2018, tra i primi atti di profilo strategico e di indirizzo hanno ritenuto opportuno avviare un processo interno di conoscenza e approfondimento del progetto di valorizzazione del percorso denominato “TransLagorai”.

La Presidenza, preso atto che l’Accordo di programma approvato con la delibera della Giunta Provinciale sopra citata, in alcuni punti divergeva dal Protocollo di intesa a suo tempo deliberato dal Consiglio Centrale, in particolare laddove si vanno a definire con maggiore dettaglio aspetti sommariamente delineati nel Protocollo, con specifico riguardo alle modalità di realizzazione dei punti tappa, ha voluto dedicare al percorso “TransLagorai” alcuni diversi e specifici momenti di accurata analisi e di articolato confronto all’interno dei propri organi collegiali e tecnico-consultivi.

In particolare, con riferimento al capitolo “Conclusioni” (cfr. pag. 35 dell’Ipotesi progettuale di data 18 aprile 2018 allegata alla già citata delibera Giunta Provinciale), nel quale si esplicitava la disponibilità della SAT a “dare un contributo concreto allo sviluppo del progetto di valorizzazione della ‘Translagorai’” […] anche attraverso “la volontà di partecipare al Tavolo di lavoro formato dai soggetti che hanno titolo a parteciparvi, per confrontarsi periodicamente sulle proposte e lo stato di avanzamento, sulle criticità che emergeranno in corso d’opera, sugli interventi da porre in atto, sui correttivi, sulla comunicazione, sulle azioni di tutela”, su proposta della Presidenza, al termine del periodo di studio e del processo di confronto interno ed esterno, il Consiglio Centrale della SAT in data 14 novembre 2018 ha deliberato all’unanimità, di puntualizzare quanto proposto nell’Ipotesi progettuale di data 18 aprile 2018 e di rivedere alcune linee di indirizzo ivi previste.

Il punto nodale delle differenze tra Protocollo di Intesa e Accordo di Programma è costituito dalla presa d’atto che quanto nel primo documento era descritto come “potenziamento di alcuni punti di appoggio che riutilizzino le strutture esistenti […]” nel secondo documento viene invece definito come “allestimento di alcune strutture ricettive in quota, per lo più gestite”.

La differenza solo apparentemente è marginale: l’Accordo di programma inserisce, infatti, l’art. 3, dedicando il comma 1 alla previsione di riorganizzazione della sentieristica dell’intero percorso, e il comma 2 (con altrettanti 7 punti) alla sintetica descrizione degli interventi sui punti tappa. 

La differenza principale riscontrata fra l’Ipotesi progettuale della SAT del 18 aprile 2018 (pag. 14) e l’Accordo di programma approvato dalla Giunta Provinciale con deliberazione n. 1587 del 10.8.2018 (pagg. 14 e 15) riguarda Malga Lagorai “la cui riqualificazione” nel primo documento “potrebbe essere indirizzata alla realizzazione di un classico, piccolo rifugio alpino oppure verso un’azienda agrituristica che offra anche possibilità di pernottamento” mentre, nel secondo, si fa riferimento in maniera esplicita ad una attività di ristorazione da realizzarsi anche attraverso la costruzione di una terrazza esterna.

Con tale articolata premessa, il Consiglio Centrale, alla luce della propria delibera del 14.11.2018, ha così inteso porre all’attenzione dei sottoscrittori dell’Accordo di Programma, e tra di essi in particolare la Magnifica Comunità di Fiemme quale ente proprietario di Malga Lagorai, la proposta di revisione delle modalità di destinazione e utilizzo degli edifici che compongono il complesso di Malga Lagorai in progetto di ristrutturazione. In particolare di realizzare un bivacco attrezzato e custodito, con cucina e servizi igienici, in luogo dell’attività di ristorazione. Una soluzione che vedrebbe la gestione oggi esclusivamente zootecnica dell’alpeggio, valorizzata in una logica di ospitalità fortemente integrata e connessa alla gestione alpicolturale della malga e che da questa non può prescindere, con l’obiettivo strategico di garantire e supportare l’esistenza e continuità di un’attività tradizionale di riconosciuto valore culturale, paesaggistico e ambientale (Nota 1). 

Questa soluzione permetterebbe non solo di indirizzare la scelta verso forme di gestione più sostenibili e coerenti con il territorio del Lagorai ma fugherebbe i dubbi su una possibile deriva commerciale non solo della malga, ma dell’intero contesto ambientale che ruota attorno ad essa. Tale ragionamento si lega ad una considerazione di carattere prettamente culturale, che riguarda la Magnifica Comunità di Fiemme, proprietaria non solo della malga, ma anche del territorio che la circonda; essa da quasi un millennio gestisce e preserva il proprio territorio e i suoi amministratori sono da sempre consapevoli di questa tradizione storica e di questo ruolo sociale (Nota 2).

Le motivazioni che hanno portato il Consiglio a formulare tale proposta sono molteplici, e si possono riassumere nei seguenti punti:

- la definizione del progetto, il dimensionamento delle strutture, la consapevolezza della somma degli effetti delle singole azioni adottate, possono contribuire allo sviluppo di un’idea più armonica e coerente con l’obiettivo di minimizzare gli impatti;

- se la sostenibilità economica di una struttura individuata come punto di appoggio non è stata oggetto di specifica analisi, l’esperienza consente tuttavia di prevedere con ragionevole certezza che un’eventuale insostenibilità possa portare in pochi anni a deroghe volte all’aumento di capacità ricettiva e volumetrica delle suddette strutture, finalizzata al recupero di marginalità, con prevedibili e difficilmente controllabili effetti sull’ambiente del Lagorai;

- la SAT si è spesa negli anni in diverse azioni a tutela del Lagorai e sente forte il dovere morale della conservazione del suo territorio, consapevole di quanto questa dipenda dal mantenere attivo il prezioso sistema di alpeggi, non solo per finalità zootecniche (che contribuiscono primariamente al mantenimento delle elevate peculiarità paesaggistiche e ambientali tipiche del Lagorai), ma anche in un’ottica di sobria ospitalità, consci che questo inestimabile patrimonio collettivo possa offrire opportunità di integrazione economica a chi si impegna a mantenerlo.

Infine, la SAT intende esplicitare una chiara posizione in merito alle telecomunicazioni ritenendo che su questo punto l’Accordo di programma sia piuttosto vago in quanto demanda alla Provincia autonoma di Trento (cfr. art. 4 comma 1, numero 1, lettera f)) a “realizzare le attività relative alle telecomunicazioni descritte al precedente articolo 3, comma 1) punto 3), tramite la collaborazione di Trentino Network nell’ambito del Piano generale di sviluppo del Sistema informativo Elettronico Trentino (SINET)”. (Nota 3)

 

La SAT ritiene che si debba valutare attentamente la eventuale infrastrutturazione per garantire il segnale ai posti tappa e che non vadano installati tralicci o ripetitori del segnale lungo il tracciato considerato che, ad oggi, le chiamate per situazioni di emergenza sono garantite. Le osservazioni sopra condotte sono state oggetto di una comunicazione indirizzata a tutti gli enti sottoscrittori dell’Accordo di programma. Specifiche considerazioni sono poi state riservate, e rese note con separata comunicazione all’Assessorato all’Ambiente e al Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette, alla rete sentieristica, tenendo conto che l’articolo 5 dell’Accordo di programma stabilisce che la SAT stipuli con la Provincia una specifica convenzione in base alla quale la SAT stessa “si assumerà l’impegno di effettuare la progettazione e la realizzazione degli interventi di sistemazione e adeguamento della sentieristica del tracciato della TransLagorai”. 

La SAT aveva individuato i tratti di sentiero da sistemare predisponendo un progetto che prevedeva una serie di interventi da realizzare sia attraverso l’opera dei propri volontari, sia con affidamento di alcuni lavori particolarmente impegnativi a ditte private. 

L’evento alluvionale del 27-30 ottobre u.s. ha però completamente stravolto le previsioni progettuali, riferite ad una situazione ante-alluvione a causa di estesi e notevoli danni alla rete sentieristica inerente il percorso della TransLagorai, oltre che all’intera rete provinciale gestita dalla SAT. 

Siamo in presenza di innumerevoli piante cadute che - a volte - formano un groviglio quasi inestricabile, di erosioni e sovralluvionamenti di estesi tratti dei tracciati, di frane, ponti e guadi asportati, ecc. Danni, tra il resto, non quantificabili fino a quando non sarà possibile a percorrere e visionare l’intero tracciato, sia a causa dell’irraggiungibilità fisica di molti tratti sia per l’approssimarsi della stagione invernale. Una situazione tragica nota che ha colpito trasversalmente e con violenza più comparti e categorie economiche oltre ad aver minato la tenuta idrogeologica del territorio. 

La SAT pur a conoscenza della disponibilità – sui capitoli di bilancio 2018 gestiti dal Servizio Sviluppo Sostenibile e Aree Protette – di fondi destinati a copertura dei costi previsti nella convenzione PAT/SAT non ha ritenuto responsabile addivenire alla stipula della convenzione a causa dell’assoluta aleatorietà delle previsioni progettuali in essa inseribili in quanto relative ad una situazione ante-alluvione. 

Si è poi fatto un ragionamento sulle priorità. 

I danni patiti dall’intera rete sentieristica gestita dalla SAT (più di 5.500 km), benché tuttora non quantificabili, sono comunque enormi. La SAT ritiene prioritari gli interventi di ripristino e di messa in sicurezza di sentieri molto più frequentati di quelli della TransLagorai e preferisce, quindi, che le eventuali risorse che la Giunta provinciale intendesse destinare per la riparazione dei danni ai sentieri, siano riservate prioritariamente al ripristino di detti tratti. 

Al termine di queste riflessioni, condivise all’unanimità dal Consiglio, la SAT ha confermato la disponibilità a collaborare all’attuazione del progetto della TransLagorai come individuato e descritto nella propria proposta del 18 aprile 2018, a fronte di una previsione progettuale aggiornata al post-alluvione, nel rispetto delle priorità e delle osservazioni sopra descritte.

 

NOTE:

1. La Direttiva 92/43/CEE “Habitat” tutela esplicitamente, fra gli altri, gli habitat seminaturali, quali i pascoli, riconoscendo di fatto il ruolo attivo svolto delle attività alpicolturali tradizionali nel mantenimento e conservazione della biodiversità di habitat e specie di flora e fauna ad essi associati.

2. Nell’inventario dell’archivio della Magnifica Comunità di Fiemme (curato da M. Bonazza e R. Taiani) si legge che nell’anno 1314 il Principe vescovo di Trento, Enrico di Metz, riconosce alla Comunità il privilegio di poter liberamente cacciare, pescare, condurre al pascolo ed usufruire dei prodotti del bosco sui monti “Cadin, Cadinello, […], Lagorai […].”; nel 1531 lo scario Cristoforo Baldessari concede in locazione per 4 anni la montagna del Lagorai con licenza di mantenervi e pascolarvi il proprio bestiame; al 1911 risale, infine, un fascicolo che concerne “Lavori di miglioramento della malga Lagorai in territorio del comune di Tesero”.

3. Art. 3, comma 1, punto 3, Telecomunicazioni: “Si prevede di effettuare tramite la collaborazione di Trentino Network opportune iniziative per migliorare la copertura telefonica lungo il tracciato e nelle strutture ricettive al fine di garantire, per quanto possibile, una adeguata gestione delle eventuali situazioni di emergenza in cui potenzialmente possono trovarsi gli escursionisti che frequentano il percorso della Translagorai, mediante l’aggiornamento del Piano generale di sviluppo del Sistema informativo Elettronico Trentino (SINET)”.

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